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Associazioni e Organizzazioni impegnate a sostenere le ragioni di tutela dell’Italia, esprimono dissenso
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(AGMnews) Campobasso 11 Lug.  In riferimento alla mobilitazione nazionale tesa a fermare il Disegno di Legge Gentiloni - Alfano n. 2849 del 31 maggio 2017 di recepimento e ratifica dell’Accordo sul Trattato CETA tra Unione Europea e Canada, si terrà un’iniziativa pubblica promossa dalle Associazioni e Organizzazioni impegnate a sostenere le ragioni di tutela dell’Italia, per il 10 luglio 2017 alle ore 11.00 in Consiglio Regionale, anche per sostenere l’anticipo della trattazione del punto n. 16, oggetto n. 966, dell’Ordine del Giorno della seduta consiliare dell’11.07.2017 in cui si esprime ogni e più forte dissenso all’approvazione del Disegno di Legge n. 2849.
 
 
Coldiretti Molise, 
CGIL Molise, 
Arci Campobasso - Chieti, 
Movimento Consumatori Campobasso, 
Legambiente Molise, Greenpeace, 
Slow Food Abruzzo - Molise, 
Acli Terra Molise.
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(AGMnews) - Campobasso, 30 giu. Quattro i punti cardini che distinguono lo Statuto: 1) Il Partito della Rifondazione Comunista del Molise lavora per promuovere, a livello regionale,  una coalizione politica e sociale antiliberista, costruita dal basso, che sia alternativa al PD - vero architrave delle politiche liberiste che hanno  devastato il Paese, creato disuguaglianze spaventose, distrutto i diritti sociali e del lavoro e ridotto la democrazia a pura parvenza - ed alla defunta e fallimentare stagione del “centrosinistra” con i copiosi danni che ha prodotto nel nostro Paese, inaugurando, con le sue sciagurate “riforme”, le gravi misure economiche di privatizzazione, di svendita del patrimonio pubblico e di tagli alla spesa sociale (sanità, scuola, previdenza, ecc.).  In questo senso, la vittoria del Referendum ed il rilancio della costruzione di un “fronte popolare” per la piena attuazione della Costituzione del '48, può rappresentare un considerevole spartiacque ed  un importante elemento di avanzamento e di discontinuità rispetto al processo di “americanizzazione” del sistema politico. Una potente stoccata al liberismo, al sistema nazionale ed europeo di oppressione, che ha costretto infine Renzi alle dimissioni. Proprio per portarne a verifica l'effettiva coerenza, il PRC Molisano segue con interesse il percorso locale di “Uniti per la Costituzione” e quello nazionale di “Alleanza popolare per la democrazia e l’uguaglianza”, lanciata dall’appello di Falcone e Montanari: percorsi, peraltro, da leggere in modo congiunto e in sinergia. Nel quadro dato, quale ulteriore elemento di confusione e di sabotaggio di processi aggregativi, avanzati e a sinistra, gli onorevoli  Roberto Ruta e Danilo Leva lanciano il progetto “Ulivo 2.0”. il PRC del Molise considera questa operazione “politicista” l’ennesimo esempio di trasformismo molisano - che evidentemente prepara pure il terreno al riciclaggio elettorale di personaggi politicamente scaduti ed alla ricerca di una improbabile “verginità politica”-  attraverso l'anacronistica riedizione del sopracitato “centrosinistra”, esperienza da archiviare senza alcun rimpianto. 
E' opportuno ricordare che nel 2012 furono proprio questi due “illustri personaggi” a lanciare la  proposta di Frattura come alternativa a Iorio, benché lo stesso provenisse da Forza Italia e fosse una sorta di figlioccio politico di Iorio. Gli stessi Ruta e Leva fecero poi “carte false” per far passare la proposta. Adesso, sono ancora loro che, divenuti aspramente avversari dell’attuale Presidente, si ripropongono come le levatrici del “cambiamento”. Ma evidentemente, il problema non è -solo- Frattura, ma è quello di rompere un sistema di potere al quale i due appaiono altrettanto organici quanto il loro ex amico. Ed è di rompere con una concezione della politica come manovra di palazzo e gioco di potere. Francamente tutto ciò ha il sapore antico, stucchevole e un po’ stantio delle vecchie faide tra le correnti democristiane.
2) Il PRC del Molise, si è sempre battuto per una politica di ripubblicizzazione di tutti i beni comuni, in primis, dell'acqua pubblica, bene vitale e irrinunciabile per ogni essere umano. 
In accordo con i movimenti, le associazioni e i forum dei cittadini, le altre forze politiche disponibili, i sindaci orientati in tal senso, il PRC molisano si attiverà in tutte le forme  possibili (manifestazioni, assemblee, punti informativi, presidi dei consigli comunali) per far sì che si crei la necessaria spinta popolare volta a imporre la gestione in house delle risorse idriche regionali, evitando che questo prezioso bene comune diventi oggetto di speculazione da parte delle multinazionali del settore.
3) Il PRC del Molise considera gravissima la logica che ispira i decreti Minniti-Orlando con i quali si intende affrontare con strumenti di ordine pubblico e militari il problema della marginalità sociale e il problema, peraltro epocale e di dimensioni geopolitiche, delle migrazioni. Tutto ciò, oltre a vellicare le pulsioni più basse, allo scopo palese di alimentare la guerra tra i poveri, prefigura l’intenzione di accentuare la risposta repressiva alle lotte sociali tese a conquistare diritti fondamentali. Il PRC Molise è, in particolare, impegnato, in collaborazione con le associazioni del settore, a promuovere forme di incontro tra i molisani e i migranti che garantiscano a questi ultimi spazi crescenti di socializzazione e di integrazione, che consentano di rovesciare il senso comune del migrante-invasore e del migrante-pericolo pubblico.
4) L'idea di rilancio del nostro Partito passa attraverso l'unità della sinistra e dei conflitti, con la necessità di costruire processi unitari “in basso a sinistra”, al di fuori di forme pattizie o di verticismi tra ceti politici. Occorre ritrovare connessione reale nelle lotte e nei conflitti e in essi ricostruire la nostra soggettività politica e praticare la nostra diversità comunista. La logica del neoliberismo disgrega socialmente e politicamente, tende a isolare e mettere in competizione -“in concorrenza”- gli esseri umani, proprio per questo il PRC del Molise si impegna a promuovere forme di mutualismo e di autorganizzazione sociale, che ricostruiscano concretamente relazioni di solidarietà verso e tra gli oppressi, come forma fondamentale di ricostruzione del legame sociale. 
