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L'on. fa sentire la propria voce in merito alla riqualificazione della città di Termoli
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(AGMnews) - Termoli (CB), 09 set. Interviene così l’onorevole dem Laura Venittelli sulla vicenda del piano di riqualificazione del centro storico tra il porto di Termoli, piazza Sant’Antonio e il primo tratto del litorale Nord. “In due circostanze ho incontrato i referenti dei comitati e coordinamento No Tunnel, ascoltando le loro posizioni. La vicenda è molto complessa, poiché in gioco vi è il futuro assetto urbanistico e anche di promozione turistica e del territorio della nostra città e non la si può trattare in modo strumentale. Certamente Termoli necessita di uno scatto in avanti, ma lo sviluppo economico e turistico della città si deve conciliare con la conservazione della nostra identità sotto il profilo ambientale, paesaggistico e archeologico. Da questo punto di vista nutriamo grande fiducia negli enti e nelle autorità competenti riunite nella conferenza dei servizi. La questione, dunque, non si più evadere con un sì o un no rispetto al cosiddetto Tunnel. Men che meno dobbiamo lasciare che diventi strumento di lotta politica, come sta avvenendo nelle ultime ore, con una specie di assalto alla diligenza per mettersi in vetrina rispetto alle future scadenze elettorali. Il progetto è ormai in itinere da oltre due anni e desta un sospetto legittimo assistere ora a questo interesse improvviso da parte soprattutto dell’opposizione regionale di centrodestra. La strumentalità della loro posizione è evidente se si considera la mancata partecipazione al Dibattito Pubblico organizzato a Termoli lo scorso anno e che prevedeva anche l’ipotesi di azzeramento del progetto”.
Per il Responsabile della Comunicazione della Segreteria del PD Molise Luca Iosue anche la variazione della tratta ferroviaria è strategica per il futuro dell’intero territorio molisano.
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(AGMnews) Termoli (CB), 09 set. Se durante i lavori di costruzione della Torre Eiffel, l’amministrazione parigina avesse deciso di dare ascolto ai tantissimi oppositori dell’opera e alle centinaia di lettere di protesta pubblicate sui giornali, oggi non ci sarebbero 7 milioni di visitatori che ogni anno fanno la fila per salire su quello che è diventato il simbolo stesso di Parigi. Non è chiaramente il caso di Termoli, ma aiuta a rendere l’idea. Dispiace infatti assistere a strumentalizzazioni che non hanno nulla a che fare con le esigenze di sviluppo della città e, quindi, del Molise. Mi riferisco al progetto di collegamento tra la zona portuale ed il lungomare nord, che restituirebbe alla cittadinanza migliaia di metri quadri pedonali, creando un Teatro che da troppi anni manca a Termoli, un parco, l'area attrezzata per bambini ed un giardino sul mare, impedendo l’accesso veicolare alla parte più bella e turistica, riqualificando zone degradate del centro cittadino, grazie ad un’opera strategica per la città di Termoli. Immaginare una villa comunale al posto di un parcheggio in qualsiasi altro Comune sarebbe utopia, ma a Termoli potrebbe essere realtà. Come le auto che si muovano sotto il centro urbano, sostino in un parcheggio sotterraneo da 600 posti ed escano agevolmente dalla città, assicurando anche una notevole riduzione di emissioni. Se i comitati non hanno interesse nemmeno a valutare le ricadute economiche del progetto, il cui costo sarebbe anche a carico della società realizzatrice, la politica ha invece l’obbligo di farlo. Decidendo se continuare ad interessarsi solo di buche e marciapiedi o guardare strategicamente al futuro di Termoli. I dati sulle presenze nelle strutture ricettive finalmente fanno emergere il grandissimo potenziale della città e non credo che i grandi flussi turistici, ai quali Termoli ambisce, richiedano immobilismo e scontri politici. Le opposizioni fanno bene a contrastare quest’opera se il loro interesse è quello di rincorrere la protesta. Ma chi ha la responsabilità di Governare deve avere la lungimiranza di decidere sul futuro, anche contro i tribunali di Facebook. Il tutto nel pieno rispetto delle regole e dei ruoli. In primis del Comitato No Tunnel al quale non è mai stata negata la possibilità di lavorare al progetto e che, atti alla mano, non ha mai fatto registrare il diniego dell’amministrazione. Addirittura, sul tunnel è stato richiesto un intervento al ministro Minniti, mentre personalmente lo avrei fatto per i dati preoccupanti contenuti nella relazione della Direzione Nazionale Antimafia sulle infiltrazioni criminali in Molise.  Agli stessi oppositori dell’ultima ora chiedo di fare un giro tra gli operatori economici di Termoli, quelli che ogni mattina alzano la serranda e producono ricchezza. Quelli che vedono e vivono quotidianamente le difficoltà del territorio. Ma anche di incontrare quei ragazzi che non hanno un lavoro e che, vedendo la politica distruggere qualsiasi cosa parli di futuro e di opportunità per un semplice gioco delle parti, credono sempre meno nelle istituzioni, accrescendo la volontà di andare via dal Molise. 
A loro andrebbe spiegato perché si rinuncia a fare investimenti sul territorio, buttando a mare le ricadute economiche e lavorative. Si abbia almeno il coraggio di dire: Termoli è bella e va bene così…mentre il resto del mondo corre e ci lascia indietro a crogiolarci nella nostra retorica e autoreferenzialità. E allora, che la Politica con la “P” maiuscola assuma le proprie responsabilità e decida nell’interesse di tutti e non solo di una parte, quella “contro tutto e tutti”, quella che vive solo dietro una tastiera e che magari non ha mai partecipato ad un consiglio comunale. Tenendo anche conto che un’opportunità del genere difficilmente tornerà ad affacciarsi nei prossimi anni. Così come il progetto di variazione della tratta ferroviaria adriatica che restituirebbe a Termoli chilometri quadrati di spazio ed eliminerebbe la "frattura" tra la costa e l'interno. Questi sono treni che, come tanti altri nel passato, transiteranno per Termoli una volta soltanto. O ci saliamo e prendiamo la direzione del futuro o rimarremo immobili. E invece di agganciare la ripresa economica nazionale ed europea, continueremo ad essere il fanalino di coda e a piangerci addosso.
