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A darne notizia sono i grilli Manzo e Federico
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(AGMnews) - Campobasso, 12 lug. "Il Piano energetico ambientale è o dovrebbe essere sempre un’opportunità per una Regione, ma per il Molise il Pear appena votato in Consiglio regionale è un’occasione persa. Contestualmente al Piano energetico, infatti, andava varato anche il Piano di tutela paesaggistica, il primo per dire’ cosa fare’ e il secondo per capire ‘dove farlo’. Alla fine di questa giornata invece sappiamo solo che in Molise raddoppieranno le pale eoliche, ma non sappiamo dove. Non è certo un risultato auspicabile."

Scarabeo: bene lo sviluppo del sistema energetico regionale, ma su un modello basato anche sulla salvaguardia del territorio e sulle esigenze economiche e sociali.
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(AGMnews) - Campobasso, 12 lug. “L’Unione Europea si è posta importanti obiettivi in termini di riduzione dei gas ad effetto serra, maggior utilizzo di fonti ad energia rinnovabile e maggior efficienza energetica. L’ obiettivo è quello di aggiornare il Piano Energetico e Ambientale della Regione Molise allo scopo di assicurare una crescita sostenibile, garantendo al contempo la sicurezza e l’accessibilità energetica a tutti i cittadini. Una politica cosiddetta green deve, però, tener conto di diversi altri fattori su cui basare le proprie scelte, bene l’efficientamento energetico e ambientale regionale, bene l’incremento della raccolta differenziata, bene l’obiettivo di un futuro 100% rinnovabile che non rappresenta un’utopia ma una opportunità per la nostra Regione, ma guardiamo anche alle capacità che sappiamo fornire per ottenere un modello energetico basato otre che sulle fonti rinnovabili e sull’efficienza, anche sulla salvaguardia del valore paesaggistico delle nostra  aree. Allo scopo vanno evidenziate alcune macro questioni che sono legate, in maniera forte all’approvazione di questo strumento, o perlomeno, di cui bisogna tener conto: prima tra tutte c’è la salvaguardia del territorio, la  difesa dell’ambiente e della salute pubblica. Gli obiettivi preposti, nel 2020 copertura al 50% dei consumi regionali attraverso un sostanziale incremento derivante da fonti di energia rinnovabili, tra fotovoltaico, eolico, biomasse etc. - possono nascondere insidie nel delicato rapporto esistente tra le esigenze energetiche, per l’appunto e quelle del territorio, che potrebbe vedere un incontrollato incremento di installazioni, tali da comprometterne le peculiarità paesaggistiche, storiche e paradossalmente, perfino ambientali, se teniamo conto dei corsi d’acqua che potrebbero essere utilizzati per il posizionamento di centrali idroelettriche. Posto che il Molise ha già raggiunto gli obiettivi per il 2020, se la “visione” verso la quale si intende orientare lo sviluppo del sistema energetico della nostra regione è quella di una comunità che si pone il problema di capire quanta e di che tipo di energia ha bisogno e quindi di ottimizzare l’uso delle proprie risorse energetiche salvaguardando e valorizzando nel contempo l’ambiente, il patrimonio culturale e paesaggistico, l’uso del territorio, sia per le produzioni di eccellenza sia per gli altri usi alternativi a quelli energetici, nasce spontanea una domanda: perché non guardare oltre e pianificare un programma di sviluppo energetico che guardi soprattutto a valorizzare le qualità offerte dal territorio? Un quesito che porta in sé una grande possibilità di sviluppo economico per questa Regione che il PEAR così come è stato redatto, potrebbe non lasciar sfruttare in pieno, rendendo vani gli sforzi di chi si sta battendo proprio per realizzare progetti utili alla salvaguardia e promozione del territorio. E se è vero, com’è vero che la proposta del PER adottata dalla Giunta e presentata a questo Consiglio, punta sull’incremento di energia proveniente da fonti rinnovabili, per la legge della compensazione, dobbiamo essere attenti a che a pagarne le conseguenze non sia proprio il territorio. Sulla bontà del PEAR, fatta qualche eccezione derivante da talune osservazioni pervenute in fase di audizione nella redazione dello stesso, questi, sembra affrontare tutti i principali temi legati allo sviluppo di un sistema energetico più sostenibile, sia in tema di efficienza che di sviluppo delle fonti rinnovabili. Ma, senza entrare nei meandri tecnici del documento, insisto perché vadano valutate le macro questioni che sono legate, in maniera forte, alla sua approvazione. Per questo non sono d’accordo ad approvare un Piano Energetico Ambientale che, oltre ad affrontare le tematiche legate alla produzione e all’utilizzo di energia ai fini della transizione verso una economia a basso tenore di carbonio, tesa alla protezione del clima e dell’ambiente, non guardi, seriamente alla crescita economica e sociale di questa Regione.”

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(AGMnews) - Campobasso, 11 lug. Il Programma di Sviluppo Rurale, approvato dalla Commissione Europea il 2 luglio 2015, costituisce lo strumento di programmazione comunitaria basato su uno dei fondi SIE, il FEASR (Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale), che consente alle singole regioni italiane di sostenere e finanziare gli interventi del settore agricolo-forestale regionale e accrescere lo sviluppo delle aree rurali. Il PSR concorre alla realizzazione delle priorità della strategia "Europa 2020" nel quadro dell'Accordo di partenariato tra lo Stato Italiano e l'Unione Europea:
1. promuovere il trasferimento di conoscenze e l'innovazione nel settore agricolo e forestale e
nelle zone rurali;
2. potenziare la competitività dell'agricoltura in tutte le sue forme;
3. incentivare l'organizzazione della filiera agroalimentare e la gestione dei rischi nel settore
agricolo;
4. preservare, ripristinare e valorizzare gli ecosistemi dipendenti dall'agricoltura e dalle foreste;
5. incoraggiare l'uso efficiente delle risorse ed il passaggio ad un'economia a basse emissioni di
carbonio e resiliente al clima nel settore agroalimentare e forestale;
6. promuovere l'inclusione sociale, la riduzione della povertà e lo sviluppo economico nelle
zone rurali.
 
• DOTAZIONE FINANZIARIA
 
Le risorse finanziarie del PSR Molise 2014-2020 ammontano a 210.469 milioni di euro, rispetto
ai 207.870.962 milioni di euro della Programmazione 2007-2013.
 