L'esponente molisano che sostiene il partito di centrodestra esprime le sue considerazioni sulle elezioni e sugli ultimi periodi guidati dalla politica di centrosinistra
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(AGMnews) - Campobasso, 29 giu. Nel tempo dell’inganno universale dire la verità è un atto rivoluzionario, soprattutto in politica. Ma la rivoluzione è una riforma nelle corde di pochi. Così ci si ritrova con affermazioni e slogan di portavoce di partiti, come Forza Italia, che se nel resto d’Italia chiede unità d’intenti per tornare a governare il paese, in Molise pare faccia di tutto per dividere la coalizione che si oppone ai renziani che guidano la regione. Sembra di rivivere le stesse situazioni del 2013 quando l’eurodeputato del partito in questione decise di candidare una sua lista a sostegno di Frattura avanzando la giustificazione che “le amministrative sono cosa diversa dalle elezioni politiche”. Noi a questo gioco non ci stiamo. Stavolta, dopo circa 5 anni di mal governo che hanno riportato il nostro territorio indietro nel tempo con una forma di arretratezza mai vista fino a questo momento, non daremo modo a nessuno di turbare un lavoro di ricostruzione del centrodestra che vada a discapito di quest’ultimo e a favore di Frattura e del Partito Democratico. Di conseguenza non possiamo accettare che Forza Italia sieda ai tavoli del centrodestra dettando paletti. Sia per il suo sostegno già dato all’attuale governatore, l’Attila del Molise, sia perché, per numeri, proprio Forza Italia non ha alcun potere di prevaricare altre sigle più sostanziose a livello di consensi della coalizione di centrodestra. Forza Italia è un partito che è riuscito a primeggiare in loco solo quando aveva la leadership di Michele Iorio. Oggi i numeri dicono altro ormai da qualche anno: nel 2014 il suo peso oscillava tra il 5,5 e l’8,7% se guardiamo alle amministrative di Termoli e Campobasso. Si è fermato all’8% appena lo scorso anno alle amministrative di Isernia mentre alle provinciali sempre di Isernia non sono riusciti neppure a presentare una lista. Da componente del centrodestra mi aspetterei, da chi ricopre il ruolo di portavoce, non dictat ma discorsi più distensivi in vista delle prossime regionali che portino ad un tentativo di unire la coalizione. E’ chiaro che o i forzisti molisani non hanno imparato nulla dalle amministrative tenutesi nel resto d’Italia nei giorni scorsi oppure, nel dire “no alla candidatura di Iorio” stanno cercando di guidare una parte del centrodestra alla scelta di un candidato alla presidenza della Regione meno competitivo per permettere a Frattura e compagni, Aldo Patriciello compreso, di restare al comando del Molise. Un bagno di umiltà, prima di aprire bocca, non farebbe male a nessuno e se il portavoce Papa volesse davvero fare un’analisi accurata della sconfitta del 2013 dovrebbe ricercare responsabilità tra le fila del suo stesso partito per evitare di commettere errori clamorosi. A meno che, ribadisco, le parole del portavoce di Forza Italia servano a mascherare l’inutile tentativo di agevolare Paolo Frattura nel momento più buio della sua piccola e corta storia politica che, ormai, sta volgendo al termine.
Riforme e mutamenti del partito Democratico secondo le opinioni di Michele Petraroia
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(AGMnews) - Campobasso, 25 giu. Ho vissuto sulla mia pelle il mutamento genetico del PD che da formazione politica strutturata, aperta ed inclusiva, si è progressivamente trasformato in un aggregato di potere con una catena di comando che non tollerava perdite di tempo in confronti tra posizioni diverse. Le riunioni lunghe, articolate e profonde del preistorico Comitato Centrale del PCI sono state sostituite in modernissimi tweet mattutini del segretario nazionale. Allinearsi, credere, obbedire e tacere, senza coltivare dubbi, o avanzare proposte, chiedere chiarimenti e meno che mai sollecitare riunioni di organi di direzione del partito. In Molise un’Assemblea Regionale del PD avviata il 9 gennaio 2016 sulla valutazione politica di metà legislatura si è svolta a maggio 2017 ed ha trattato l’ipotesi di indire o meno nuove primarie per le prossime regionali. Sbaglia però chi pensa che questo problema sia una devianza molisana. Il tema si pone ovunque, e ha a che vedere con la nuova idea di partito elaborata da Matteo Renzi e dai suoi esperti di immagine, ovvero una formazione leggera, che cavalca l’antipolitica e si organizza sul territorio con comitati elettorali che ruotano intorno alle figure forti che amministrano le istituzioni.  La sfida per il cambiamento non è e non può essere un fatto locale, ma necessita di un’analisi sul blocco di potere che si è strutturato a Roma negli ultimi anni tra Denis Verdini, Angelino Alfano, Matteo Renzi e Silvio Berlusconi. Un aggregato che ha approvato il Jobs Act per destrutturare i diritti del lavoro, ha ridotto le coperture per la sanità pubblica in favore della sanità convenzionata privata, ha riformato in negativo la scuola, ha innalzato a 67 anni l’età pensionabile, ha tolto le tasse sulla case dei ricchi, ha abbandonato il Sud al proprio destino, ha  erogato bonus a neomamme e studenti a prescindere dal reddito, ha dimezzato i fondi ai Patronati e ai Caaf, ha soppresso di fatto le Province, ha potenziato il ruolo della CONSIP su megappalti nei servizi della Pubblica Amministrazione, ha agevolato la gestione privata dell’acqua pubblica e le imprese produttrici di energia interessate a trivellazioni sia a terra che entro le 12 miglia dalla costa, ha finanziato le banche dissestate e tagliato i servizi sociali, i distacchi sindacali, i fondi per le case popolari, per la sicurezza nelle scuole e per la manutenzione delle strade. Il blocco di potere nazionale che tutela macro-interessi di simili proporzioni, sostiene ovviamente dei governi regionali disposti ad allinearsi a queste pratiche. E’ stato il Governo Renzi-Gentiloni a trasformare il Piano Sanitario del Commissario ad acta in legge nazionale, e a non impugnare la legge regionale sulla gestione del servizio idrico integrato, solo per rimanere agli ultimi eventi più significativi. A Roma fa comodo disporre a proprio piacimento del futuro dei territori, per questo sostiene a spada tratta chi si allinea e stronca che dissente. Chi si propone di costruire un progetto politico alternativo, da sinistra o nella vecchia accezione del centrosinistra ulivista, non può che schierarsi con nettezza su posizioni opposte a quelle delle diverse sfumature di destra che vanno dal PD a Forza Italia. In assenza di una simile chiarezza sul piano dei contenuti, delle politiche e dei programmi, si rimane prigionieri della tattica privandosi di un orizzonte di ideali e di una strategia di medio-termine.

