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Regione, bilancio di previsione 2017-2019. Il consigliere Scarabeo interviene sull'operato della Giunta regionale
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(AGMnews) - Campobasso, 09 set. La convocazione del Consiglio regionale sulla variazione di bilancio di previsione per l’esercizio finanziario 2017-2019, lascia moltissime perplessità non solo sul modo di operare di questo Governatore e di chi condivide certi suoi “capricci”, ma anche sul rapporto che questi continua a tenere nei confronti del Consiglio regionale. Ed è su questo punto che sono particolarmente critico, perché non è possibile esautorare dei propri poteri l’Assemblea regionale ponendola nelle condizioni di essere convocata e non poter, regolarmente, svolgere il proprio ruolo. Pensare di bypassare le Commissioni regionali preposte alla verifica delle operazioni di variazione di bilancio di previsione e scaricando appositamente la Giunta dalle responsabilità del caso, non è degno di nota, né giusto. O c’è qualcosa da nascondere, oppure abbiamo a che fare con un “capetto” come nei peggiori sistemi di governo che crede di avere le istituzioni al proprio servizio. Il mio voto contrario a questa specie di blitz per approvare qualcosa di non chiaro, manca infatti una documentazione sufficiente a farci capire di cosa si sta veramente parlando, vuole indicare che la misura è davvero colma. E’ un voto contrario che, probabilmente, racchiude anche il pensiero di tante persone che non accettano un modo di fare fuori da certe logiche: quelle della democrazia e del rispetto. Certo, con l’approssimarsi di nuove elezioni, ogni momento è buono per apparire migliori, ma pensare di passare sulla dignità del Consiglio regionale per guadagnarsi qualche voto è troppo. Spero che il Consiglio regionale da questo momento in poi saprà porre rimedio a queste intemperanze e lanciare un messaggio preciso a chi crede di egemonizzare una intera regione che in questi anni di cattivo governo ha praticamente distrutto!

Analisi e riflessioni del Movimento Cinque Stelle sulla stesura di un Piano di razionalizzazione delle società partecipate
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(AGMnews) - Campobasso, 08 set. Da due anni il Molise aspetta un vero Piano operativo di razionalizzazione come chiede la legge. Uno dei tanti propositi annunciati e abbandonati da una Giunta che con la propria incapacità continua a far pagare ai cittadini centinaia di migliaia di euro per il nulla. Abbiamo presentato una nuova interrogazione in Consiglio regionale. Se qualcuno non lo ricorda gli rinfreschiamo la memoria. La legge nazionale di stabilità 2015, in maniera più incisiva rispetto alle precedenti, prevedeva per le Regioni la stesura di un Piano di razionalizzazione delle società partecipate con l’obiettivo di ridurne numero e costi. Un progetto che aveva date precise: a decorrere dal 1 gennaio 2015 i governatori dovevano avviare un processo di razionalizzazione delle società e delle partecipazioni societarie dirette e indirette per concretizzarne la riduzione entro il 31 dicembre 2015. La normativa prevedeva anche la exit strategy: le amministrazioni, nel rispetto delle procedure ad evidenza pubblica, avrebbero potuto cedere a terzi le società e le partecipazioni vietate. Decorsi i termini previsti, la partecipazione non alienata semplicemente cessava. Se l’alienazione non andava in porto, entro i dodici mesi dalla cessazione, la società avrebbe liquidato in denaro il valore della quota del socio cessato.
La legge aveva quindi stabilito tempi e modi del processo e, a conclusione dell’iter di dismissione, aveva imposto entro il 15 marzo del 2016 la stesura di una apposita relazione contenente i risultati del processo di razionalizzazione. Piano e relazione dovevano essere pubblicati sul sito web istituzionale e il piano doveva essere inviato alla Sezione regionale di controllo della Corte dei Conti che si sarebbe espressa sulla sua validità.
La Regione Molise non fece nulla di tutto questo e a settembre, dunque dopo 6 mesi dalla prima scadenza, in Consiglio regionale fu discussa la mozione a firma MoVimento 5 Stelle Molise che suonava la sveglia al governatore Frattura e alla sua Giunta invitandoli a predisporre il Piano. La mozione fu respinta, anche se il Presidente ammise di essere “inadempiente”, promettendo di adottare il Piano entro fine settembre. E aggiunse trionfante: “Leggerete nell’atto un impegno rigoroso di razionalizzazione di tutto il monte Società partecipate direttamente dalla Regione, lasciando chiaramente in vita esclusivamente quelle che effettivamente rappresentano un valore strategico per la Regione stessa.” A fine settembre 2015 la Giunta approvò la deliberazione n. 497 dal titolo: ‘Ricognizione e Piano operativo di razionalizzazione degli organismi partecipati dalla Regione Molise’. Per quanto riguardava le partecipate indirette la Regione annunciava che “le società pubbliche interessate dovranno attivarsi in un’ottica di massimizzazione dei proventi derivanti dalle cessioni, previa adozione di un piano di razionalizzazione, analogo a quello adottato dalla Regione Molise”. Si trattava di un documento vuoto, una banale valutazione della dimensione quantitativa delle società partecipate e dei loro dati contabili. Al Piano, tra l’altro, mancava la relazione contenente i risultati della razionalizzazione e non sappiamo se il progetto sia mai stato inviato alla Corte dei Conti. Da allora, le Partecipate dirette e indirette sono tutte al loro posto. Un ginepraio di sigle visibile nella relazione allegata alla Determina di Giunta regionale 497/2015 pubblicata sul sito istituzionale. Esse sono Autostrada del Molise, Sviluppo Montagna Molisana spa, che detiene il 100% di Funivie del Molise; Finmolise che partecipa al capitale di A.SVI.R Molise, IN.DAL.CO. spa, I.FI.M. spa, Matese per l’Occupazione e Molise e Sviluppo (entrambe società consortili per azioni), Cooperativa COTEB scarl, Energia Verde srl, Contagricol spa, Consorzio Agrisviluppo 2000. Ci sono poi Gam (Gestione Agroalimentare Molise) srl in concordato che possiede il 100% di Avicola molisana; Sviluppo Italia Molise che compartecipa con FinMolise a Molise Sviluppo; Molise Dati spa che partecipa alla Banca Popolare delle Province Molisane, a Wircom spa e a Sopros spa. Senza dimenticare la società in liquidazione Korai srl, il consorzio Geosat e lo Zuccherificio del Molise, società dichiarata fallita a luglio 2015. Il caso più eclatante è forse l’Autostrada del Molise, una società legata a un progetto insensato (che in fin dei conti si era ridotto al solo tratto Castelpetroso-Guardiaregia) a cui il M5S si è sempre opposto, chiedendone la liquidazione più volte in Aula. La società Autostrada del Molise ha chiuso il bilancio 2016 con una perdita di circa 190.000 euro: la metà di questi soldi sono serviti a pagare compensi e rimborsi del Consiglio d’amministrazione e del Collegio sindacale, l’altra metà è servita a pagare servizi resi dall’Anas e spese legali. Il progetto non sarà mai realizzato (per fortuna), tuttavia per il sesto anno consecutivo la società ha chiuso il bilancio in passivo ma non viene sciolta, con il socio Regione che continua a pagare il conto, buttando soldi pubblici. È solo un caso, che fa capire lo sperpero di denaro in atto attorno alle Partecipate.