• LE PRIORITÀ
 
Le 6 priorità individuate nell’ambito del PSR Molise 2014-2020 per finanziare gli interventi e
soddisfare i fabbisogni dello sviluppo del territorio regionale sono:
 PRIORITA’ 1 – Promuovere il trasferimento di conoscenze e l’innovazione nel settore agricolo
e forestale e le zone rurali;
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 PRIORITA’ 2 - Potenziare in tutte le regioni la redditività delle aziende agricole e la
competitività dell'agricoltura in tutte le sue forme e promuovere tecnologie innovative per
le aziende agricole e la gestione sostenibile delle foreste;
 PRIORITA’ 3 - Promuovere l'organizzazione della filiera agroalimentare, compresa la
trasformazione e la commercializzazione dei prodotti agricoli, il benessere deli animali e la
gestione dei rischi nel settore agricolo;
 PRIORITA’ 4 - Preservare, ripristinare e valorizzare gli ecosistemi connessi all'agricoltura e
alla silvicoltura;
 PRIORITA’ 5 - Incentivare l'uso efficiente delle risorse e il passaggio a un'economia a basse
emissioni di carbonio e resiliente al clima nel settore agroalimentare e forestale;
 PRIORITA’ 6 - Adoperarsi per l'inclusione sociale, la riduzione della povertà e lo sviluppo
economico nelle zone rurali.
 
• GLI OBIETTIVI STRATEGICI REGIONALI
 
Gli interventi programmati sono coerenti con 5 macro obiettivi strategici:
 OB S.1 – Qualificare e sviluppare il tessuto imprenditoriale per aumentare la competitività
del sistema di agrimarketing e del territorio;
 OB S.2 – Modernizzare gli strumenti e le pratiche della produzione agricole, agroalimentare
e forestale orientandoli ad una maggiore sostenibilità e l’autonomia delle filiere molisane;
 OB S.3 – Promuovere e rafforzare pratiche agronomiche e forestali ad elevata sostenibilità,
la biodiversità dei suoli e degli habitat ed una gestione collettiva del territorio;
 OB S.4 – Migliorare l’infrastrutturazione per il sistema delle imprese, i servizi ed il loro
accesso nelle aree rurali per rivitalizzare le economie rurali e dei borghi;
 OB S.5 – Creare e sviluppare un sistema regionale per l’innovazione, la formazione e la
divulgazione.
 
• I BENEFICIARI DEL PSR MOLISE 2014-2020
 
Possono beneficiare delle risorse messe a bando nell’ambito del PSR 2014-2020:
 le imprese private;
 gli Enti pubblici;
 i Gruppi di Azione Locale (GAL) 
Bombardieri: “Realizzare politiche economiche con interventi stabili”. Boccardo: “Cultura e Turismo devono essere protagonisti della ripresa economica regionale”
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(AGMnews) - Campobasso, 05 lug. "Essere presente sui territori, ascoltando le opinioni, le idee e anche le critiche di chi quotidianamente si fa carico dei problemi di lavoratori, pensionati, disoccupati e categorie più debole, rappresenta uno dei punti più alti che un'Organizzazione come la nostra raggiunge nel suo operato quotidiano". Così il Segretario organizzativo della Uil, Pierpaolo Bombardieri a margine della 1 Conferenza dei Delegati dei lavoratori, svoltasi a Campobasso. "Attraverso questi dibattiti riusciamo a intercettare le istanze dei territori, anche più piccoli, cercando di metterci a loro disposizione, condividendo informazioni, elaborando qualche strategia e, se serve, anche alzando la voce nei confronti delle varie amministrazione che spesso non riescono a dare risposte concrete alle necessità ed alle esigenze dei cittadini. Restando  sui temi più complessivi, oggi in Molise non siamo confortati da grandi numeri in termini di occupazione  e crescita. Dagli ultimi dati INPS ad esempio, si denota una lenta ripresa occupazionale con l'attivazione di nuovi rapporti di lavoro, seppur con prudenza. Ma parallelamente, se osserviamo i dati sulla cassa integrazione, riscontriamo un buona parte del sistema   produttivo in difficoltà.” A maggio, infatti, dopo mesi di calo, come precisato dall'ISTAT, i dati della cassa integrazione registrano, rispetto ad aprile, una risalita della domanda di quella straordinaria (+99,2%) e ordinaria (+45%) a cui andrebbero aggiunte le ore richieste al Fondo di Integrazione Salariale in fase di valutazione. E proprio in Molise, troviamo un dato molto impattante: +1440% di ore di Cassa integrazione rispetto al mese precedente, contro una media italiana del 70%. Dato che fa schizzare questa Regione in testa alla classifica nazionale, come incremento percentuale. “I numeri che descrivono l’economia molisana, ha poi precisato il Segretario nazionale, evidenziano una chiara instabilità produttiva, in cui la precaria stabilità delle imprese, porta a un immediato ricorso degli ammortizzatori sociali per evitare la perdita di posti di lavoro. E se i dati sulla cassa integrazione non sono entusiasmanti, anche quelli sull'occupazione non sono confortanti, considerata una frenata piuttosto evidente sulle nuove assunzioni e che in alcuni settori, addirittura, vede il segno meno sulle ultime rilevazioni. Una condizione di incertezza economica, dunque, che incide in negativo sia sulla propensione ai consumi, sia agli investimenti che riattiverebbero il tessuto socio economico di territori più svantaggiati. Se poi aggiungiamo a tutto questo anche il paventato "aggancio" all’aspettativa di vita per l’accesso alla pensione, allontanando ancor di più le opportunità lavorative dalle nuove generazioni, la situazione si fa davvero complessa. La UIL, comunque,  su questo tema  si opporrà nelle fasi di confronto con il Governo per eliminare questo criterio ingiusto e dannoso per lavoratrici, lavoratori e quanti sono in cerca di occupazione. Non è sicuramente un buon momento, ha concluso Bombardieri, ma una piccola Regione come il Molise, se riesce e mettere a sistema le risorse regionali con quelle rivenienti dallo Stato, attraverso il Patto per il Sud e l'Area di crisi, può trovare la necessaria accelerazione per far ripartire quei processi produttivi che la riporterebbero a un livello socio economico certamente apprezzabile" La Segretaria regionale, Tecla Boccardo, ha invece oggi toccato un argomento a volte poco considerato nel panorama economico e produttivo: quello della cultura del turismo e delle politiche collegate. "Oggi, ha sottolineato, leggiamo da uno studio condotto da Unioncamere che la cultura si conferma uno dei motori trainanti dell’economia italiana e partecipa attivamente alla ripresa.  Non scopriamo nulla di nuovo, almeno se ragioniamo del sistema nazionale che vede muovere tra imprese e indotto 249,8 miliardi di euro annui, con l'occupazione di circa un milione e mezzo di addetti, oltre il 6% del totale degli occupati in Italia. Questi numeri confermano quanto questo settore sia per l'Italia uno dei propulsori primari dell'economia e che compete alla pari con i sistemi europei. In Molise, purtroppo, siamo allo 0, avendo tralasciato un bel po' le politiche culturali, intese come sistema produttivo e non come semplici attività a macchia sul territorio. Anche su questo, c'è bisogno di risorse e di programmazione, visto che luoghi d'interesse e professionisti non mancano!  Senza dimenticare che il connubio con il turismo si rivelerebbe vincente. Anche questo, altro cruccio tutto molisano in cui ci si è proprio dimenticati di cosa significhi attrarre visitatori, sostenere imprenditori del settore, mettere in Comune le nostre piccole ma valide eccellenze territoriali. E allora, non dimentichiamo i milioni di euro che il Patto per il Sud ha destinato alle iniziative per la valorizzazione del patrimonio culturale regionale e alle politiche per lo sviluppo turistico. Facciamo in modo che anch'esse diventino parte attiva della ripresa produttiva del nostro Molise, evitando rivoli di finanziamenti su singole attività, non in rete, e non perfettamente strutturate. Abbiamo importanti siti e di indubbio valore, in diverse circostanze si è mostrata anche abilità nella realizzazione di importanti iniziative, grazie al lavoro di professionalità molisane che da decenni si prodigano per la crescita culturale: facciamo tutto questo meglio, dando più fiducia a quel sistema, promuovendoci finalmente con criterio e logica all'esterno, incuriosendo e attirando l'attenzione. Insomma, ha concluso Boccardo, evitiamo che solo qualche tweet faccia girare il nome del Molise. "
 
