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(AGMnews) - Redazione, 25 lug. Avviato il tavolo congiunto Aiop Aris per il rinnovo del contratto collettivo nazionale della sanità privata e del socio-sanitario RSA. A darne notizia sono Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl, aggiungendo che: “In premessa, le parti hanno espresso la volontà di voler concludere in tempi brevi i rinnovi dei contratti, mantenendo distinte le due filiere della sanità privata e del socio sanitario, ferma restando la necessità di procedere ad un loro adeguamento economico e normativo, che valorizzi le professionalità e le competenze che in questi anni hanno portato le strutture ad erogare servizi di eccellenza”.  Come Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl, aggiungono, “dopo aver espresso soddisfazione per la riunificazione del tavolo contrattuale abbiamo sinteticamente illustrato i contenuti principali della piattaforma unitaria. In particolare abbiamo sostenuto, in coerenza con le posizioni assunte in avvio del negoziato per il rinnovo dei Ccnl pubblici, la necessità di destinare le risorse economiche che deriveranno dal contratto al sostegno dei redditi delle lavoratrici e dei lavoratori privilegiando la crescita degli stipendi tabellari”. Inoltre, proseguono le categorie di Cgil, Cisl e Uil, “abbiamo altresì evidenziato l’esigenza di avviare un confronto sulla previdenza complementare, data la sua rilevanza per il futuro delle lavoratrici e dei lavoratori. Si è anche convenuto con le controparti sulla necessità di affrontare  altri temi quali le relazioni sindacali e l’assetto ordinamentale, la conciliazione dei tempi di vita-lavoro e, più in generale, l’aggiornamento delle parti normative”. Per quanto riguarda la possibilità di prevedere forme di welfare contrattuale, osservano Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl, “si è convenuto di affrontare il tema una volta definito il quadro complessivo delle risorse a disposizione per il rinnovo contrattuale. La riunione si è conclusa con l’impegno a calendarizzare, a partire dal mese di settembre, una serie di incontri finalizzati alla prosecuzione della trattativa”. 
Investimenti in tecnologia avanzata e sinergia con il pubblico per la qualità delle cure
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(AGMnews) - Campobasso, 22 lug. Un nuovo corso per la Fondazione Giovanni Paolo II. E’ stato presentato stamane a Campobasso il piano di sviluppo per il prossimo triennio: un progetto di integrazione ed eccellenza per il territorio molisano che prevede investimenti tecnologici,  azioni a favore delle fasce più deboli e l’avvio del processo di co-abitazione con l’ospedale pubblico Cardarelli al fine di coniugare eccellenza medica e radicamento sul territorio. Dopo l’incontro con la stampa, il tavolo di lavoro a cui hanno partecipato, tra gli altri,  Maurizio Guizzardi e Mario Zappia, rispettivamente presidente e direttore della Fondazione Giovanni Paolo II, Massimo Casciello, Ministero della Salute e il presidente della Regione Molise, Paolo Di Laura Frattura. “Dopo questa lunga fase di trattativa con la Regione Molise siamo arrivati a definire un progetto, anche se non ancora formalizzato, attraverso il quale l‘Università Cattolica metterà a disposizione della Regione Molise gli spazi all’interno del proprio ospedale di Campobasso per consentire un efficientamento delle risorse pubbliche e garantire livelli sempre più alti di qualità delle cure - ha commentato il presidente della Fondazione Maurizio Guizzardi -  in questa ottica si inseriscono anche servizi integrati e condivisione di risorse che si espliciteranno con la suddivisione di servizi tra l’una e l’altra struttura”. Si tratta del primo esempio al centro sud di collaborazione tra pubblico e privato accreditato con risultati positivi per entrambi sia dal punto di vista della sostenibilità economica che dell’attenzione verso il paziente. Una buona pratica contro gli sprechi che consentirà di risparmiare riunendo in un’unica struttura le migliori specialità mediche per assicurare un servizio sempre migliore al paziente, in sicurezza. La qualità delle prestazioni rese dalla Fondazione è stata attestata anche dal PNE, il piano Nazionale Esiti con il quale l’AGE.NA.S (Agenzia Nazionale per i servizi sanitari Regionali) valuta gli esiti degli interventi sanitari. La nuova gestione della Fondazione ha compiuto diverse azioni per il risanamento finanziario e per ridefinire l’assetto organizzativo e strutturale per una migliore efficienza. Superate le criticità del passato, oggi è possibile guardare con fiducia al futuro. Dopo i nuovi accordi sindacali e la rinegoziazione dei principali contratti di servizio che ha permesso il recupero di efficienza operativa ed economica, nel 2016 la fondazione ha razionalizzato i turni del personale medico e riorganizzato le sale operatorie con la collaborazione e il prezioso contributo di tutto il personale dell’ospedale. Nel dettaglio il piano prevede rinnovamenti ed investimenti. Investimenti che in ambito tecnologico saranno indirizzati, tra le altre cose, alla sostituzione dei due acceleratori dedicati alle attività di radioterapia e alla sala ibrida per gli interventi del dipartimento cardiovascolare. Un processo al fine di far assumere a FGPII il ruolo di hub oncologico e centro di riferimento cardiologico e che, dal punto di vista del paziente, consentono terapie più efficaci, meno invasive e con minori effetti collaterali. Oltre a efficientamenti organizzativi, razionalizzazione delle forniture e il potenziamento di alcuni dipartimenti tra cui quello oncologico, quello delle malattie cardiovascolari, la radiodiagnostica e il laboratorio analisi. Il territorio - Consueta l’attenzione al territorio con diverse iniziative a favore della salvaguardia della salute dei più deboli, confermando così la vocazione dell’Ospedale: la Fondazione è, infatti, un’istituzione sanitaria no profit di ispirazione cristiana che non persegue alcuna attività di profitto. Tra gli appuntamenti della fondazione per la prevenzione e la salute della popolazione molisana: 
- Prevenzione nella tua città, giornate durante le quali la Fondazione offre alla popolazione prestazioni diagnostiche per la prevenzione delle patologie oncologiche e cardiovascolari.
- Iniziative di solidarietà a favore della Caritas diocesana, degli immigrati, delle persone disagiate e meno fortunate.
- Coinvolgimento delle associazioni di volontariato per creare un network virtuoso al servizio della persona.
- Coinvolgimento dei medici di medicina generale, dei pediatri di libera scelta e dell’Ordine dei Medici.
Solidarietà da parte del sindacato ai lavoratori dello Zuccherificio di Termoli che ha chiuso i battenti
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(AGMnews) - Campobasso, 19 lug. “Un Sindacato responsabile pretende e pratica il confronto ed è sempre pronto ad assumersi le proprie responsabilità” Questo la premessa metodologica di Tecla Boccardo che oggi pomeriggio partecipa ad un incontro in Regione sullo Zuccherificio.  “La UIL del Molise è il Sindacato di lotta, che è stato al fianco dei lavoratori nelle proteste e nel presidio, ma è anche un Sindacato di proposta. Un interlocutore non genuflesso alle scelte della politica, che vuole concorrere a trovare le soluzioni, condividere i percorsi, vigilare sull’adozione dei criteri. Purché le scelte siano adottate al più presto: troppo tempo è passato e non ne possiamo perdere altro!”. “Abbiamo da sempre sostenuto che questa realtà produttiva doveva essere salvata, anzi rilanciata utilizzando fondi europei, orgoglio nazionale e professionalità molisane. Ma tant’è: stiamo oggi svendendo a pezzi i macchinari, ipotizzando il riutilizzo del sito, persino la scritta è stata cancellata. E come Sindacato ci troviamo a discutere con la Regione che prospettiva costruire per i lavoratori.” Ecco le valutazioni della UIL: “Bene la messa in formazione e la riqualificazione delle maestranze, bene che i lavoratori tutti possano fruire di questa opportunità di miglioramento delle loro competenze e ricevere, al contempo, un reddito anche se limitato nell’importo. Ci stanno bene anche gli incentivi alla rioccupabilità di questi operai a favore delle aziende. Per stabilire un ordine in base al quale questi lavoratori verranno occupati devono essere previsti dei criteri oggettivi, misurabili e adottabili,  che valutino le capacità professionali di ognuno ma anche la condizione di diversificato bisogno economico e familiare. Criteri certi e percentuale di considerazione dei diversi aspetti.  Le aziende che assumeranno questi lavoratori, a tempo determinato o a tempo indeterminato, devono avere specifici obblighi per assicurare la continuità dell’occupazione.” “Il nostro obiettivo è: un posto di lavoro vero, stabile, remunerato e sicuro per ognuno dei lavoratori dello Zuccherificio.” La Boccardo è, come sempre, ben esplicita. “Questa vicenda dello Zuccherificio è un importante banco di prova per dimostrare, nella nostra realtà ma anche a Roma, che in Molise le risorse non si sprecano, non si bruciano in effimeri e aleatori progetti di ripresa economica e occupazionale tutti da dimostrare. Partendo da questa emergenza, perché tale è la situazione dei dipendenti dello Zuccherificio che hanno perso il posto di lavoro, si deve cominciare a progettare e costruire il futuro per ognuno di loro e per l’intera comunità.”  
