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(AGMnews) - Campobasso, 27 ago. Legge elettorale, vogliono favorire il voto clientelare. Questa maggioranza non ha alcun titolo morale a parlare, a pochi mesi dal voto per il rinnovo del consiglio regionale, di riforma della legge elettorale. E non solo per i numeri risicati su cui si regge questo governo di centrosinistra ma anche perché è un modo subdolo per prendere in giro i molisani. Si cercano strade che permettano di rimanere politicamente a galla visto il largo dissenso popolare raggiunto in meno di cinque anni di governo. Un conto è aggiustare la legge vigente con l’eliminazione del listino, altro è stravolgere l’intero sistema elettorale. L’esempio lampante è dato proprio dall’eliminazione del voto disgiunto con lo scopo di non permettere ai cittadini di scegliere direttamente il presidente della Regione nonostante i suoi enormi poteri e, al contempo, si elimina l’unica strada che permetteva la sterilizzazione del voto clientelare per la distribuzione dei seggi. Mi rendo conto che questo, probabilmente, è l’unico obiettivo che si vuole raggiungere a dispetto dei tanti impegni presi con i cittadini molisani e sempre disattesi. Mi opporrò in ogni maniera perché questo disegno non vada a buon fine anche se con qualsiasi sistema elettorale questa maggioranza è ormai arrivata al capolinea.
Si congratula il presidente del Consiglio di tale competenze
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(AGMnews) - Campobasso, 15 ago. Il Presidente del Consiglio regionale del Molise, Vincenzo Cotugno, in una lettera indirizzata al presidente della Giunta regionale, Paolo Di Laura Frattura, e all’assessore regionale ai Lavori Pubblici, Pierpaolo Nagni, sottolinea l’importanza del passaggio di competenza di alcuni tratti stradali molisani all’Anas. Un passaggio che porterà certamente ad interventi immediati di consolidamento e miglioramento delle arterie stradali interessate. Nel contempo, il presidente Cotugno rimarca come la provincia di Isernia non riceverà indubbi miglioramenti da tale accordo, considerando che solo un tratto stradale, sugli otto complessivi, è interessato al passaggio di competenza all’Anas. Cotugno, nella nota, chiede che il quadro attuale venga implementato, dando maggiore importanza alla provincia pentra. Questo il testo della lettera: “Apprendo con grande compiacimento la notizia dell’imminente riclassificazione di alcune importanti arterie stradali del Molise. Sono convinto che il passaggio di competenze all’”ANAS” di oltre 145 km di tratti viari attualmente in capo alle Amministrazioni provinciali di Campobasso ed Isernia, rappresenti un’occasione preziosa per l’intera regione. Un più approfondito esame delle operazioni in corso restituisce, tuttavia, un quadro a mio giudizio che merita forse una riflessione e auspicabili integrazioni. Ho ricevuto molteplici segnalazioni e diverse sollecitazioni che hanno rilevato come, a fronte degli 8 tratti stradali oggetto della disposizione in Provincia di Campobasso, corrisponda un solo tratto stradale in Provincia di Isernia. Un tratto  importante anche in virtù del raccordo col vicino Abruzzo, ma vi sono altri tratti viari della provincia di Isernia che meritano attenzione in quanto essenziali ad una mobilità più sicura, indispensabile per lo sviluppo economico e turistico delle aree dell’Alto Molise. Per quanto innanzi Vi chiedo di valutare un ampliamento, se possibile, dei km da riclassificare, dando maggiore attenzione alla Provincia di Isernia, nella certezza che sono valori di noi tutti, l’orgoglio, la dignità ed il futuro dell'intera nostra regione. Cordialmente!