Il MoVimento 5 Stelle Molise ha presentato un nuovo atto in Consiglio regionale. Una interrogazione con cui chiediamo al governatore Paolo di Laura Frattura tre cose: se ad oggi risultano società in dismissione, a partecipazione diretta o indiretta; se le società partecipate direttamente dalla Regione hanno presentato il piano per la dismissione delle indirette; se un vero Piano operativo di razionalizzazione è stato inviato alla Corte dei Conti che doveva esprimersi sulla sua validità. Secondo voi il governatore sarà in grado di risponderci?
Ci va giù duro l’ex assessore PD nominato da Di Laura Frattura
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(AGMnews) – Campobasso, 6 Sett. - Massimiliano Scarabeo consigliere regionale in carica, non gliele manda a dire ed attacca pesantemente il governatore Frattura con un durissimo comunicato inviato alla stampa: “Elencare le “malefatte” di Frattura nel corso di questi anni, richiederebbe molto tempo, perché tante sono state le scelte scellerate che non hanno portato a niente di buono per il lavoro e l’economia in generale. Sotto l’alibi dell’Area di Crisi che ancora non vede la luce, nonostante i roboanti annunci, si è consumata l’ultima barzelletta di un bando che dovrebbe finanziare iniziative imprenditoriali di giovani under 30 e ex lavoratori delle aziende in crisi, ricadenti nei bacini individuati dal decreto di dichiarazione dell’Area di Crisi per il Molise, il cui importo complessivo è soltanto di due milioni di Euro. E ti credo che già al primo giorno la presentazione delle domande è stata sospesa! Due milioni di Euro, che divisi per l’importo massimo ammissibile dai bandi, significano pochissimi progetti da finanziare. Due milioni di Euro, sono una goccia in un oceano e questo rientra nel discorso che in questi anni, pochissime risorse regionali sono state rese disponibili per il lavoro e l’occupazione. Tante le richieste perché tanta è la necessitòà di trovare occupazione, soprattutto da parte dei giovani che non vogliono lasciare il Molise ma che, loro malgrado, sono costretti a farlo vista la necessità di sopravvivere a questo stato di crisi latente che non offre altre opportunità. In passato, più volte è stata sollecitata la necessità di favorire l’occupazione attraverso strumenti di immediato riscontro, sgravi fiscali etributari per nuove assunzioni, per esempio, o altre forme di incentivazione con intervento finanziario diretto da parte della Regione Molise. Parole al vento che oggi, alle porte di una nuova campagna elettorale e di una nuova stagione politico-istituzionale per il Molise, tornano più che mai d’attualità. Per chi vede la questione come un successo la risposta viene data proprio dal numero delle richieste che è molto oltre il limite finanziario messo a disposizione, questo significa che sono tante le speranze dei giovani molisani, speranze che, loro malgrado, restano pie illusioni, proprio mentre non ci si pone alcun problema ad accreditare milioni di Euro alla sanità privata. Il problema, alla fine, ricade su chi è già pesantemente penalizzato dall’attuale crisi economica e sociale in atto e che auspica di intravedere una possibile alternativa allo stato di disagio a cui è costretto. Si può mai guardare con fiducia al futuro se questo viene visto con gli occhi di chi   ha più bisogno e deve riporre le propriesperanze in un cassetto?”

...prima di indicare nuove soluzioni.
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(AGMnews) - Campobasso 04 Ago.   La sinistra molisana non ha mai avuto vita facile, ma pur tra mille errori, ritardi, limiti e spaccature, è riuscita almeno in parte,  a rappresentare e tutelare i bisogni delle classi sociali meno abbienti. Non si contano i militanti di sinistra obbligati a scegliere, da fine ottocento ai nostri giorni, la via dell’emigrazione come unica alternativa per non rinunciare ai propri ideali. La lotta politica nei piccoli comuni del Molise non è mai stata una passeggiata per chi osava schierarsi contro il potere, tra rinunce, sacrifici, visti negati per l’espatrio in America, mancate assunzioni in FIAT o negli uffici pubblici, discriminazioni palesi nell’assegnazione delle terre della riforma agraria, isolamento, denigrazioni e negazioni di diritti elementari. A tutto ciò si reagiva organizzandosi nel partito socialista, iscrivendosi al  sindacato, aderendo al PCI, strutturando le associazioni cooperative, degli artigiani e dei contadini, lottando insieme ai partiti laici,e rafforzando le reti di solidarietà locali. Un cammino nato con le società di mutuo soccorso e che si inerpica ancora sui sentieri sempre più stretti di questo terzo millennio dominato dal ricatto di un capitalismo senza regole che umilia il lavoro e calpesta i diritti umani. In un smile contesto, è comprensibile lo sbandamento della sinistra che per vincere a Roma si è affidata per due volte a Prodi, e per governare si è affidata prima a Letta e poi a Renzi e quindi a Gentiloni. In Molise si è seguita la stessa scia importando figure dal campo di Agramante che progressivamente hanno mutato geneticamente i tratti del centrosinistra brandendo il potere come una clava con modalità e metodiche simili se non peggiori di quelle della destra più retriva. Se in Italia l’ultimo Presidente del Consiglio di Sinistra è stato Massimo D’Alema tra il 1999 ed il 2000, in Molise ci fu un fuggi fuggi di dirigenti autorevoli  di sinistra alle Primarie per la Presidenza della Regione del 2011. Con la tesi che senza i voti centristi si sarebbero perse le elezioni in tanti si affrettarono ad andare in soccorso dell’uomo della provvidenza portandogli in dote quel migliaio di voti in più che gli consentirono di vincere le primarie con una percentuale vicina al 40%. Su quel passaggio decisivo per le sorti del centrosinistra molisano è calato un silenzio tombale, sorprendendosi a distanza di anni che un uomo nato a destra, resti di destra e adotti scelte di destra, svuotando la politica e investendo sull’esercizio del potere. Dal punto di vista tattico quell’operazione politica fu un capolavoro che capovolse in 24 mesi la politica molisana, consegnando le principali amministrazioni locali e 3 parlamentari su quattro al centrosinistra, ma alla luce di ciò che è accaduto in Regione ne è valsa la pena ? Per la mia parte, pur avendo provato nel momento topico delle Primarie a fronteggiare un plateale errore di strategia politica, sono pronto a riconoscere che occorreva persistere nell’opposizione ad un disegno sbagliato anziché far prevalere il senso di responsabilità, lo spirito di servizio e l’unità del centrosinistra. Probabilmente una battaglia politica fatta dopo aver perso le Primarie non avrebbe sortito effetti, ma non averla combattuta è stato uno sbaglio di cui ho tratto le conseguenze solo a metà legislatura, pur di completare l’adozione di norme, atti e pianificazioni utili alla parte più debole del Molise. Senza una riflessione ampia sugli errori fatti in questi anni da parte di ciascuno di noi e da tutto il centrosinistra non si va da nessuna parte. Meglio tacere e fare un passo di lato !