  
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(AGMnews) - Campobasso, 18 lug. Sinistra Italiana ha presentato più interrogazioni parlamentari al Governo in difesa del Sistema Sanitario Pubblico del Molise ed ha cercato di fermare sia in Commissione che alla Camera e al Senato l’approvazione dell’emendamento 34/bis sul Piano Operativo Straordinario 2016-2018 inserito in modo atipico nella conversione in legge di un Decreto sui conti pubblici. L’atto perpetrato dal Governo Gentiloni – Alfano rappresenta un vulnus istituzionale che aggira gli artt. 116, 117 e 121  della Costituzione e definisce in sede parlamentare l’assetto dei servizi sanitari del Molise esautorando il Consiglio Regionale ed il sistema delle autonomie locali, le parti sociali e gli Ordini Professionali. La forzatura del Governo merita di essere impugnata innanzi alla Corte Costituzionale dalla Regione Molise a salvaguardia della dignità della nostra comunità e a tutela dei cittadini che si sono ritrovati con una scelta calata dall’alto che indebolisce la sanità pubblica in favore di strutture convenzionate provate accreditate. I cittadini del Molise hanno diritto a vedersi riconosciuta concretamente la tutela costituzionale in materia di salvaguardia della salute, e di fruibilità e accesso ai Livelli Essenziali di Assistenza Sanitaria. Su questi temi Sinistra italiana sollecita l’approvazione della Mozione del Consiglio Regionale per impugnare l’art. 34/bis della Legge n. 96/2017 e continuerà la propria mobilitazione in difesa del diritto alle tutele della salute dei cittadini.
Movimento Cinque Stelle commenta la non approvazione in Consiglio regionale del decreto sanità
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(AGMnews) - Campobasso, 18 lug. Il dibattito sulla Sanità di questi giorni è scivolato sulla sovrapposizione delle competenze tra Stato e Regioni, ma il nostro intervento in Aula ha voluto soprattutto aprire la strada agli aspetti di illogicità, e quindi di illegittimità, dell’iter legislativo che ha visto approvare il Programma operativo straordinario regionale da parte del governo nazionale. Una forzatura che in un sol colpo ha scavalcato il Consiglio regionale e la volontà di migliaia di cittadini. Se è vero che in tema Sanità il Consiglio regionale è già stato esautorato una prima volta con il Commissariamento, è altrettanto vero che non possiamo accettare passivamente lo svilimento dell’assemblea. Il Programma operativo sanitario appare carente a livello di contenuti, è frutto di un metodo più che discutibile ed è pieno di aspetti in contrasto con un’altra legge dello Stato nella stessa materia, il cosiddetto Decreto Balduzzi che regola e definisce gli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all’assistenza ospedaliera. Il Programma operativo confligge con il ‘Balduzzi’, ad esempio, sul modello organizzativo sanitario di riferimento, sulla fumosa integrazione pubblico-privato e su aspetti più specifici come il numero dei posti letto da assegnare. Questioni che possono aprire la strada alla illegittimità dell’articolo 34bis che ha reso legge il Programma operativo. Proprio per questo non abbiamo ostacolato la mozione presentata da Michele Iorio che punta sul ricorso in Corte costituzionale. Ma visti i tempi biblici della giustizia italiana soprattutto su tali controversie, abbiamo anche deciso di percorrere una strada parallela e che quindi non esclude quella del ricorso. Il MoVimento 5 Stelle Molise ha infatti presentato una mozione che impegnava il governatore e commissario ad acta, Paolo di Laura Frattura, a farsi promotore presso il governo nazionale di qualsiasi iniziativa di carattere legislativo che consentisse l’abrogazione dell’articolo 34bis. Purtroppo, però, ancora una volta abbiamo registrato che il Consiglio regionale è a favore di una Sanità più equa e più rispondente ai bisogni dei cittadini soltanto a parole e non con i fatti
Un importante mediatore delle funzioni delle cellule neuronali, alterato dalla patologia, potrebbe essere un nuovo bersaglio per terapie innovative
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(AGMnews) - Redazione, 15 lug. L’alterazione dei livelli degli sfingolipidi, componenti fondamentali della membrana delle cellule del cervello, sembra giocare un ruolo cruciale della Malattia di Huntington. Intervenire sul metabolismo di queste molecole potrebbe rappresentare una strada innovativa per combattere il decorso di questa gravissima patologia genetica. Sono i risultati di una ricerca condotta dal Laboratorio di Neurogenetica e Malattie Rare dell’I.R.C.C.S. Neuromed di Pozzilli (IS) in collaborazione con altre istituzioni scientifiche italiane e internazionali, tra cui l’IIT di Genova e le Università Vanderbilt, negli USA, e Cambridge, nel Regno Unito. La Malattia di Huntington è una grave e rara condizione genetica neurodegenerativa che colpisce la coordinazione dei movimenti e porta a un inarrestabile declino neurologico. La malattia è causata da una mutazione del gene che codifica per la proteina “huntingtina”. La proteina, prodotta in una forma alterata, interferisce con l’omeostasi del cervello alterandone le normali funzioni. Pubblicato sulla rivista Scientific Reports (Nature Publishing Group), lo studio Neuromed ha preso in esame un aspetto nuovo. I ricercatori hanno analizzato i livelli di sfingosina-1-fosfato (S1P), un particolare sfingolipide che controlla importanti funzioni nei neuroni e nelle cellule che costituiscono la sostanza bianca del sistema nervoso (mielina). “I nostri esperimenti – spiega Alba Di Pardo, ricercatrice del Laboratorio di Neurogenetica e Malattie Rare, primo nome del lavoro scientifico – hanno mostrato come il funzionamento degli enzimi coinvolti nel metabolismo di S1P sia alterato nella Malattia di Huntington. Questo fenomeno è stato osservato sia nei modelli animali che nei tessuti umani”. “I nostri risultati – continua la Dr.ssa Di Pardo – sono molto incoraggianti. La modulazione farmacologica dell’attività di questi enzimi induce l’attivazione di meccanismi molecolari che mitigano gli effetti tossici della mutazione, in neuroni ottenuti da cellule staminali pluripotenti indotte (iPSC) derivanti da pazienti con la malattia” . Non è ancora del tutto chiaro come la mutazione della huntingtina possa provocare la riduzione dei livelli di S1P, ma i ricercatori Neuromed ritengono che i disturbi a carico degli sfingolipidi possano avere una notevole importanza. “Un difetto nel metabolismo di S1P – spiega Vittorio Maglione, responsabile dello studio – potrebbe contribuire allo sviluppo della Malattia di Huntington. Per questo motivo pensiamo che interventi mirati a modulare i livelli di questo sfingolipide potrebbero offrire prospettive nuove per una patologia per la quale attualmente non esistono cure”.