Interviene il comitato per la difesa deli territori molisani. A rischio l’intero territorio regionale compresi i siti storici, le aree protette e la stessa Valle del Tammaro.
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(AGMnews) - Campobasso, 04 lug. La Regione Molise con quattro Determine Dirigenziali adottate rispettivamente il 9 e il 17 maggio 2017 ha autorizzato numero 4 pale eoliche nei comuni di Tufara, Riccia, Ripabbottoni e Sant’Angelo Limosano. La Presidenza del Consiglio dei Ministri, in queste ore, ha adottato una propria deliberazione con cui si ribalta il pronunciamento del Consiglio di Stato e senza tener conto dell’art. 152 della Legge n. 42/2014 autorizza l’installazione di numero 8 pale eoliche alte 178 metri in agro di Castelmauro, accentuando la diffusione incontrollata di impianti impattanti anche in prossimità di aree ambientali protette e nelle prossimità di boschi. Fortunatamente il TAR Molise con la recentissima sentenza n. 224/2017 ha fermato un progetto con numerose installazioni a Campomarino, ma nulla si riesce a fare per bloccare decine di contenziosi aperti presso lo stesso TAR, il Consiglio di Stato e la Presidenza del Consiglio dei Ministri in contrapposizioni aspre che in più di un episodio hanno comportato anche azioni di sequestro di cantieri ed interventi dell’Autorità Giudiziaria. In aggiunta al rischio di crescita esponenziale dell’eolico selvaggio anche in zone di alto valore storico – ambientale come Saepinum-Altilia, proseguono le installazioni diffuse di minieolico nei luoghi più disparati del Molise con stravolgimenti del paesaggio irreversibili. Ciò che sta accadendo meriterebbe di essere oggetto di programmazione con degli emendamenti al Piano Energetico Ambientale Regionale in trattazione presso il Consiglio Regionale tesi a salvaguardare il territorio e difendere le comunità locali.
30 mila euro a fondo perduto per ogni partecipante, fino a un 200 mila per progetti presentati da più candidati
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(AGMnews) - Campobasso, 27 giu. Ripresa produttiva e occupazionale, pronti gli avvisi da 2 milioni di euro a valere sui fondi Por Fesr Fse 2014-2020 per la creazione di nuove imprese nel Molise. A illustrare i due distinti bandi pubblici, il presidente della Regione, Paolo di Laura Frattura, e l’assessore allo Sviluppo economico, Carlo Veneziale: “Il primo è destinato ai lavoratori dell’area di crisi complessa, il secondo al resto del nostro territorio”. “Due interventi concreti, valgono un milione di euro ciascuno, per accompagnare l’autoimprenditorialità. Diamo forma a un impegno preciso e già condiviso con il Tavolo del partenariato: attraverso un’azione integrata di politiche attive e politiche passive, mettiamo in campo due milioni di euro per favorire la ripresa delle attività imprenditoriali nel nostro Molise, soprattutto per i cittadini che hanno conosciuto pesanti battute di arresto nel loro percorso lavorativo. Abbiamo stabilito un contributo massimo di 30 mila euro a fondo perduto per ogni singolo partecipante. Il contributo è estendibile fino a 200 mila euro per progetti presentati da più partecipanti”, spiegano Frattura e Veneziale. Entrambi gli avvisi sostengono la creazione di nuove imprese (lavoro autonomo o attività di impresa in forma associata) che riguardano la creazione di beni nei settori industria, artigianato e trasformazione dei prodotti agricoli, la fornitura di servizi alle imprese e alle persone, il commercio di beni e servizi , il turismo e la promozione culturale. Le possibili forme giuridiche delle imprese: ditta/impresa individuale, società di persone, società di capitali, società cooperativa. Avviso per la creazione di imprese da parte dei lavoratori dell’area di crisi complessa. Dotazione finanziaria di 1.000.000 euro. Si rivolge ai disoccupati o percettori di misure di sostegno al reddito, comunque denominate, che dalla data del 1 gennaio 2008 risultavano occupati con rapporto di lavoro subordinato o parasubordinato (collaborazione a progetto, collaborazioni coordinate e continuative, collaborazioni occasionali, soci lavorati, etc.) presso aziende coinvolte nelle crisi delle seguenti attività:
polo avicolo agroalimentare: Solagrital-Gam e aziende dell’indotto; polo tessile: Ittierre Spa e aziende dell’indotto; polo meccanico (ambito Venafro-Pozzilli).
 
