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E' stato necessario l'intervento dei Vigili del Fuoco per reperire la necessità di acqua
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(AGMnews) - Campobasso, 04 set. E’ stata l’estate della crisi idrica: paesi e campi coltivati rimasti senz’acqua. A secco è rimasto pure il canile di Santo Stefano: è stato necessario l’intervento di due autobotti dei vigili del fuoco, allertati dalla Prefettura di Campobasso su segnalazione del Comune, per riempire l’autoclave della struttura che ospita 250 cani. L’ultima settimana è stata particolarmente critica, sembra anche per gli abitanti della frazione. Dai rubinetti del rifugio scorreva solo un ‘filo’ d’acqua, il minimo per evitare che i cani morissero di sete a causa delle alte temperature. Si è riuscito dunque a riempire le ciotole. Null’altro. La pulizia delle gabbie in cui gli animali sono chiusi sarebbe stata rinviata fino a quando oggi è stato necessario chiedere i soccorsi. La prima autobotte è partita intorno alle 15. Si è rivelata insufficiente ed è stato necessario chiedere un secondo carico di acqua per il rifugio, che da tempo finisce in cronaca a causa delle difficili condizioni in cui versa. Non è la prima volta che la struttura resta a secco: è avvenuto pure due anni fa. Ma questo è solo uno di una lunga lista di problemi. Il mancato rispetto dei requisiti di salubrità, la mancata presenza di un reparto sanitario, box insufficienti e che non consentono la necessaria deambulazione ai cani: questi i principali. Se ne parla da anni senza che niente venga risolto. Con alcune iniziative legislative, i consiglieri comunali e i parlamentari del Movimento 5 Stelle hanno suonato la sveglia al governo di palazzo san Giorgio e acceso i riflettori sull’emergenza.   Nonostante lo sdegno degli animalisti e delle associazioni, alle parole non sono seguiti fatti concreti. Eppure nel Piano triennale delle opere pubbliche dell’amministrazione Battista c’è un finanziamento di 200mila euro per ristrutturare il canile. Quando inizieranno i lavori? E’ un altro caso da ‘Chi l’ha visto’. Per le vie informali, l’Assessorato alle Politiche sociali è stato informato dalla Regione che presto i finanziamenti saranno concessi (c’è anche un cofinanziamento dell’ente di via Genova, oltre ai fondi del Comune, ndr). Dopo di che potrà essere avviata la gara d’appalto per i lavori di sistemazione del rifugio.
Manzo e Federico hanno segnalato la questione anche in Consiglio regionale tramite interrogazione
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(AGMnews) - Campobasso, 02 set."È assurdo dover parlare di una Regione che, addirittura in modo pratico, sembra frenare i molisani in cerca di lavoro. Diverse segnalazioni confermano i disagi al Centro per l’impiego, che il MoVimento 5 Stelle Molise ha denunciato in una interrogazione già lo scorso 11 agosto. Il problema sarebbe il mancato aggiornamento delle banche dati rispetto ai criteri dettati dalla nuova legge in tema, la 150 del 2015. Il Centro per l’impiego non avrebbe adeguato i dati di tutti i cittadini iscritti come invece dettavano le nuove linee guida risalenti addirittura al novembre 2016. In pratica si starebbe utilizzando la nuova norma solo per gli utenti che si recano di persona al Centro per l’impiego e così molti cittadini si ritroverebbero con un’anzianità azzerata, che parte solo dal mese di agosto. In questo modo, quindi, verrebbero riconosciuti stati di disoccupazione a persone che non ne hanno titolo e verrebbero negati a chi il titolo ce l’ha. C’è da dire che a marzo 2016 il Centro per l’impiego aveva chiesto fondi alla Regione Molise proprio per l’ammodernamento del sistema informatico, ma visti i continui disservizi, oltre tre settimane fa il MoVimento 5 Stelle Molise ha presentato un’interrogazione in Consiglio regionale per chiedere al governatore Frattura se i fondi richiesti sono stati erogati e se i software sono funzionanti. Il presidente è rimasto in silenzio forse perché, alla luce dei disagi e delle proteste, la risposta sembra chiara."