L'iniziativa si svolgerà a Termoli presso i locali della Scuola Principe di Piemonte e in diverse postazioni mobili allestite con automezzi idonei
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(AGMnews) - Campobasso, 13 lug. Con l’arrivo dell’estate è ripartito il progetto di prevenzione a sfondo sociale della Fondazione Giovanni Paolo II - “Ricerca e Prevenzione in Molise”. Dopo il successo del primo incontro a Campobasso in occasione dei festeggiamenti del Corpus Domini, oltre 600 prestazioni erogate, la “Carovana della Salute” fa tappa a Termoli. Il 18 luglio in piazza Monumento dalle ore 17.00 alle 21.00 presso i locali della Scuola Principe di Piemonte e in diverse postazioni mobili allestite con automezzi idonei, gli specialisti della Fondazione saranno a disposizione della popolazione per attività di prevenzione per i tumori della tiroide e del colon e per alcune problematiche dell’ambito muscolo scheletrico. Sarà possibile effettuare gratuitamente: eco tiroide e visita endocrino chirurgica per la prevenzione del tumore della tiroide, visita Chirurgica approfondita per la diagnosi precoce del cancro al colon. Mentre nell’ambito riabilitativo: visita fisiatrica valutazione posturale computerizzata, indicazioni per trattamenti riabilitativi per tutte le età anche bambini (es. piede piatto, scoliosi, problematiche articolari, etc.). Non sarà necessario prenotare né essere in possesso dell’impegnativa del medico. Il progetto è rivolto a tutta la popolazione e chiunque potrà partecipare, ma si vuole offrire un’opportunità soprattutto alle famiglie che si trovano in difficoltà economiche e che spesso non riescono ad effettuare anche semplici esami diagnostici. Il Comune di Termoli ha collaborato attivamente alla realizzazione dell’iniziativa e concesso il patrocinio. In Italia si calcola siano oltre 6 milioni le persone con problemi alla tiroide: prevenzione e diagnosi precoce sono fondamentali per trattamenti mirati e tempestivi. I disturbi della tiroide riguardano una persona su 10 nei paesi occidentali. Le persone a rischio, che dovrebbero senz'altro fare un controllo, sono quelle che hanno in famiglia parenti con problemi di tiroide, la madre, il padre, fratelli o sorelle. E poi coloro che accusano sintomi legati all'ipertiroidismo, quindi tachicardia, nervosismo, insonnia, o banalmente, un aumento di grandezza del collo, sintomo di tiroide ingrossata, o un rilievo sul collo che può far pensare alla presenza di un nodulo. I casi di tumore del colon sono più di 35 mila l’anno. La malattia insorge soprattutto dopo i 60 anni e che nel 90% dei casi è preceduta dalla comparsa, a livello del colon, di formazioni benigne (polipi) che possono nel tempo degenerare in tumore. Per questo è importante la prevenzione, che permette sia di ridurre il rischio di ammalarsi, anche grazie all’asportazione di eventuali polipi, sia d’identificare in fase precoce un possibile tumore. Oltre a costituire la struttura portante di ogni individuo, l’apparato muscolo scheletrico ne permette il movimento. Ossa, articolazioni, tendini e muscoli devono essere perfettamente in salute per garantire la migliore prestazione. Chi soffre di questi problemi potrà confrontarsi con il medico fisiatra e gli specialisti dell’equipe riabilitativa. Questo progetto vuole, dunque, incentivare la popolazione a prendersi cura della propria salute, attraverso la prevenzione. Gli specialisti informeranno la popolazione anche sulle strategie da adottare per favorire stili di vita salutari ed evitare i più comuni “fattori di rischio”.  Un dialogo attento e corretto tra il sistema sanitario e la persona attraverso il quale si possa trasmettere non solo informazione ma anche cultura. 
Un mondo praticamente sconosciuto fino a pochi anni fa. Oggi diagnosi, cura e ricerca sono unite nel portare alla gente la conoscenza.
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(AGMnews) - Redazione, 20 giu. “Il nostro compito non è solo fare ricerca, ma comunicarla, e comunicarla bene. Se i ricercatori non hanno rapporto diretto con medici di base e cittadini, si resta isolati. Una regola valida per tutte le discipline scientifiche, ma che nel campo delle malattie rare diventa cruciale”. È con queste premesse che Maurizio D’Esposito, ricercatore del Centro di Genetica e Biofisica “A. Buzzati Traverso” del CNR, ha aperto a Procida il meeting “Malattie genetiche rare: dalla diagnostica alla comunicazione”. Un corso di Educazione Continua in Medicina, promosso proprio da Neuromed e CNR, ma anche un momento di raccordo e comunicazione, come spiega il ricercatore: “Dare una speranza ai pazienti di malattie rare significa non solo essere nei laboratori per cercare nuove risposte, ma significa anche uscire tra la gente, divulgare, incontrare tutti i protagonisti della salute”. E per questo scopo c’è stata la scelta di Procida, legata a un aspetto culturale, come illustra D’Esposito: “Procida ha una sua forte caratterizzazione culturale, pensiamo al Postino di Troisi, oppure a Elsa Morante. È in questo clima che vogliamo creare un rapporto tra il CNR, l’I.R.C.C.S. Neuromed e questa isola”. “Ancora una volta abbiamo cercato di spiegare il concetto di malattia rara confrontandoci con i nostri colleghi. – ha detto Alba di Pardo, del Laboratorio di Neurogenetica e Malattie Rare del Neuromed - È necessario conoscere meglio e intervenire meglio in un campo difficile come questo, dove per la maggior parte delle patologie non vi è ancora una cura. Ma si stanno facendo passi in avanti nella diagnostica e nella pratica clinica, per dare un punto di riferimento ai pazienti. È per questo che siamo qui a Procida, per dare il corretto messaggio di comunicazione e sensibilizzazione. Fuori dalle porte degli ospedali e dei laboratori di ricerca”. Proprio le prospettive che stanno nascendo nei laboratori di ricerca in tutto il mondo sono state esposte da Vittorio Maglione, anche lui del Centro Malattie Rare Neuromed. “Inevitabilmente, sono due gli approcci che vengono seguiti: da un lato quello genetico, che mira a “riparare” l’alterazione genetica responsabile della malattia. Dall’altro, la strada farmacologica, nella quale si studiano molecole capaci di intervenire sui danni causati dall’alterazione presente nel DNA. Tra l’altro, è questa la strada che seguiamo al Neuromed. Penso che l’approccio genetico potrà offrirci prospettive notevoli, ma saranno necessari tempi lunghi. La farmacologia, invece, ci ha già messo a disposizione strade interessanti che potranno giungere ai pazienti in tempi più rapidi”. “Da Procida un segnale di ottimismo. – ha affermato il Presidente della Fondazione Neuromed, Mario Pietracupa -  Un luogo di cultura dal quale partiamo per affrontare problematiche importanti quali quelle relative alle malattie rare. Vogliamo dare un messaggio di speranza a tutti coloro che vivono una situazione di disagio. La speranza nasce dalla ricerca e dal confronto. Per progetti importanti come questo sulle malattie rare bisogna confrontarsi con altre realtà. La collaborazione tra Neuromed e CNR è un esempio di due Istituzioni che si mettono in discussione e si aprono a nuove collaborazioni, condividendo la necessità di comunicare con il mondo “esterno” ciò che fanno”. Il meeting ha visto anche la consegna di un riconoscimento a un giovane ricercatore Neuromed, Enrico Amico, per il suo impegno nel campo delle malattie rare. Il premio, assegnato dall’Associazione “Paolo Balestrazzi, Lotta alla Neurofibromatosi e a tutte le Malattie rare” allo scopo di “sottolineare l’essenzialità della ricerca e spronare sempre più questi giovani a fare meglio. Senza la ricerca non avremo futuro – dice Palmina Giannini, Presidente dell’Associazione – non è semplice sopportare malattie come la Neurofibromatosi, la SLA, il cancro. Parlarne è già un traguardo”. 