La Carovana della Salute questa volta si ferma a Cercemaggiore per la Prevenzione Cardiovascolare
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(AGMnews) - Campobasso, 08 set. Continua il tour estivo della Carovana della Salute, lunedì 11 settembre 2017 si “fermerà” a Cercemaggiore per la Prevenzione Cardiovascolare e delle problematiche dell’apparto muscolo-scheletrico. Gli ambulatori verranno allestiti presso l’edificio della ex Scuola Elementare in via Trento dalle ore 9.00. Tutti potranno partecipare. Non sarà necessario prenotare né essere in possesso dell’impegnativa del medico. L’evento si inserisce nei festeggiamenti della Festa del Santo Patrono, San Vincenzo, ricorrenza molto sentita dalla Comunità cercese.  Quest’anno il programma verrà arricchito anche da un’attività a sfondo sociale, Il progetto “Ricerca e Prevenzione in Molise, infatti, vuole offrire un’opportunità per fare prevenzione in modo particolare alle famiglie che si trovano in difficoltà e che spesso non riescono ad effettuare anche semplici esami diagnostici. Una giornata interamente dedicata al cuore con esami di laboratorio: colesterolo totale, colesterolo HDL,   colesterolo LDL e  trigliceridi;  Visita Cardiologica,  elettrocardiogramma, rilevazione pressione arteriosa, rilevazione frequenza cardiaca, misurazione non invasiva della   saturazione dell'ossigeno a livello periferico. Ogni cittadino riceverà, al termine della visita, la stampa del proprio elettrocardiogramma, del referto medico e un kit di opuscoli.  Verranno offerte prestazioni gratuite anche nell’ambito riabilitativo per la prevenzione delle problematiche dell’apparato muscolo-scheletrico.  Sarà possibile effettuare: visita fisiatrica, valutazione posturale computerizzata, indicazioni per trattamenti riabilitativi per tutte le età anche bambini (es. piede piatto, scoliosi, problematiche articolari, etc.), quindi è auspicabile che vengano coinvolti anche i giovanissimi.   Oltre a costituire la struttura portante di ogni individuo, l’apparato muscolo scheletrico ne permette il movimento. Ossa, articolazioni, tendini e muscoli devono essere perfettamente in salute per garantire la migliore prestazione. Si stima inoltre che in Italia ben 5,5 milioni di persone sono affette da patologie osteo-articolari e/o muscolari di tipo cronico-evolutivo. In entrambi i casi si registra un’elevata tendenza all’utilizzo di farmaci antinfiammatori di sintesi con conseguenze tanto più devastanti per la salute quanto più lungo è il periodo di assunzione. Un percorso riabilitativo, in alcuni casi, può essere la soluzione giusta al problema e soprattutto limitare, o addirittura escludere, l’utilizzo di medicinali. Verrà effettuata, in modo contestuale, anche un’indagine scientifica attraverso la compilazione di un questionario. Si analizzeranno gli stili di vita ed il rapporto con la cura della propria salute, dati che verranno analizzati dai ricercatori.
I grillini hanno sollecito la questione per avere maggiora chiarezza sui fondi europei destinati al progetto
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(AGMnews) - Termoli (CB), 07 set. "Il MoVimento 5 Stelle Molise ha sottoscritto la mozione del Comitato ‘Termoli No Tunnel’ con le stesse motivazioni che ci hanno spinto a partecipare alla manifestazione del 27 maggio scorso: i cittadini termolesi non hanno avuto la possibilità di condividere il progetto del tunnel con un referendum, nonostante ne avessero fatto più volte richiesta. E qualsiasi progetto abbia un impatto sulla quotidianità dei cittadini deve essere condiviso con loro. Del resto a scavalcare le regole di condivisione ci aveva già pensato la Giunta regionale quando a fine 2014, in barba allo Statuto, aveva approvato l'Accordo di Programma Quadro ‘Viabilità’ che prevedeva 100 milioni di investimenti per opere, quali appunto il tunnel di Termoli, senza coinvolgere il Consiglio regionale. Già allora alzammo le barricate e presentammo interrogazioni e mozioni. Come già detto in passato, in merito ai fondi europei destinati al tunnel troppe volte abbiamo ascoltato finte verità. Abbiamo chiarito da subito che i 5 milioni di euro avevano uno specifico vincolo per la rendicontazione dei fondi ma nessuno ha dato la possibilità, né ai cittadini né al Consiglio regionale, di discutere proposte alternative, calando quest'opera dall’alto. In conclusione, oggi con questa mozione suggeriamo una parola semplice all'amministrazione termolese: PARTECIPAZIONE!"
                         
E' stato necessario l'intervento dei Vigili del Fuoco per reperire la necessità di acqua
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(AGMnews) - Campobasso, 04 set. E’ stata l’estate della crisi idrica: paesi e campi coltivati rimasti senz’acqua. A secco è rimasto pure il canile di Santo Stefano: è stato necessario l’intervento di due autobotti dei vigili del fuoco, allertati dalla Prefettura di Campobasso su segnalazione del Comune, per riempire l’autoclave della struttura che ospita 250 cani. L’ultima settimana è stata particolarmente critica, sembra anche per gli abitanti della frazione. Dai rubinetti del rifugio scorreva solo un ‘filo’ d’acqua, il minimo per evitare che i cani morissero di sete a causa delle alte temperature. Si è riuscito dunque a riempire le ciotole. Null’altro. La pulizia delle gabbie in cui gli animali sono chiusi sarebbe stata rinviata fino a quando oggi è stato necessario chiedere i soccorsi. La prima autobotte è partita intorno alle 15. Si è rivelata insufficiente ed è stato necessario chiedere un secondo carico di acqua per il rifugio, che da tempo finisce in cronaca a causa delle difficili condizioni in cui versa. Non è la prima volta che la struttura resta a secco: è avvenuto pure due anni fa. Ma questo è solo uno di una lunga lista di problemi. Il mancato rispetto dei requisiti di salubrità, la mancata presenza di un reparto sanitario, box insufficienti e che non consentono la necessaria deambulazione ai cani: questi i principali. Se ne parla da anni senza che niente venga risolto. Con alcune iniziative legislative, i consiglieri comunali e i parlamentari del Movimento 5 Stelle hanno suonato la sveglia al governo di palazzo san Giorgio e acceso i riflettori sull’emergenza.   Nonostante lo sdegno degli animalisti e delle associazioni, alle parole non sono seguiti fatti concreti. Eppure nel Piano triennale delle opere pubbliche dell’amministrazione Battista c’è un finanziamento di 200mila euro per ristrutturare il canile. Quando inizieranno i lavori? E’ un altro caso da ‘Chi l’ha visto’. Per le vie informali, l’Assessorato alle Politiche sociali è stato informato dalla Regione che presto i finanziamenti saranno concessi (c’è anche un cofinanziamento dell’ente di via Genova, oltre ai fondi del Comune, ndr). Dopo di che potrà essere avviata la gara d’appalto per i lavori di sistemazione del rifugio.