Movimento Cinque Stelle si interroga sulla questione lavorativa ed economica dell'azienda Molise Acque
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(AGMnews) - Campobasso, 01 ven. L’azienda speciale è senza consiglio d’amministrazione, senza un direttore generale, senza risorse, senza il progetto di riordino annunciato due anni fa e quindi non può svolgere al meglio i propri compiti. Interpellanza M5S in Consiglio regionale. Non solo l’Arpa Molise, da due anni senza una guida stabile, costretta a svolgere compiti non suoi, con poche risorse a disposizione e senza possibilità di svolgere funzioni nel lungo periodo. La Regione sta uccidendo anche Molise Acque, l’Azienda ‘Speciale’ che assicura il rifornimento di acqua potabile ai serbatoi di 170 comuni molisani, ai Consorzi di bonifica del Basso Molise e ai principali Consorzi industriali della regione. Un’Azienda fondamentale che tuttavia da anni è stata quasi abbandonata dalla Regione che nel 2015 aveva deciso di riformarla sotto lo slogan del taglio dei costi. La legge regionale n. 8 del 4 maggio di quell’anno ha modificato la composizione del consiglio di amministrazione, rimuovendo uno dei tre componenti, ma di fatto destituendo l’organo in carica, compreso il Presidente. Per lo scopo, la Giunta regionale nomina un Commissario straordinario chiamato in primis ad assicurare il corretto funzionamento dell’Ente in attesa della ricomposizione del Cda ma anche per proporre all’esecutivo regionale un progetto di riordino dell’Azienda speciale entro i sessanta giorni dall’entrata in vigore della legge n. 8 del 2015 (dunque entro luglio 2015). Il primo ad essere nominato Commissario è Pasquale Mauro Di Mirco, per la durata di 60 giorni. A giugno 2015, invece, in pochi giorni viene prima approvata la proposta di modifica dello Statuto, poi la Giunta regionale approva uno schema di avviso pubblico per la nomina del nuovo Presidente del consiglio di amministrazione: A questo punto qualcosa si inceppa. Di Mirco che doveva restare commissario soli due mesi arriva a 5, fino a metà ottobre 2015 quando si dimette per far posto ad Antonio Calise che rimane in carica un anno. Nell’ottobre 2016 Massimo Pillarella è nominato nuovo Commissario straordinario “per lo svolgimento di tutte le ordinarie funzioni amministrative dell’Azienda e per ogni altro atto indifferibile ed urgente, per consentire il funzionamento dell’Ente”. Ad oggi la ricomposizione del Cda, fondamentale per l’Azienda, è ancora una chimera. E il Direttore generale che fine ha fatto? Per trovare la persona giusta qualche anno fa l’Azienda pubblica un bando pubblico che crea un elenco di candidati idonei all’incarico. Ad aprile 2015 viene scelto Vincenzo Rossi, già dirigente regionale, ma il suo incarico non parte neppure, pare per mancanza del nulla osta regionale, particolare di cui non si conoscono i motivi. Il 1 febbraio 2016 viene quindi nominato Luigi D’Orsi, (che peraltro in qualità di coordinatore aveva presentato una lista a sostegno del governatore Frattura): finalmente Molise Acque ha il suo Direttore generale, almeno fino al giorno 11 ottobre 2016 quando cessa la carica. Da 10 mesi quindi l’Azienda speciale è senza Direttore generale, senza Consiglio d’amministrazione e senza il progetto di riordino dell’Azienda che andava presentato entro 60 giorni dal primo decreto di nomina del Commissario straordinario del 7 Maggio 2015, quindi, lo ripetiamo, entro luglio 2015. Sono ritardi imbarazzanti, inconcepibili per qualsiasi buona amministrazione. Il MoVimento 5 Stelle Molise ha presentato una interpellanza in Consiglio regionale. Vogliamo conoscere i motivi per cui non è stato ancora nominato il nuovo Direttore generale di Molise Acque, nonostante esista un elenco dei candidati risultati idonei all’incarico. Ma vogliamo anche conoscere i motivi per cui non è stato ancora ricomposto l’Organo amministrativo (il Cda) e se è vero che non esiste alcuna proposta di riordino nonostante il termine temporale iniziale dei 60 giorni. L’Azienda speciale è senza una guida, senza consiglio d’amministrazione, senza risorse, con perdite milionarie continue in bilancio e senza la possibilità di lavorare al meglio per il bene dei cittadini. Molise Acque sta morendo: i cittadini hanno il diritto di sapere il perché.