Sono stati effettuati esami per prevenire malattie cardiovascolari.
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(AGMnews) - Campobasso, 19 giu. Grande successo per il primo incontro promosso dalla Fondazione Giovanni Paolo II, nell’ambito del Progetto “Ricerca e Prevenzione in Molise” venerdì 16 giugno 2017 in piazza Vittorio Emanuela a Campobasso.  Una partecipazione straordinaria, circa 600 prestazioni erogate in sole 4 ore di attività.  Un numero davvero eccezionale, considerando anche la tipologia di esami molto diversificata: elettrocardiogramma con refertazione medica, stick glicemico, rilevazione pressione arteriosa, rilevazione frequenza cardiaca, misurazione non invasiva della saturazione dell'ossigeno a livello periferico. Esami da cui è possibile rilevare parametri clinici importanti, che a volte possono essere un “campanello d’allarme” soprattutto per le malattie cardiovascolari. A molti dei partecipanti è stato, infatti, consigliato di effettuare ulteriori approfondimenti diagnostici, confrontandosi con il proprio medico di famiglia. E’ stata una sfida promuovere un ambulatorio gratuito, durante la più grande e imponente manifestazione del Molise: il Corpus Domini di Campobasso,  che normalmente genera una partecipazione di massa, ma gli specialisti della Fondazione, hanno saputo fronteggiare al meglio l’enorme flusso di persone arrivate in piazza Vittorio Emanuele sin dalla prime ore del pomeriggio. “Siamo davvero soddisfatti della riuscita di questo primo incontro” commenta il Direttore Generale Mario Zappia “abbiamo iniziato dalla città capoluogo, ma continueremo in diversi centri del Molise, offrendo prestazioni gratuite alla popolazione.  E’ importante sensibilizzare la comunità a prendersi cura della propria salute, iniziando proprio dalla prevenzione, che rimane l’arma vincente per sconfiggere alcune patologie importanti”. La prevenzione delle malattie cardiovascolari permette infatti di salvare molte vite, come sottolineano chiaramente i dati disponibili. Secondo l’OMS, in tutto il mondo, il 62% degli infarti e il 49% degli ictus sono dovuti alla pressione alta non curata. E il colesterolo in eccesso è responsabile del 56% degli attacchi di cuore e del 18% degli ictus. Decisamente dei buoni motivi per pensarci prima. Tutto questo è stato possibile grazie soprattutto, all’impegno degli Infermieri professionali, e dei Cardiologi. Molti esami sono stati effettuati proprio dagli infermieri che in passato ricoprivano negli ambulatori ruoli puramente esecutivi. Oggi la professione infermieristica è stata notevolmente valorizzata: sono tutti laureati con una formazione altamente specialistica e anni di esperienza sul campo. Oggi questi professionisti sono in grado di ricoprire ruoli sempre più attivi e autonomi fino alla conduzione di alcuni ambulatori o di percorsi assistenziali costruiti al loro interno. Queste strutture sono in grado di erogare numerosissime prestazioni, come medicazioni, stomie, posizionamento di cateteri etc. etc. anche a domicilio.  L’ambulatorio infermieristico è attivo anche alla Fondazione “Giovanni Paolo II”, raggiungibile al numero 0874.312.640.
Petraroia e il suo intervento sull'approvazione definitiva del Piano Operativo Sanitario 2016
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(AGMnews) - Campobasso, 14 giu. Salvo improbabili eventi delle ultime ore, il 14 giugno il Senato approverà in via definitiva quale legge dello Stato, il Piano Operativo Sanitario 2016 - 2018, dando un colpo d’acceleratore sui processi di riorganizzazione concordati tra il Commissario ad Acta Paolo Di Laura Frattura ed il Governo Nazionale. L’invasività della norma di legge che disciplina i commissariamenti statali in materia di sanità nelle regioni indebitate, ha esautorato i territori di ogni possibilità di contribuire alla redazione dei piani di rientro dal debito, ha sancito il primato della riduzione della spesa sulla garanzia dei livelli essenziali di assistenza e ha reso vane le impugnative delle comunità locali con l'inserimento in Costituzione dell'obbligo del pareggio del Bilancio dello Stato. I cittadini non hanno avuto una sede istituzionale democraticamente eletta per partecipare al confronto di merito sulla riorganizzazione del sistema sanitario, cosi come le associazioni di categoria, gli operatori, gli ordini professionali, le confederazioni sindacali, gli enti locali, il mondo del volontariato e la stessa amministrazione regionale. Al di là di alcune circostanze meramente informative non ci sono state proposte formalizzate da rappresentanti istituzionali, comunità locali, parlamentari o movimenti, che siano state recepite in Piani di rientro dal debito suscettibili di interminabili mutamenti nel negoziato intercorso esclusivamente tra il Tavolo Tecnico Interministeriale coordinato dal Governo ed il Commissario ad Acta. L’ultimo Piano Operativo Sanitario che tra qualche ora assurgerà a legge dello Stato non risolve parti delicate del nuovo assetto come l'integrazione tra Cardarelli e Cattolica, il funzionamento sistemico delle reti dell'urgenza - emergenza, il rapporto tra pubblico e privato accreditato, il raccordo tra prevenzione, medicina territoriale, strutture riabilitative, case della salute, medicina di base, poliambulatori e strutture ospedaliere. Non risolve inoltre il declassamento connesso con il Decreto Balduzzi che ha visto cancellati con un tratto di penna Unita Operative Complesse negli ospedali di Campobasso, Isernia e Termoli, ed ha accentuato la necessità di definire procedure e protocolli per la gestione delle casistiche e delle patologie non strutturate in Molise. Su tutti questi temi si registra da tempo una contrapposizione deleteria che non aiuta a ricercare le soluzioni più efficaci a tutela dei malati molisani. Il diritto costituzionale a fruire dei livelli essenziali di assistenza coinvolge giustamente anche i cittadini del Molise, e non può rimanere sospeso nemmeno se con un blitz inaccettabile si approva una legge dello Stato che disegna un nuovo assetto assegnandogli una veste giuridica nazionale. Non sarà una legge ordinaria a cancellare gli articoli della Costituzione che sanciscono l'uguaglianza di tutti i cittadini della Repubblica a partire dal diritto alla tutela della salute.