L’azienda speciale è senza consiglio d’amministrazione, senza un direttore generale, senza risorse, senza progetto di riordino
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(AGMnews)- Campobasso 01 Sett.  Non solo l’Arpa Molise, da due anni senza una guida stabile, costretta a svolgere compiti non suoi, con poche risorse a disposizione e senza possibilità di svolgere funzioni nel lungo periodo. La Regione sta uccidendo anche Molise Acque, l’Azienda ‘Speciale’ che assicura il rifornimento di acqua potabile ai serbatoi di 170 comuni molisani, ai Consorzi di bonifica del Basso Molise e ai principali Consorzi industriali della regione. Un’Azienda fondamentale che tuttavia da anni è stata quasi abbandonata dalla Regione che nel 2015 aveva deciso di riformarla sotto lo slogan del taglio dei costi. La legge regionale n. 8 del 4 maggio di quell’anno ha modificato la composizione del consiglio di amministrazione, rimuovendo uno dei tre componenti, ma di fatto destituendo l’organo in carica, compreso il Presidente. Per lo scopo, la Giunta regionale nomina un Commissario straordinario chiamato in primis ad assicurare il corretto funzionamento dell’Ente in attesa della ricomposizione del Cda ma anche per proporre all’esecutivo regionale un progetto di riordino dell’Azienda speciale entro i sessanta giorni dall’entrata in vigore della legge n. 8 del 2015 (dunque entro luglio 2015). Il primo ad essere nominato Commissario è Pasquale Mauro Di Mirco, per la durata di 60 giorni. A giugno 2015, invece, in pochi giorni viene prima approvata la proposta di modifica dello Statuto, poi la Giunta regionale approva uno schema di avviso pubblico per la nomina del nuovo Presidente del consiglio di amministrazione: A questo punto qualcosa si inceppa. Di Mirco che doveva restare commissario soli due mesi arriva a 5, fino a metà ottobre 2015 quando si dimette per far posto ad Antonio Calise che rimane in carica un anno. Nell’ottobre 2016 Massimo Pillarella è nominato nuovo Commissario straordinario “per lo svolgimento di tutte le ordinarie funzioni amministrative dell’Azienda e per ogni altro atto indifferibile ed urgente, per consentire il funzionamento dell’Ente”. Ad oggi la ricomposizione del Cda, fondamentale per l’Azienda, è ancora una chimera. E il Direttore generale che fine ha fatto? Per trovare la persona giusta qualche anno fa l’Azienda pubblica un bando pubblico che crea un elenco di candidati idonei all’incarico. Ad aprile 2015 viene scelto Vincenzo Rossi, già dirigente regionale, ma il suo incarico non parte neppure, pare per mancanza del nulla osta regionale, particolare di cui non si conoscono i motivi. Il 1 febbraio 2016 viene quindi nominato Luigi D’Orsi, (che peraltro in qualità di coordinatore aveva presentato una lista a sostegno del governatore Frattura): finalmente Molise Acque ha il suo Direttore generale, almeno fino al giorno 11 ottobre 2016 quando cessa la carica. Da 10 mesi quindi l’Azienda speciale è senza Direttore generale, senza Consiglio d’amministrazione e senza il progetto di riordino dell’Azienda che andava presentato entro 60 giorni dal primo decreto di nomina del Commissario straordinario del 7 Maggio 2015, quindi, lo ripetiamo, entro luglio 2015. Sono ritardi imbarazzanti, inconcepibili per qualsiasi buona amministrazione. Il MoVimento 5 Stelle Molise ha presentato una interpellanza in Consiglio regionale. Vogliamo conoscere i motivi per cui non è stato ancora nominato il nuovo Direttore generale di Molise Acque, nonostante esista un elenco dei candidati risultati idonei all’incarico. Ma vogliamo anche conoscere i motivi per cui non è stato ancora ricomposto l’Organo amministrativo (il Cda) e se è vero che non esiste alcuna proposta di riordino nonostante il termine temporale iniziale dei 60 giorni. L’Azienda speciale è senza una guida, senza consiglio d’amministrazione, senza risorse, con perdite milionarie continue in bilancio e senza la possibilità di lavorare al meglio per il bene dei cittadini. Molise Acque sta morendo: i cittadini hanno il diritto di sapere il perché.