Costituito su iniziativa della Confcommercio Molise
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(AGMnews) - Campobasso, 31 ago. Su iniziativa di Confcommercio Molise si è costituito nei giorni scorsi a San Martino in Pensilis (CB) il Comitato promotore per il riconoscimento del marchio IGP “La Pampanella di San Martino in Pensilis”.  Presidente del Comitato è stato eletto Giuseppe Colucci, vicepresidente Giuseppe Carriero, segretario Giuseppe La Vecchia, consiglieri Matteo Muccillo, Vincenzo Caravatta, Maria Antonietta Tomizzi e Michele Melfi. “Il procedimento è molto lungo e richiede numerose certificazioni sia tecniche sia storiche ma rappresenta un passo necessario – commenta il neo presidente Colucci, consigliere Confcommercio - per la valorizzazione di una produzione alimentare di grande pregio e tradizione che vede insieme i produttori locali sammartinesi che, per la prima volta, concorrono per un obiettivo esclusivo e di rilevanza storica per l’intero territorio.” Questa non è altro che la prima pietra di un progetto che nei prossimi anni potrà contribuire all’economia di San Martino in Pensilis  e dell’intero Molise.”  “Consolidiamo la nostra presenza sul territorio – afferma il direttore Confcommercio Irene Tartaglia – ponendo la dovuta attenzione nei confronti di un prodotto con un elevato valore aggiunto che, grazie alla sua riconoscibilità, siamo convinti sia capace di rafforzare il legame vincente tra prodotto tipico e turismo, anche attraverso una futura promozione di itinerari del gusto.” Il Comitato si occuperà nell’immediato di progettare e realizzare iniziative per la promozione, la divulgazione, il coinvolgimento del territorio, per lo sviluppo ed il raggiungimento dell’obiettivo. Il Comitato raccoglierà, inoltre, utilizzerà tutte le fonti disponibili per elaborare ricerche, analisi e studi territoriali, alimentari e nutrizionali per l’ottenimento del marchio IGP. Il Comitato, infine, effettuerà ricerche ed ogni accorgimento per il recupero,  per la conservazione e valorizzazione del patrimonio agroalimentare e culturale legato alla “Pampanella di San Martino in Pensilis”. Questa preparazione tipica, anticamente, veniva preparata solo in occasione della festa della corsa dei carri del 30 Aprile e della fiera annuale del 30 Agosto. Oggi, preparata tutto l’anno, la Pampanella di San Martino in Penilis viene fatta con carne di maiale condita con sale, aglio e cosparsa di abbondante peperoncino dolce e piccante macinato. Occorrono alcune ore prima di infornare la carne così preparata che viene coperta con carta paglia bagnata e a fine cottura viene condita con aceto. La Pampanella deve il nome alle foglie della vite, i pampini, che in passato avevano la stessa funzione della carta paglia mantenendo umida la carne durante la cottura.