Iorio insoddisfatto delle ultime azioni compiute sul trasporto locale
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(AGMnews) - Campobasso, 23 giu. L’ultimo lancio pubblicitario dell’assessore regionale ai trasporti mi lascia un po’ preoccupato. Nagni annuncia l’arrivo di tre nuovi treni swing, cioè treni a diesel, di fabbricazione polacca, per garantire i viaggi sulla tratta Campobasso Roma. Le notizie che arrivano però dal resto d’Italia, dove questa tipologia di treni è già stata avviata, non sono affatto positive. In Toscana, dopo che la regione aveva speso 48milioni di euro, gli swing sono stati ritirati per problemi al sistema tecnologico di sicurezza. Ed è proprio la questione sicurezza a sollevare grandi preoccupazioni soprattutto dopo l’allarme lanciato dal Codacons:  “In molte regioni italiane (Toscana, Marche, Emilia Romagna, Veneto, Abruzzo, Basilicata e Calabria) i nuovi treni per il trasporto dei pendolari, treni denominati Swing sono stati ritirati per  mancanza di sicurezza. Da quanto riportato da diverse fonti giornalistiche è stato necessario fare accertamenti sui carrelli dei treni ATR220 tr-Swing   in quanto la stessa agenzia di sicurezza polacca (i treni Swing hanno il marchio di fabbrica del colosso polacco PESA) avrebbe comunicato all'analoga Autorità italiana (ANSF) consistenti difetti nei telai dei carrelli, con rischio consistente di deragliamento.  L’Autorità nazionale per la sicurezza del paese baltico ha, di fatto, inviato una nota informativa all’Italia nella quale si parla espressamente di 14 casi “di rottura del telaio" accaduti in Polonia, dove i treni Swing sono stati bloccati e messi fuori servizio”. Motivo per cui vorrei sapere, e con me tutti i molisani dovrebbero avere certezza su questo, se i treni annunciati da Nagni sono stati sottoposti a controlli preventivi di omologazione e, più in particolare, di sicurezza da parte dell’Ansf (Agenzia Nazionale per la Sicurezza nelle Ferrovie) prima che gli stessi vengano impiegati in Molise. Spero che l’assessore regionale ai trasporti prenda le dovute precauzioni e non si agisca in maniera frivola solo in vista delle elezioni regionali per evitare che si ricordi la politica vergognosa messa in campo da questo governo dove l’unico investimento serio nel settore ha riguardato la metropolitana leggera.
 
Il commento della UIL Molise ai dati diffusi oggi dall’Istituto di statistica sul Prodotto Interno Lordo (PIL) del 2016.
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(AGMnews) - Campobasso, 23 giu. Se cresce il Sud cresce l’intero Paese. I dati ISTAT  sono un segnale in più per sostenere che vi è la necessità di consolidare le politiche di sviluppo del Sud d’Italia, anche se non servono politiche speciali, ma misure valide per tutto il Paese che prevedano al Sud una maggiore intensità di aiuti e risorse.” Questo il tempestivo commento della UIL Molise ai dati diffusi oggi dall’Istituto di statistica sul Prodotto Interno Lordo (PIL) del 2016. Le stime preliminari dell’ISTAT indicano che il Prodotto interno lordo, a valori concatenati, ha registrato un aumento in linea con quello nazionale nel Mezzogiorno (+0,9%), dove si è registrato un significativo recupero rispetto agli anni passati. L'aumento del valore aggiunto è più marcato nell'industria (+3,4%) e nel settore che raggruppa commercio, pubblici esercizi, trasporti e telecomunicazioni (+1,4%). Segnano un incremento modesto i servizi finanziari, immobiliari e professionali (+0,3%) e gli altri servizi (+0,2%). Si registrano cali per l'agricoltura (-4,5%) e, in misura molto limitata, per le costruzioni (-0,1%). “Il recente Decreto Mezzogiorno varato nei giorni scorsi dal Governo risponde in parte alla necessità di aiutare la ripresa economica e occupazionale del Meridione.  Ma al Sud occorre fare investimenti, avviare rapidamente e consolidare  i Patti per il Sud, accelerare la spesa dei fondi comunitari che vedono una buon livello di impegni progettuali, ma una scarsa spesa effettiva. Questo intendiamo quando sollecitiamo anche la Regione ad accelerare, a fare presto nell’emanare i bandi per l’autoimprenditorialità e gli aiuti ai veri imprenditori, a definire sollecitamente le opportunità offerte dall’Area di crisi complessa nell’Alto Molise o dall’Area di crisi non complessa nel Basso Molise. Tutte misure, queste, che se messe a sistema in maniera efficiente vedrebbero aumentare il PIL regionale di oltre dieci punti percentuali." Questo evidenzia Tecla Boccardo, leader del locale Sindacato. L'occupazione (misurata in termini di numero di occupati) secondo l’ISTAT è cresciuta in Italia, nel 2016, dell'1,3%. L'aumento è stato maggiore nel Mezzogiorno (+1,6). Per quel che riguarda gli andamenti settoriali dell'occupazione, nel Sud la crescita riguarda in particolare l'industria, il settore che comprende commercio, pubblici esercizi, trasporti e telecomunicazioni e gli altri servizi (rispettivamente +2,6%, +2,1% e +2,0%). “Come UIL riteniamo che, per consolidare la crescita dell’occupazione che qualche timido segnale positivo fa registrare, sia necessario prorogare anche per il prossimo anno il bonus assunzioni al Sud.” “Il nostro Sindacato chiede di concentrare, anche in Molise, le risorse dei fondi europei e del Fondo sviluppo e coesione, per far sì che anche al Sud si produca ricchezza, sinonimo di sviluppo e benessere sociale.”