I grillini non sono pronti a nuovi scenari specie se si tratti di nuove figure da mettere in campo politico
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(AGMnews) - Campobasso, 30 ago. Le regionali in Molise nel 2018 si avvicinano di gran passo e con loro comincia il totonomi in riferimento alle candidature. Accertata la disa@ezione dei molisani per i vecchi partiti, non resta che rivolgere il proprio sguardo verso nuove realtà. E tra le realtà più appetibili, se non proprio la più appetibile, c’è il M5S. Movimento giovane, con persone dinamiche e passionali, chein Molise, ma anche a livello nazionale si sono fatte valere. Ecco allora venire fuori i primi nomi dei probabili candidatialle Regionali2018. Alcuni mesi fa è stato il nome dellagiudice Rossana Vendittiacreare discussione politica, in queste ultime ore invece il nome è quello di Vincenzo Musacchio, 49 anni, da Portocannone. Musacchio è presidente e direttore scientifico dell’Osservatorio Regionale Antimafia del Molise, intitolato a don Peppe Diana, il prete trucidato dalla camorra nel1994. Musacchio sarebbestato invitato da un nutrito gruppo di attivisti grillini a candidarsi con il M5S alle prossime Regionali.Lui nesarebbe lusingato esoprattutto disponibile. Ma proprio dai grillini arriva l’altolà. Sia chiaro, nessun pregiudizio contro Musacchio,ma nel M5S ci sono regole. E la regola principale vuole che non ci sia spazio per quelli arrivati all’ultim’ora. Insomma l’impegno nel Movimento è qualcosa dacui non si può prescindere. Per Patrizia Manzo ed Antonio Federico è estremamente positivo che qualcuno affermi chiaramente di volersi impegnare con il M5S, ma ci sono regole che sono valse e valgono tutt’oggi. E infatti proprio sul tema delle candidature e per fare chiarezza sui nomi, il M5S ha diramato una nota: “È sempre importante vedere qualcuno che dichiara apertamente di volersi impegnare con il MoVimento 5 Stelle, perchéla partecipazioneel’apertura devono essereconcetti realie non chiacchiere. È altrettanto vero che nel MoVimento 5 Stelle ci sono regole da rispettare per la scelta deicandidati, siain termini di requisitiche di metodo.  Per quanto riguardai requisitici sono leregolechesono valse e valgono tutt’oggi per chiunque si sia candidato e che tendono ad escludere gli ‘arrivi dell’ultima ora’ per premiare invece l’impegno reale all’interno del MoVimento. Qualsiasi nominativo, inoltre, sarà investito della candidatura solo dopo aver incontrato il favore della maggioranza tra gli iscritti con apposita votazione. Tuttaviai dettagli delleregole per lecandidature devono ancoraessere ufficializzate, sicuramente dopo l’appuntamento di Italia 5 Stelle, previsto a Rimini dal 22 al 24 settembre. Per quanto riguarda il metodo, quindi, èchiaro chela fluidità del MoVimento consenteachiunque di darela propria disponibilità a partecipare, ma questo èancorail momento del lavoro, dell’impegno ditutti,all’interno delleistituzioni ma non solo, per risolverei tanti problemi del Molise. Prima dei nomi, di qualsiasi nome,serve un programma che anche questa volta sarà condiviso con chiunque voglia davvero fare il bene della nostra regione.”
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(AGMnews) - Campobasso, 29 ago. "È sempre importante vedere qualcuno che dichiara apertamente di volersi impegnare con il MoVimento 5 Stelle, perché la partecipazione e l'apertura devono essere concetti reali e non chiacchiere. È altrettanto vero che nel MoVimento 5 Stelle ci sono regole da rispettare per la scelta dei candidati, sia in termini di requisiti che di metodo. Per quanto riguarda i requisiti ci sono le regole che sono valse e valgono tutt'oggi per chiunque si sia candidato e che tendono ad escludere gli ‘arrivi dell'ultima ora’ per premiare invece l’impegno reale all’interno del MoVimento. Qualsiasi nominativo, inoltre, sarà investito della candidatura solo dopo aver incontrato il favore della maggioranza tra gli iscritti con apposita votazione. Tuttavia i dettagli delle regole per le candidature devono ancora essere ufficializzate, sicuramente dopo l’appuntamento di Italia 5 Stelle, previsto a Rimini dal 22 al 24 settembre. Per quanto riguarda il metodo, quindi, è chiaro che la fluidità del MoVimento consente a chiunque di dare la propria disponibilità a partecipare, ma questo è ancora il momento del lavoro, dell’impegno di tutti, all’interno delle istituzioni ma non solo, per risolvere i tanti problemi del Molise. Prima dei nomi, di qualsiasi nome, serve un programma che anche questa volta sarà condiviso con chiunque voglia davvero fare il bene della nostra regione."
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(AGMnews) - Campobasso, 27 ago. Legge elettorale, vogliono favorire il voto clientelare. Questa maggioranza non ha alcun titolo morale a parlare, a pochi mesi dal voto per il rinnovo del consiglio regionale, di riforma della legge elettorale. E non solo per i numeri risicati su cui si regge questo governo di centrosinistra ma anche perché è un modo subdolo per prendere in giro i molisani. Si cercano strade che permettano di rimanere politicamente a galla visto il largo dissenso popolare raggiunto in meno di cinque anni di governo. Un conto è aggiustare la legge vigente con l’eliminazione del listino, altro è stravolgere l’intero sistema elettorale. L’esempio lampante è dato proprio dall’eliminazione del voto disgiunto con lo scopo di non permettere ai cittadini di scegliere direttamente il presidente della Regione nonostante i suoi enormi poteri e, al contempo, si elimina l’unica strada che permetteva la sterilizzazione del voto clientelare per la distribuzione dei seggi. Mi rendo conto che questo, probabilmente, è l’unico obiettivo che si vuole raggiungere a dispetto dei tanti impegni presi con i cittadini molisani e sempre disattesi. Mi opporrò in ogni maniera perché questo disegno non vada a buon fine anche se con qualsiasi sistema elettorale questa maggioranza è ormai arrivata al capolinea.
Si congratula il presidente del Consiglio di tale competenze
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(AGMnews) - Campobasso, 15 ago. Il Presidente del Consiglio regionale del Molise, Vincenzo Cotugno, in una lettera indirizzata al presidente della Giunta regionale, Paolo Di Laura Frattura, e all’assessore regionale ai Lavori Pubblici, Pierpaolo Nagni, sottolinea l’importanza del passaggio di competenza di alcuni tratti stradali molisani all’Anas. Un passaggio che porterà certamente ad interventi immediati di consolidamento e miglioramento delle arterie stradali interessate. Nel contempo, il presidente Cotugno rimarca come la provincia di Isernia non riceverà indubbi miglioramenti da tale accordo, considerando che solo un tratto stradale, sugli otto complessivi, è interessato al passaggio di competenza all’Anas. Cotugno, nella nota, chiede che il quadro attuale venga implementato, dando maggiore importanza alla provincia pentra. Questo il testo della lettera: “Apprendo con grande compiacimento la notizia dell’imminente riclassificazione di alcune importanti arterie stradali del Molise. Sono convinto che il passaggio di competenze all’”ANAS” di oltre 145 km di tratti viari attualmente in capo alle Amministrazioni provinciali di Campobasso ed Isernia, rappresenti un’occasione preziosa per l’intera regione. Un più approfondito esame delle operazioni in corso restituisce, tuttavia, un quadro a mio giudizio che merita forse una riflessione e auspicabili integrazioni. Ho ricevuto molteplici segnalazioni e diverse sollecitazioni che hanno rilevato come, a fronte degli 8 tratti stradali oggetto della disposizione in Provincia di Campobasso, corrisponda un solo tratto stradale in Provincia di Isernia. Un tratto  importante anche in virtù del raccordo col vicino Abruzzo, ma vi sono altri tratti viari della provincia di Isernia che meritano attenzione in quanto essenziali ad una mobilità più sicura, indispensabile per lo sviluppo economico e turistico delle aree dell’Alto Molise. Per quanto innanzi Vi chiedo di valutare un ampliamento, se possibile, dei km da riclassificare, dando maggiore attenzione alla Provincia di Isernia, nella certezza che sono valori di noi tutti, l’orgoglio, la dignità ed il futuro dell'intera nostra regione. Cordialmente!