Avviso per la creazione di imprese nell’intero territorio regionale
 
Dotazione finanziaria di 1.000.000 euro. Si rivolge ai cittadini del resto del territorio molisano. Tra le spese ammissibili sono annoverate le spese per l’acquisto di macchinari, impianti e attrezzature, le spese per l’acquisto di componenti hardware e software utili per l’attività di impresa compreso la realizzazione di siti internet, le spese per ristrutturazione/adeguamento dei locali funzionali all’attività imprenditoriale, le spese per consulenze strategiche funzionali all’attività nella misura massima del 10% dei costi. “I due avvisi rientrano nel piano di interventi che abbiamo individuato per un importo complessivo di 16,7 milioni per favorire la ripresa produttiva e occupazionale nel nostro Molise. Avevamo assunto l’impegno di prepararli entro l’estate: lo abbiamo fatto subito all’inizio della stagione per l’avvio effettivo della costruzione reale delle opportunità che i nostri cittadini meritano”, concludono il presidente e l’assessore.  
 
A rischio l'ambiente e la salute dei cittadini
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(AGMnews) - Campobasso, 26 giu. Quella che fino ad una decina di anni fa era considerata una regione dall’ambiente incontaminato, dove la parola inquinamento suonava quasi come un termine astratto, oggi è diventata una terra dove l’inquinamento c’è, è presente ed in alcune zone della regione sta raggiungendo livelli allarmanti. Dalla piana di Venafro, passando per il Molise centrale, arrivando fino alla costa: gran parte del territorio presenta problemi legati a varie forme di inquinamento: da quello dell’aria, a quello dell’acqua,come accade ormai troppo spesso in Basso Molise, senza contare, poi, la minaccia rappresentata dallo smaltimento dei rifiuti, su cui i controlli sono purtroppo carenti. Una terra, il Molise, che negli anni ha perso la sua integrità ambientale, con il paesaggio deturpato e sacrificato sull’altare degli affari.E le conseguenze di una situazione che sembra essere ormai fuori controllo, si ripercuotono sull’ambiente stesso e soprattutto sulla salute dei cittadini, con una drammatica impennata di patologie tumorali. E sono in molti gli esperti a confermare l’esistenza di un collegamento tra l’inquinamento mbientale e l’insorgere delle neoplasie. Nonostante l’aumento esponenziale di questo fenomeno, non esiste ancora il registro dei tumori, malgrado le associazioni, i comitati che si battono in difesa della salute pubblica e dell’ambiente lo stiano chiedendo da anni. Solo attraverso gli studi epidemiologici si potrà capire quali siano le cause che determinano l’insorgenza dei tumori. Il Molise è l’unica regione dove non esiste alcun controllo. Il rischio di sversamenti illeciti, di smaltimento illegale di rifiuti è reale. E l’impegno dei cittadini, a difendere il proprio territorio, va avanti. Come non ricordare la battaglia, vinta, contro le biomasse nell’area del Matese? O la mobilitazione contro l’eolico selvaggio a ridosso delle splendide rovine del sito di Sepino-Altilia? Il Molise ha già raggiunto e superato la quota del 35% di produzione energia da fonti rinnovabili fissata dall’Unione europea al 2020 ed assegnata alla Regione- ha ricordato la rete delle associazioni e dei comitati che si
battono in difesa dell’ambiente – il 45% dell’ecosistema è a rischio”, è La denuncia dei comitati. Il cui impegno, da solo non basta. Serve l’intervento delle istituzioni e delle autorità che hanno il compito di vigilare ed intervenire a difesa della salute dei cittadini e dell’ambiente.
Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020, lo rende noto l'assessore regionale Vittorino Facciolla
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(AGMnews) - Campobasso, 24 giu. L’Assessorato alle Politiche Agricole e Forestali rende noto che l’Agenzia per le erogazioni in agricoltura, nel rispetto degli impegni assunti in occasione dell’ultima riunione bilaterale con  i vertici della Regione Molise, ha liquidato per un importo complessivo di circa 4 milioni di Euro le indennità compensative per le aree montane relative alla Misura 13 “Indennità a favore di zone soggette a vincoli naturali o altri vincoli specifici” del Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020. Un risultato importante – ha commentato l’assessore alle politiche agricole, Vittorino Facciolla – che ha consentito di soddisfare le attese delle aziende agricole delle aree montane. Proseguirà, ha precisato ancora l’assessore, l’impegno della struttura regionale affinché Agea rispetti anche le date, già comunicate, per il pagamento delle ulteriori misure del Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020.
La nota stampa del presidente Frattura e dell'assessore Nagni sulla decisione del Governo di non impugnare la legge regionale per l'istituzione dell'Egam.
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(AGMnews)-Campobasso, 23 giu. “Il Consiglio dei ministri nella riunione di oggi ha deliberato la non impugnativa per la nostra legge regionale di istituzione dell’Egam. Non possiamo che esprimere profonda soddisfazione per il parere positivo espresso su una norma tesa a riqualificare il nostro servizio idrico e scritta bene, come ci riconosce il Governo: nessun vizio. Non hanno trovato conferma tutte le voci confuse, che, tra slogan e ricorsi, per mesi hanno agitato lo spauracchio di sonore bocciature dell’Egam assieme a quello della privatizzazione dell’acqua. La legge che abbiamo approvato lo scorso aprile può finalmente diventare operativa senza il timore di battute di arresto. L’istituzione dell’Egam, che garantirà una gestione migliore della nostra acqua, ci consentirà di offrire in tutti i comuni molisani lo stesso servizio con le stesse tariffe per tutti i cittadini. Ed è, questo, il traguardo giusto cui tutti dovremmo tendere, quando parliamo di bene pubblico”. Lo dichiarano il presidente della Regione Molise, Paolo di Laura Frattura, e l’assessore alle Infrastrutture, Pierpaolo Nagni.
Un importante accordo che permette l'importazione di grano proveniente dal Canada