Movimento Cinque Stelle si interroga sulla questione lavorativa ed economica dell'azienda Molise Acque
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(AGMnews) - Campobasso, 01 ven. L’azienda speciale è senza consiglio d’amministrazione, senza un direttore generale, senza risorse, senza il progetto di riordino annunciato due anni fa e quindi non può svolgere al meglio i propri compiti. Interpellanza M5S in Consiglio regionale. Non solo l’Arpa Molise, da due anni senza una guida stabile, costretta a svolgere compiti non suoi, con poche risorse a disposizione e senza possibilità di svolgere funzioni nel lungo periodo. La Regione sta uccidendo anche Molise Acque, l’Azienda ‘Speciale’ che assicura il rifornimento di acqua potabile ai serbatoi di 170 comuni molisani, ai Consorzi di bonifica del Basso Molise e ai principali Consorzi industriali della regione. Un’Azienda fondamentale che tuttavia da anni è stata quasi abbandonata dalla Regione che nel 2015 aveva deciso di riformarla sotto lo slogan del taglio dei costi. La legge regionale n. 8 del 4 maggio di quell’anno ha modificato la composizione del consiglio di amministrazione, rimuovendo uno dei tre componenti, ma di fatto destituendo l’organo in carica, compreso il Presidente. Per lo scopo, la Giunta regionale nomina un Commissario straordinario chiamato in primis ad assicurare il corretto funzionamento dell’Ente in attesa della ricomposizione del Cda ma anche per proporre all’esecutivo regionale un progetto di riordino dell’Azienda speciale entro i sessanta giorni dall’entrata in vigore della legge n. 8 del 2015 (dunque entro luglio 2015). Il primo ad essere nominato Commissario è Pasquale Mauro Di Mirco, per la durata di 60 giorni. A giugno 2015, invece, in pochi giorni viene prima approvata la proposta di modifica dello Statuto, poi la Giunta regionale approva uno schema di avviso pubblico per la nomina del nuovo Presidente del consiglio di amministrazione: A questo punto qualcosa si inceppa. Di Mirco che doveva restare commissario soli due mesi arriva a 5, fino a metà ottobre 2015 quando si dimette per far posto ad Antonio Calise che rimane in carica un anno. Nell’ottobre 2016 Massimo Pillarella è nominato nuovo Commissario straordinario “per lo svolgimento di tutte le ordinarie funzioni amministrative dell’Azienda e per ogni altro atto indifferibile ed urgente, per consentire il funzionamento dell’Ente”. Ad oggi la ricomposizione del Cda, fondamentale per l’Azienda, è ancora una chimera. E il Direttore generale che fine ha fatto? Per trovare la persona giusta qualche anno fa l’Azienda pubblica un bando pubblico che crea un elenco di candidati idonei all’incarico. Ad aprile 2015 viene scelto Vincenzo Rossi, già dirigente regionale, ma il suo incarico non parte neppure, pare per mancanza del nulla osta regionale, particolare di cui non si conoscono i motivi. Il 1 febbraio 2016 viene quindi nominato Luigi D’Orsi, (che peraltro in qualità di coordinatore aveva presentato una lista a sostegno del governatore Frattura): finalmente Molise Acque ha il suo Direttore generale, almeno fino al giorno 11 ottobre 2016 quando cessa la carica. Da 10 mesi quindi l’Azienda speciale è senza Direttore generale, senza Consiglio d’amministrazione e senza il progetto di riordino dell’Azienda che andava presentato entro 60 giorni dal primo decreto di nomina del Commissario straordinario del 7 Maggio 2015, quindi, lo ripetiamo, entro luglio 2015. Sono ritardi imbarazzanti, inconcepibili per qualsiasi buona amministrazione. Il MoVimento 5 Stelle Molise ha presentato una interpellanza in Consiglio regionale. Vogliamo conoscere i motivi per cui non è stato ancora nominato il nuovo Direttore generale di Molise Acque, nonostante esista un elenco dei candidati risultati idonei all’incarico. Ma vogliamo anche conoscere i motivi per cui non è stato ancora ricomposto l’Organo amministrativo (il Cda) e se è vero che non esiste alcuna proposta di riordino nonostante il termine temporale iniziale dei 60 giorni. L’Azienda speciale è senza una guida, senza consiglio d’amministrazione, senza risorse, con perdite milionarie continue in bilancio e senza la possibilità di lavorare al meglio per il bene dei cittadini. Molise Acque sta morendo: i cittadini hanno il diritto di sapere il perché.
Costituito su iniziativa della Confcommercio Molise
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(AGMnews) - Campobasso, 31 ago. Su iniziativa di Confcommercio Molise si è costituito nei giorni scorsi a San Martino in Pensilis (CB) il Comitato promotore per il riconoscimento del marchio IGP “La Pampanella di San Martino in Pensilis”.  Presidente del Comitato è stato eletto Giuseppe Colucci, vicepresidente Giuseppe Carriero, segretario Giuseppe La Vecchia, consiglieri Matteo Muccillo, Vincenzo Caravatta, Maria Antonietta Tomizzi e Michele Melfi. “Il procedimento è molto lungo e richiede numerose certificazioni sia tecniche sia storiche ma rappresenta un passo necessario – commenta il neo presidente Colucci, consigliere Confcommercio - per la valorizzazione di una produzione alimentare di grande pregio e tradizione che vede insieme i produttori locali sammartinesi che, per la prima volta, concorrono per un obiettivo esclusivo e di rilevanza storica per l’intero territorio.” Questa non è altro che la prima pietra di un progetto che nei prossimi anni potrà contribuire all’economia di San Martino in Pensilis  e dell’intero Molise.”  “Consolidiamo la nostra presenza sul territorio – afferma il direttore Confcommercio Irene Tartaglia – ponendo la dovuta attenzione nei confronti di un prodotto con un elevato valore aggiunto che, grazie alla sua riconoscibilità, siamo convinti sia capace di rafforzare il legame vincente tra prodotto tipico e turismo, anche attraverso una futura promozione di itinerari del gusto.” Il Comitato si occuperà nell’immediato di progettare e realizzare iniziative per la promozione, la divulgazione, il coinvolgimento del territorio, per lo sviluppo ed il raggiungimento dell’obiettivo. Il Comitato raccoglierà, inoltre, utilizzerà tutte le fonti disponibili per elaborare ricerche, analisi e studi territoriali, alimentari e nutrizionali per l’ottenimento del marchio IGP. Il Comitato, infine, effettuerà ricerche ed ogni accorgimento per il recupero,  per la conservazione e valorizzazione del patrimonio agroalimentare e culturale legato alla “Pampanella di San Martino in Pensilis”. Questa preparazione tipica, anticamente, veniva preparata solo in occasione della festa della corsa dei carri del 30 Aprile e della fiera annuale del 30 Agosto. Oggi, preparata tutto l’anno, la Pampanella di San Martino in Penilis viene fatta con carne di maiale condita con sale, aglio e cosparsa di abbondante peperoncino dolce e piccante macinato. Occorrono alcune ore prima di infornare la carne così preparata che viene coperta con carta paglia bagnata e a fine cottura viene condita con aceto. La Pampanella deve il nome alle foglie della vite, i pampini, che in passato avevano la stessa funzione della carta paglia mantenendo umida la carne durante la cottura.