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(AGMnews) - Campobasso, 12 ago. Patrizia Manzo: "Doveva essere la legge della svolta, quella che avrebbe garantito tutela ai giornalisti e pluralismo informativo. Si è rivelata un taglia e cuci, un aggiusta di qua, sistema di là, aspetta così non funziona. Ho perso il conto delle modifiche alla legge e al regolamento, sempre più convinta di quel No dato alla proposta iniziale che si è dimostrata inefficace nei principi, inattuabile e, ancora una volta, ha dimostrato quanto l'informazione sia dipendente dal sistema politico. È politicamente inaccettabile chiedere al MoVimento 5 Stelle Molise di mantenere il moccolo a una maggioranza che non sa garantire il numero legale in aula per approvare una proposta di legge, l'ennesima modifica al finanziamento all'editoria, in realtà una norma interpretativa con potere retroattivo che, si vociferava, sarebbe stata modificata ulteriormente in aula con il famoso emendamento ‘c'era non c'era’. Sì perché all'inizio i requisiti per avere il rimborso sul personale bisognava averli all'atto della domanda, poi nel momento dell'erogazione...ma neanche così ha funzionato. Allora occorreva dire che le modifiche apportate nel tempo avevano potere retroattivo. Era tutto pronto per la discussione in aula, ma l’ulteriore iscrizione ad horas non ha retto perché dopo una giornata inconcludente la maggioranza non aveva i numeri neanche per mettersi al tavolo e giocare una partita a carte che è diventato un tressette a perdere." Antonio Federico: “Il MoVimento 5 Stelle è sempre stato contrario ai finanziamenti pubblici all'editoria che in tutta Italia hanno sempre significato asservimento dell'informazione alla politica e solo raramente sostegno a migliaia di giornalisti che lavorano con passione e professionalità nonostante troppo spesso malpagati. Per sostegno intendiamo che la Regione Molise, ad esempio, deve garantire la effettiva e totale distribuzione dei cartacei o un sistema di infrastrutture tecnologiche che risponda alle reali esigenze di tv e organi d’informazione online. Il MoVimento 5 Stelle anche in Molise quindi ci ha messo la faccia e ha detto NO a una legge confusa, talmente pasticciata che è stata modificata almeno quattro volte in meno di due anni. L'ultima modifica proposta ieri in Consiglio, non approvata perché mancavano due membri della maggioranza (Di Nunzio e Monaco), avrebbe riaperto la procedura di assegnazione dei fondi per l'anno 2015, un'interpretazione retroattiva della norma, con forti criticità in termini di costituzionalità ribaditi anche dall'Avvocatura regionale. In realtà, poco prima dell'apertura della seduta, è spuntato un emendamento proposto e conosciuto solo da Frattura e da qualcuno della maggioranza che stravolgeva completamente il senso del testo iniziale. Un emendamento per cui non avremmo mai potuto dare una 'fiducia al buio'. Proprio in questo passaggio si è capito che la maggioranza non è più autosufficiente, ed è ora che la smetta di usare il Consiglio regionale a piacimento per l'approvazione di provvedimenti importanti, perché non ne ha più la forza né la credibilità. Altro che conigli!”
In programma la firma di un progetto con il governatore Frattura
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(AGMnews) - Campobasso, 06 ago. Due tappe, Isernia e Termoli. Una visita che precede di poco lo stop della settimana di ferragosto. E che porterà in Molise uno dei ministri più potenti del governo e fra i più autorevoli esponenti del Pd. Per ora è un’indiscrezione, ma assai fondata. Il 9 agosto arriva il titolare delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio. Insieme a lui, da quello che è trapelato, ci sarà anche l’amministratore delegato di Rfi Maurizio Gentile. Il programma, il motivo della visita e se saranno definiti progetti o protocolli: su questi dettagli vige ancora il più stretto riserbo. Si sa solo che Delrio dovrebbe firmare un nuovo progetto con la Regione e Rfi. È logico comunque pensare che con il massimo esponente di Rete ferroviaria italiana e con il ministro Delrio il governatore Paolo Frattura e l’assessore Pierpaolo Nagni faranno il punto sull’obiettivo di elettrificazione della tratta – il primo step è da Roccaravindola a Isernia – per renderla moderna e in grado di essere percorsa anche da treni migliori rispetto a quelli assai datati che tanti disagi stanno provocando anche in queste ultime settimane ai passeggeri. L’appuntamento a Termoli invece rinvia alla questione del raddoppio ferroviario nel tratto da Lesina al territorio molisano. Il ministro, secondo rumors non ancora confermati, potrebbe addirittura pensare di arrivare da Roma con il nuovo Swing, in esercizio da poco sulla linea da Campobasso alla Capitale (con alterne performance e fortune però). Questa e altre decisioni sarebbero comunque tuttora da definire. Quello che sembra certo è che Delrio e Gentile mercoledì prossimo saranno in Molise. Ad accoglierli oltre ai vertici della Regione anche quelli di Trenitalia.