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(AGMnews) - Campobasso, 22 giu. L’accordo Ceta, quel famigerato trattato di libero scambio tra Canada e Unione Europea approvato in sede di Parlamento Europeo il 15 febbraio scorso, dopo anni di trattative segrete, adesso approda nel Parlamento italiano per la necessaria ratifica. Un trattato assolutamente penalizzante per le nostre produzioni agricole ed agroalimentari di qualità. Un trattato che, qualora fosse malauguratamente adottato dal Parlamento Italiano, significherebbe la morte certa del Made in Italy. Un trattato che da più parti viene contrabbandato come uno degli accordi commerciali più significativi mai siglati; peccato però che quanti affermano enfaticamente questa opinione, dimostrano nei fatti di non aver mai letto le migliaia di pagine, tutte scritte in inglese, che compongono il voluminoso dossier. Basti far riferimento soltanto a una delle tante ciliegine che ornano questa torta indigesta: sarà permessa infatti l’importazione di un milione e 200mila tonnellate di grano duro proveniente dal Canada. E’ a tutti noto che in quello stato è permesso l’uso del glifosato in preraccolta, un prodotto cioè i cui residui si ritrovano poi nel grano con le conseguenze immaginabili sul piano della salute, dal momento che è ormai pacifico sul piano sanitario che questa sostanza è cancerogena. Coldiretti Molise, a partire dal 15 di febbraio, ha lanciato in uno alla sua Confederazione il grido di allarme. Infatti ha promosso una serie di incontri sul territorio spiegando ai produttori agricoli ed ai consumatori gli effetti deleteri conseguenti al trattato e allertando i propri associati per una imminente mobilitazione. “Adesso siamo giunti al momento decisivo – afferma il direttore regionale di Coldiretti Molise, Saverio Viola – da un paio di giorni è iniziata l’esame dell’Accordo Ceta da parte delle Commissioni Parlamentari, e si registra purtroppo una certa qual fretta da parte di talune componenti politiche a voler liquidare velocemente l’argomento”. Coldiretti nazionale è stata ricevuta in questi giorni dai presidenti della Camera e del Senato, i quali hanno entrambi condiviso le preoccupazioni dell’organizzazione, garantendo la massima e più approfondita discussione possibile sia in sede di commissioni, sia nelle Aule, dal momento che è in gioco non solo il futuro dell’intero comparto agroalimentare ma quello della salute e del diritto a conoscere l’origine dei prodotti da parte dei consumatori. 
“Per tale motivo – prosegue il direttore regionale di Coldiretti -  scenderemo in piazza una prima volta già a partire dal prossimo 5 luglio, quando, in base agli accordi con la questura di Roma, 1500 produttori agricoli provenienti da tutta Italia si ritroveranno a protestare davanti a Montecitorio, 1500 tanti quanti ne può al massimo ospitare per motivi di sicurezza quella piazza. Ci sarà anche la delegazione molisana – annuncia Viola – e questo sarà soltanto un primo passo, pronti a mettere in piedi a livello nazionale e territoriale forme di protesta sempre più eclatanti. Nel mondo agricolo lo faremo in splendida solitudine, dal momento che tutte le altre organizzazioni di rappresentanza, specialmente le più significative dopo la Coldiretti, brillano per il loro assordante silenzio, quando piuttosto non hanno mancato di lanciare il proprio plauso ad un accordo che, alla prova dei fatti, si dimostra assolutamente deleterio per il comparto. Ma mentre praticamente tutta la rappresentanza agricola tace, noi cogliamo l’occasione per ringraziare tutte quelle organizzazioni non agricole, operanti nel sociale e/a difesa dei consumatori che cin hanno dato la loro solidarietà e condivisione. Mi piace ricordarle analiticamente: Cgil, l’Arci, Adusbef, Movimento Consumatori, Legambiente, Green Pece, Slow Food Federconsumatori, Agriterra, Fairwatch”. 
I commenti di Cristiano Di Pietro
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(AGMnews) - Campobasso, 21 giu. Con decreto del Presidente della Giunta Regionale e Commissario ad acta è stato approvato il documento inerente il “trattamento, utilizzazione e commercializzazione di carni di selvaggina selvatica abbattuta in attività venatoria e nel corso dell’effettuazione dei piani di limitazione e controllo”. «Il provvedimento - spiega il Consigliere regionale delegato alla caccia, Cristiano Di Pietro - disciplinerà tutta la filiera delle carni di selvaggina selvatica piccola e grossa, dalle modalità e tempi di trattamento e trasporto del capo abbattuto, ai controlli sull’eventuale presenza di parassiti, come ad esempio la Trichinella nelle carni di cinghiali e suidi selvatici o di possibili patologie dannose per la salute umana. Fondamentale, prosegue Di Pietro, utilizzare correttamente tali carni seguendo protocolli precisi di igiene e trasporto e attraverso l’adozione di  idonee misure di controllo del rischio fisico, chimico e biologico che potrebbe derivare dal consumo di tali prodotti. Grazie a questo regolamento, conclude, sarà consentito il consumo domestico privato in sicurezza delle carni, la possibilità della lecita cessione diretta, nonché la corretta vendita in grado di favorire, al contempo, anche sistemi di economia locale».
Pubblicati due nuovi bandi relativi alla misura 7.
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(AGMnews) - Campobasso, 20 giu. Ammonta a 9,5 milioni di euro la dotazione finanziaria prevista per due nuovi bandi relativi alla Misura 7 “Servizi di base e rinnovamento dei villaggi nelle zone rurali” del Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020, pubblicati con determina direttoriale n.109 del 19 giugno 2017. Stanziati 6 milioni di euro per la Sottomisura 7.4 - “Interventi per migliorare l’accesso e la gestione dei servizi di base per la popolazione rurale” con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita e delle infrastrutture nelle aree rurali, funzionali ai servizi per la cultura, il tempo libero ed il mercato locale, nonché della sostenibilità economica, sociale ed ambientale. Per la Sottomisura 7.5 - “Sostegno a investimenti di fruizione pubblica in infrastrutture ricreative, informazioni turistiche e infrastrutture turistiche su piccola scala”, sono stati stanziati 3,5 milioni di euro.  L’intervento prevede l’attivazione di investimenti orientati al miglioramento della fruibilità dei territori rurali e dell’offerta turistica.  “Nuove opportunità per i nostri Comuni che, anche attraverso partenariati pubblico-privati locali, potranno beneficiare delle risorse del Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020 per dare un nuovo impulso al turismo rurale, migliorare i servizi e la qualità della vita degli abitanti”  – ha sottolineato l’assessore alle Politiche Agricole, Vittorino Facciolla. La data di scadenza prevista per la compilazione ed il rilascio della domanda unica di aiuto (MUD), è fissata al 30 settembre 2017. Le domande potranno essere presentate a partire dal ventesimo giorno successivo alla pubblicazione del bando sul Bollettino Ufficiale della Regione Molise. Tutti i documenti che riguardano i bandi sono disponibili sul sito istituzionale della Regione Molise nell’area tematica Agricoltura e Foreste, sul portale del PSR Molise 2014-2020, all’indirizzo psr.regione.molise.it ed in pubblicazione sul Burm. 
Sottoscritto da tre regioni Molise, Abruzzo e Puglia