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(AGMnews) - Campobasso, 30 ago. Diventa definitivo, dopo il periodo di sperimentazione precedente, il decreto legislativo che introduce in maniera strutturale nel Paese e nel suo ordinamento giuridico la legge sul contrasto della povertà, che prevede anche il riordino delle prestazioni di natura assistenziale e il rafforzamento del sistema degli interventi e dei servizi sociali. Ad approvare lo strumento normativo è stato oggi il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali Giuliano Poletti. Il decreto introduce, a decorrere dal 1° gennaio 2018, il Reddito di inclusione (ReI), quale misura unica a livello nazionale di contrasto alla povertà e all’esclusione sociale. “Un provvedimento qualificante e importante per mantenere vivo e unito il tessuto sociale della nazione – commenta l’onorevole dem Laura Venittelli – in una fase che vede nonostante la ripresa dei dati macro-economici ancora troppe famiglie e persone pericolosamente sotto la soglia di indigenza. Il decreto legislativo che introduce il reddito di inclusione mostra l'attenzione della maggioranza parlamentare e del governo verso la condizione di difficoltà vissuta nel Paese".
IL REDDITO DI INCLUSIONE
Il ReI è una misura a vocazione universale, condizionata alla prova dei mezzi e all’adesione a un progetto personalizzato di attivazione e di inclusione sociale e lavorativa finalizzato all’affrancamento dalla condizione di povertà. Viene riconosciuto ai nuclei familiari che rispondano a determinati requisiti relativi alla situazione economica. In particolare, il nucleo familiare del richiedente dovrà avere un valore dell’ISEE, in corso di validità, non superiore a 6.000 euro e un valore del patrimonio immobiliare, diverso dalla casa di abitazione, non superiore a 20.000 euro. In prima applicazione sono prioritariamente ammessi al REI i nuclei con figli minorenni o disabili, donne in stato di gravidanza o disoccupati ultra cinquantacinquenni. Fermo restando il possesso dei requisiti economici, il REI è compatibile con lo svolgimento di un’attività lavorativa. Viceversa, non è compatibile con la contemporanea fruizione, da parte di qualsiasi componente il nucleo familiare, della NASpI o di altro ammortizzatore sociale per la disoccupazione involontaria. Il ReI è articolato in due componenti: un beneficio economico erogato su dodici mensilità, con un importo che andrà da circa 190 euro mensili per una persona sola, fino a quasi 490 euro per un nucleo con 5 o più componenti; una componente di servizi alla persona identificata, in esito ad una valutazione del bisogno del nucleo familiare che terrà conto, tra l’altro, della situazione lavorativa e del profilo di occupabilità, dell’educazione, istruzione e formazione, della condizione abitativa e delle reti familiari, di prossimità e sociali della persona e servirà a dar vita a un "progetto personalizzato" volto al superamento della condizione di povertà. Tale progetto indicherà gli obiettivi generali e i risultati specifici da raggiungere nel percorso diretto all’inserimento o reinserimento lavorativo e all’inclusione sociale, nonché i sostegni, in termini di specifici interventi e servizi, di cui il nucleo necessita, oltre al beneficio economico connesso al ReI e, infine, gli impegni a svolgere specifiche attività, a cui il beneficio economico è condizionato, da parte dei componenti il nucleo familiare. Il ReI sarà concesso per un periodo continuativo non superiore a 18 mesi e sarà necessario che trascorrano almeno 6 mesi dall’ultima erogazione prima di poterlo richiedere nuovamente. Al ReI si accederà attraverso una dichiarazione a fini ISEE "precompilata". È un’importante innovazione di sistema, che caratterizzerà l’accesso a tutte le prestazioni sociali agevolate migliorando la fedeltà delle dichiarazioni da un lato e semplificando gli adempimenti per i cittadini dall’altro. Il decreto disciplina anche le possibili espansioni del REI, in termini di graduale incremento del beneficio e dei beneficiari. In presenza di maggiori risorse o di risparmi strutturali, l’estensione della misura potrà essere realizzata mediante l’adozione di un Piano nazionale per la lotta alla povertà e all’esclusione sociale, da adottarsi con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri. Il decreto istituisce inoltre la Rete della protezione e dell’inclusione sociale, presieduta dal Ministro del lavoro e delle politiche sociali e composta da rappresentanti dei diversi livelli di governo. E’ una struttura permanente di confronto e programmazione delle politiche sociali, nonché di coinvolgimento nelle decisioni programmatiche del terzo settore, delle parti sociali e degli altri stakeholder. La Rete si articola in tavoli regionali e territoriali e ha l’obiettivo di rendere più omogeneo il sistema superando le attuali sperequazioni territoriali. Nello specifico del ReI e al fine di agevolarne l’attuazione, il decreto prevede l’istituzione del Comitato per la lotta alla povertà, quale organismo di confronto permanente tra i diversi livelli di governo e specifica articolazione tecnica della Rete e l’istituzione dell’Osservatorio sulle povertà quale gruppo di lavoro permanente, con il compito di predisporre un Rapporto biennale sulla povertà, in cui sono formulate analisi e proposte in materia di contrasto alla povertà, di promuovere l’attuazione del ReI, evidenziando eventuali problematiche riscontrate, anche a livello territoriale, e di esprimere il proprio parere sul Rapporto annuale di monitoraggio sull’attuazione del ReI.