Le considerazioni di Michele Petroroia sulla manifestazione della Cgil a Roma
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(AGMnews)- Redazione, 18 giu. Contrariamente a tutte le aspettative i laburisti inglesi hanno superato il 40% dei consensi per poco meno di 13 milioni di voti con un programma elettorale marcatamente di sinistra e un leader che non si è vergognato di porre come priorità il lavoro, la sanità e l’istruzione pubblica, il diritto al welfare e alla casa, la tutela dell’ambiente ed il rispetto dei diritti umani. Con buona pace dei rottamatori italiani che hanno abiurato alla propria storia, Pedro Sanchez ha rivinto il Congresso del Partito Socialista Spagnolo contro l’ala moderata del PSOE con un programma di sinistra che prende le distanze dai Popolari e si avvicina alle posizioni di PODEMOS – Sinistra unita di Iglesias. In Francia un signore molto avanti con l’età ha sfiorato il ballottaggio per la Presidenza della Repubblica col 20% dei voti a fronte del 24% di Macron con un programma di sinistra molto radicale. La destra ha sepolto i diritti sociali sotto le macerie del Muro di Berlino e imposto una globalizzazione senza regole con lo sfruttamento indiscriminato dei lavoratori del Terzo Mondo ed il ricatto della delocalizzazione del lavoro dai paesi più sviluppati. La finanza speculativa ha sostituito la politica e le multinazionali hanno assunto poteri superiori a quelli degli Stati e degli Organismi Internazionali  quali le Nazioni Unite, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’Organizzazione Internazionale del Lavoro, o il WTO, le Organizzazioni per i Diritti Umani o quelle per la democrazia e per la libertà di stampa. Dopo tre decenni dominati dalla destra culminati con la vittoria di Trump negli Stati Uniti, la sinistra prova a riorganizzarsi con Sanders, Corbyn, Melanchon, Sanchez, Iglesias, Schutzl e altri leader che hanno scelto di ripartire dagli ideali fondativi del socialismo. Nel mentre a livello internazionale ci si orienta a sinistra l’Italia rinnega la sinistra e si sposta sempre più a destra con politiche che umiliano il lavoro, riducono gli investimenti nella scuola pubblica, tagliano i fondi alla sanità pubblica, negano il diritto sociale alla casa, portano l’età pensionabile a 68 anni, abbandonano il Sud e le aree marginali al proprio destino, lascia scappare migliaia di giovani laureati verso altri paesi e abbassa le tasse ai ricchi non contrastando l’evasione e l’elusione fiscale. Partendo da questo scenario due esponenti autorevoli della cultura di sinistra come Tommaso Montanari ed Anna Falcone hanno lanciato un APPELLO per una mobilitazione nazionale che si terrà il 18 giugno a ROMA per fermare la deriva di destra praticata da Renzi e sostenuta da Berlusconi, Salvini e Grillo, e rilanciare una piattaforma politica di sinistra incardinata sui valori della Costituzione e del Lavoro. Sinistra Italiana ha aderito all’appello e seguirà la manifestazione offrendo la propria adesione politica al progetto di riunificazione lanciato da Montanari e Falcone, con l’obiettivo di chiarire la necessità di una discontinuità radicale con le scelte di un PD rimasto appiattito sulle politiche di austerità europee accanendosi contro i più deboli, i più poveri, gli studenti, i malati, i giovani, i lavoratori ed i meridionali.

Quest'oggi a Roma si tiene una manifestazione per contrastare l'abolizione dei voucher
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(AGMnews) - Campobasso, 17 giu. Tutte le strutture politiche nazionali, regionali e locali di SINISTRA ITALIANA, sono impegnate a sostenere la mobilitazione straordinaria della CGIL in difesa dei diritti del lavoro e della democrazia. Con la conversione in legge al Senato della “manovrina” il Governo ha reintrodotto sotto altra denominazione i VOUCHER senza alcun confronto con i sindacati e in particolare con la CGIL che aveva raccolto oltre un milione di firme per promuovere un Referendum abrogativo dei VOUCHER. Il Governo prima ha impedito lo svolgimento del Referendum abrogando la norma in discussione e a distanza di 40 giorni ha reintrodotto sotto mentite spoglie lo stesso strumento contrattuale che lede i diritti dei lavoratori, impedisce forme di stabilizzazione anche stagionale e costringe milioni di persone ad un regime di precarietà permanente. Sinistra Italiana aderisce alla manifestazione del 17 giugno a Roma perché non è in gioco solo una modalità d’assunzione o una regolamentazione contrattuale, ma è stata messa in discussione la democrazia facendosi beffe di un milione di cittadini che rispettando la legge dello Stato avevano chiesto lo svolgimento del Referendum.
Dell'argomento si è espressa l'on. Venittelli
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 (AGMnews) - Redazione, 12 giu. “Il Governo del Paese non dimentica uno dei suoi scopi principali, quello dello sviluppo del Mezzogiorno. Nel Consiglio dei Ministri di venerdì scorso, infatti, l’esecutivo di Palazzo Chigi ha approvato un decreto legge per favorire ulteriormente la crescita economica nelle regioni del Sud”. Lo afferma l’onorevole dem Laura Venittelli, che divulga anche in Molise i contenuti del provvedimento con cui amplia gli investimenti e gli incentivi per avviare una concreta ripresa anche in quei territori che soffrono più di altri la crisi e gap di natura infrastrutturale. 