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(AGMnews) - Campobasso, 16 giu. Un accordo storico cosi come la storia del Tratturo! Per la prima volta tre istituzioni regionali, Molise, Abruzzo e Puglia, firmeranno un protocollo d’intesa per la valorizzazione di un bene demaniale. I Tratturi, percorsi millenari sui quali si praticava la Transumanza, la migrazione stagionale delle greggi dal mare alla montagna e viceversa, fanno parte della storia di queste regioni e la valorizzazione dei territori rurali e delle loro risorse, la cosiddetta “crescita verde”, rappresenta lo strumento strategico di cui l’Europa si serve per realizzare lo sviluppo rurale del futuro. L’accordo verrà siglato domani, venerdì 16 giugno, alle ore 11, presso la residenza d’epoca “La Piana dei Mulini” a Colle d’Anchise, alla presenza del Presidente del Consiglio regionale del Molise, Vincenzo Cotugno, dell’Abruzzo, Giuseppe Di Pangrazio e della Puglia, Mario Cosimo Loizzo. Il presidente Cotugno, promotore dell’iniziativa, ha coinvolto in questa prima fase l’Abruzzo e la Puglia per la firma di un partenariato che mira a realizzare, nell’immediato futuro, progetti ed iniziative volte allo sviluppo economico e turistico delle aree interessate. Il più importante è rappresentato dal programma “T.R.E., Terre Rurali d’Europa”, che prende vita dall’esperienza fatta da un partenariato internazionale impegnato sui cammini tratturali. “Il Tratturo è il filo conduttore che attraversa le nostre regioni da migliaia di anni, rendendo fruibile, attraverso il percorso, le nostre tradizioni, le nostre storie e i nostri ambienti” afferma il presidente Cotugno alla vigilia della firma dell’intesa interregionale “Per centinaia di anni i tratturi hanno rappresentato l’economia delle popolazioni di diverse regioni italiane ed europee. A noi adesso il compito di far ripartire il cammino, ovviamente in chiave moderna, collegando le peculiarità e le eccellenze delle nostre regioni per un sicuro rilancio turistico-economico. Per questi motivi guardiamo con interesse ad un programma europeo che coinvolgerebbe i nostri territori regionali, ognuno per le proprie peculiarità e specificità” sottolinea Cotugno “Fino a ieri si è parlato dei tratturi solo per gli aspetti culturali, vogliamo con questo protocollo trasformarli in vie di collegamento delle terre rurali con un piano preciso di sviluppo, innovazione e progresso”. In questa prima fase saranno interessati i percorsi tratturali di Pescasseroli-Candela, Celano-Foggia, Castel Di Sangro-Lucera e il braccio tratturale Centocelle-Cortile-Matese, per un totale di 75 comuni coinvolti. 
Dighe semivuote, mancanza di precipitazioni e temperature in aumento rispetto alla media climatica
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(AGMnews) - Campobasso, 15 giu. Nella prima decade di giugno in Molise si è registrata una diminuzione del 71,4% delle precipitazioni piovose. Ragionando in mm di pioggia caduta vuol dire che nei primi 10 giorni di giugno sono caduti sul territorio molisano appena 4,3 mm di pioggia a fronte di una media di 14,9 mm. Il dato, diffuso dall’Osservatorio Agroclimatico del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, non è sfuggito alla Coldiretti del Molise che già alcuni giorni fa evidenziava la scarsità di acqua per uso irriguo in regione. “Siamo appena all’inizio della stagione – spiega il direttore regionale di Coldiretti, Saverio Viola – e già ci troviamo a dover affrontare una possibile e quasi imminente siccità. Del resto – prosegue Viola – che l’acqua comincerà a scarseggiare presto, se non ci saranno piogge, lo si può evincere facilmente anche solo guardando le nostre dighe che, sin da ora, appaiono semi vuote. Ad aggravare questo stato di cose – spiega ancora Viola - c’è poi anche l’andamento climatico che, sempre nella prima decade di giugno, ha fatto registrare, stando ai dati forniti dall’Osservatorio Agroclimatico, un aumento delle temperature minime di 4,2 C°, e di 2,4 C° delle massime rispetto alla media climatica degli ultimi anni”. Nei campi coltivati varie produzioni sono a rischio: dagli ortaggi alla frutta, dai cereali al pomodoro ma anche i vigneti e il fieno per l’alimentazione degli animali, per la produzione di latte e formaggi, senza dimenticare le colture oleaginose e il mais che rischiano di seccarsi. “Al momento – conclude il direttore Viola - non si registrano danni ingenti ma va da sé che se la situazione non dovesse mutare a breve lo scenario cambierà radicalmente”. 
Esprime parere favorevole il consigliere regionale delegato alla caccia Cristiano Di Pietro
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(AGMnews) - Campobasso, 08 giu. Dopo il parere favorevole espresso in Consulta regionale per la caccia, il Calendario Venatorio 2017/2018 è stato approvato in Giunta nella giornata di martedì 6 giugno. Il nuovo calendario prevede l’apertura della caccia dal 17 settembre 2017 al 10 febbraio 2018 e, al contempo, anche importanti novità come la chiusura della caccia al Colombaccio il 10 febbraio e le pre-aperture per varie specie tra cui la tortora nelle giornate del 2, 3 e 9 settembre e la quaglia nelle giornate del 13 e 14 settembre. Quanto al prelievo del cinghiale, invece, questo sarà consentito dal 15 ottobre al 14 gennaio in braccata.  “Come per il precedente, anche per il nuovo calendario - commenta il Consigliere regionale delegato alla caccia, Cristiano Di Pietro -  è stato fatto un lavoro molto accurato. Abbiamo cercato di migliorarlo per andare incontro alle esigenze dei cacciatori, ma sempre nel rispetto dei vincoli ambientali e dei principi generali di protezione della fauna. Con l’occasione - conclude il Consigliere e capogruppo del “Molise di Tutti - rivolgo un sentito ringraziamento a tutta la struttura regionale, alle associazioni di categoria e agli AA.TT.CC. per la fattiva e costruttiva collaborazione”.
Presentazione delle domande di sostegno/pagamento relative alla “Misura 10 “Pagamenti agro-climatico-ambientali”,
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(AGMnews) - Campobasso, 07 giu. L’Autorità di Gestione del Programma di Sviluppo Rurale della Regione Molise, con determinazione direttoriale n.103 del 5 giugno 2017, ha reso noto le modalità e le procedure per la presentazione delle domande di sostegno/pagamento relative alla “Misura 10 “Pagamenti agro-climatico-ambientali”, Sottomisura 10.1 “Pagamenti per impegni agro-climatico-ambientali” per l’annualità 2017.
La sottomisura 10.1 è finalizzata a migliorare il rapporto tra agricoltura ed ambiente con particolare riferimento alla qualità dell’acqua e dei suoli, riducendo gli impatti delle pratiche agricole.
Possono presentare istanza gli agricoltori attivi, in forma singola o associata, che nel 2016 hanno completato il contratto agroalimentare riferito alla Misura 214, azione 2 del Programma di Sviluppo Rurale 2007/2013.
Ammonta a 5 milioni di euro la dotazione finanziaria del bando, così ripartita per ciascuno dei 4 interventi attivati sui 5 previsti dalla sottomisura: 
1 milione di euro per l’intervento 10.1.1 - Riduzione ed uso sostenibile degli input chimici;
1 milione di euro per l’intervento 10.1.2 -Tecniche di agricoltura conservativa;
2 milioni di euro per l’intervento 10.1.3 - Forme di allevamento più estensive per il miglioramento della biodiversità;
1 milione di euro per l’intervento 10.1.5 - Biodiversità – Allevatori e coltivatori custodi
Le domande, volte ad ottenere la concessione degli aiuti, devono essere compilate utilizzando la specifica procedura informatica messa a disposizione sul portale SIAN e presentate non oltre la data del 15 giugno 2017.
La documentazione integrale dell’avviso pubblico è disponibile sul BURM n. 24 del 6 giugno 2017, sul sito istituzionale della Regione Molise e sul portale del PSR Molise 2014-2020 all’indirizzo psr.regione.molise.it.