Genitori che iscrivono i propri figli senza ricevere buone nuove sull'inizio di un nuovo anno scolastico
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(AGMnews) - Campobasso, 27 ago. L’Istituto Professionale di Campomarino  non ha i numeri per ottenere una classe prima. In questi giorni ci sono genitori di alunni che vi si iscrivono per formare la classe. Casi simili ci sono anche altrove in regione. Gli alunni diminuiscono (negli ultimi dieci anni si sono persi oltre 8.500 alunni ed il prossimo anno scolastico vedrà altri 1.000  in meno nelle scuole molisane), la politica regionale non ha fatto scelte in merito alla rete scolastica e tutto diventa più complicato. In Molise, lo sappiamo, la giunta regionale ha deciso di non affrontare il nodo del dimensionamento delle istituzioni scolastiche. Ha messo nel cassetto qualsiasi ipotesi su dove fare scuola e su quale  deve essere l’offerta formativa  territoriale da dare agli studenti molisani. E’ un argomento oggetto di discussioni occasionali, tese soprattutto a difendere l’esistente. Si tratta di una politica miope che determina vari problemi. Vediamone alcuni. Non si nominano dirigenti scolastici nelle sedi sotto dimensionate, ed allora si dà luogo alle reggenze (ben 10 su  45 d.s.), in cui un dirigente scolastico è a mezzo servizio su più scuole, con inevitabili ricadute negative sul versante organizzativo e  gestionale. Per la secondaria superiore non si procede a delineare una offerta formativa territoriale, individuandone  le aree e gli indirizzi; non si può fare la stessa cosa dappertutto. Non si costituiscono i poli professionali, quelli tecnici e quelli  liceali, strumenti indispensabili per affrontare in maniera organica anche il tema della sopravvivenza  e della valorizzazione delle scuole nelle aree interne. Nelle superiori abbiamo, invece, istituzioni scolastiche accorpate solo per esigenze di numeri e non di percorsi formativi omogenei. Così, ad esempio,  non si  garantisce la  possibilità di passare da un indirizzo all’altro. Si tratta di un tema attualissimo, considerato che più di un terzo degli studenti dichiara di aver sbagliato nella scelta della scuola superiore. E la dispersione scolastica è una delle piaghe del nostro sistema d’istruzione, come lo è il basso numero di ragazzi che si laureano (quasi la metà rispetto agli altri paesi europei). Il piano di dimensionamento potrebbe rappresentare un modo efficace per affrontare la crisi strutturale di alunni ponendo al centro, non la competizione tra le scuole, che non devono giocare a chi si accaparra più studenti,  ma la diversificazione chiara e riconoscibile dei percorsi di studio, evitando duplicazioni di indirizzi nei singoli territori, consentendo agli studenti di poter scegliere in base alle loro aspirazioni e alle loro competenze acquisite. Dando, inoltre, la possibilità di consentire ripensamenti in corso d’opera, senza traumi o penalizzazioni. Eppure gli strumenti per intervenire ci sono tutti. Occorre la volontà politica. Si continua a gestire le emergenze. Ma esse presentano il conto, e senza un progetto credibile si va verso situazioni di grave disagio.  Chiudono corsi ed indirizzi, si impoverisce il panorama delle possibilità date agli studenti, si continua a fare la guerra tra poveri, non si combatte la dispersione scolastica. Poi, nei dibattiti, si ripete che occorre investire nei settori della conoscenza per affrontare, in maniera attrezzata, la complessità del mondo e per dare un contributo alla crescita ed allo sviluppo dei nostri territori. Ma, lo sappiamo,  in Molise non abbiamo un assessore regionale con delega all’istruzione, non abbiamo una legge regionale sulla materia. Non è dato di conoscere come la regione intenda affrontare queste emergenze che rimandano a carenze strutturali (tra un po’ inizierà l’anno scolastico e si riparlerà di edifici non a norma e di sicurezza non garantita) ma anche alla mancanza di un progetto per garantire agli studenti molisani una scuola pubblica di qualità. Ad esempio, con il polo professionale nel basso Molise,  il tema  della costituzione della prima classe a Campomarino  si sarebbe potuto affrontare diversamente.
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(AGMnews) - Campobasso, 26 ago. In riferimento alle dichiarazioni prodotte dall’Assessore Pierpaolo Nagni, a replica delle mie esternazioni circa il mancato intervento per i gravi dissesti idrogeologici in atto a Civitacampomarano, tengo a precisare quanto segue. La serie di interventi elencati dall’Assessore, corrispondono al vero ma purtroppo, rispetto alle m ie istanze ed alla mie critiche, nulla hanno a che vedere con i dissesti attivatisi a marzo 2017. All’Assessore voglio altresì ricordare che quei finanziamenti, da lui citati, messi in atti dalle Regione, il sottoscritto e l’Amministrazione Comunale li hanno sempre riconosciuti e pubblicamente, anche a mezzo stampa e media, ne hanno sempre dato atto al Governo Regionale. Quindi gentile Assessore, la sua dichiarazione è improvvida, inopportuna e testimonia la sua mancata documentazione circa le mie istanze rappresentate. Se fosse vera la sua difesa, mi dovrebbe spiegare come mail la Regione non ha mai risposto in maniera tecnica ed amministrativa alle diffide, che rappresentano reali criticità e fanno evidenziare i gravi ritardi su interventi non differibili. Spero sia stata una mera svista, perché se fosse fatta con il proposito di sviare l’attenzione e rappresentare fatti che nulla hanno a che vedere con i dissesti in atto, sarebbe grave ed offensivo verso la Comune di Civitacampomarano. Come sempre contano e parlano i fatti, si documenti per bene.
Lo dichiara il consigliere Petraroia
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(AGMnews)  - Redazione, 26 ago. Il TAR ABRUZZO con l’Ordinanza n. 00024/2017 pubblicata il 16 agosto scorso, sospende la trattazione di un ricorso teso ad annullare il Decreto di soppressione del Corpo Forestale dello Stato n. 81278 del 07.11.2016 ex-art. 12 del Decreto Legislativo n. 177/2016, e chiama la Corte Costituzionale a pronunciarsi sulla vicenda. Al di là degli aspetti giuridici molto complessi che saranno oggetto dell’istruttoria e quindi della sentenza della Corte Costituzionale, merita di essere segnalato il rilievo istituzionale, politico e sociale di una scelta amministrava adottata con troppa approssimazione dal Governo Renzi che ha privato il nostro paese dell’esperienza di un Corpo specializzato nella tutela del territorio e nelle attività di prevenzione e repressione dei reati in materia ambientale, nato nel 1882 e consolidatosi in 134 anni di servizio avvalendosi, in particolare, della legge quadro nazionale del 1910. È indubbio che con lo scioglimento del Corpo Forestale dello Stato ed il passaggio delle competenze su più enti, l’Italia si è ritrovata a gestire le emergenze degli incendi di questi mesi con maggiore difficoltà. 7 mila forestali su 8 mila in organico sono stati trasferiti nell’Arma dei Carabinieri ma molti mezzi in dotazione e le competenze in materia di prevenzione incendio sono passate ai Vigili del Fuoco con una confusione amministrativa che ha indebolito il sistema di pronto intervento in caso di emergenze – urgenze. Le conoscenze analitiche del territorio di montagna, dell’aree più impervie, dei sentieri e dei luoghi più a rischio che aveva acquisito il Corpo Forestale dello Stato in 134 anni di attività sono state vanificate con una dispersione di funzioni, personale e mezzi in dotazione, a danno dell’efficienza dell’azione di tutela e a parità di costi visto che lo stesso personale è transitato in altri apparati dello Stato. Sarebbe utile riprendere una riflessione su questi aspetti e sostenere una mobilitazione sociale ed istituzionale tesa a rivedere la frettolosa, ingiustificata e sbagliata soppressione del Corpo Forestale dello Stato, avvalorata da ciò che sta accadendo in questi mesi in Italia e in Molise.