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(AGMnews) - Campobasso, 12 ago. Patrizia Manzo: "Doveva essere la legge della svolta, quella che avrebbe garantito tutela ai giornalisti e pluralismo informativo. Si è rivelata un taglia e cuci, un aggiusta di qua, sistema di là, aspetta così non funziona. Ho perso il conto delle modifiche alla legge e al regolamento, sempre più convinta di quel No dato alla proposta iniziale che si è dimostrata inefficace nei principi, inattuabile e, ancora una volta, ha dimostrato quanto l'informazione sia dipendente dal sistema politico. È politicamente inaccettabile chiedere al MoVimento 5 Stelle Molise di mantenere il moccolo a una maggioranza che non sa garantire il numero legale in aula per approvare una proposta di legge, l'ennesima modifica al finanziamento all'editoria, in realtà una norma interpretativa con potere retroattivo che, si vociferava, sarebbe stata modificata ulteriormente in aula con il famoso emendamento ‘c'era non c'era’. Sì perché all'inizio i requisiti per avere il rimborso sul personale bisognava averli all'atto della domanda, poi nel momento dell'erogazione...ma neanche così ha funzionato. Allora occorreva dire che le modifiche apportate nel tempo avevano potere retroattivo. Era tutto pronto per la discussione in aula, ma l’ulteriore iscrizione ad horas non ha retto perché dopo una giornata inconcludente la maggioranza non aveva i numeri neanche per mettersi al tavolo e giocare una partita a carte che è diventato un tressette a perdere." Antonio Federico: “Il MoVimento 5 Stelle è sempre stato contrario ai finanziamenti pubblici all'editoria che in tutta Italia hanno sempre significato asservimento dell'informazione alla politica e solo raramente sostegno a migliaia di giornalisti che lavorano con passione e professionalità nonostante troppo spesso malpagati. Per sostegno intendiamo che la Regione Molise, ad esempio, deve garantire la effettiva e totale distribuzione dei cartacei o un sistema di infrastrutture tecnologiche che risponda alle reali esigenze di tv e organi d’informazione online. Il MoVimento 5 Stelle anche in Molise quindi ci ha messo la faccia e ha detto NO a una legge confusa, talmente pasticciata che è stata modificata almeno quattro volte in meno di due anni. L'ultima modifica proposta ieri in Consiglio, non approvata perché mancavano due membri della maggioranza (Di Nunzio e Monaco), avrebbe riaperto la procedura di assegnazione dei fondi per l'anno 2015, un'interpretazione retroattiva della norma, con forti criticità in termini di costituzionalità ribaditi anche dall'Avvocatura regionale. In realtà, poco prima dell'apertura della seduta, è spuntato un emendamento proposto e conosciuto solo da Frattura e da qualcuno della maggioranza che stravolgeva completamente il senso del testo iniziale. Un emendamento per cui non avremmo mai potuto dare una 'fiducia al buio'. Proprio in questo passaggio si è capito che la maggioranza non è più autosufficiente, ed è ora che la smetta di usare il Consiglio regionale a piacimento per l'approvazione di provvedimenti importanti, perché non ne ha più la forza né la credibilità. Altro che conigli!”
In programma la firma di un progetto con il governatore Frattura
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(AGMnews) - Campobasso, 06 ago. Due tappe, Isernia e Termoli. Una visita che precede di poco lo stop della settimana di ferragosto. E che porterà in Molise uno dei ministri più potenti del governo e fra i più autorevoli esponenti del Pd. Per ora è un’indiscrezione, ma assai fondata. Il 9 agosto arriva il titolare delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio. Insieme a lui, da quello che è trapelato, ci sarà anche l’amministratore delegato di Rfi Maurizio Gentile. Il programma, il motivo della visita e se saranno definiti progetti o protocolli: su questi dettagli vige ancora il più stretto riserbo. Si sa solo che Delrio dovrebbe firmare un nuovo progetto con la Regione e Rfi. È logico comunque pensare che con il massimo esponente di Rete ferroviaria italiana e con il ministro Delrio il governatore Paolo Frattura e l’assessore Pierpaolo Nagni faranno il punto sull’obiettivo di elettrificazione della tratta – il primo step è da Roccaravindola a Isernia – per renderla moderna e in grado di essere percorsa anche da treni migliori rispetto a quelli assai datati che tanti disagi stanno provocando anche in queste ultime settimane ai passeggeri. L’appuntamento a Termoli invece rinvia alla questione del raddoppio ferroviario nel tratto da Lesina al territorio molisano. Il ministro, secondo rumors non ancora confermati, potrebbe addirittura pensare di arrivare da Roma con il nuovo Swing, in esercizio da poco sulla linea da Campobasso alla Capitale (con alterne performance e fortune però). Questa e altre decisioni sarebbero comunque tuttora da definire. Quello che sembra certo è che Delrio e Gentile mercoledì prossimo saranno in Molise. Ad accoglierli oltre ai vertici della Regione anche quelli di Trenitalia.