IL DECRETO LEGGE
Il decreto, che fa seguito a quello dello scorso dicembre (D.L. 243/16) con il quale sono stati aumentati gli incentivi agli investimenti industriali, prosegue lo sforzo del Governo di attivare interventi di aiuto ad alta intensità al Mezzogiorno. In particolare, il nuovo provvedimento mira a incentivare, anche con significative risorse aggiuntive, la nuova imprenditorialità, prevede una specifica disciplina per la istituzione di zone economiche speciali (ZES), con particolare riferimento alle aree portuali, nonché una serie di misure di semplificazione e per la velocizzazione degli investimenti, pubblici e privati, nel Mezzogiorno. Attraverso la misura “Resto al sud” si offre un forte sostegno alla nuova imprenditorialità, prevedendo, per i giovani meridionali che non dispongano di mezzi propri per avviare un’attività propria - nell’ambito della produzione di beni nei settori dell’agricoltura, dell’artigianato e dell’industria ovvero relativa alla fornitura di servizi - una dotazione di 40.000 euro, di cui il 35% a fondo perduto, a copertura dell’intero investimento e del capitale circolante. Sono escluse le spese per progettazione e quelle per personale, al fine di evitare di alimentare mercati delle consulenze e comportamenti opportunistici, mentre è prevista la possibilità di azioni di accompagnamento nelle fasi di sviluppo del progetto imprenditoriale da parte di enti pubblici e non, opportunamente accreditati. Il finanziamento residuale, rispetto alla quota di contributo a fondo perduto, sarà a tasso zero ed erogato tramite il sistema bancario, con il beneficio della garanzia pubblica, attraverso apposita sezione del Fondo di Garanzia per le PMI. La dimensione del finanziamento globale della misura assicurerà che la stessa non si esaurisca in tempi brevi al fine di fornire uno stimolo all’economia meridionale nei prossimi anni. Sono inoltre previste ulteriori misure per sostenere l’imprenditoria giovanile nel settore agricolo in ragione delle sue specificità. Ulteriore misura di rilievo strategico è quella che istituisce e regolamenta le ZES. Esse saranno concentrate nelle aree portuali e nelle aree ad esse economicamente collegate. Lo scopo è di sperimentare nuove forme di governo economico di aree concentrate, nelle quali le procedure amministrative e le procedure di accesso alle infrastrutture per le imprese, che operano o che si insedieranno all’interno delle aree, siano coordinate da un soggetto gestore in rappresentanza dell’ Amministrazione centrale, della Regione interessata e della relativa Autorità portuale, al fine di consentire una progettualità integrata di sviluppo della ZES, con l’obiettivo di rilanciare la competitività dei porti delle regioni meridionali. Allo stesso scopo, le ZES saranno dotate di agevolazioni fiscali aggiuntive, rispetto al regime ordinario del credito d’imposta al sud. In particolare, oltre agli investimenti delle PMI, saranno eleggibili per il credito d’imposta investimenti fino a 50 milioni di euro, di dimensioni sufficienti ad attrarre player internazionali di grandi dimensioni e di strategica importanza per il trasporto marittimo e la movimentazione delle merci nei porti del Mezzogiorno. Le ZES saranno attivate su richiesta delle regioni meridionali interessate, previo adeguato progetto di sviluppo, e queste ultime saranno pienamente coinvolte nel loro processo di istituzione e nella loro governance. Il decreto prevede, inoltre, strumenti di velocizzazione degli investimenti pubblici e privati, la semplificazione delle procedure adottate per la realizzazione degli interventi dei Patti per lo sviluppo nelle regioni del Mezzogiorno, accelerando i tempi e riducendo gli oneri a carico delle Amministrazioni centrali. Con una specifica misura di valorizzazione dei Contratti Istituzionali di sviluppo si rende invece possibile l’utilizzo di questa forma di gestione dell’attuazione degli interventi di notevole complessità nei programmi operativi, finanziati con risorse nazionali e comunitarie, che ha dato buoni frutti nelle esperienze già attive.
Boccardo, Uil: “apriamo una vertenza sul tema delle societa’ partecipate da regione e comuni”
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(AGMnews) - Campobasso, 10 giu. “Questa riforma rischia di essere l'ennesimo atto contro il lavoro e contro i servizi sui territori.” Questo il lapidario commento di Tecla Boccardo, leader della UIL molisana, al nuovo Testo unico sulle società partecipate, varato dal Consiglio dei ministri di questa mattina. “Non ci sono misure volte a salvaguardare il reddito e la qualità del lavoro dei dipendenti dalle Società partecipate e manca del tutto l'indicazione di luoghi e sedi di condivisione dei processi che riguardano il lavoro.” “Ovviamente come sindacato attendiamo i testi per un'analisi più approfondita, ma dalle notizie che trapelano risulta evidente come nel provvedimento non vi siano garanzie per l'occupazione, che la Uil, con Cgil e Cisl, aveva richiesto anche in sede parlamentare e nel confronto con le Istituzioni. Sembra, peraltro, che sia stata introdotta la possibilità di avere Consigli di Amministrazione delle società partecipate più larghi dell'amministratore unico (con buona pace della Spending Review). Così aumenteranno quelle società in cui il numero dei dipendenti risulta inferiore al numero dei Consiglieri di Amministrazione e che, in conseguenza dello stesso decreto, dovranno essere chiuse.” I dirigenti sindacali nazionali che hanno seguito direttamente tutta la partita hanno giudicato il provvedimento “un grave atto di miopia politica».“Facciamo nostra questa pesante valutazione- continua Boccardo - anche perché, nell’ambito della riforma della Pubblica Amministrazione il provvedimento che si proponeva di razionalizzare, tagliare, definire meglio l’ambito di azione delle Società partecipate poteva/doveva essere un’altra storia. Da noi in Molise dove ci sono diverse Società partecipate dalla Regione e dai Comuni, un riordino era e resta auspicabile e da tempo ci si sta cimentando. I problemi che si aprono ora, con l’aggiornamento del Testo Unico, non saranno però solo dei lavoratori dipendenti dalle diverse Società, ma di tutti i cittadini. Ricordiamo, tanto per capirci, che queste Società possono essere operative per distribuire servizi pubblici, realizzare opere pubbliche sulla base di un accordo di programma (anche in partenariato pubblico/privato), garantire servizi strumentali, valorizzare il patrimonio immobiliare dell’amministrazione. È a rischio la stessa qualità dei servizi resi alla collettività.” Il proposito della UIL Molise: “Varato che è il nuovo Testo Unico da parte del Governo, siamo pronti ad aprire in Molise una vertenza complessiva attorno al tema delle Società partecipate: vogliamo capire come verranno ora riprogettate o riformate, chi sarà chiamato a gestirle e sulla base di quali programmi e finalità strategiche, come verranno salvaguardati i posti di lavoro, che qualità di servizi verrà garantita ai cittadini e alla collettività.” “Questa vertenza sulle Partecipate, peraltro, è solo una parte della più generale mobilitazione sindacale, che intendiamo come UIL rilanciare, attorno al riordino della pubblica amministrazione nel nostro territorio e dei servizi da essa garantiti per la crescita e la ripartenza del Molise, per la salvaguardia della coesione sociale e per la qualità della vita dei cittadini, specie di quelli più deboli.”