Antonio Federico e Patrizia Manzo rilasciano dichiarazioni sull'ordine del giorno votato in Consiglio regionale in tema qualità dell'aria nella zona del venafrano
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(AGMnews) - Campobasso, 07 giu. Manteniamo alta la guardia. Antonio Federico: “Il Consiglio regionale ha accolto le nostre osservazioni. La proposta iniziale metteva tutto nelle mani del prefetto di Isernia, svilendo ancora una volta il ruolo dell’Arpa. Il nostro impegno ha impedito che il Consiglio delegittimasse le funzioni della Regione e le attività degli enti preposti come Asrem e appunto Arpa, impegnando il presidente della Giunta a dotare l’Arpa di strumenti e risorse finanziarie per poter effettuare nel brevissimo tempo controlli sistematici anche sul pm 2.5.” Patrizia Manzo: “Un odg importante, quello discusso oggi in aula, per dare risposte in tema ambientale ed epidemiologico ai cittadini dell'area venafrana. Un'occasione per ribadire alcuni concetti già esposti in occasione del dibattito sul Def, ovvero mettere l'Arpa nella condizione di svolgere al meglio le proprie funzioni grazie anche a maggiori risorse finanziarie utili a dotarsi della strumentazione utile allo scopo. Fondamentale, però, è accelerare sul Registro Tumori già attivo in Molise, risolvendo lo scoglio del trattamento dei dati coinvolgendo il Garante della privacy, e soprattutto dotare la regione di un osservatorio epidemiologico in grado di fornire dati scientifici sulle diverse patologie ed effettuare analisi e studi sul territorio, dando risposte ai cittadini ma soprattutto dati epidemiologici per una più ampia programmazione sanitaria.”
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(AGMnews) - Campobasso, 01 giu. La preoccupazione della UIL non è solo che l’attuazione del PRRI possa correre a due diverse velocità (misure per il finanziamento alle imprese che vanno velocemente e lentezza, invece, per quelle che rispondono ai bisogni dei lavoratori), come avevamo paventato alla riunione del 19 maggio, ma che qui si sia in presenza del rischio dei due pesi e due misure: tanti aiuti alle imprese per investimenti in macchinari e tecnologie (dispongono di 14 milioni), molto poco per l'occupazione degli over 30 (ci sono 1,6 milioni, anche questi di fatto soldi destinati alle aziende come rimborso degli oneri da retribuzione), ancora meno, solo un milione, per l’auto imprenditorialità nell'area di crisi e un altro milione per l'autoimprenditorialità in tutta la regione. Abbiamo evidenziato, nel corso della riunione, l’evidente sbilanciamento: milioni agli imprenditori, perché possano migliorare la loro azienda senza per forza avere un incremento occupazionale, le briciole per mettere in attività per sei mesi al massimo 444 persone, un paio di milioni perché ci siano 80 nuovi autoimprenditori!” Questo l’aspetto di fondo denunciato da Tecla Boccardo, leader della UIL molisana, a margine dell’incontro delle parti sociali con la Regione, realizzato nel pomeriggio,  dove sono stati  esaminati i primi quattro bandi. Boccardo incalza: “Queste cifre sono rigide perché già fissate nella programmazione o sono incrementabili? In ogni bando c'è la riserva della Regione ad incrementare la dotazione finanziaria in presenza di risorse rinvenienti da ulteriori disponibilità: qualora individuate, che vengano destinate prevalentemente  alla promozione del lavoro degli over 30, invece che finanziamenti alle imprese per investimenti in macchinari senza un corrispondente aumento del numero di posti di lavoro. L’abbiamo sempre detto: il lavoro al centro!”. “Avanziamo in questa sede una serie di proposte migliorative dei quattro bandi che ci sono stati sottoposti in anticipo (vedete che la questione del metodo nei rapporti sta sortendo qualche miglioramento?). Chiediamo di mettere in campo una valutazione che preveda quanti occupati in più derivano dalla attività di riorganizzazione aziendale e dalla adozione di innovazioni di processo o di prodotto: diamo soldi alle aziende che investono soprattutto se creano occupazione! Siamo d’accordo nell’aiutare le aziende negli investimenti purché questi si fermino e siano destinati alle sole realtà produttive ubicate nella nostra regione. Auspichiamo un intervento a sostegno degli investimenti anche a coloro che realizzano  consulenze o servizi innovativi. Sarebbe meglio prevedere da subito un limite minimo e un limite massimo per ogni progetto ammissibile. Sollecitiamo un grande impegno nell’azione di monitoraggio: ispezioni e controlli per evitare eventuali abusi.” Così sintetizza Boccardo le proposte, ben più argomentate, portate al tavolo del confronto con il partenariato. A proposito del secondo bando: “Noi crediamo nei tirocini incentivati se sono un modo per facilitare l’ingresso nel mondo del lavoro e non un escamotage per fornire alle imprese manodopera “ballerina” quasi gratuita che di fatto crea un circolo vizioso negativo, e una, peraltro scarsa e breve, elargizione a favore dei cittadini più giovani. Come sindacato, poi, siamo preoccupati e insoddisfatti del basso indice di trasformazione, dei tirocini in rapporti di lavoro. Vogliamo evitare che la medesima azienda che ha già utilizzato tirocini negli anni scorsi, senza poi trasformarli in rapporti di lavoro stabili, ripresenti domanda oggi per sostituire manodopera piuttosto che stabilizzarla. E per ciò che attiene le azioni relative e previste, perché mai queste non possono esser svolte dai Centri per l'impiego?” .“Certo la soluzione alla mancanza di lavoro non può essere solo l’autoimprenditorialità, ma è giusto puntarci, anche se i soldi a disposizione sono pochi  e i nuovi imprenditori “aiutati” non potranno essere più di ottanta.” Così fa osservare Boccardo, che nel merito degli altri due bandi ha proposto una quota riservata alla autoimprenditorialità femminile “dal momento che le donne sono uno dei soggetti deboli di questo territorio e molte di loro potrebbero rimettersi in gioco puntando sulla loro inesauribili energia (oltre che per un altro elemento positivo: l’imprenditorialità femminile è di fatto un moltiplicatore di posti di lavoro, ad esempio nei servizi alla famiglia).” La UIL ha proposto inoltre che, al fine di supportare i proponenti a predisporre il proprio progetto di auto impiego, “la regione metta a disposizione un servizio di orientamento ed accompagnamento alla progettazione.  I Centri per l'impiego devono essere il luogo deputato all'approfondimento della misura, svolgendo azione di raccordo nel mercato del lavoro. Si fa così in altre regioni, si può fare anche da noi. I Centri per l'impiego potrebbero occuparsi dello screening dei profili professionali e delle competenze dei potenziali beneficiari dell'intervento e realizzare incontri collettivi di formazione nonché colloqui personalizzati garantendo consulenza specialistica già nella stesura del progetto.”  “E’ questo, conclude Boccardo il momento di accelerare e dare concretezza all’iniziativa dell’area di crisi e per l’utilizzo dei fondi a disposizione. Per un Molise che, vuole, deve e può ripartire.”
 