Dopo l'' anticipazione SVIMEZ sul rapporto annuale che informa del tenue “stato di salute” del Molise
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(GMNews)- Campobasso 31 Lug. Come di consueto per questo periodo, è stato diffuso da SVIMEZ una anticipazione del rapporto annuale che informa dello “stato di salute” socio economico del Paese. Sulla fotografia redatta dall’Associazione, l’Assessore regionale Pierpaolo Nagni ha affermato che “Finalmente, dopo un interminabile decennio, caratterizzato da una crisi diffusa e che ha attanagliato indistintamente tutti i settori produttivi, il Mezzogiorno è uscito dalla "lunga recessione". “Da quanto Svimez anticipa, infatti, nel 2016 le Regioni del Centro-sud  hanno consolidato una timida ma stabile ripresa, facendo registrare una performance ancora migliore, se pur di poco, rispetto al resto del Paese, proprio come nel 2015. A fare da traino, come ben evidenziato dal rapporto, la ripartenza del settore industriale che vede il Mezzogiorno crescere più del Centro-Nord per il secondo hanno consecutivo: un risultato non scontato, anche perché fa seguito ad una crescita già maturata nel del 2015, dopo i sette anni di crisi. Entrando ancor di più nello specifico, prosegue l’Assessore, un deciso aumento è stato registrato proprio nel settore delle costruzioni, che ha visto il Centro sud  aumentare il suo dato sull’asse positivo, rispetto allo - 0,3% del resto d’Italia. E il dato che più rincuora il comparto edile è che il Molise continua a mantenere il  ritmo di crescita del 2015, proprio perché trainato dalle costruzioni. Altro importante dato, totalmente in controtendenza, è la variazione degli occupati in edilizia  tra il 2015 ed il 2016 dove il Molise, con il suo 1,3% registra il miglior risultato italiano visto che, ad eccezione di Basilicata e Calabria che si fermano intorno allo 0, troviamo valori estremamente negativi. Tale propensione, poi, fa stimare a Svimez una potenziale crescita del settore dal 1,3 al 2,3 sulle costruzioni nel prossimo periodo. Una ulteriore riflessione a corredo di questi numeri va anche fatta rispetto a quanto le grandi aziende nazionali abbiano investito negli ultimi anni sui territori del Sud. E l’esempio calzante ce lo offre proprio Ferrovie che halocalizzato al Sud appena il 19% della proprio spesa in conto capitale (immaginiamo in Molise quanto!), nonostante gli acclarati problemi che quotidianamente viviamo a causa delle deboli infrastrutture ferroviarie. Tuttavia questi segnali, pur rappresentando un piccolo cenno positivo, non devono distoglierci dai dati sulla difficile condizione in cui centinaia di famiglie molisane ancora versanoPartendo da questi numeri, modesti ma confortanti, continueremo a lavorare su settori strategici e vitali per l’economia di un territorio, quali l’edilizia e i lavori pubblici, cercando di snellire le procedure burocratiche, provando a velocizzare al massimo i pagamenti alle imprese, mettendo in campo tutte le risorse a nostra disposizione, rivenienti dal Patto per il Sud e dalle economie interne. L’impegno a lavorare su questi temi, ha concluso Nagni,  lo dobbiamo ai lavoratori del settore ed ai nostri imprenditori: sono principalmente loro che con enormi sacrifici, nonostante anni che definire di crisi è a volte riduttivo, hanno tenuto duro e sono riusciti straordinariamente a far crescere alcune percentuali, diminuite in buona parte d’Italia.”

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(AGMnews) - Campobasso, 31 lug. "La Regione Molise ha fatto un altro scherzetto agli agricoltori e agli allevatori già alle prese in questo periodo con la crisi economica e con la siccità. Il Consiglio regionale ha appena deciso di tagliare 50 mila euro al fondo (ritenuto già insufficiente) che serve al risarcimento dei danni provocati a colture e capi bestiame dagli animali protetti, un fenomeno in aumento già solo se consideriamo gli attacchi dei lupi ai capi bestiame. Questi soldi saranno utilizzati per pubblicare il calendario venatorio e per stampare i tesserini dei cacciatori. In Aula il MoVimento 5 Stelle Molise ha chiesto chiarimenti al consigliere delegato alla Caccia, Cristiano Di Pietro, che tuttavia non ha voluto rispondere ai nostri rilievi. Anche per questo abbiamo detto NO a uno spostamento di fondi stucchevole: l’attività venatoria è certamente importante, ma non ci sembra giusto togliere soldi agli agricoltori e agli allevatori che subiscono danni alle proprie principali fonti di reddito".