Mozione presentata dal centrodestra per non rendere illegittima tutta la procedura per non fare ulteriori danni agli Enti in difficoltà e a tutti i Consorziati
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(AGMnews) - Campobasso, 30 mag. I consiglieri di centrodestra, lo scorso venerdì 26 maggio 2017, hanno presentato al presidente del Consiglio regionale una mozione sui Consorzi di Bonifica al centro di una nuova legge che pone questi ultimi in una posizione di stallo e non mette i neo nominati commissari in gradi di lavorare. Al contrario, la procedura corretta da utilizzare da parte della maggioranza di governo, sarebbe stata quella di approvare prima la nuova Proposta di legge di adeguamento e riordino dei Consorzi di Bonifica e poi procedere al commissariamento nel caso in cui gli Organi sociali non avessero tenuto conto delle nuove disposizioni. Consorzi di Bonifica e Consorziati devono essere responsabilizzati nelle loro attività e devono contestualmente poter essere certi di competenze e servizi. Motivo per cui il centrodestra si è attivato in Consiglio regionale, nell'ottica di superare le attuali criticità operative cui potrebbero aggiungersi - specie nel periodo estivo a causa di cambiamenti climatici - difficoltà gestionali connesse alle difficoltà procedurali da parte degli attuali commissari
•        a revocare gli attuali Commissari e attribuire gli incarichi ai tre ex Presidenti, remunerati dagli stessi Enti quindi senza oneri per la Regione, ai quali devono essere contestualmente indicate specifiche Linee guida e un orizzonte temporale certo mirante da un lato a realizzare la fusione tecnica tra i Consorzi di Larino e Termoli in maniera condivisa e dall'altro ad assicurare il loro contributo al fine di varare al più' presto la nuova legge regionale in una ottica di sviluppo dei servizi e delle competenze dei Consorzi;
•        a programmare una nuova legge regionale che preveda anche il finanziamento alle attività' o alla capacità' di sostenere mutui autorizzati finalizzati al risanamento, con oneri per capitale ed interessi a carico della stessa Regione, nonché all'attribuzione di opere pubbliche specie riguardante la sistemazione dei 350 chilometri di strade o di opere riguardanti il dissesto idrogeologico oppure il completamento di opere incompiute;
•         a responsabilizzare Consorzi di bonifica e Consorziati nelle loro attività e dare loro certezza di competenze e dei servizi.
Ideologie e teorie politiche della Sinistra Italiana
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(AGMnews) - Redazione, 24 mag. Nicola Fratoianni nell'intervista rilasciata al Corriere della Sera è stato chiaro. SINISTRA ITALIANA non insegue alleanze generiche con chiunque e in modo approssimativo, non è interessata ad equilibrismi o ad operazioni di corto respiro. SINISTRA ITALIANA persegue un progetto politico alternativo ai partiti personali di Renzi, Grillo, Berlusconi e Salvini. Un progetto politico che parta dai diritti del lavoro, dalla dignità delle persone, dalla ricerca della pace come fondamento sociale e dalla garanzia dell'uguaglianza per tutti gli uomini e le donne per accedere ai diritti universali dell’acqua, del cibo, della salute, dell’istruzione e della sicurezza. Su questa impostazione di cambiamento radicale di metodo e di programma si può avviare un confronto con i movimenti politici progressisti, le associazioni ed i partiti di sinistra, per costruire un’alternativa al renzismo che ricorda, per priorità e atteggiamenti, il berlusconismo, con tutto il potere accentrato in poche mani. Per chi si è opposto sul piano culturale alla logica del conflitto di interessi, del partito azienda e del partito personale, non è in discussione una resa alla logica dell’alleanza purchessia contro qualcosa o qualcuno se non si rimette al centro l’agenda antifascista, il ruolo fondamentale dei partiti come soggetti collettivi e la priorità del lavoro e della giustizia sociale.
Soddisfazioni e benemeriti arrivano dallo stesso partito capeggiato dal leader Alfano
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(AGMnews) - Redazione, 20 mag. "L'assessore regionale ai Lavori Pubblici del Molise, Pierpaolo Nagni, ha ufficialmente aderito ad Alternativa Popolare che prosegue nel suo percorso di inclusione e crescita in tutti i territori, allargando la propria rete di amministratori e simpatizzanti che si avvicinano al partito". Lo annuncia un comunicato di Ap. "Continua proficuamente il grande lavoro che mettiamo in campo ogni giorno e che vede sempre piu' amministratori locali aderire ad Alternativa Popolare. Un nuovo grande progetto che da un lato punta e lavora a un Europa migliore, piu' forte e responsabile, dall'altro a difendere quel gran movimento popolare che crede in noi, ma che pretende risposte concrete in questa difficile fase economica e sociale con la quale ci misuriamo ormai da anni", ha spiegato il leader di Ap Angelino Alfano aggiungendo: " A breve saro' in Molise, al fianco di Pierpaolo e di quanti si avvicineranno ad Alternativa Popolare, per incontrare le donne e gli uomini molisani che come noi puntano alla creazione di un'area liberale e popolare, alternativa ai movimenti populisti e anti-europeisti". Nagni, al termine del colloquio con Alfano, ha dichiarato che "Alternativa Popolare incarna oggi il partito in cui sono sintetizzati quei principi e quei valori moderati, centristi e progressisti, che da sempre contraddistinguono la mia attivita' politica e che vedono nel dialogo, nella mediazione e nella valorizzazione delle esperienze delle persone presupposti irrinunciabili. Sin da subito, mi adoperero' affinche' altri amministratori molisani, ma anche cittadini e membri della societa' civile, si avvicinino a questo partito che si e' sempre distinto per apertura e dinamismo rispetto al mutevole scenario della politica nazionale, mantenendo comunque fermi i suoi principi fondamentali che mirano a innovazione, crescita e sviluppo".

Una riforma volta a tutelare livelli occupazionali in caso di sospensione o cessazione dell'attività
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(AGMnews) - Campobasso, 16 mag. Buone notizie sul fronte pesca. E' in arrivo, infatti, la delega sugli ammortizzatori a sostegno del reddito dei pescatori in crisi, "in tutti i casi di sospensione dell'attività di pesca stabilita con provvedimento delle Autorità competenti, causata da crisi di mercato, da avversità meteomarine o da circostanze connesse alla gestione delle risorse marine, garantendo una più equa distribuzione delle risorse a disposizione". Così indica uno dei principi contenuti nella delega in materia di politiche sociali nel settore della pesca, inserita nel provvedimento Ittica a seguito dell'approvazione in commissione Agricoltura alla Camera di un emendamento del relatore Luciano Agostini (Pd). La riforma della cassa integrazione dei pescatori è volta, da un lato, a favorire la tutela dei livelli occupazionali per tutti i casi di sospensione dell'attività di pesca connessi a fenomeni di inquinamento ambientali, alla presenza di agenti patogeni che colpiscono la risorsa ittica compromettendone la commercializzazione, a ristrutturazioni aziendali, cessazione dell'attività ed ogni altro evento, imprevisto e/o imprevedibile, comunque non imputabile alla volontà del datore di lavoro e del lavoratore; e dall'altro, a individuare forme alternative di impiego degli stessi operatori, anche nell'ambito di progetti pubblici partecipati, in caso di sospensione obbligatoria dell'attività di pesca, con preferenza per quelle volte a tutelare e a valorizzare le risorse ittiche e la loro gestione ecosostenibile. 