  
Discussione e condivisione con il partenariato locale dei 4 avvisi pubblici mirati a ripresa produttiva e occupazionale.
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(AGMnews) - Campobasso, 01 giu. Area di crisi industriale complessa, prosegue il confronto con il partenariato molisano. Questa sera a Palazzo Vitale un nuovo incontro presieduto dal presidente della Regione Molise, Paolo di Laura Frattura, e dall’assessore allo Sviluppo economico, Carlo Veneziale. Durante la riunione sono stati approfonditi gli aspetti tecnici dei quattro avvisi pubblici anticipati alle organizzazioni sindacali e datoriali da Frattura e Veneziale lo scorso 19 maggio al termine dell’illustrazione dell’accordo di programma per l’attuazione del progetto di riconversione e riqualificazione industriale. Gli avvisi hanno una dotazione finanziaria complessiva, a valere sulle risorse Por Fesr Fse 2014-2020, pari a 17,6 milioni di euro: 14 milioni sono stanziati per il bando “aiuti per investimenti in macchinari, impianti, beni intangibili e accompagnamento dei processi di riorganizzazione e ristrutturazione aziendale”; 1,6 milioni sono destinati alle misure di politica attiva per il sostegno all’occupazione over 30; 1 milione infine per ciascuno dei due bandi relativi all’autoimprenditorialità. A conclusione dei lavori soddisfazione è stata espressa da Frattura e Veneziale: “Stasera una condivisione reale raggiunta con il nostro partenariato attraverso un confronto costruttivo e di merito: nell’impalcatura degli avvisi che abbiamo costruito, elementi e indicazioni utili a perseguire il risultato che ci siamo dati tutti insieme, il rilancio del nostro tessuto produttivo e l’innalzamento dei livelli occupazionali”. “I quattro bandi per 17,6 milioni di euro segnano un nuovo passo concreto nella costruzione delle opportunità che vogliamo assicurare a tutti i cittadini molisani”, concludono il presidente e l’assessore.
Frattura e Facciolla: strumento che consente rispetto e sviluppo del nostro territorio
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(AGMnews) - Campobasso, 24 mag. Piano regionale integrato per la qualità dell’aria in Molise (Priamo): via libera dalla Giunta. “Aggiungiamo un nuovo importantissimo tassello al quadro generale di riordino della pianificazione territoriale che abbiamo intrapreso a tutela del nostro ambiente in un’ottica di crescita e sviluppo sostenibili”, lo presentano così il presidente della Regione, Paolo di Laura Frattura, e il vicepresidente Vittorino Facciolla, assessore all’ambiente. “Andiamo avanti – aggiungono –, nella scrittura delle regole a beneficio di tutti i cittadini. Il nuovo piano per la qualità dell’aria è uno strumento di programmazione, salvaguardia, tutela e monitoraggio della salute della nostra aria e, di conseguenza, della salute di tutti i molisani. Lo abbiamo costruito aprendoci, anche questa volta, al confronto e alla condivisione con il nostro partenariato regionale e le associazioni ambientaliste che hanno fattivamente contribuito”. Il Priamo mira a favorire la sostenibilità delle attività umane che influiscono sull’ambiente e si basa sulla rappresentazione e sull’interpretazione della qualità dell’aria su scala regionale partendo dall’analisi di contesto. Tra gli obiettivi contemplati nella programmazione regionale per la qualità dell’aria, si annoverano:
a) l’abbassamento, entro il più breve tempo possibile e comunque non oltre il 2020, nei valori limite nelle aree dove il livello di uno o più inquinanti è superiore;
b) la preservazione da peggioramenti della qualità dell’aria nelle aree e zone in cui i livelli degli inquinanti sono al di sotto dei valori limite. 
“La nostra pianificazione, ed è, questo, l’aspetto fortemente innovativo, si fonda su un approccio integrato con le altre politiche settoriali che influiscono direttamente o indirettamente sulla qualità dell’aria. Lo strumento che abbiamo approvato ci consentirà di affrontare congiuntamente i principali settori responsabili dell’inquinamento andando a incidere anche sugli strumenti di programmazione specifici”, evidenziano il presidente e il vicepresidente.
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