Approda a Campobasso la 1^ edizione
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(AGMnews) - Campobasso, 31 Ago.  Dopo il successo riscosso a Castelmauro, per l’ultima delle 6 settimane di attuazione il progetto “Lo Sport: un diritto per tutti – estate”, alla sua prima edizione, approderà a Campobasso. Sono stati 64 i protagonisti dell’iniziativa realizzata dal CONI a Castelmauro, in collaborazione con la scuola e con il Comune.  Il Dirigente Scolastico dell’Istituto Comprensivo, Antonio Vesce, ha accolto con favore l’iniziativa mettendo a disposizione le strutture sportive scolastiche ed il Sindaco del paese, Angelo Sticca, ha garantito l’utilizzo del campo sportivo comunale, del campo polivalente ed il servizio trasporto per i partecipanti.  E saranno oltre 60 anche a Campobasso gli iscritti al progetto che si svolgerà da lunedì 4 a venerdì 8 settembre presso la palestra dell’Istituto Comprensivo “Jovine” messa a disposizione dal Dirigente Scolastico Sergio Genovese. Nel capoluogo, il progetto è realizzato in collaborazione con la Chiesa di San Pietro Apostolo che ha garantito l’utilizzo dei locali della parrocchia e delle proprie strutture polivalenti.  Obiettivo dell’iniziativa, dare alle famiglie svantaggiate, residenti in zone di disagio sociale, la possibilità di far praticare sport ai ragazzi/e, di età compresa tra i 6 e i 14 anni, presso le strutture sportive delle scuole nel periodo di chiusura estiva dell'attività scolastica ordinaria. I partecipanti svolgeranno attività multidisciplinare sotto la guida degli istruttori incaricati dal CONI i quali lavoreranno per trasmettere ai giovani coinvolti un messaggio di stile di vita attivo basato su un’attività ludico-sportiva continuativa quale elemento fondamentale per la loro crescita, costruzione di sé e rapporto con gli altri. Salute, ambiente, cultura, socializzazione, integrazione, multiculturalità, educazione alimentare, con un denominatore comune: lo sport. Questo contraddistingue il nuovo progetto nato al fine di offrire un servizio di elevata valenza sociale alle famiglie svantaggiate, rivolto agli alunni della scuola primaria e della scuola secondaria di primo grado. I partecipanti hanno l’opportunità di praticare diversi sport, individuali e di squadra, ma anche di svolgere attività laboratoriali e ricreative. A Castelmauro il progetto, cominciato lo scorso 24 luglio, si concluderà venerdì prossimo     1 settembre. Lunedì 4 settembre sarà inaugurata la settimana di Campobasso che terminerà venerdì 8 settembre
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(AGMnews) - Campobasso, 30 ago. Diventa definitivo, dopo il periodo di sperimentazione precedente, il decreto legislativo che introduce in maniera strutturale nel Paese e nel suo ordinamento giuridico la legge sul contrasto della povertà, che prevede anche il riordino delle prestazioni di natura assistenziale e il rafforzamento del sistema degli interventi e dei servizi sociali. Ad approvare lo strumento normativo è stato oggi il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali Giuliano Poletti. Il decreto introduce, a decorrere dal 1° gennaio 2018, il Reddito di inclusione (ReI), quale misura unica a livello nazionale di contrasto alla povertà e all’esclusione sociale. “Un provvedimento qualificante e importante per mantenere vivo e unito il tessuto sociale della nazione – commenta l’onorevole dem Laura Venittelli – in una fase che vede nonostante la ripresa dei dati macro-economici ancora troppe famiglie e persone pericolosamente sotto la soglia di indigenza. Il decreto legislativo che introduce il reddito di inclusione mostra l'attenzione della maggioranza parlamentare e del governo verso la condizione di difficoltà vissuta nel Paese".