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AGMnews  Campobasso 29 Lug.  “Il Consiglio dei ministri ha approvato in via definitiva il nuovo testo normativo sul mercato interno del riso. Un passo avanti positivo per la valorizzazione della risicoltura italiana. Si ammodernano le disposizioni, superando una regolamentazione che risaliva a 60 anni fa”. Questo il commento del presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti sull’approvazione odierna del decreto legislativo concernente il riso, in attuazione della delega prevista dal Collegato Agricoltura (L. 154/2016). “Bene hanno fatto il ministro Martina ed il governo a recepire, nelle linee generali, quanto concordato dalla filiera riso già dal 2015 – ha proseguito Massimiliano Giansanti -. Il lavoro di squadra tra mondo delle imprese e istituzioni si è rivelato fruttuoso per raggiungere gli obiettivi della semplificazione delle norme e della valorizzazione delle varietà”.Il nuovo testo normativo - ha ricordato Confagricoltura – razionalizza le denominazioni utilizzate per commercializzare il riso e ne valorizza le varietà anche attraverso un apposito registro tenuto dall’Ente Risi. Introduce poi il concetto di denominazioni varietali dai nomi di alcune varietà ‘tradizionali’; consente pure l’utilizzo del termine ‘classico’ a patto di rispettare le regole di tracciabilità che saranno ora fissate con decreto interministeriale entro novanta giorni. “Ci auguriamo – ha concluso il presidente di Confagricoltura - che le novità introdotte vengano apprezzate dai consumatori e che possano essere un argine agli squilibri di mercato ed al calo dei prezzi all’origine (-32% nel giro di due anni), favorendo il rilancio di una produzione di cui l’Italia è leader in Europa”.
Regione e Trenitalia ci stanno prendendo in giro. Abbiamo depositato un’interpellanza in Consiglio regionale che raccoglie tutta la rabbia dei molisani
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(AGMNews) - Campobasso 24 Lug.  L’arretratezza e la piccolezza di una Regione si vede anche nello spacciare per grande progresso qualcosa che altrove è stato scartato. Nel Molise dei Nagni e dei Frattura accade anche questo. 4 luglio 2017: l’assessore ai Trasporti Pierpaolo Nagni annuncia in pompa magna 3 nuovi treni ‘Swing’ arrivati con un investimento di Trenitalia pari a 13 milioni e mezzo di euro. 5 luglio 2017: soliti disagi, tra ritardi e pullman sostitutivi. E poco importa se il treno in difficoltà sia o non sia uno dei nuovi. La verità è che gli ‘Swing’ (che altrove sono addirittura stati ritirati) non intaccano la vergogna di una regione che nel trasporto su ferro è ferma a 50 anni fa, bistrattata da un’azienda nazionale tra le più importanti e mal difesa dai responsabili politici di turno. La tratta Campobasso-Roma è ormai una scommessa. L’ultima odissea racconta di un convoglio partito da Campobasso alle 12.32 e fermatosi definitivamente a Isernia per un guasto, con gli utenti trasferiti su un secondo treno, un Minuetto, che però si è bloccato a Cassino. I viaggiatori hanno dovuto attendere un treno laziale e sono arrivati a Roma dopo 5 ore. Stessi disagi, se non più gravi, al ritorno con molti passeggeri rimasti bloccati nella Capitale per insufficienza dei posti a sedere sull’autobus sostitutivo. A questo aggiungiamo ritardi cronici, carrozze stracolme, spesso senza aria condizionata, in qualche caso prive di servizi igienici. Addirittura ci hanno segnalato un cartello che pendeva dal portapacchi di un convoglio, con su scritto “vernice fresca”. Una tragicomica normalità. Ma torniamo alle carte. Nonostante disagi e proteste che vanno avanti da anni, a dicembre scorso la Regione ha liquidato a Trenitalia spa oltre 90 milioni e 100 mila euro per i servizi effettuati. Il 16 giugno scorso la Giunta regionale ha approvato lo schema di rinnovo del Contratto di servizio con Trenitalia per effettuare il trasporto pubblico ferroviario nel periodo 2015-2023. Il 4 luglio è stato firmato a Campobasso il nuovo contratto con cui la Società ferroviaria si impegna ad effettuare servizi di trasporto ferroviario con materiale rotabile idoneo e sufficiente a garantire “confortevoli condizioni di viaggio”. E già qui viene da ridere (o da piangere). Il contratto, infatti, contiene anche una serie di specifiche che fa capire come Trenitalia e Regione stanno prendendo in giro i molisani. La Società, ad esempio, è tenuta a programmare e coordinare in modo adeguato tutte le attività accessorie alla prestazione dei servizio curando e garantendo manutenzione straordinaria, ordinaria e revisioni periodiche del materiale rotabile; condizioni di sicurezza e pulizia del materiale rotabile. In particolare Trenitalia deve impegnarsi a “migliorare i livelli di qualità del servizio offerto, ricercando la massima