Neuromed e CNR insieme per un confronto sugli avanzamenti scientifici e l’indispensabilità di una corretta informazione
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(AGMnews) - Pozzilli (IS), 14 giu. L’I.R.C.C.S. Neuromed, la Fondazione Neuromed e l’Istituto di Genetica e Biofisica “A. Buzzati Traverso – CNR promuovono il convegno “Malattie Genetiche Rare: dalla diagnostica alla comunicazione”. L’incontro, unico nel suo genere per il tema trattato e per gli obiettivi che si prefigge, ha valenza ECM (Educazione Continua in Medicina) e vede la responsabilità scientifica di Maurizio D’Esposito e Alba di Pardo, ricercatori rispettivamente CNR e Neuromed. L’appuntamento è a Procida nella Sala Convegni Santa Margherita Nuova, in via Terra Murata 33. Il meeting punta ad istituire un dialogo tra il mondo della ricerca, i cittadini e le istituzioni con l’obiettivo di promuovere non solo un confronto sugli avanzamenti scientifici in materia di malattie rare ma anche una corretta informazione a cittadini, pazienti e operatori sanitari. Le patologie genetiche rare hanno spesso difficoltà ad attirare l’attenzione della ricerca e delle istituzioni. Per molte di esse non esiste ancora una cura e, per tante, nemmeno una diagnosi. “Come ricercatori, e molto spesso come genitori, non possiamo accettare che questi malati non possano sperare nel loro futuro.  – dice D’Esposito - La ricerca scientifica di alto livello è l’unica strada che conosciamo per dare risposte ai pazienti. Facendo ricerca innovativa attiriamo l’attenzione dell’industria farmaceutica. D’altro canto comunicare le conoscenze che si stanno accumulando per tali patologie è l’unica strada per riconoscerle in tempo e dare loro, ove possibile, cure appropriate o contribuire al miglioramento della qualità della vita del paziente e della sua famiglia. La conoscenza è imprescindibile anche per una qualsiasi forma di prevenzione.”  La diagnostica precoce, la ricerca di base e la comunicazione nel campo delle patologie genetiche rare sono quindi gli assi portanti del dialogo previsto nell’evento di Procida. Non mancheranno, poi, una rappresentanza delle associazioni dei pazienti affetti da malattie rare e le testimonianze degli stessi. Sarà conferito, inoltre, un premio da parte dell’Associazione Paolo Balestrazzi ad un giovane ricercatore che si è distinto nello studio delle malattie rare.“Si tratta del primo meeting che l’Istituto Neuromed, in collaborazione con il CNR di Napoli organizza “fuori porta”.  – spiega Di Pardo - Un incontro di esperti dove si parlerà di diagnostica genetica, di ricerca preclinica e di comunicazione. Tanti gli sforzi che la ricerca sta facendo nell’ambito delle malattie rare con un’apertura, allo stesso tempo, nel campo della comunicazione tramite un confronto diretto con le Associazioni che supportano i pazienti e le famiglie”. “Il confronto tra gli addetti ai lavori è importante per poter progredire dal punto di vista scientifico. – afferma Mario Pietracupa, Presidente della Fondazione Neuromed – Il nostro punto di riferimento, insieme al valore aggiunto che danno i nostri ricercatori, è quello di dimostrarsi estremamente umili e disponibili, confrontarsi per cercare sempre di andare a fondo nelle varie problematiche. Questa è la vera ricerca. Poi è chiaro che servono i dati, l’epidemiologia. Se non sappiamo quali sono e quanti sono i pazienti che hanno particolari patologie, e se non identifichiamo le patologie stesse, è chiaro che diventa difficile poter intervenire dal punto di vista scientifico”. Per essere ufficialmente definita “rara” una patologia non deve superare i 5 casi su 10.000 persone. Un numero che solo apparentemente sembra poco significativo. Nel mondo sono state infatti individuate tra le 7.000 e le 8.000 malattie rare, l’80% delle quali di origine genetica. Ecco che i conti cambiano drammaticamente: in Europa si stima che le persone colpite siano tra i 20 e i 30 milioni.  Persone impegnate lungo un sentiero di incertezze, vicoli ciechi, paure. Si calcola che per una malattia rara ci vogliano da 5 a 15 anni prima che arrivi la diagnosi certa.   
Mancano solo pochi giorni all’importante evento di rilievo internazionale. organizzato dalla Fondazione Giovanni Paolo II dedicata a terapie e innovazioni per la disfunzione della valvola mitrali
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(AGMnews) -Isernia, 09 giu. Mancano ormai solo pochi giorni all’importante evento scientifico di rilievo internazionale che si svolgerà alla Fondazione “Giovanni Paolo II” il prossimo 17 giugno. Durante il convegno “Mitral and Tricuspid Valve, the reality and the future” verranno discussi gli aspetti attuali e gli sviluppi futuri delle terapie della patologie valvolari. Inoltre, verrà trasmesso dal vivo un caso in cui sarà seguita una tecnica innovativa per la riparazione della valvola mitralica con l’utilizzo di neocorde per via transapicale. Le relazioni inerenti le terapie chirurgiche minimamente invasive sono presentate dagli stessi ideatori, Hugo Van Hermen, Patrick Perrier, Giuseppe Speziale. La Faculty è composta da cardiochirurghi, cardiologi di diverse nazionalità (Italia, Stati Uniti, Belgio, Spagna, Germania) che sono tra i massimi esperti nel panorama internazionale. Oltre al “padrone di casa”, Carlo Maria De Filippo, Direttore del Dipartimento di Malattie Cardiovascolari della Fondazione saranno presenti gli statunitensi Steven Bolding, Università del Michigan, e Marriel Jesupp, University of Pennsylvania’s Perelman School of Medicine; oltre che il preside della facoltà di medicina e chirurgia dell’Università Cattolica, Rocco Bellantone; Filippo Crea, direttore del polo di scienze cardiovascolari e toraciche e ordinario di cardiologia nello stesso ateneo e  Ottavio Alfieri, Università San Raffaele, noto per la tecnica operatoria di correzione del malfunzionamento della valvola mitralica che porta il suo nome, "Alfieri stitch". I lavori verranno introdotti dal Direttore Generale della Fondazione Mario Zappia.
Petraroia e le sue considerazioni riguardo l'abrogazione dell'emedamento 34/bis
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(AGMnews) - Campobasso, 04 giu. Il blitz del Governo Gentiloni – Alfano a danno dei cittadini molisani si consumerà nel peggiore dei modi nei prossimi giorni al Senato con la richiesta di voto di fiducia sulla manovra di bilancio che farà decadere le richieste di abrogazione dell’emendamento 34/bis che trasforma in legge nazionale il Piano Operativo Sanitario del Commissario ad acta Paolo Di Laura Frattura. Solo una crisi di governo potrebbe salvare il Molise facendo venir meno i voti della maggioranza al Senato, ma dopo le dichiarazioni di Alfano a sostegno dell’Esecutivo Gentiloni, un tale epilogo è altamente improbabile. Pur sollecitando i gruppi parlamentari di Sinistra Italiana, dei Democratici e Progressisti, e delle altre forze politiche di opposizione a  battersi con determinazione per far cassare l’emendamento scandaloso sulla sanità molisana, sussiste il rischio che a breve ciò che il Commissario ad acta ha concordato col tavolo tecnico interministeriale nazionale sul rientro dal debito possa diventare legge dello Stato, con tutte le deprecabili conseguenze di cui già si intravedono le tristi avvisaglie con il blocco dei ricoveri oncologici al Cardarelli di Campobasso. Il percorso dei commissariamenti dei sistemi sanitari in deficit venne avviato dal Governo Berlusconi nel 2005-2006, affinato dal Governo Prodi nel 2007 e messo a regime dai Governi successivi presieduti da Berlusconi 2008-2011, Monti 2012, Letta 2013, Renzi 2014-2016 e Gentiloni nel 2017. In realtà il diktat di diminuire la spesa sanitaria italiana in rapporto al Prodotto Interno Lordo arriva dalle politiche di austerità imposte dalla troika europea insieme ai tagli al welfare, al blocco delle assunzioni nel pubblico impiego e all’innalzamento dell’età pensionabile. Meno stato sociale, meno protezione universalistica e meno diritti di cittadinanza, con obbligo del pareggio del bilancio statale messo in Costituzione e rispetto dei parametri sul rientro del deficit e la riduzione del debito pubblico. La vera politica economica viene decisa a Bruxelles e a Francoforte da dove partono le direttive per i Governi dell’Eurozona che hanno adottato la moneta unica. A sua volta il Governo Nazionale per rientrare nei vincoli di bilancio esautora il Parlamento a cui di fatto viene negata la potestà legislativa visto che l’80% delle leggi approvate sono la ratifica dei Decreti Legge adottati dal Consiglio dei Ministri convertiti molto spesso in via d’urgenza e ricorrendo al voto di fiducia. Il Governo per controllare l’andamento della spesa pubblica, esautora le Regioni e gli Enti Locali di gran parte delle loro competenze, barcamenandosi tra tagli di trasferimenti, blocco del turn over e adozioni di leggi più restrittive. La Corte Costituzionale dopo l’inserimento del pareggio di bilancio in Costituzione è sostanzialmente limitata nell’esercizio delle proprie funzioni di salvaguardia dei diritti universali di cittadinanza stante l’obbligo di non aggravare il rapporto tra debito complessivo e prodotto interno lordo annuo. In questa cornice normativa i margini di manovra per tutelare la sanità pubblica regionale erano oggettivamente insussistenti, ma ciò che colpisce è la resa incondizionata alle imposizioni del Governo che prima detta le proprie condizioni nella stesura del Piano Operativo Sanitario 2016-2018 e poi lo trasforma in legge nazionale senza che in nessuna sede istituzionale democratica si sia sviluppato un minimo di confronto di merito. Ad esempio nessun conosce i termini dell’intesa tra il Cardarelli e la Fondazione Giovanni Paolo II° che dovrebbe rappresentare il cardine del riassetto della rete ospedaliera regionale. Non è chiaro perché il Governo abbia negato la deroga ai parametri del Decreto Balduzzi per garantire almeno un Ospedale di II° livello al Cardarelli con tutte le Unità Operative Complesse previste e due Ospedali di I° livello a Termoli e Isernia, e un Ospedale di area montana ad Agnone. Non si comprende perché al termine del riassetto del sistema sanitario il Molise diventi la prima ed unica regione italiana in cui le strutture private non sono aggiuntive del sistema pubblico bensì sostitutive. Come si vede ciò che è accaduto sul nostro territorio assume le sembianze spettrali di una sperimentazione che sarà estesa anche in altre regioni se è vero come è vero che in queste settimane stanno partendo accordi in Lombardia in cui intere prestazioni vengono demandate a strutture sanitarie del privato accreditato. Il  “ caso Molise “ è più grave di ciò che si pensi perché priva i molisani di un sistema sanitario pubblico di qualità, e pone le condizioni, a livello nazionale, perché passi il principio che una parte sempre più consistente dei 113 miliardi annui del Fondo Sanitario Nazionale venga veicolato verso operatori privati che agiscono a Budget, coi DRG, a prestazioni e per obiettivi, altro che art.32 della Costituzione che tutela la salute pubblica dei cittadini. 