Programma politico riassunto in un incontro tenuto a Roma per definire le linee guida della Sinistra Italiana attraverso una condivisione di idee
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(AGMnews) - Redazione, 14 mag. Il lavoro per unire la sinistra avviato da anni dal Laboratorio Politico Uniti a Sinistra per un Nuovo Ulivo prosegue con un Seminario promosso a Roma teso a delineare i tratti programmatici comuni per una Sinistra Unita attraverso una condivisione delle analisi, delle proposte e delle Idee. Il documento base che sarà oggetto del seminario verterà su Europa, Lavoro e Democrazia, integrato da contributi tematici su Mezzogiorno, Cultura, Ambiente, Demografia e Legge Elettorale. Esperti, studiosi, sociologi ed economisti hanno elaborato nel corso dell'ultimo semestre una sorta di COSTITUENTE DELLE IDEE per ridefinire i tratti distintivi della sinistra internazionale, europea ed italiana del XXI° Secolo, prendendo spunto dai profondi mutamenti globali intervenuti in tutte le sfere delle attività umane, dalla iniqua distribuzione della ricchezza al sempre più problematico accesso ai diritti universali di cittadinanza, dal dominio del mercato sul lavoro al passaggio da una ricerca del benessere sociale diffuso ad una società di individui - consumatori sempre più precari e più poveri. La vittoria del capitalismo speculativo ha consegnato nelle mani delle multinazionali, delle lobby finanziarie e di una ristrettissima oligarchia mondiale ogni potere di condizionamento sugli scambi internazionali, sul valore della moneta, sulla produzione di beni e servizi, sulla devastazione ambientale e sul saccheggio delle materie prime nei paesi poveri, rendendo inefficace la politica e vanificando il ruolo delle rappresentanze democratiche, sindacali e istituzionali sia nazionali che planetarie. Bisogna ripartire dai diritti dell’uomo a vivere in pace, accedere all’acqua e al cibo, a studiare, curarsi e lavorare secondo convenzioni, regole e leggi che non vengano scritte dall’1% dei super - potenti che detengono gran parte della ricchezza mondiale e delocalizzano fabbriche, promuovono guerre o chiudono scuole e ospedali a seconda dei propri interessi. Su questi temi è indispensabile ricostruire in Italia una rappresentanza politica di una Sinistra Unita capace di federare i diversi partiti e movimenti che non si riconoscono nelle politiche neocentriste di Renzi e che si contrappongono alle destre sovraniste, al populismo leghista e all’inconcludenza programmatica del Movimento 5 Stelle. Una Sinistra capace di dare voce al lavoro, alla cultura, alla giustizia sociale, alla tutela dell’ambiente, agli ideali della pace e al Mezzogiorno.
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(AGMnews) - Venafro (IS), 04 mag. “Il buon risultato, ottenuto dalla mozione Orlando, nelle Primarie del Partito Democratico, ha consentito all’Avvocato Ombretta Pollice di Venafro, di esser eletta nell’Assemblea Nazionale in rappresentanza della coalizione molisana che ha portato al Ministro della Giustizia una delle percentuali di voti più alta d’Italia. In particolare in provincia di Isernia, dove la mozione Orlando appoggiata dal Consigliere regionale Scarabeo, col 27,32% rappresenta un dato considerevole a livello nazionale, superato solo in alcune aree della Liguria, terra dove lo stesso Ministro è nato. Il Comitato Orlando per il Molise, che ha ben lavorato, su tutto il territorio regionale, per supportare la mozione del Guardasigilli, esprime piena soddisfazione per l’elezione dell’Avv. Pollice nell’Assemblea Nazionale che domenica prossima, a Roma, sarà chiamata a ratificare l’elezione del Segretario del Partito e affrontare i temi caldi dei prossimi appuntamenti politici.”
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(AGMnews) - Campobasso, 26 apr. Torno sul dibattito in corso sugli organi di Stampa, in attesa che venga convocata l’assemblea regionale del PD, per evidenziare che Di Pietro continua a sostenere Frattura.  Ipotesi confermata infatti in una recente intervista di cui riporto il testo: “Non ho cambiato idea – ha dichiarato l’ex pm di ‘Mani pulite’, contattato da IsNews – da parte mia ho sempre sostenuto Frattura. L’ho appoggiato quattro anni fa, quando si è candidato a governatore del Molise e l’ho appoggiato per tutta la legislatura in corso. Anzi, le dico di più, mi auguro che possa continuare. Se lui ritiene di doversi ricandidare io sarò con lui”. Tuttavia Di Pietro dopo il suo riavvicinamento al movimento dei Cinque Stelle dovrebbe prima spiegarci da che parte sta. Questa Regione ha bisogno di aria nuova e fresca e ribadisco che le primarie che andremo a convocare dovranno essere l’occasione per la nascita di una classe dirigente nuova che porti il Molise dalla secca in cui ci siamo trovati da anni e in cui ci hanno relegati i trasformisti delle passate legislature. Occorre aver chiaro che non saranno i nomi a convincerci ma i programmi che il Partito Democratico sarebbe ora incominci a preparare. Anche il PD Molisano ha bisogno che venga convocata al più presto una conferenza programmatica che andrò a richiedere alla segretaria Fanelli nel corso della prossima assemblea regionale.
Michele Petraroia insorge: "si e’ polverizzata lasciando campo libero alle destre !"