soddisfazione delle esigenze e dei bisogni espressi dalla clientela, osservando standard di qualità, espressamente previsti all’interno della convenzione”. Per facilitare la gestione del contratto è stato addirittura costituito un ‘Comitato tecnico di gestione del contratto” composto da 2 rappresentanti di Trenitalia e 2 della Regione. Il Comitato deve monitorare i dati, prevenire, risolvere e ridurre controversie, applicare a Trenitalia penali fino a 4 mila euro per trimestre, utili a verificare il rispetto dei livelli di manutenzione. La Regione, invece, ha la facoltà di disporre verifiche e controlli sui servizi e sull’osservanza delle norme; può chiedere a Trenitalia tutti i chiarimenti e gli approfondimenti necessari per verificare il comfort di viaggio e il rispetto degli standard di qualità del servizio (come puntualità e livello di soddisfazione dell’utenza), tramite proprie strutture o personale esterno. La Regione, quindi, dovrebbe essersi dotata di ispettori che comunicano formalmente al personale di Trenitalia eventuali carenze. Quindi ci chiediamo: queste figure sono state individuate? E sono già attive? Alla luce dei disagi, è chiaro che questo sistema di controlli non esiste o non serve a nulla. Ce ne sarebbe abbastanza per chiedere le dimissioni dell’assessore Nagni. Ma dato che il Consiglio regionale si è dimostrato più volte restìo ad ammettere la propria incapacità politica e gestionale, per ora abbiamo depositato un’interpellanza. Vogliamo sapere dal governatore del Molise Paolo Di Laura Frattura se ritiene idonei i treni ‘Swing’ a percorrere la tratta Campobasso-Roma e ritorno; se ritiene che le condizioni di viaggio sugli altri treni rispettano gli standard contrattuali; se ritiene congrui gli importi fissati per l’applicazione delle penali; se e quando attiverà gli ispettori regionali per accertare le reali condizioni di viaggio dell’utenza. Allo stesso tempo interesseremo i nostri portavoce in Parlamento per porre fine a questo stato ridicolo delle cose. Solo in questo caso ci sentiamo di dire che il Molise davvero non esiste, ma soltanto perché a qualcuno non interessa se esista o meno e perché qualcun altro non riesce ad opporsi a questo stato di cose.
Vincenzo Notarangelo sull'incontro che ha avuto a Roma
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(AGMnews) - Roma - 24, Lug.   Nel corso della riunione nazionale con gli amministratori locali promossa per oggi a Roma da Sinistra Italiana e nel successivo confronto avuto con Nicola Fratoianni, sono intervenuto quale segretario regionale Sinistra Italiana prospettando il percorso politico del Quarto Polo che si è avviato in Molise in alternativa al Partito Democratico, alle Destre e al Movimento 5 Stelle. Pieno assenso da parte dei presenti e forte sostegno di Fratoianni per l'operazione di aggregazione in vista delle prossime sfide regionali e comunali. Sinistra Italiana è un luogo dove si incontrano idee e si mettono in campo soluzioni nuove senza paura e senza sudditanza verso alcuna forza politica, in primis il PD, lontana dai valori e dalle istanze della sinistra. Nel corso del colloquio col segretario nazionale Nicola Fratoianni è stata definita la presenza in Molise dello stesso Fratoianni per il prossimo 29 Luglio con un incontro in mattinata in basso Molise e, soprattutto, la sera a Macchiagodena alla Festa Regionale di Sinistra Italiana.
A dirlo è il consigliere provinciale di Campobasso Maurizio Tiberio
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(AGMnews) - Campobasso, 21 lug. Si è consumata nel consiglio regionale del Molise la pagina più buia della sua storia politica iniziata il giorno della sua autonomia. Dieci consiglieri regionali del cosiddetto centro sinistra a guida delle tre F , Facciolla,Fanelli e Frattura ( in rigoroso ordine alfabetico ) hanno " violentato " ed esautorato senza motivo il Consiglio Regionale del Molise dei suoi poteri , delle sue prerogative, della sua rappresentanza popolare. Per la prima volta nella storia della nostra giovane regione si è rinunciando al dovere di difendere senza se e senza ma l’autonomia della Regione contro il vigliacco accordo con il governo PD di Gentiloni sulla sanità. Un atto politico che certifica una volta e per sempre il tradimento del mandato elettorale che i Molisani, ingenuamente ed in buona fede hanno dato a questa gente , che hanno raccontato solo menzogne , quasi cinque anni fa ' Alla luce di questo ennesimo episodio , incontentabile , il nostro presidente nazionale Sen. Gaetano Quagliariello sta preparando le procedure per il ricorso alla corte costituzionale per la incostituzionalità dell' articolo 34 bis inserito nell'ultima manovra finanziaria correttiva e votato , con lo strumento della fiducia, pochi giorni fa' dalla maggioranza di Gentiloni. 