SI terrà un evento presso la Fondazione “Giovanni Paolo II” che vedrà la partecipazione un professore tra i massimi esperti a livello mondiale
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(AGMnews) - Campobasso, 02 giu. l trapianto di midollo osseo/cellule staminali emopoietiche è da molti anni una procedura in grado di guarire molti pazienti adulti e bambini affetti da un numero sempre crescente di patologie che vanno dalle leucemie acute, alle aplasie midollari, immunodeficienze, emoglobinopatie alle malattie congenite del metabolismo. Negli ultimi anni le scienza medica ha fatto ulteriori progressi in questo ambito. L’argomento è stato affrontato, giovedì 1 giugno 2017, nel corso del meeting promosso dalla Fondazione “Giovanni Paolo II” in collaborazione con l’Admo Molise. Tra i relatori intervenuti spicca sicuramente il professor Andrea Bacigalupo, luminare di fama mondiale, che è considerato dalla Comunità scientifica considerato uno dei massimi esperti internazionali del settore. Noi l’abbiamo intervistato:
 
 
Professor Bacigalupo, qui a Campobasso per parlare di trapianti e donazioni …
 
Oggi parleremo di trapianti, cellule staminali e donazioni. I protagonisti sono il donatore da un lato il paziente dall’altro. Poi ci sono altri attori importanti: tutti quelli che lavorano per raggiungere questo obiettivo.  Il trapianto è una procedura complessa, ma anche molto bella, perché l’aspetto medico, tecnico, diventa un tutt’uno con il lato umano.  Questo tipo di donazione è sicuramente la forma più “nobile” che possa esistere: “offrire” una parte di se agli altri. Il rischio è pressoché minimo e si può davvero salvare la vita ad una Persona. Nel determinare il successo di questa procedura, che nel mondo viene eseguita su 50 mila pazienti l’anno, assumono un ruolo cruciale anche le Associazioni di donatori.  Un’attività importante di grande impatto medico, scientifico ed umano …
 
 
Com’è il cambiato il modo di effettuare i trapianti ?
 
Abbiamo cambiato le modalità di raccolta delle cellule staminali, che possono essere effettuate non solo dal midollo osseo, ma anche dal sangue periferico e dal cordone ombelicale, sono state modificate  le modalità di preparazione e profilassi dei pazienti, riducendo al minimo le  possibili complicanze immunologiche …
 
 
Lei collabora stabilmente anche la Fondazione “Giovanni Paolo II” di Campobasso …
 
Assolutamente si ..  sono stato qui nel 2015 per diverso tempo. Stiamo lavorando insieme al Centro Trasfusionale per riprendere l’attività in modo ancora più efficace.  Mi auguro di poter tornare presto a dare il mio contributo per realizzare un polo medico che si possa occupare in modo specifico di questa attività. 
Convegno e riflessioni presso la Fondazione Giovani Paolo II con il professore di fama internazionale Bacigalupo
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(AGMnews) - Campobasso, 31 mag. Il trapianto, ossia la sostituzione di un “organo” irrimediabilmente ammalato con un altro proveniente da un soggetto sano, è una delle più grandi conquiste della medicina. Negli ultimi anni la scienza medica ha fatto notevoli progressi in questo settore, ne parleranno illustri relatori di fama internazionale, tra cui il professor Andrea Bacigalupo, uno dei “padri nobili” dell’Ematologia Italiana “pioniere” nel campo dei trapianti. L’illustre accademico oggi dirige e l’Unità Operativa di Ematologia del Policlinico Gemelli, collaborando attivamente anche con la Cattolica di Campobasso. Dopo i saluti del Direttore Generale della Fondazione, dott. Mario Zappia, coordineranno i lavori i professori Storti e Sallustio della Fondazione Giovanni Paolo II. Si alterneranno validissimi relatori provenienti da diversi Centri Italiani, come la dott.ssa Nicoletta Sacchi, la Prof.ssa Simona Sica ed il dott. Franco Papola. Nella seconda parte della mattinata verrà illustrata l’attività di trapianto svolta negli anni a Campobasso dall’Ematologia della Cattolica e le prospettive future. Saranno presenti anche il dott. Lino Spagnuolo e il dott. Pasquale Marino dell’Asrem. Si allega programma completo. Molte malattie insorgono perché le cellule staminali ematopoietiche (CSE), contenute nel midollo e responsabili della produzione di miliardi e miliardi di globuli rossi, piastrine e globuli bianchi, non funzionano o per un difetto intrinseco di natura ereditaria (come ad esempio nella talassemia) o perché colpite da un processo tumorale (come ad esempio nella leucemia). In molti di questi casi, la guarigione definitiva si può ottenere distruggendo il midollo ammalato per poi sostituirlo con uno proveniente da un soggetto sano, cioè sottoponendo il paziente ad un trapianto. Il trapianto di inoltre opera anche un’attiva azione immunologica nei confronti delle cellule del ricevente, che può dare origine ad una grave complicanza che prende il nome di Graft Versus Host Disease (GVHD). Tale azione immunologica tuttavia può essere opportunamente utilizzata per distruggere le cellule neoplastiche del ricevente. La scoperta di tale effetto immunologico ha fatto sì che sempre più siano effettuate procedure cosiddette di “mini allotrapianto” che poggiano la loro efficacia proprio su tale azione e possono essere tollerabili anche da soggetti più anziani. Il midollo osseo (da non confondere con il midollo spinale contenuto nella colonna vertebrale e parte integrante del sistema nervoso) è un tessuto liquido, rosso come il sangue, localizzato negli spazi vuoti di alcune ossa, soprattutto del bacino. Il liquido midollare, raccolto in sacche di plastica come quelle delle trasfusioni, viene poi trapiantato al ricevente per via endovenosa, proprio come una semplice trasfusione. Le cellule staminali circolanti possono essere mobilizzate nel sangue periferico mediante la somministrazione di fattori di crescita e raccolte collegando la circolazione del donatore ad una macchina detta separatore cellulare (in pratica il sangue, prelevato da un braccio, attraverso un circuito sterile entra in una centrifuga dove la componente cellulare utile al trapianto viene isolata e raccolta in una sacca, mentre il resto del sangue viene reinfuso dal braccio opposto). Proprio perché oggi le fonti di CSE possono essere diverse, non si usa più in generale il termine trapianto di midollo osseo, ma quello di trapianto di CSE. Le CSE sono progenitori cellulari in grado di differenziarsi nei diversi elementi del sangue (appunto globuli bianchi, globuli rossi, piastrine): la CSE è infatti una cellula non ancora differenziata, multipotente, capostipite di tutti gli elementi fondamentali del sangue e anche di alcune cellule in altri tessuti. Si tratta di un tipo di cellula in grado di proliferare mantenendo intatta la potenzialità di replicarsi: è capace infatti di riprodurre se stessa e, contemporaneamente, produrre cellule figlie che, attraverso successivi processi di differenziazione e maturazione, daranno origine agli elementi maturi.