IL REDDITO DI INCLUSIONE
Il ReI è una misura a vocazione universale, condizionata alla prova dei mezzi e all’adesione a un progetto personalizzato di attivazione e di inclusione sociale e lavorativa finalizzato all’affrancamento dalla condizione di povertà. Viene riconosciuto ai nuclei familiari che rispondano a determinati requisiti relativi alla situazione economica. In particolare, il nucleo familiare del richiedente dovrà avere un valore dell’ISEE, in corso di validità, non superiore a 6.000 euro e un valore del patrimonio immobiliare, diverso dalla casa di abitazione, non superiore a 20.000 euro. In prima applicazione sono prioritariamente ammessi al REI i nuclei con figli minorenni o disabili, donne in stato di gravidanza o disoccupati ultra cinquantacinquenni. Fermo restando il possesso dei requisiti economici, il REI è compatibile con lo svolgimento di un’attività lavorativa. Viceversa, non è compatibile con la contemporanea fruizione, da parte di qualsiasi componente il nucleo familiare, della NASpI o di altro ammortizzatore sociale per la disoccupazione involontaria. Il ReI è articolato in due componenti: un beneficio economico erogato su dodici mensilità, con un importo che andrà da circa 190 euro mensili per una persona sola, fino a quasi 490 euro per un nucleo con 5 o più componenti; una componente di servizi alla persona identificata, in esito ad una valutazione del bisogno del nucleo familiare che terrà conto, tra l’altro, della situazione lavorativa e del profilo di occupabilità, dell’educazione, istruzione e formazione, della condizione abitativa e delle reti familiari, di prossimità e sociali della persona e servirà a dar vita a un "progetto personalizzato" volto al superamento della condizione di povertà. Tale progetto indicherà gli obiettivi generali e i risultati specifici da raggiungere nel percorso diretto all’inserimento o reinserimento lavorativo e all’inclusione sociale, nonché i sostegni, in termini di specifici interventi e servizi, di cui il nucleo necessita, oltre al beneficio economico connesso al ReI e, infine, gli impegni a svolgere specifiche attività, a cui il beneficio economico è condizionato, da parte dei componenti il nucleo familiare. Il ReI sarà concesso per un periodo continuativo non superiore a 18 mesi e sarà necessario che trascorrano almeno 6 mesi dall’ultima erogazione prima di poterlo richiedere nuovamente. Al ReI si accederà attraverso una dichiarazione a fini ISEE "precompilata". È un’importante innovazione di sistema, che caratterizzerà l’accesso a tutte le prestazioni sociali agevolate migliorando la fedeltà delle dichiarazioni da un lato e semplificando gli adempimenti per i cittadini dall’altro. Il decreto disciplina anche le possibili espansioni del REI, in termini di graduale incremento del beneficio e dei beneficiari. In presenza di maggiori risorse o di risparmi strutturali, l’estensione della misura potrà essere realizzata mediante l’adozione di un Piano nazionale per la lotta alla povertà e all’esclusione sociale, da adottarsi con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri. Il decreto istituisce inoltre la Rete della protezione e dell’inclusione sociale, presieduta dal Ministro del lavoro e delle politiche sociali e composta da rappresentanti dei diversi livelli di governo. E’ una struttura permanente di confronto e programmazione delle politiche sociali, nonché di coinvolgimento nelle decisioni programmatiche del terzo settore, delle parti sociali e degli altri stakeholder. La Rete si articola in tavoli regionali e territoriali e ha l’obiettivo di rendere più omogeneo il sistema superando le attuali sperequazioni territoriali. Nello specifico del ReI e al fine di agevolarne l’attuazione, il decreto prevede l’istituzione del Comitato per la lotta alla povertà, quale organismo di confronto permanente tra i diversi livelli di governo e specifica articolazione tecnica della Rete e l’istituzione dell’Osservatorio sulle povertà quale gruppo di lavoro permanente, con il compito di predisporre un Rapporto biennale sulla povertà, in cui sono formulate analisi e proposte in materia di contrasto alla povertà, di promuovere l’attuazione del ReI, evidenziando eventuali problematiche riscontrate, anche a livello territoriale, e di esprimere il proprio parere sul Rapporto annuale di monitoraggio sull’attuazione del ReI.