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(AGMnews) - Redazione, 13 apr. Crollato il Muro di Berlino, la sinistra riformista e democratica,  nella seconda metà degli anni novanta,  provò a costruire una terza via con Clinton, Blair e Prodi, ma a furia di inseguire il mercato e la globalizzazione, perse i tratti distintivi essenziali, e finì col confondersi sul piano programmatico con le forze conservatrici, salvo rare e lodevoli eccezioni che non ne frenarono il mutamento. Le formazioni radicali della sinistra più combattiva dopo la stagione dei Forum Mondiali per i diritti, la pace e l’ambiente, persero il legame storico col mondo del lavoro e si frantumarono in una miriade di movimenti, partitini e associazioni, in perenne lotta tra di loro e raramente in grado di promuovere processi sociali di cambiamento reali. Le divaricazioni tra una sinistra di governo e una sinistra antagonista non sono mai state ricomposte col risultato disastroso di non essere stati in grado  di governare senza l’apporto dell’Udeur di Mastella o alcuni parlamentari vicini a Cossiga nel 1998, fino a giungere all’apporto determinante di Alfano e Verdini nel Governo Renzi. I partiti più radicali spinti all’opposizione non sono riusciti a costruire una nuova alleanza sociale per un progetto di cambiamento incardinato sulle proposte programmatiche, culturali e ideali della sinistra, e sono finiti a scegliere, tra Scilla e Cariddi, o di intrupparsi in listoni governativi abiurando alle proprie posizioni, o di ritrovarsi espunti dal quadro politico della rappresentanza democratica per le proprie divisioni che ne minano la credibilità. A poco serve prendere atto della scomparsa sostanziale della cultura di sinistra nel Partito di Matteo Renzi, che nel giro di poche settimane ripartirà come Napoleone al rientro dall’isola d’Elba per una nuova campagna di conquiste di potere senza mutare di una virgola il proprio programma politico. E ancor meno interessa alla causa sostanziale della sinistra, che è solo questione di tempo, ma già si profila una Waterloo per il grumo di forze che ieri addensavano le anticamere di Arcore e oggi issano al vento le bandiere di Renzi. Quando il potere, a Bruxelles, a Roma o a Campobasso, raggiunge i propri scopi, scarica i cavalli perdenti e si riorganizza sotto nuove insegne.  Nulla muta se a prevalere saranno le destre movimentiste, le destre populiste anziché le destre sovraniste o sistemiche. Le loro politiche sono sostanzialmente simili, accentueranno lo smantellamento del welfare-state, ridurranno i diritti del mondo del lavoro, e daranno una cornice programmatica all’egoismo individualista del si salvi chi può, fomentando le paure e alzando mura e barriere. Il Presidente dell’ANPI parla apertamente del pericolo di una deriva autoritaria e di un rischio per la democrazia italiana per come l’abbiamo sperimentata dal dopoguerra in poi. Ciò che manca in questo quadro è la consapevolezza politica dei mille frammenti della sinistra sociale e politica di unire le energie, confrontarsi, riconoscere ciascuno i propri errori e riavviare dal basso un progetto capace di essere percepito dai cittadini come una valida alternativa alle diverse aggregazioni conservatrici, moderate, centriste e reazionarie che con sfumature diverse prospettano politiche di destra per il futuro dell’Italia, a Roma, nelle regioni e nei comuni.

La segretaria Fanelli: «Prosegue il percorso di avvicinamento alle primarie aperte del 30 aprile. In bocca al lupo a tutti i candidati»
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(AGMnews) - Campobasso, 11 apr. PD verso le primarie del 30 aprile: è in corso la presentazione delle liste relative alle tre mozioni congressuali per l’elezione dell’assemblea nazionale. La mozione Renzi-Martina sarà rappresentata da:  Manuela Vigilante, Nicola Messere, Mariateresa D'Achille e Giuseppe Caranci. La mozione Orlando ha in lista Ombretta Pollice, Pino Libertucci, Caterina Cerrone e Luca Palmisciano. La lista della mozione Emiliano è composta da: Giose Trivisonno, Fabia Onorato, Vincenzo Cordisco, Maria Rosaria Nardoia. «Prosegue dunque il percorso di avvicinamento alle primarie del 30 aprile, aperte a tutti i cittadini, che sceglieranno il segretario nazionale del PD – dice la segretaria regionale PD Molise Micaela Fanelli. Un percorso democratico che ha già visto centinaia di militanti e simpatizzanti coinvolti con entusiasmo nelle votazioni dei circoli e poi dei membri alla convenzione nazionale. Appuntamenti che hanno consentito di discutere e confrontarsi civilmente in pubbliche assemblee. «Un patrimonio – dice ancora la Fanelli – di cui andiamo molto fieri e che solo il PD riesce a mettere in campo perché è una comunità viva. A tutti i candidati del collegio molisano – conclude – va un sincero in bocca al lupo». Intanto nel pomeriggio di oggi, ad Isernia nella saletta gialla della Provincia, si è svolta una prima riunione organizzativa di tutte le mozioni.
Fanelli: «Preoccupano alcune delle considerazioni contenute nel libro bianco».
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(AGMnews) - Campobasso, 01 apr. Una politica da rilanciare: le misure europee per le aree povere, che nell’insieme sono note come politica di coesione, hanno finora assicurato cospicui fondi destinati allo sviluppo, specialmente per il mezzogiorno d’Italia e per lo stesso Molise. Ma sul futuro si addensano nubi poco rassicuranti e il futuro delle politiche di coesione non è affatto roseo: «Preoccupano alcune delle considerazioni contenute nel libro bianco che il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, ha varato qualche settimana fa. E creano apprensione le posizioni di alcuni Paesi del nord-Europa tese a ri-nazionalizzare gli interventi – osserva Micaela Fanelli, sindaco di Riccia e coordinatore nazionale ANCI al comitato delle regioni. E cosi Fanelli, insieme con Giuseppe Falcomatà e Antonio Decaro, rispettivamente, delegato ANCI per la coesione territoriale e sindaco di Reggio Calabria e presidente nazionale ANCI nonché primo cittadino di Bari, ha rivolto un accorato appello al ministro Claudio De Vincenti, Ministro responsabile della coesione territoriale e del mezzogiorno. Nero su bianco i tre hanno sottolineato come sia indispensabile che la politica di coesione sia al centro del bilancio europeo anche dopo il 2020. «Per fare questo – sottolinea Fanelli – serve un impegno corale, non possiamo permetterci di perdere questa fonte di finanziamento che si è rivelata fondamentale per il nostro mezzogiorno e per il nostro Molise. Ma, direi, per l’intera Italia considerato che se il sud resta indietro l’intero assetto economico e sociale del Paese va in crisi». La politica di coesione, destinata alle aree più svantaggiate e linfa vitale per gli investimenti nel sud Italia, assorbe più di un terzo dell’attuale bilancio della Unione Europea. L’Italia è il secondo beneficiario dei fondi Ue (42,6 miliardi di euro, circa il 10% del totale destinato alla politica di coesione), subito dopo la Polonia. Della questione si è occupato anche il comitato delle regioni, riunito a Varsavia agli inizi di Marzo. In quella occasione Fanelli, come capo delegazione ANCI, presentò diversi emendamenti al parere ufficiale del COR, contribuendo alla versione finale del documento il cui rilascio è previsto per il mese di maggio.
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