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(AGMnews) - Campobasso, 26 ago. "Leggere le dichiarazioni rese dal Sindaco di Civitacampomarano, rispetto alla questione SP 163 e, più in genere,  dei problemi legati al dissesto idrogeologico del Comune,  è  sorprendete. Ma lo è principalmente per il tono utilizzato e per alcune amnesie che il primo cittadino evidentemente manifesta”.  Nel triennio 2014-2017 il Comune di Civitacampomarano ha ricevuto dalla Regione Molise,  400.000 euro per la sistemazione dei dissesti idrogeologici riguardanti la strada di Bonifica Montana “Colle D’Ambra” tra i comuni di Civitacampomarano e Palata (intervento concluso); 250.000 euro per il ripristino opere idrauliche “Vallone grande” e 2.000.000 di euro per il completamento della strada “Colle D’Ambra”. Oltre ai recenti 196.000 euro per il monitoraggio del dissesto ed i 40.000 euro per la fornitura dei moduli destinati a deposito di beni dei cittadini evacuati, stanziati dalla Protezione Civile.  “Se sommiamo quanto la Regione ha destinato al Comune di Civitacampomarano, sulla base delle sue precise richieste, non ce la sentiamo di definirci, assenti, sordi, irrispettosi delle istanze altrui, voltati di spalle alle necessità degli abitanti.”  “Il Sindaco parla di mesi di incontri e telefonate inevase, di appuntamenti mai accordati. Bene, allora il 10 agosto scorso, ossia 15 giorni fa, io e il Dirigente della Protezione Civile regionale, Giuseppe Pitassi, nel nostro sopralluogo a Civitacampomarano abbiamo parlato con un sosia del Sindaco. Ma tornando ai fatti, quelli veri, in quella sede con Pitassi abbiamo presi ulteriori impegni concreti, consapevoli di quanto la situazione sia seria e necessaria di ulteriori interventi. Sulla questione viabilità della S.P. 163, bene ha fatto la Provincia, anche su mio suggerimento, a creare il senso unico alternato su quei pochi metri di strada interessata da alcuni cedimenti, per garantire la sicurezza dei cittadini e degli automobilisti.”  “Rispetto alle risorse per l’autonoma sistemazione, invece, siamo prossimi alla definizione del contributo. Su questo tema, inoltre, abbiamo coinvolto anche il Ministero dell’Ambiente con il quale a settembre ragioneremo ancora per richiedere economie aggiuntive da destinare a Civitacampomarano. Sono percorsi istituzionali che, per quanto legati a una situazione emergenziale, hanno iter e tempi che un Sindaco generalmente conosce. Dunque, questo lassismo e noncuranza imputata alla Regione Molise, onestamente,  sta stretta. Anche perché proviene da chi dovrebbe “per missione” essere da stimolo e da pungolo quando serve, ma mediatore tra Enti e soprattutto figura rassicurante per la sua comunità, non il contrario. È in questi momenti difficili, molto difficili, per gli abitanti di Civitacampomarano in cui il Primo cittadino, che in questo caso è un DISASTER MANAGER, deve mostrare la sua capacità negoziatrice, la sua adeguatezza, la sua abilità nel gestire il rischio, appunto”.  “Tanto detto, il nostro impegno resta immutato nei confronti degli abitanti di Civitacampomarano e la sua Amministrazione, a cui confermiamo massima attenzione e responsabilità, con l’augurio che Paolo, esperto di emergenza e di rischio, mostri in questa circostanza anche le sue abilità di gestione delle emozioni.”
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(AGMnews) - Campobasso, 25 ago. Sarà inaugurato domenica 3 settembre alle ore 12,30, nel Parco di San Giovannello, il Monumento ai caduti della bonifica dei campi minati del Molise. Alla cerimonia parteciperanno alcuni dei familiari dei 18 allievi sminatori che persero la vita. Oltre al sindaco Antonio Battista parteciperanno il presidente della Regione Paolo di Laura Frattura e numerose autorità civili, militari e religiose.    

Giovedì 24 agosto dalle 9 in piazza Municipio a Campobasso. Incontri per informare la cittadinanza sui rischi del fenomeno
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(AGMnews) - Campobasso, 24 ago. Farà tappa anche a Campobasso il Tour di sensibilizzazione regionale su bullismo e cyberbullismo promosso dall’Istituto Comprensivo di Sant’Elia a Pianisi. È previsto, infatti, l’arrivo del Van Tematico e dei peer educator giovedì 24 agosto dalle 9 in Piazza Municipio. Il Tour rientra tra le attività previste dal progetto “Bulli tra reale e virtuale: il ruolo dei pari come elemento di trasformazione”, presentato dall’Istituto di Sant’Elia a Pianisi e finanziato dal ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca, di cui è partner l’Ambito Territoriale Sociale di Campobasso. Il progetto si sta sviluppando attraverso diverse azioni: dalla formazione dei peer educator – selezionati all’interno delle classi della scuola secondaria di primo grado dell’Istituto Comprensivo, alla somministrazione di questionari agli studenti molisani, passando attraverso il coinvolgimento dei genitori e una rappresentazione teatrale con la quale si chiuderanno le attività. Il Tour rappresenta una fase fondamentale del progetto e uno strumento imprescindibile per diffondere informazioni tra i nostri ragazzi, utilizzando i coetanei come strumento di contatto. Le attività, rivolte a ragazzi dai 10 ai 14 anni, verranno divise in quattro aree: giochi cooperativi per fare conoscenza, giochi in movimento, gli “angoli tecnologici” e i laboratori artistici, diversificati per ogni tappa del Tour. Prossime tappe del tour nei Comuni dell’Ambito Territoriale Sociale di Campobasso, il 26 agosto a Trivento e il 28 agosto a Lucito. 