Genitori che iscrivono i propri figli senza ricevere buone nuove sull'inizio di un nuovo anno scolastico
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(AGMnews) - Campobasso, 27 ago. L’Istituto Professionale di Campomarino  non ha i numeri per ottenere una classe prima. In questi giorni ci sono genitori di alunni che vi si iscrivono per formare la classe. Casi simili ci sono anche altrove in regione. Gli alunni diminuiscono (negli ultimi dieci anni si sono persi oltre 8.500 alunni ed il prossimo anno scolastico vedrà altri 1.000  in meno nelle scuole molisane), la politica regionale non ha fatto scelte in merito alla rete scolastica e tutto diventa più complicato. In Molise, lo sappiamo, la giunta regionale ha deciso di non affrontare il nodo del dimensionamento delle istituzioni scolastiche. Ha messo nel cassetto qualsiasi ipotesi su dove fare scuola e su quale  deve essere l’offerta formativa  territoriale da dare agli studenti molisani. E’ un argomento oggetto di discussioni occasionali, tese soprattutto a difendere l’esistente. Si tratta di una politica miope che determina vari problemi. Vediamone alcuni. Non si nominano dirigenti scolastici nelle sedi sotto dimensionate, ed allora si dà luogo alle reggenze (ben 10 su  45 d.s.), in cui un dirigente scolastico è a mezzo servizio su più scuole, con inevitabili ricadute negative sul versante organizzativo e  gestionale. Per la secondaria superiore non si procede a delineare una offerta formativa territoriale, individuandone  le aree e gli indirizzi; non si può fare la stessa cosa dappertutto. Non si costituiscono i poli professionali, quelli tecnici e quelli  liceali, strumenti indispensabili per affrontare in maniera organica anche il tema della sopravvivenza  e della valorizzazione delle scuole nelle aree interne. Nelle superiori abbiamo, invece, istituzioni scolastiche accorpate solo per esigenze di numeri e non di percorsi formativi omogenei. Così, ad esempio,  non si  garantisce la  possibilità di passare da un indirizzo all’altro. Si tratta di un tema attualissimo, considerato che più di un terzo degli studenti dichiara di aver sbagliato nella scelta della scuola superiore. E la dispersione scolastica è una delle piaghe del nostro sistema d’istruzione, come lo è il basso numero di ragazzi che si laureano (quasi la metà rispetto agli altri paesi europei). Il piano di dimensionamento potrebbe rappresentare un modo efficace per affrontare la crisi strutturale di alunni ponendo al centro, non la competizione tra le scuole, che non devono giocare a chi si accaparra più studenti,  ma la diversificazione chiara e riconoscibile dei percorsi di studio, evitando duplicazioni di indirizzi nei singoli territori, consentendo agli studenti di poter scegliere in base alle loro aspirazioni e alle loro competenze acquisite. Dando, inoltre, la possibilità di consentire ripensamenti in corso d’opera, senza traumi o penalizzazioni. Eppure gli strumenti per intervenire ci sono tutti. Occorre la volontà politica. Si continua a gestire le emergenze. Ma esse presentano il conto, e senza un progetto credibile si va verso situazioni di grave disagio.  Chiudono corsi ed indirizzi, si impoverisce il panorama delle possibilità date agli studenti, si continua a fare la guerra tra poveri, non si combatte la dispersione scolastica. Poi, nei dibattiti, si ripete che occorre investire nei settori della conoscenza per affrontare, in maniera attrezzata, la complessità del mondo e per dare un contributo alla crescita ed allo sviluppo dei nostri territori. Ma, lo sappiamo,  in Molise non abbiamo un assessore regionale con delega all’istruzione, non abbiamo una legge regionale sulla materia. Non è dato di conoscere come la regione intenda affrontare queste emergenze che rimandano a carenze strutturali (tra un po’ inizierà l’anno scolastico e si riparlerà di edifici non a norma e di sicurezza non garantita) ma anche alla mancanza di un progetto per garantire agli studenti molisani una scuola pubblica di qualità. Ad esempio, con il polo professionale nel basso Molise,  il tema  della costituzione della prima classe a Campomarino  si sarebbe potuto affrontare diversamente.