Non si spiega perché le imprese molisane vengono escluse salvo poi aggiudicarsi appalti e vincere gare in uffici statali, regionali e comunali di altri territori
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(AGMnews)- Campobasso 17 Lug.   Richiesta molto forte ma soprattutto  dubitosa del Consigliere regionale Petraroia rivolta  a Frattura  e soci,  sui modi di procedere per l’assegnazione dei vari servizi di pulizia degli uffici della Reione, dell’Asrem e degli Enti sub regionali. Questa è il testo inviato alla stampa ma anche al Presidente del Consiglio Cotugno , ai Direttori dei Dipartimenti della Regione, Mogavero, Simonelli e Pillarella:   Alcune tra le più significative imprese di pulizia del Molise che operano con decine di addetti, fatturato in ordine, contributi versati e applicazione dei Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro, e che non hanno mai cambiato denominazione e/o ragione sociale, chiedono di conoscere le motivazioni che hanno indotto il Consiglio Regionale ad attivare una procedura di gara per il servizio di pulimento dei propri uffici tramite piattaforma MEPA, senza che le medesime aziende molisane siano state coinvolte, invitate a partecipare ed eventualmente estromesse con ragioni plausibili dovute all’offerta e/o ad altri parametri oggettivi. Contestualmente le medesime imprese molisane di pulizia sollecitano un chiarimento della Giunta Regionale, dell’ASREM e dei diversi Enti Sub-regionali, Istituti, Consorzi, Aziende Speciali e Agenzie, circa le motivazioni della loro estromissione dalle gare e dalle procedure riferite alle menzionate strutture regionali oltre che ai principali Comuni, Università, INPS, INAIL, Provveditorato agli Studi e altri uffici statali. I chiarimenti esplicitati dal Commissario di Molise Acque in ordine al medesimo problema inerenti l’affidamento del servizio di pulizia locali con Determina Dirigenziale n. 736 del 01.03.2017 non sono stati ritenuti esaustivi delle imprese molisane di pulimento che evidenziano un dato oggettivo che le vede escluse ed estromesse ovunque a vantaggio di aziende extra-regionali. E’ singolare constatare che alcune imprese molisane del settore si aggiudicano appalti e vincono gare in uffici statali, regionali e comunali di altri territori, a dimostrazione e conferma della propria efficienza operativa e della loro capacità concorrenziale, messa a dura prova in Molise dove o per via del sistema CONSIP o per altre e non meglio conosciute motivazioni, continuano a rimanere escluse dalla gran parte dei lavori messi a gara. In attesa dei chiarimenti sollecitati porgo distinti saluti.

 

I Coia e Battista erano presenti a Roma per scongiurare la salvezza delle due province molisane
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(AGMnews) - Campobasso, 14 lug. Le Province continuano a rivendicare risorse per la sopravvivenza e per poter erogare servizi legittimi sul territorio. Si è tenuta ieri, nella sede di piazza Cardelli a Roma, la riunione del Comitato direttivo Upi. Un’occasione per fare il punto sulla drammatica situazione finanziaria in cui versano gli enti di secondo livello. Nel corso dell’incontro, infatti, sono stati analizzati i decreti di simulazione dei bilanci forniti all’Upi dalle Province. Ventotto gli enti, tra cui quelli di Campobasso e Isernia, che hanno presentato la suddetta documentazione. Tre invece le Province che si sono limitate a presentare solo una lettera in cui hanno manifestato le loro necessità finanziarie per mantenere in equilibrio il documento contabile. “Nonostante l’utilizzo di 50 milioni di avanzo di amministrazione, ammonta a circa 161 milioni di euro la cifra scaturita dai decreti presentati dalle Province - spiega il presidente di Palazzo Magno Antonio Battista - a fronte di una promessa da parte del Governo di circa 100 milioni a cui ne vanno detratti 27 da destinare alle Città Metropolitane. Se non ci sarà un cambio di rotta, attraverso un maggiore impegno finanziario, che parte da Roma, il risultato sarà prevedibile: molte delle Province rientreranno nelle procedure di predissesto. Nel corso del vertice Upi, insieme al collega di Isernia – continua il presidente Battista – abbiamo esposto con chiarezza e puntualità le nostre necessità per poter chiudere i rispettivi bilanci. Intanto continueremo con fermezza il nostro impegno politico al fine di scongiurare il predissesto, tanto a Campobasso quanto a Isernia. Ma non sarà facile. Ci aspettiamo un impegno più concreto da parte del Governo. Da sole, le Province, non possono farcela”.  