Dopo l'' anticipazione SVIMEZ sul rapporto annuale che informa del tenue “stato di salute” del Molise
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(GMNews)- Campobasso 31 Lug. Come di consueto per questo periodo, è stato diffuso da SVIMEZ una anticipazione del rapporto annuale che informa dello “stato di salute” socio economico del Paese. Sulla fotografia redatta dall’Associazione, l’Assessore regionale Pierpaolo Nagni ha affermato che “Finalmente, dopo un interminabile decennio, caratterizzato da una crisi diffusa e che ha attanagliato indistintamente tutti i settori produttivi, il Mezzogiorno è uscito dalla "lunga recessione". “Da quanto Svimez anticipa, infatti, nel 2016 le Regioni del Centro-sud  hanno consolidato una timida ma stabile ripresa, facendo registrare una performance ancora migliore, se pur di poco, rispetto al resto del Paese, proprio come nel 2015. A fare da traino, come ben evidenziato dal rapporto, la ripartenza del settore industriale che vede il Mezzogiorno crescere più del Centro-Nord per il secondo hanno consecutivo: un risultato non scontato, anche perché fa seguito ad una crescita già maturata nel del 2015, dopo i sette anni di crisi. Entrando ancor di più nello specifico, prosegue l’Assessore, un deciso aumento è stato registrato proprio nel settore delle costruzioni, che ha visto il Centro sud  aumentare il suo dato sull’asse positivo, rispetto allo - 0,3% del resto d’Italia. E il dato che più rincuora il comparto edile è che il Molise continua a mantenere il  ritmo di crescita del 2015, proprio perché trainato dalle costruzioni. Altro importante dato, totalmente in controtendenza, è la variazione degli occupati in edilizia  tra il 2015 ed il 2016 dove il Molise, con il suo 1,3% registra il miglior risultato italiano visto che, ad eccezione di Basilicata e Calabria che si fermano intorno allo 0, troviamo valori estremamente negativi. Tale propensione, poi, fa stimare a Svimez una potenziale crescita del settore dal 1,3 al 2,3 sulle costruzioni nel prossimo periodo. Una ulteriore riflessione a corredo di questi numeri va anche fatta rispetto a quanto le grandi aziende nazionali abbiano investito negli ultimi anni sui territori del Sud. E l’esempio calzante ce lo offre proprio Ferrovie che halocalizzato al Sud appena il 19% della proprio spesa in conto capitale (immaginiamo in Molise quanto!), nonostante gli acclarati problemi che quotidianamente viviamo a causa delle deboli infrastrutture ferroviarie. Tuttavia questi segnali, pur rappresentando un piccolo cenno positivo, non devono distoglierci dai dati sulla difficile condizione in cui centinaia di famiglie molisane ancora versanoPartendo da questi numeri, modesti ma confortanti, continueremo a lavorare su settori strategici e vitali per l’economia di un territorio, quali l’edilizia e i lavori pubblici, cercando di snellire le procedure burocratiche, provando a velocizzare al massimo i pagamenti alle imprese, mettendo in campo tutte le risorse a nostra disposizione, rivenienti dal Patto per il Sud e dalle economie interne. L’impegno a lavorare su questi temi, ha concluso Nagni,  lo dobbiamo ai lavoratori del settore ed ai nostri imprenditori: sono principalmente loro che con enormi sacrifici, nonostante anni che definire di crisi è a volte riduttivo, hanno tenuto duro e sono riusciti straordinariamente a far crescere alcune percentuali, diminuite in buona parte d’Italia.”

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(AGMnews) - Campobasso, 31 lug. "La Regione Molise ha fatto un altro scherzetto agli agricoltori e agli allevatori già alle prese in questo periodo con la crisi economica e con la siccità. Il Consiglio regionale ha appena deciso di tagliare 50 mila euro al fondo (ritenuto già insufficiente) che serve al risarcimento dei danni provocati a colture e capi bestiame dagli animali protetti, un fenomeno in aumento già solo se consideriamo gli attacchi dei lupi ai capi bestiame. Questi soldi saranno utilizzati per pubblicare il calendario venatorio e per stampare i tesserini dei cacciatori. In Aula il MoVimento 5 Stelle Molise ha chiesto chiarimenti al consigliere delegato alla Caccia, Cristiano Di Pietro, che tuttavia non ha voluto rispondere ai nostri rilievi. Anche per questo abbiamo detto NO a uno spostamento di fondi stucchevole: l’attività venatoria è certamente importante, ma non ci sembra giusto togliere soldi agli agricoltori e agli allevatori che subiscono danni alle proprie principali fonti di reddito".
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AGMnews  Campobasso 29 Lug.  “Il Consiglio dei ministri ha approvato in via definitiva il nuovo testo normativo sul mercato interno del riso. Un passo avanti positivo per la valorizzazione della risicoltura italiana. Si ammodernano le disposizioni, superando una regolamentazione che risaliva a 60 anni fa”. Questo il commento del presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti sull’approvazione odierna del decreto legislativo concernente il riso, in attuazione della delega prevista dal Collegato Agricoltura (L. 154/2016). “Bene hanno fatto il ministro Martina ed il governo a recepire, nelle linee generali, quanto concordato dalla filiera riso già dal 2015 – ha proseguito Massimiliano Giansanti -. Il lavoro di squadra tra mondo delle imprese e istituzioni si è rivelato fruttuoso per raggiungere gli obiettivi della semplificazione delle norme e della valorizzazione delle varietà”.Il nuovo testo normativo - ha ricordato Confagricoltura – razionalizza le denominazioni utilizzate per commercializzare il riso e ne valorizza le varietà anche attraverso un apposito registro tenuto dall’Ente Risi. Introduce poi il concetto di denominazioni varietali dai nomi di alcune varietà ‘tradizionali’; consente pure l’utilizzo del termine ‘classico’ a patto di rispettare le regole di tracciabilità che saranno ora fissate con decreto interministeriale entro novanta giorni. “Ci auguriamo – ha concluso il presidente di Confagricoltura - che le novità introdotte vengano apprezzate dai consumatori e che possano essere un argine agli squilibri di mercato ed al calo dei prezzi all’origine (-32% nel giro di due anni), favorendo il rilancio di una produzione di cui l’Italia è leader in Europa”.
Regione e Trenitalia ci stanno prendendo in giro. Abbiamo depositato un’interpellanza in Consiglio regionale che raccoglie tutta la rabbia dei molisani