In difesa della sanità pubblica, il partito presenterà un emendamento in Parlamento
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(AGMnews) - Campobasso, 30 mag. La sanità pubblica è la parte più grande e complessa del sistema di protezione sociale che abbiamo costruito in Italia negli ultimi 50 anni. L'ospedale pubblico è un “faro” sempre acceso, una porta sempre aperta, per tutti. I tagli (di operatori e risorse) alla sanità pubblica operati negli ultimi anni, la drastica riduzione dei posti letto e la crescente emergenza organizzativa di molti reparti, quando non anche la loro completa chiusura, hanno effetti pesanti sulla qualità dei servizi, sulle condizioni di lavoro del settore e dissolvono il legame dei servizi sanitari con le comunità locali. Tutto in nome della spending review, della necessità di eliminare gli sprechi e di risparmiare denaro pubblico. Così non sai cosa pensare quando ti capita di apprendere dalla stampa locale che è stata  autorizzata  l’assegnazione di 60 posti letto al Centro di Alta Riabilitazione 'Pavone' di Salcito, clinica del gruppo Neuromed. Ma tant'è, si continua su questa strada! Si continua a chiudere interi reparti e servizi prima funzionanti ed efficienti (oltre che necessari). La recente chiusura dell'Oncologia nell'ospedale Vietri di Larino è sintomatico di ciò che avviene nella sanità regionale a Larino come a Venafro, ad Agnone come ad Isernia o Campobasso. La sanità non si costruisce sui numeri, la sanità pubblica è un diritto. Un diritto di tutti i cittadini o, almeno, tale dovrebbe essere. Ed invece è arrivato il tentativo di privare i molisani del diritto di partecipare alle scelte in materia di sanità, attraverso una sorta di salvacondotta indiscriminato di tutte le decisioni prese dal  Commissario ad acta che, di fatto, diviene il potestà della sanità molisana. Un modo per annullare i risultati che i comitati e le amministrazioni comunali hanno ottenuto in questi anni di lotta e di ricorsi alla magistratura amministrativa. Ricorsi puntualmente vinti con sentenze che adesso rischiano, con un colpo di spugna, di essere vanificate. Sinistra Italiana Molise è preoccupata per l'approvazione da parte del Parlamento, nella cosiddetta ‘manovrina’, degli articoli che permettono di attuare - con legge ordinaria - il programma regionale 2015/2018.  Per questa ragione i parlamentari di Sinistra Italiana presenteranno un emendamento teso a eliminare l'art. 34 bis della manovrina nella parte in cui si approva con forza di legge il Piano Operativo Sanitario 2016 - 2018. 
Il Centro molisano è stato tra quelli che hanno presentato il numero maggiore di contributi scientifici
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(AGMnews) - Campobasso, 29 mag. Nelle scorse settimane, si e tenuto a Vienna (Austria) il 36° congresso dell’ESTRO, la Società Europea di Radioterapia ed Oncologia. Questo evento rappresenta annualmente uno dei più importanti appuntamenti internazionali di incontro, discussione e formazione tra gli specialisti nel settore della Radioterapia Oncologica.  Anche quest’anno hanno partecipato Oncologi radioterapisti, Fisici Medici e Oncologi medici provenienti da tutti i paesi europei, dall’Australia, dal Giappone e dagli Stati Uniti d’America. Gli specialisti  dell’Unità operative di  Radioterapia e di Fisica Sanitaria della Fondazione Giovanni Paolo II di Campobasso hanno partecipato a questo importante congresso presentando 9 contributi. Sono stati così portati all’attenzione scientifica internazionale i risultati di numerosi filoni di ricerca attualmente attivi presso la struttura d’eccellenza molisana:  dalla implementazione di nuove strategie di ottimizzazione dei trattamenti radianti, fino ai tanti importanti risultati clinici riguardanti l’utilizzo della radioterapia stereotassica per le metastasi extracraniche e di tecniche di radioterapia sempre più evolute per il trattamento delle neoplasie cerebrali, del distretto testa-collo, della mammella, dei tumori gastro-intestinali e per la palliazione. Numerosi i contributi presentati dalla Cattolica.  Gabriella Macchia ha riportato i risultati di uno studio cooperativo multicentrico italiano sul trattamento radio-chemioterapico delle neoplasie del retto e sul possibile aumento delle risposte complete dopo il trattamento radio-chemioterapico aumentando Il tempo intercorrente tra questo e il trattamento chirurgico. E’ stata presentata una casistica molto numerosa (oltre 2000 pazienti) proveniente da 21 centri di Radioterapia italiani dedicati al trattamento delle neoplasie rettali. La coordinazione di questo studio ha permesso al centro di Radioterapia di Campobasso di poter effettuare un confronto costruttivo con numerose ed importanti Istituzioni italiane. L’importanza di questo studio  è stata anche sottolineata dall’ accettazione ai fini di pubblicazione di questo lavoro in estenso su una  rivista internazionale. Grande interesse tra i partecipanti ha suscitato inoltre la presentazione dei dati relativi all’irradiazione di metastasi multiple ossee a livello del bacino. Con la tecnica presentata dal centro di Campobasso e possibile irradiare contemporaneamente tutte le lesioni in un tempo brevissimo e con un buona risoluzione del dolore presente. Sono stati inoltre presentati i risultati preliminari del trattamento stereotassico delle recidive linfonodali in pazienti con un numero limitato di metastasi. “Questo trattamento - afferma Francesco Deodato, responsabile dell’Unità Operativa di Radioterapia – è effettuato già da molti anni nel nostro Centro e permette di ottenere con un numero ridotto di sedute di Radioterapia, in genere cinque, un ottimo controllo della malattia. Inoltre, essendo effettuato in un tempo così breve consente al paziente di non interrompere le terapie sistemiche”. Infine, aggiunge Savino Cilla, responsabile dell’Unità Operativa di Fisica Sanitaria: “La radioterapia vive da oltre un decennio una fase eccezionale di sviluppo tecnologico, che ha radicalmente modificato le indicazioni del trattamento radiante dei tumori, grazie alle nuove possibilità di somministrare con precisione millimetrica dosi di radiazioni sempre più elevate su bersagli tumorali. In questo congresso abbiamo anche mostrato i nuovi strumenti di controllo del trattamento realizzati nel nostro Centro, che ci consentono il miglioramento continuo della qualità del trattamento e l’individuazione istantanea di ogni anomalia di processo. I tanti risultati  mostrati in questo congresso dimostrano che oggi siamo in grado di utilizzare le tecnologie più complesse per realizzare trattamenti sempre più mirati, efficaci e sicuri, che sono ormai lo standard of care della nostra pratica clinica”. “Siamo molto soddisfatti dell’accoglienza che questo importante congresso ha riservato alle nostre ricerche”- ha concluso Savino Cilla – perché questo risultato dimostra che una piena sinergia tra le varie figure professionali coinvolte (medici radioterapisti, fisici sanitari, tecnici e infermieri) consente, nella complessità del percorso terapeutico, di offrire ai malati di tumore le più recenti e sofisticate tecniche della moderna radioterapia, più efficienti e con meno probabilità di effetti collaterali”.