Soddisfatto il responsabile regionale del Pd del decreto approvato in Consiglio regionale
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(AGMnews) - Campobasso, 13 lug. A Palazzo D’Aimmo è stato approvato il Piano Energetico Ambientale (PEAR) del Molise. Approvazione a maggioranza, contrari Petraroia, Niro, Federico e Manzo, assente il centrodestra. “Ad impegnarsi in prima persona in questi anni per il PEAR è stato il presidente della Regione, Paolo di Laura Frattura, che ha la delega all’energia” afferma Antonio Tomassone, responsabile Ambiente ed energia del PD Molise “Un risultato che è in linea con il programma di governo presentato ai cittadini nel 2013 e che mette la parola fine ad un capitolo che i precedenti governi non erano stati in grado di portare a compimento definitivo.” Il Piano Energetico Ambientale rappresenta lo strumento di programmazione strategica nel quale vengono definite le modalità per rispettare gli impegni comunitari al 2020, in coerenza con gli obiettivi di sviluppo delle fonti rinnovabili, e con la nuova Programmazione comunitaria 2014-2020. “Buono l’approccio messo in campo fin dall’inizio dalla regione sulla predisposizione del Piano, confermando l’approccio buttom up, ascoltando tutti gli stakeholders e chiedendo l’impegno di tutti per la tutela e lo sviluppo del territorio”. Continua Tomassone “Va sottolineato come tale strumento affronti tutti i principali temi legati allo sviluppo di un sistema energetico più sostenibile, sia in tema di efficienza che di sviluppo delle fonti rinnovabili, ponendosi obiettivi di copertura al 50% dei consumi regionali finali lordi al 2020, attraverso un incremento di 55ktep da fonti rinnovabili, pari a circa 545 MW di nuova potenza installata suddivisa tra fotovoltaico, eolico biomasse, idroelettrico e cogenerazione.”   “Già nell 2016 il Molise ha preso importanti decisioni circa le politiche cosiddette green, che ora si stanno concretizzando.” precisa il Responsabile Ambiente del PD Molise “Un esempio ne è appunto il PEAR, ma anche le numerose misure riguardanti l’efficentamento energetico, soprattutto per i Comuni e in agricoltura, il progetto di raccolta differenziata porta a porta, in attuazione del Piano dei Rifiuti. Il Piano Energetico Ambientale delinea soluzioni che permettono di eliminare gli effetti negativi delle attività dell'uomo come il riciclo dei materiali, la conservazione delle risorse naturali, il controllo delle emissioni, la cessazione della distruzione di habitat fondamentali”. “La sfida che lancia il PD Molise è alla concretezza - chiude Tomassone – dopo il Piano Energetico ed Ambientale Regionale toccherà al Matese con l’Istituzione del Parco Nazionale, un altro tassello fondamentale per lo sviluppo e la tutela del nostro territorio. Il Molise ha tutte le qualità e capacità per raggiungere obiettivi importanti.”
Tavolo tecnico tra l'assessore Facciolla e i vertici dell' Agea per stabilire i pagamenti sul programma di Sviluppo Rurale 2014-2020
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(AGMnews) - Campobasso, 16 giu. A seguito della riunione bilaterale tra la Regione Molise e l’Agea, a cui hanno partecipato l’Assessore alle Politiche Agricole, Vittorino Facciolla, i vertici di Agea e i rispettivi referenti tecnici, sono state comunicate le nuove date per i pagamenti delle domande relative alle Misure a superficie, a valere sul Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020:
1. Misura 13, circa 2.300 domande, il decreto è previsto entro il 23 giugno 2017;
2. Misura 10 (operazioni 1 e 3), circa 100 domande nella campagna 2015 e circa 790 domande nella campagna 2016, il decreto è previsto per l’11 luglio per la campagna 2015, ed entro il 28 luglio 2017per la campagna 2016; 
3. Misura 11, circa 60 domande nella campagna 2015 e circa 390 domande nella campagna 2016, il decreto è previsto entro il 14 agosto 2017 per le domande della campagna 2015, ed entro il 14 settembre 2017 per le domande della campagna 2016. 