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(AGMnews) - Campobasso, 26 ago. In riferimento alle dichiarazioni prodotte dall’Assessore Pierpaolo Nagni, a replica delle mie esternazioni circa il mancato intervento per i gravi dissesti idrogeologici in atto a Civitacampomarano, tengo a precisare quanto segue. La serie di interventi elencati dall’Assessore, corrispondono al vero ma purtroppo, rispetto alle m ie istanze ed alla mie critiche, nulla hanno a che vedere con i dissesti attivatisi a marzo 2017. All’Assessore voglio altresì ricordare che quei finanziamenti, da lui citati, messi in atti dalle Regione, il sottoscritto e l’Amministrazione Comunale li hanno sempre riconosciuti e pubblicamente, anche a mezzo stampa e media, ne hanno sempre dato atto al Governo Regionale. Quindi gentile Assessore, la sua dichiarazione è improvvida, inopportuna e testimonia la sua mancata documentazione circa le mie istanze rappresentate. Se fosse vera la sua difesa, mi dovrebbe spiegare come mail la Regione non ha mai risposto in maniera tecnica ed amministrativa alle diffide, che rappresentano reali criticità e fanno evidenziare i gravi ritardi su interventi non differibili. Spero sia stata una mera svista, perché se fosse fatta con il proposito di sviare l’attenzione e rappresentare fatti che nulla hanno a che vedere con i dissesti in atto, sarebbe grave ed offensivo verso la Comune di Civitacampomarano. Come sempre contano e parlano i fatti, si documenti per bene.
Lo dichiara il consigliere Petraroia
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(AGMnews)  - Redazione, 26 ago. Il TAR ABRUZZO con l’Ordinanza n. 00024/2017 pubblicata il 16 agosto scorso, sospende la trattazione di un ricorso teso ad annullare il Decreto di soppressione del Corpo Forestale dello Stato n. 81278 del 07.11.2016 ex-art. 12 del Decreto Legislativo n. 177/2016, e chiama la Corte Costituzionale a pronunciarsi sulla vicenda. Al di là degli aspetti giuridici molto complessi che saranno oggetto dell’istruttoria e quindi della sentenza della Corte Costituzionale, merita di essere segnalato il rilievo istituzionale, politico e sociale di una scelta amministrava adottata con troppa approssimazione dal Governo Renzi che ha privato il nostro paese dell’esperienza di un Corpo specializzato nella tutela del territorio e nelle attività di prevenzione e repressione dei reati in materia ambientale, nato nel 1882 e consolidatosi in 134 anni di servizio avvalendosi, in particolare, della legge quadro nazionale del 1910. È indubbio che con lo scioglimento del Corpo Forestale dello Stato ed il passaggio delle competenze su più enti, l’Italia si è ritrovata a gestire le emergenze degli incendi di questi mesi con maggiore difficoltà. 7 mila forestali su 8 mila in organico sono stati trasferiti nell’Arma dei Carabinieri ma molti mezzi in dotazione e le competenze in materia di prevenzione incendio sono passate ai Vigili del Fuoco con una confusione amministrativa che ha indebolito il sistema di pronto intervento in caso di emergenze – urgenze. Le conoscenze analitiche del territorio di montagna, dell’aree più impervie, dei sentieri e dei luoghi più a rischio che aveva acquisito il Corpo Forestale dello Stato in 134 anni di attività sono state vanificate con una dispersione di funzioni, personale e mezzi in dotazione, a danno dell’efficienza dell’azione di tutela e a parità di costi visto che lo stesso personale è transitato in altri apparati dello Stato. Sarebbe utile riprendere una riflessione su questi aspetti e sostenere una mobilitazione sociale ed istituzionale tesa a rivedere la frettolosa, ingiustificata e sbagliata soppressione del Corpo Forestale dello Stato, avvalorata da ciò che sta accadendo in questi mesi in Italia e in Molise.