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(AGMNews) - Campobasso 24 Lug.  L’arretratezza e la piccolezza di una Regione si vede anche nello spacciare per grande progresso qualcosa che altrove è stato scartato. Nel Molise dei Nagni e dei Frattura accade anche questo. 4 luglio 2017: l’assessore ai Trasporti Pierpaolo Nagni annuncia in pompa magna 3 nuovi treni ‘Swing’ arrivati con un investimento di Trenitalia pari a 13 milioni e mezzo di euro. 5 luglio 2017: soliti disagi, tra ritardi e pullman sostitutivi. E poco importa se il treno in difficoltà sia o non sia uno dei nuovi. La verità è che gli ‘Swing’ (che altrove sono addirittura stati ritirati) non intaccano la vergogna di una regione che nel trasporto su ferro è ferma a 50 anni fa, bistrattata da un’azienda nazionale tra le più importanti e mal difesa dai responsabili politici di turno. La tratta Campobasso-Roma è ormai una scommessa. L’ultima odissea racconta di un convoglio partito da Campobasso alle 12.32 e fermatosi definitivamente a Isernia per un guasto, con gli utenti trasferiti su un secondo treno, un Minuetto, che però si è bloccato a Cassino. I viaggiatori hanno dovuto attendere un treno laziale e sono arrivati a Roma dopo 5 ore. Stessi disagi, se non più gravi, al ritorno con molti passeggeri rimasti bloccati nella Capitale per insufficienza dei posti a sedere sull’autobus sostitutivo. A questo aggiungiamo ritardi cronici, carrozze stracolme, spesso senza aria condizionata, in qualche caso prive di servizi igienici. Addirittura ci hanno segnalato un cartello che pendeva dal portapacchi di un convoglio, con su scritto “vernice fresca”. Una tragicomica normalità. Ma torniamo alle carte. Nonostante disagi e proteste che vanno avanti da anni, a dicembre scorso la Regione ha liquidato a Trenitalia spa oltre 90 milioni e 100 mila euro per i servizi effettuati. Il 16 giugno scorso la Giunta regionale ha approvato lo schema di rinnovo del Contratto di servizio con Trenitalia per effettuare il trasporto pubblico ferroviario nel periodo 2015-2023. Il 4 luglio è stato firmato a Campobasso il nuovo contratto con cui la Società ferroviaria si impegna ad effettuare servizi di trasporto ferroviario con materiale rotabile idoneo e sufficiente a garantire “confortevoli condizioni di viaggio”. E già qui viene da ridere (o da piangere). Il contratto, infatti, contiene anche una serie di specifiche che fa capire come Trenitalia e Regione stanno prendendo in giro i molisani. La Società, ad esempio, è tenuta a programmare e coordinare in modo adeguato tutte le attività accessorie alla prestazione dei servizio curando e garantendo manutenzione straordinaria, ordinaria e revisioni periodiche del materiale rotabile; condizioni di sicurezza e pulizia del materiale rotabile. In particolare Trenitalia deve impegnarsi a “migliorare i livelli di qualità del servizio offerto, ricercando la massima soddisfazione delle esigenze e dei bisogni espressi dalla clientela, osservando standard di qualità, espressamente previsti all’interno della convenzione”. Per facilitare la gestione del contratto è stato addirittura costituito un ‘Comitato tecnico di gestione del contratto” composto da 2 rappresentanti di Trenitalia e 2 della Regione. Il Comitato deve monitorare i dati, prevenire, risolvere e ridurre controversie, applicare a Trenitalia penali fino a 4 mila euro per trimestre, utili a verificare il rispetto dei livelli di manutenzione. La Regione, invece, ha la facoltà di disporre verifiche e controlli sui servizi e sull’osservanza delle norme; può chiedere a Trenitalia tutti i chiarimenti e gli approfondimenti necessari per verificare il comfort di viaggio e il rispetto degli standard di qualità del servizio (come puntualità e livello di soddisfazione dell’utenza), tramite proprie strutture o personale esterno. La Regione, quindi, dovrebbe essersi dotata di ispettori che comunicano formalmente al personale di Trenitalia eventuali carenze. Quindi ci chiediamo: queste figure sono state individuate? E sono già attive? Alla luce dei disagi, è chiaro che questo sistema di controlli non esiste o non serve a nulla. Ce ne sarebbe abbastanza per chiedere le dimissioni dell’assessore Nagni. Ma dato che il Consiglio regionale si è dimostrato più volte restìo ad ammettere la propria incapacità politica e gestionale, per ora abbiamo depositato un’interpellanza. Vogliamo sapere dal governatore del Molise Paolo Di Laura Frattura se ritiene idonei i treni ‘Swing’ a percorrere la tratta Campobasso-Roma e ritorno; se ritiene che le condizioni di viaggio sugli altri treni rispettano gli standard contrattuali; se ritiene congrui gli importi fissati per l’applicazione delle penali; se e quando attiverà gli ispettori regionali per accertare le reali condizioni di viaggio dell’utenza. Allo stesso tempo interesseremo i nostri portavoce in Parlamento per porre fine a questo stato ridicolo delle cose. Solo in questo caso ci sentiamo di dire che il Molise davvero non esiste, ma soltanto perché a qualcuno non interessa se esista o meno e perché qualcun altro non riesce ad opporsi a questo stato di cose.
Vincenzo Notarangelo sull'incontro che ha avuto a Roma
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(AGMnews) - Roma - 24, Lug.   Nel corso della riunione nazionale con gli amministratori locali promossa per oggi a Roma da Sinistra Italiana e nel successivo confronto avuto con Nicola Fratoianni, sono intervenuto quale segretario regionale Sinistra Italiana prospettando il percorso politico del Quarto Polo che si è avviato in Molise in alternativa al Partito Democratico, alle Destre e al Movimento 5 Stelle. Pieno assenso da parte dei presenti e forte sostegno di Fratoianni per l'operazione di aggregazione in vista delle prossime sfide regionali e comunali. Sinistra Italiana è un luogo dove si incontrano idee e si mettono in campo soluzioni nuove senza paura e senza sudditanza verso alcuna forza politica, in primis il PD, lontana dai valori e dalle istanze della sinistra. Nel corso del colloquio col segretario nazionale Nicola Fratoianni è stata definita la presenza in Molise dello stesso Fratoianni per il prossimo 29 Luglio con un incontro in mattinata in basso Molise e, soprattutto, la sera a Macchiagodena alla Festa Regionale di Sinistra Italiana.
A dirlo è il consigliere provinciale di Campobasso Maurizio Tiberio
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(AGMnews) - Campobasso, 21 lug. Si è consumata nel consiglio regionale del Molise la pagina più buia della sua storia politica iniziata il giorno della sua autonomia. Dieci consiglieri regionali del cosiddetto centro sinistra a guida delle tre F , Facciolla,Fanelli e Frattura ( in rigoroso ordine alfabetico ) hanno " violentato " ed esautorato senza motivo il Consiglio Regionale del Molise dei suoi poteri , delle sue prerogative, della sua rappresentanza popolare. Per la prima volta nella storia della nostra giovane regione si è rinunciando al dovere di difendere senza se e senza ma l’autonomia della Regione contro il vigliacco accordo con il governo PD di Gentiloni sulla sanità. Un atto politico che certifica una volta e per sempre il tradimento del mandato elettorale che i Molisani, ingenuamente ed in buona fede hanno dato a questa gente , che hanno raccontato solo menzogne , quasi cinque anni fa ' Alla luce di questo ennesimo episodio , incontentabile , il nostro presidente nazionale Sen. Gaetano Quagliariello sta preparando le procedure per il ricorso alla corte costituzionale per la incostituzionalità dell' articolo 34 bis inserito nell'ultima manovra finanziaria correttiva e votato , con lo strumento della fiducia, pochi giorni fa' dalla maggioranza di Gentiloni. 