Piano Operativo Sanitario in Commissione Bilancio per riformare la sanità molisana
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(AGMNews) - Campobasso, 27 mag. La corsia preferenziale in cui si è incamminata la sanità molisana a Roma è una vergogna. Un obbrobrio sia dal punto di vista legislativo che costituzionale. La Commissione Bilancio alla Camera sta per dare il via libera al Piano Operativo Sanitario approvando un emendamento che cancellerà per sempre l’autonomia della Regione Molise in materia. La conseguenza dell’approvazione, infatti, sarà l’impedimento per il Consiglio regionale del Molise ad apportare qualunque modifica futura al Piano approvato da Frattura che annienta completamente la sanità locale rendendo ancora più difficile le deroghe al Decreto Balduzzi. E il presidente della Regione, in maniera inaudita, invece di difendere il suo territorio e i suoi cittadini, continua imperterrito nella sua mission di yes man governativo plaudendo ad un simile scempio i cui effetti devastanti li vivranno i cittadini molisani sulla propria pelle in futuro. Questa è un’emergenza legislativa, costituzionale e sociale che non DEVE AVERE COLORE POLITICO. Occorre adesso più che mai fare fronte comune a Roma per tutelare il Molise e i suoi abitanti. Mi sono affrettato perciò a chiamare l’onorevole Raffaele Fitto perché i parlamentari di Direzione Italia intervengano per bloccare questa strage anche se, a quanto pare, il relatore (espressione del governo) sembra irremovibile. Ho sollecitato anche l’onorevole Danilo Leva di Mdp che ha garantito il suo intervento. Lancio un appello anche allo stesso Partito Democratico molisano perché intervenga su Roma se non vuole accollarsi l’enorme responsabilità di aver distrutto per sempre e in maniera perenne la sanità molisana.
Nell’I.R.C.C.S. Neuromed gli avanzamenti medico-scientifici e l’importanza di un Network dedicato per dare risposte concrete al paziente
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(AGMnews) - 27 mag. Nell’I.R.C.C.S. Neuromed la quarta edizione del Workshop sulle Epilessie Focali Farmaco Resistenti. L’incontro, tenutosi nella Sala Conferenze del Parco Tecnologico di Pozzilli, è stato organizzato dal Centro per la Chirurgia dell’Epilessia del Neuromed con la responsabilità scientifica del dottor Giancarlo Di Gennaro. Un appuntamento periodico per l’Istituto di Pozzilli allo scopo di approcciare questo tipo di epilessie in un’ottica multidisciplinare in modo da valutarne tutti gli aspetti clinici, radiologici, fisiologici, neuropsicologici. Presenti all’incontro esperti nazionali e internazionali che, grazie proprio all’approccio multidisciplinare, riescono a trovare ogni anno nuovi spunti di riflessione per garantire il massimo dell’aggiornamento a clinici e ricercatori che quotidianamente lavorano in tale ambito, offrendo ai pazienti le soluzioni più aggiornate per la patologia di cui sono affetti. “In nostro è un campo sempre in evoluzione. – spiega il dottor Giancarlo Di Gennaro, Responsabile del Centro per la Chirurgia dell’Epilessia I.R.C.C.S. Neuromed – Ogni anno riusciamo ad identificare nuovi approcci che ci garantiscono un buon trattamento, sia per la maggiore efficacia che per i minori effetti collaterali. Specificamente nel campo del trattamento chirurgico dell’Epilessia, inoltre, migliorano le tecniche diagnostiche e di intervento, con sempre maggiori benefici per il paziente. Con questi workshop, poi, cerchiamo di mettere insieme le migliori intelligenze del campo, creando sinergie ideali affinché si possa lavorare meglio, ognuno nel suo specifico, e in modo che si crei l’aumento delle competenze e quindi dell’efficacia dei trattamenti e della ricerca scientifica.” È l’idea del Network a fare la differenza; vale a dire la volontà di non lavorare isolati in un campo così complesso, ma di condividere esperienze e protocolli. Fino a qualche anno fa la possibilità per un malato di Epilessia farmaco resistente di operarsi era solo al nord Italia. – spiega il professor Angelo Labate dell’Università Magna Graecia di Catanzaro - Grazie al Neuromed da alcuni anni questa è una possibilità concreta anche al Sud. E proprio il fatto che si stia andando sempre più verso un Network, verso la condivisione delle conoscenze, è a tutto vantaggio di una chirurgia di qualità qui in meridione, senza che i pazienti debbano spostarsi al nord per interventi che vengono fatti qui, e anche molto bene. Dal punto di vista della ricerca, infine, abbiamo già ottenuto importanti risultati. La collaborazione con l’IRCCS Neuromed ha portato a pubblicazioni su riviste scientifiche di impatto. Nella ricerca, oggi, sono i grandi numeri a fare la differenza, e condividere protocolli e strumentazioni, in modo da standardizzare i risultati, ci permette di avere un ruolo importante.”
Un incontro per porre fine allo stigma sulla malattia di Huntington
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(AGMnews) - Pozzilli (IS), 19 mag. C’erano anche i pazienti e i ricercatori Neuromed, insieme a scienziati e clinici provenienti da tutto il mondo, all’udienza di Papa Bergoglio dedicata all’evento HDdennomore per la diffusione della consapevolezza sulla malattia di Huntington e in generale sulle malattie rare. Un evento unico, organizzato dalla senatrice Elena Cattaneo, promosso dalla Fondazione Neuromed insieme a cittadini privati, aziende, fondazioni nazionali e internazionali, nel corso del quale clinici, ricercatori e pazienti si sono ritrovati insieme perché la malattia di Huntington non sia più nascosta. Papa Bergoglio, rivolgendosi alle famiglie che hanno vissuto il dramma della vergogna e dell’isolamento, ha dichiarato “Oggi siamo qui per dire mai più nascosta. È un impegno che ci deve vedere tutti protagonisti. Nessuno di voi si senta mai solo. Nessuno senta il bisogno di fuggire. Siete preziosi agli occhi di Dio e della chiesa”.  Ai medici, agli operatori sanitari e ai ricercatori il Santo Padre ha rivolto un saluto speciale affermando “dal vostro impegno e dalla vostra iniziativa prende forma lo slancio e la speranza per le famiglie. Le sfide diagnostiche, terapeutiche e assistenziali sono tante e sul vostro lavoro c’è uno sguardo carico di attesa.”“Un momento particolarissimo, - afferma Mario Pietracupa, Presidente della Fondazione Neuromed – un’emozione straordinaria ma anche una conferma che il lavoro che abbiamo fatto fino ad ora come Fondazione Neuromed nel sostenere i malati affetti da patologie rare, ha un significato. Vedere Papa Francesco salutare i pazienti provenienti da tutto il mondo, uno ad uno, stringerli, abbracciarli, significa che evidentemente al di là dei farmaci e al di là della ricerca, sulla quale noi siamo impegnati, credo che ci voglia tanta umanità e tanta conoscenza. Vogliamo continuare a formare e informare i cittadini perché la malattia non debba essere un tabù e far capire che c’è chi si impegna col cuore, oltre che col cervello, per trovare soluzioni che possano dare beneficio. Bisogna per questo credere nella ricerca.”“Fino ad ora si è sempre parlato di questa malattia sotto l’aspetto scientifico, – ha poi detto Alba Di Pardo del Laboratorio di Neurogenetica e Malattie Rare, ideatrice del progetto “Non più Soli” – oggi abbiamo affrontato un aspetto che è umanitario. Questo è un evento unico che non si è mai visto, i pazienti di tutto il mondo hanno incontrato il Papa e gli scienziati, scienza e umanità si sono incontrate. Neuromed ha partecipato all’organizzazione ed ha reso possibile questo evento. Una prova inconfutabile dell’eccellenza del nostro Istituto nell’ambito dello studio della malattia di Huntington, con prestigiose collaborazioni a livello mondiale. La ricerca è necessaria e dovremmo alimentare ancora di più l’aspetto umano, unirsi per farsi sentire.”
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