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(AGMnews) - Campobasso, 11 ago. Nella mattinata odierna, la Dr.ssa Valeria MOFFA, Primo Dirigente della Polizia di Stato, si è insediata quale Direttore della Scuola Allievi Agenti della Polizia di Stato di Campobasso, a seguito della nomina del Capo della Polizia Direttore Generale della P.S. Prefetto Franco Gabrielli, dopo la frequenza del corso di Formazione Dirigenziale. Ad inizio mattina, ha incontrato il personale dell’Istituto per un saluto, prima dei diversi impegni istituzionali con le Autorità provinciali Civili e Militari del territorio. Di origini molisane, ma napoletana d’adozione, la Dottoressa Moffa è in Polizia dal 1991, arrivando a Napoli nel 1992, dove ha vissuto diverse esperienze altamente formative: un anno e mezzo all’U.P.G.S.P. - Sezione Volanti, sette anni alla D.I.G.O.S., un anno al Commissariato di Pubblica Sicurezza “Arenella”, dieci anni nella Polizia Stradale, qualche mese al Commissariato di Pubblica Sicurezza di Portici e poi, dal marzo 2011 scelta quale portavoce dell’allora Questore di Napoli Luigi Merolla e riconfermata nell’incarico anche con il Questore Guido Maria Marino, insediatosi nel capoluogo campano il 30 dicembre 2013. Dall’ottobre 2016 e fino allo scorso giugno alla Scuola di Perfezionamento per le Forze di Polizia e, negli ultimi due mesi, il corso di Formazione Dirigenziale. Sposata e madre di tre figlie, due universitarie ed una liceale, è un’appassionata di sport, in particolare il nuoto.
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(AGMnews) - Termoli (CB), 08 ago. Scade il prossimo 17 agosto alle ore 12.00 la possibilità di partecipare al bando che assegna, solo alla città di Termoli ben 81 tirocini formativi retribuiti presso il Comune di Termoli. I tirocini hanno la durata di 6 mesi e prevedono un compenso di 500 euro mensili. L’opportunità è stata presentata questa mattina al Comune di Termoli nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato il sindaco e presidente dell’Ambito Sociale Territoriale di Termoli Angelo Sbrocca, l’assessore regionale alle Politiche Sociali e vicepresidente della Regione Molise Vittorino Facciolla e l’assessore comunale alle Politiche Sociali Maria Chimisso. Il bando regionale mette a disposizione 3 milioni di euro per 909 tirocini formativi, più di 200 solo per l’ambito sociale di Termoli. “Grazie al Comune di Termoli per questo incontro – ha detto l’assessore Facciolla – che ci dà la possibilità di confrontarci direttamente il territorio così da poterne conoscere meglio le esigenze e aiutarci a riformulare i bandi nel prossimo futuro”. L’assessore Facciolla ha ringraziato tutti i presidenti degli Ambiti sociali territoriali, gli assessori competenti, coordinatori e responsabili amministrativi che hanno reso possibile l’attuazione del bando studiato sulle esigenze dei soggetti svantaggiati. Il bando è rivolto a soggetti con età compresa tra i 16 anni compiuti e i 64 non compiuti. Per ogni tirocinante sarà studiato dal Comune un progetto formativo ad hoc.  “È un bando che tiene conto di diverse esigenze, non solo di chi ha perso il lavoro ma è anche rivolto alle fasce tradizionali del disagio quali la tossicodipendenza, ex detenuti, disabili e una sezione del bando è riservata anche ai migranti  – ha dichiarato l’assessore Chimisso –. Per la città di Termoli si inizia con 81 domande ma è una cifra destinata a salire dopo la restituzione dei resti”. Per informazioni e per essere aiutati nella compilazione dei moduli basta rivolgersi all’Ufficio di Cittadinanza del Comune di Termoli, largo Martiri delle Foibe, tel. 0875 712 515. L’ufficio è aperto il: Lunedì, mercoledì, venerdì dalle ore 9:00 alle ore 11:00; Martedì e giovedì dalle ore 15:30 alle ore 17:30
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(AGMnews) - Campobasso, 06 ago. “Il progetto, che prevede la realizzazione di un centro Hub per l’accoglienza di circa 500 migranti nel villaggio post-sisma di San Giuliano di Puglia, appare assurdo già solo per il numero di ospiti sproporzionato rispetto ad un territorio che non possiede un sistema di infrastrutture e servizi (soprattutto sanitari) capace di gestire un simile aumento della popolazione.” A parlare è il portavoce M5S alla Camera dei deputati Giuseppe Brescia, vice presidente della Commissione d’inchiesta sui centri di accoglienza. “Per questa ragione –prosegue Brescia – ho deciso di depositare, su sollecitazione dei consiglieri regionali M5S molisani Antonio Federico e Patrizia Manzo, una interrogazione diretta al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro dell’interno e delle finanze, per sapere se non intendano rivedere e scongiurare la decisione di far nascere questo centro Hub tutelando sia la popolazione residente che i richiedenti asilo, in particolar modo garantendo standard qualitativi efficaci di tutela sanitaria.” Sul punto è intervenuto anche il portavoce del MoVimento 5 Stelle Molise in Consiglio regionale Antonio Federico: “Il villaggio di San Giuliano è un villaggio fantasma, ma è uno spazio che fa gola sicuramente a chi vede l’accoglienza come business e non come solidarietà.” Sono anni, infatti, che il MoVimento 5 Stelle Molise si batte per dire “No” al progetto. Dopo vari sopralluoghi, diversi atti istituzionali depositati in Consiglio regionale e dopo vari incontri con le amministrazioni locali, i nostri portavoce molisani hanno portato la questione all’attenzione di Giuseppe Brescia. “I grandi centri Hub – spiega proprio il deputato M5S – si sono ampiamente dimostrati inefficienti nella gestione dell’emergenza legata al fenomeno migratorio e sempre più focolai di tensioni sociali e malcontento. In Molise, in particolare, al mese di giugno 2017 risultano essere presenti circa 3600 migranti dei quali 550 nelle 18 strutture comunali dei progetti Sprar (12 in Provincia di Campobasso e 6 in Provincia di Isernia) e 3.050 nei centri di accoglienza gestiti da privati. Le popolazioni e gli amministratori locali dell’area interessata dal futuro insediamento hanno manifestato in più occasioni la contrarietà avverso un modello di accoglienza che ha già ampiamente dimostrato di essere fallimentare, sposando di contro un modello di ospitalità diffusa come il comune di Santa Croce di Magliano che ha aderito al progetto Sprar ed è il più vicino al villaggio provvisorio di San Giuliano di Puglia. Ci auguriamo – conclude Giuseppe Brescia – che il Governo non resti sordo davanti alle richieste dei cittadini e del territorio.”
Le conclusioni della giornata saranno inserite nel Parere sul futuro dell’Unione e della globalizzazione che Micaela Fanelli presenterà a Bruxelles.