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(AGMnews) - Campobasso, 26 ago. "Leggere le dichiarazioni rese dal Sindaco di Civitacampomarano, rispetto alla questione SP 163 e, più in genere,  dei problemi legati al dissesto idrogeologico del Comune,  è  sorprendete. Ma lo è principalmente per il tono utilizzato e per alcune amnesie che il primo cittadino evidentemente manifesta”.  Nel triennio 2014-2017 il Comune di Civitacampomarano ha ricevuto dalla Regione Molise,  400.000 euro per la sistemazione dei dissesti idrogeologici riguardanti la strada di Bonifica Montana “Colle D’Ambra” tra i comuni di Civitacampomarano e Palata (intervento concluso); 250.000 euro per il ripristino opere idrauliche “Vallone grande” e 2.000.000 di euro per il completamento della strada “Colle D’Ambra”. Oltre ai recenti 196.000 euro per il monitoraggio del dissesto ed i 40.000 euro per la fornitura dei moduli destinati a deposito di beni dei cittadini evacuati, stanziati dalla Protezione Civile.  “Se sommiamo quanto la Regione ha destinato al Comune di Civitacampomarano, sulla base delle sue precise richieste, non ce la sentiamo di definirci, assenti, sordi, irrispettosi delle istanze altrui, voltati di spalle alle necessità degli abitanti.”  “Il Sindaco parla di mesi di incontri e telefonate inevase, di appuntamenti mai accordati. Bene, allora il 10 agosto scorso, ossia 15 giorni fa, io e il Dirigente della Protezione Civile regionale, Giuseppe Pitassi, nel nostro sopralluogo a Civitacampomarano abbiamo parlato con un sosia del Sindaco. Ma tornando ai fatti, quelli veri, in quella sede con Pitassi abbiamo presi ulteriori impegni concreti, consapevoli di quanto la situazione sia seria e necessaria di ulteriori interventi. Sulla questione viabilità della S.P. 163, bene ha fatto la Provincia, anche su mio suggerimento, a creare il senso unico alternato su quei pochi metri di strada interessata da alcuni cedimenti, per garantire la sicurezza dei cittadini e degli automobilisti.”  “Rispetto alle risorse per l’autonoma sistemazione, invece, siamo prossimi alla definizione del contributo. Su questo tema, inoltre, abbiamo coinvolto anche il Ministero dell’Ambiente con il quale a settembre ragioneremo ancora per richiedere economie aggiuntive da destinare a Civitacampomarano. Sono percorsi istituzionali che, per quanto legati a una situazione emergenziale, hanno iter e tempi che un Sindaco generalmente conosce. Dunque, questo lassismo e noncuranza imputata alla Regione Molise, onestamente,  sta stretta. Anche perché proviene da chi dovrebbe “per missione” essere da stimolo e da pungolo quando serve, ma mediatore tra Enti e soprattutto figura rassicurante per la sua comunità, non il contrario. È in questi momenti difficili, molto difficili, per gli abitanti di Civitacampomarano in cui il Primo cittadino, che in questo caso è un DISASTER MANAGER, deve mostrare la sua capacità negoziatrice, la sua adeguatezza, la sua abilità nel gestire il rischio, appunto”.  “Tanto detto, il nostro impegno resta immutato nei confronti degli abitanti di Civitacampomarano e la sua Amministrazione, a cui confermiamo massima attenzione e responsabilità, con l’augurio che Paolo, esperto di emergenza e di rischio, mostri in questa circostanza anche le sue abilità di gestione delle emozioni.”
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