Non si spiega perché le imprese molisane vengono escluse salvo poi aggiudicarsi appalti e vincere gare in uffici statali, regionali e comunali di altri territori
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(AGMnews)- Campobasso 17 Lug.   Richiesta molto forte ma soprattutto  dubitosa del Consigliere regionale Petraroia rivolta  a Frattura  e soci,  sui modi di procedere per l’assegnazione dei vari servizi di pulizia degli uffici della Reione, dell’Asrem e degli Enti sub regionali. Questa è il testo inviato alla stampa ma anche al Presidente del Consiglio Cotugno , ai Direttori dei Dipartimenti della Regione, Mogavero, Simonelli e Pillarella:   Alcune tra le più significative imprese di pulizia del Molise che operano con decine di addetti, fatturato in ordine, contributi versati e applicazione dei Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro, e che non hanno mai cambiato denominazione e/o ragione sociale, chiedono di conoscere le motivazioni che hanno indotto il Consiglio Regionale ad attivare una procedura di gara per il servizio di pulimento dei propri uffici tramite piattaforma MEPA, senza che le medesime aziende molisane siano state coinvolte, invitate a partecipare ed eventualmente estromesse con ragioni plausibili dovute all’offerta e/o ad altri parametri oggettivi. Contestualmente le medesime imprese molisane di pulizia sollecitano un chiarimento della Giunta Regionale, dell’ASREM e dei diversi Enti Sub-regionali, Istituti, Consorzi, Aziende Speciali e Agenzie, circa le motivazioni della loro estromissione dalle gare e dalle procedure riferite alle menzionate strutture regionali oltre che ai principali Comuni, Università, INPS, INAIL, Provveditorato agli Studi e altri uffici statali. I chiarimenti esplicitati dal Commissario di Molise Acque in ordine al medesimo problema inerenti l’affidamento del servizio di pulizia locali con Determina Dirigenziale n. 736 del 01.03.2017 non sono stati ritenuti esaustivi delle imprese molisane di pulimento che evidenziano un dato oggettivo che le vede escluse ed estromesse ovunque a vantaggio di aziende extra-regionali. E’ singolare constatare che alcune imprese molisane del settore si aggiudicano appalti e vincono gare in uffici statali, regionali e comunali di altri territori, a dimostrazione e conferma della propria efficienza operativa e della loro capacità concorrenziale, messa a dura prova in Molise dove o per via del sistema CONSIP o per altre e non meglio conosciute motivazioni, continuano a rimanere escluse dalla gran parte dei lavori messi a gara. In attesa dei chiarimenti sollecitati porgo distinti saluti.

 

I Coia e Battista erano presenti a Roma per scongiurare la salvezza delle due province molisane
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(AGMnews) - Campobasso, 14 lug. Le Province continuano a rivendicare risorse per la sopravvivenza e per poter erogare servizi legittimi sul territorio. Si è tenuta ieri, nella sede di piazza Cardelli a Roma, la riunione del Comitato direttivo Upi. Un’occasione per fare il punto sulla drammatica situazione finanziaria in cui versano gli enti di secondo livello. Nel corso dell’incontro, infatti, sono stati analizzati i decreti di simulazione dei bilanci forniti all’Upi dalle Province. Ventotto gli enti, tra cui quelli di Campobasso e Isernia, che hanno presentato la suddetta documentazione. Tre invece le Province che si sono limitate a presentare solo una lettera in cui hanno manifestato le loro necessità finanziarie per mantenere in equilibrio il documento contabile. “Nonostante l’utilizzo di 50 milioni di avanzo di amministrazione, ammonta a circa 161 milioni di euro la cifra scaturita dai decreti presentati dalle Province - spiega il presidente di Palazzo Magno Antonio Battista - a fronte di una promessa da parte del Governo di circa 100 milioni a cui ne vanno detratti 27 da destinare alle Città Metropolitane. Se non ci sarà un cambio di rotta, attraverso un maggiore impegno finanziario, che parte da Roma, il risultato sarà prevedibile: molte delle Province rientreranno nelle procedure di predissesto. Nel corso del vertice Upi, insieme al collega di Isernia – continua il presidente Battista – abbiamo esposto con chiarezza e puntualità le nostre necessità per poter chiudere i rispettivi bilanci. Intanto continueremo con fermezza il nostro impegno politico al fine di scongiurare il predissesto, tanto a Campobasso quanto a Isernia. Ma non sarà facile. Ci aspettiamo un impegno più concreto da parte del Governo. Da sole, le Province, non possono farcela”.  
Soddisfatto il responsabile regionale del Pd del decreto approvato in Consiglio regionale
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(AGMnews) - Campobasso, 13 lug. A Palazzo D’Aimmo è stato approvato il Piano Energetico Ambientale (PEAR) del Molise. Approvazione a maggioranza, contrari Petraroia, Niro, Federico e Manzo, assente il centrodestra. “Ad impegnarsi in prima persona in questi anni per il PEAR è stato il presidente della Regione, Paolo di Laura Frattura, che ha la delega all’energia” afferma Antonio Tomassone, responsabile Ambiente ed energia del PD Molise “Un risultato che è in linea con il programma di governo presentato ai cittadini nel 2013 e che mette la parola fine ad un capitolo che i precedenti governi non erano stati in grado di portare a compimento definitivo.” Il Piano Energetico Ambientale rappresenta lo strumento di programmazione strategica nel quale vengono definite le modalità per rispettare gli impegni comunitari al 2020, in coerenza con gli obiettivi di sviluppo delle fonti rinnovabili, e con la nuova Programmazione comunitaria 2014-2020. “Buono l’approccio messo in campo fin dall’inizio dalla regione sulla predisposizione del Piano, confermando l’approccio buttom up, ascoltando tutti gli stakeholders e chiedendo l’impegno di tutti per la tutela e lo sviluppo del territorio”. Continua Tomassone “Va sottolineato come tale strumento affronti tutti i principali temi legati allo sviluppo di un sistema energetico più sostenibile, sia in tema di efficienza che di sviluppo delle fonti rinnovabili, ponendosi obiettivi di copertura al 50% dei consumi regionali finali lordi al 2020, attraverso un incremento di 55ktep da fonti rinnovabili, pari a circa 545 MW di nuova potenza installata suddivisa tra fotovoltaico, eolico biomasse, idroelettrico e cogenerazione.”   “Già nell 2016 il Molise ha preso importanti decisioni circa le politiche cosiddette green, che ora si stanno concretizzando.” precisa il Responsabile Ambiente del PD Molise “Un esempio ne è appunto il PEAR, ma anche le numerose misure riguardanti l’efficentamento energetico, soprattutto per i Comuni e in agricoltura, il progetto di raccolta differenziata porta a porta, in attuazione del Piano dei Rifiuti. Il Piano Energetico Ambientale delinea soluzioni che permettono di eliminare gli effetti negativi delle attività dell'uomo come il riciclo dei materiali, la conservazione delle risorse naturali, il controllo delle emissioni, la cessazione della distruzione di habitat fondamentali”. “La sfida che lancia il PD Molise è alla concretezza - chiude Tomassone – dopo il Piano Energetico ed Ambientale Regionale toccherà al Matese con l’Istituzione del Parco Nazionale, un altro tassello fondamentale per lo sviluppo e la tutela del nostro territorio. Il Molise ha tutte le qualità e capacità per raggiungere obiettivi importanti.”
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