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(AGMnews) - Riccia (CB), 04 ago. Inaugurata a Riccia la prima casa del Borgo del Benessere già pronta ad ospitare cinque anziani. Primo passo concreto di un progetto più ampio, finanziato con 1.400.000 euro dall’Unione Europea, che coniuga ospitalità diffusa, assistenza ai più deboli e recupero del centro storico. Un esempio concreto dell’”Europa che si tocca”, al centro dell’incontro “Rafforzare la resilienza territoriale: Fornire alle Regioni e ai Comuni gli strumenti per fronteggiare la globalizzazione”, che si è svolto nella Chiesa di Santa Maria delle Grazie a Piano della Corte. «Oggi si dà il destino ad un luogo – ha detto Micaela Fanelli, Sindaco di Riccia e Capo Delegazione dei Comuni Italiani al Comitato delle Regioni – abbiamo restaurato una casa di mille anni, resa confortevole e destinata agli anziani. Ma quella di oggi è stata anche la prima iniziativa del Comitato delle Regioni in Molise, in vista del prossimo mese di ottobre quando a Bruxelles sarò relatrice del Parere sul futuro dell’Europa e della globalizzazione. Oggi abbiamo voluto confrontarci con gli amministratori, il partenariato e gli stakeholder e, insieme a loro, cooperare concretamente all’importante atto di programmazione europea, con le conclusioni della giornata che saranno inserite nel documento che sto preparando». L’obiettivo della giornata è stato infatti anche quello di contribuire alla discussione sulle prospettive dell’Unione e la resilienza dei Comuni, affermando il cosiddetto diritto alla globalizzazione. Perché tutti i territori abbiano pari opportunità in tema di infrastrutturazione, innovazione tecnologica, formazione professionale, intermodalità degli scambi commerciali. Vivere nelle aree interne, ha detto il sindaco di Ascoli Piceno Guido Castelli, non può e non deve essere un atto di eroismo. Aggiungendo che il compito dell’Europa è anche quello di ascoltare le richieste che arrivano dai territori e soprattutto impegnarsi per evitare lo spopolamento, in particolar modo sui fronti della scuola, della sanità e della non autosufficienza. Le Regioni come il Molise, invece, devono essere capaci di sfruttare le risorse messe in campo dall’Unione. Aumentare il volume delle argomentazioni, non legate a piccoli interessi ma alla vita e al benessere delle persone – il messaggio l’Europarlamentare Elena Gentile – all’interno di un’idea di sviluppo sostenibile ed inclusivo, non sottovalutando il valore economico del Molise e del Mezzogiorno. E proprio il piccolo Comune di Riccia, con il suo Borgo d’Eccellenza, rappresenta un modello di resilienza territoriale, un luogo che si modifica costruendo nuove risposte economiche e sociali, permettendogli non solo di resistere, ma di competere nella globalizzazione del futuro prossimo venturo. Un dibattito di spessore, capace di interpretare il momento storico e anticipare la discussione del Parlamento Europeo, quello al quale hanno partecipato Guido Castelli Sindaco di Ascoli Piceno e Presidente della Fondazione IFEL; Massimo Allulli Ricercatore Centro Studi Anci; Elena Gentile membro del Parlamento Europeo, Massimo Pillarella dell’Autorità di Gestione del fondo FEARS – Regione Molise; Giovanni Di Stasi Inviato speciale del Segretario Generale del Consiglio d’Europa; Vito Santarsiero Membro del Comitato delle Regioni. Perché la globalizzazione può e deve essere indirizzata verso i diritti di solidarietà e di pari opportunità per tutti – è stato più volte ribadito – Per questo diventa indispensabile anticipare i tempi ed intraprendere un’azione di lobby, di rete dei territori minori in maniera proattiva, con il fine di riuscire a garantire anche in Molise ed in tutti i territori di frontiera il diritto alla globalizzazione ed avere un ritorno tangibile sui redditi e sull’occupazione.
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(AGMnews) - Campobasso, 01 ago. È stato votato all’unanimità l’ordine del giorno, primo firmatario il consigliere del Pd Carlo Landolfi con il quale si chiederà, alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e al Ministero dell’Economia, l’abbattimento del costo delle forniture di acqua, energia elettrica e risorse energetiche per il riscaldamento, attraverso la riduzione dell’Iva al 4% unificata per tutte le forniture di servizi essenziali purché relative alla prima casa.  “Un ordine del giorno che – spiega Carlo Landolfi – va a beneficio, di tutte le famiglie italiane in particolare di quella fetta di popolazione che versa in gravi difficoltà economiche, come anche piccoli artigiani e commercianti. Un modo per essere loro vicini, per dare voce alle tante richieste e per evitare che il mancato pagamento delle bollette, non per premeditata insolvenza ma per effettiva mancanza di disponibilità, dia il via a procedure di pignoramento che andrebbero a peggiorare un quadro economico già fin troppo complicato di famiglie, artigiani e commercianti. Questo documento, apprezzato e votato all’unanimità dall’Assise, a cui vanno i miei ringraziamenti e di quanti come me lo hanno sottoscritto, ci dà la possibilità di far inviare l’odg che ha avuto l’ok del Consiglio, alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e al Ministero dell’Economia per chiedere l’effettiva riduzione dell’Iva. Un gesto concreto che ben si inserisce in questo panorama di difficoltà piuttosto esteso”.  
La responsabile del gruppo molisano 'Noi con Salvini' dice la sua in merito all'aliquota iva riscaldamento
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(AGMnews) - Campobasso, 31 lug. Considerato che ormai da alcuni anni le Provincie sono state quasi smantellate, smembrate dalle loro funzioni e ruoli, invito gli attuali Presidenti delle amministrazioni provinciali di  Campobasso e Isernia, e mi riferisco a Battista e Coia, di deliberare nei loro rispettivi Consigli e, comunque, prima di ottobre prossimo, l'abolizione di quella gravosa ed ingiustificata "tassa" sulle caldaie che penalizza tutti i cittadini e, in particolare, le fasce più deboli della popolazione molisana. E' quanto dichiarato da Aida Romagnuolo, coordinatore  di Noi con Salvini, a Campomarino, in occasione della costituzione del locale coordinamento cittadino. Non vedo perchè i molisani, ha continuato Romagnuolo, debbano continuare a pagare obbligatoriamente una quota alle Provincie di Campobasso ed Isernia quando queste amministrazioni, non erogando più servizi ai cittadini hanno a stento nei loro rispettivi bilanci, il pagamento a singhiozzo degli stipendi dei loro dipendenti. Una terribile tassa illegittima, ha continuato Romagnuolo, che pesa come un macigno sui già poverissimi bilanci delle famiglie molisane che, con la scusa della manutenzione degli impianti termici soggetti a controllo è, difatti, diventata una vera e propria tassa annuale, una vera truffa ai danni dei disoccupati, degli anziani e delle famiglie con al proprio interno indigenti e ammalati. Un modo per far cassa a danno dei cittadini, ha concluso Romagnuolo, che vede gli inadempienti a subire una salatissima multa oltre a sborsare nuovamente una somma che varia dalle 65 alle 90 euro all'anno. 

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