Inoltre, nel corrente mese di giugno sarà erogata la componente di aiuto per le diverse misure previste nell’ambito dell’art 52 (Regimi accoppiati), sia per gli interventi a superficie, sia per quelli zootecnici, si procederà, inoltre, al saldo della domanda unica. 
Per ulteriori dettagli consultare la nota presente sul portale psr.regione.molise.it. 
Sul tema si espongono i grillini molisani
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(AGMnews) - Campobasso, 15 giu. Premio di maggioranza proporzionato, doppia circoscrizione con riequilibrio dei numeri, eliminazione di listino bloccato e voto disgiunto, vincolo dei due mandati al governatore e stop al seggio automatico per l’aspirante presidente secondo classificato. Ecco la legge elettorale regionale del MoVimento 5 Stelle scritta insieme ai cittadini. Una legge partecipata, equa, più giusta e più attuale. Ve lo avevamo detto: c’è chi decide la legge elettorale nel chiuso di un ufficio e chi la scrive insieme ai cittadini. Il MoVimento 5 Stelle Molise presenta oggi la sua nuova legge elettorale regionale condivisa. Dopo settimane a disposizione di ogni suggerimento sulla nostra piattaforma Rousseau, strumento di condivisione vincolante per i portavoce, adesso il testo è pronto per andare in Commissione. La nostra proposta, quindi, arriva solo ora per il rispetto che abbiamo della democrazia e il risultato è una legge non frutto dei soliti calcoli politici. Per noi la legge elettorale è il principale strumento di garanzia in mano ai cittadini, è una questione di princìpi e di valori. Ma scendiamo nei dettagli. Per quanto riguarda la rappresentanza territoriale, l’idea che ha prevalso è stata quella di mantenere le due circoscrizioni, garantendo ad entrambe un equo numero di rappresentanti, calcolato in base alla popolazione: almeno 6 seggi alla provincia di Isernia e almeno 10 alla provincia di Campobasso, quindi con il riequilibrio della rappresentatività dei territori invocata da molti. Il sistema elettorale da noi proposto garantisce governabilità al vincitore delle elezioni con l’aggiunta di una novità: il premio di maggioranza consisterà in seggi assegnati su base di preferenze e non di nominati. Il candidato presidente che ottiene più voti ha diritto a un premio di 4 seggi, raggiungendo il 60 % dei seggi in Consiglio regionale. Altre due caratteristiche della legge elettorale 5 stelle sono l’eliminazione del voto disgiunto voluta dalla stragrande maggioranza degli attivi, e l’eliminazione del listino bloccato che tanto puzza di vecchia politica. Più ampio il dibattito sulle soglie di sbarramento, con un obiettivo primario: ridurre la frammentazione del voto arginando il proliferare dei partiti personali. Nella proposta del MoVimento 5 Stelle Molise gli sbarramenti arrivano al 10 % per le liste in coalizione e al 5 % per le liste singole. Numeri, secondo noi, utili a garantire la rappresentanza democratica ed evitare il proliferare di partiti monocellulari che spesso in Molise significano interessi di parte (non collettivi) e maggiori costi per la macchina regionale. La nostra proposta, quindi, non comprime la democrazia ma combatte il clientelismo.
La nostra legge, infine, contiene altri due elementi di novità: limita il numero di mandati del Presidente della Giunta a due, come avviene per i sindaci; elimina il diritto al seggio assegnato al candidato presidente secondo classificato. Gli aspiranti governatori dovranno per forza candidarsi anche nelle rispettive liste provinciali e dovranno raccogliere voti personali, in pratica dovranno per forza di cose confrontarsi con i cittadini: i soli a decidere chi sta dentro e chi sta fuori. Anche per questo ci sembra una legge equa, più giusta e rispondente alle richieste della comunità, una legge, insomma, più attuale. Un risultato per il quale il MoVimento 5 Stelle Molise ringrazia quanti hanno dedicato il proprio impegno al progetto, a conferma (se mai ce ne fosse bisogno) che la rivoluzione partecipata è in atto, è sotto i nostri occhi.
L'assessore si pronuncia sulla riforma della Legge elettorale
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(AGMnews) - Campobasso, 02 giu. L’attuale scenario offerto dal dibattito in corso a livello nazionale sulla riforma della legge elettorale e le ipotetiche elezioni che ne potrebbero seguire, impone qualche riflessione. Innanzitutto, rispetto a quanto in discussione, non credo sia il caso demonizzare questo processo, naturale e non più derogabile, di una revisione del sistema elettorale italiano che impone un’attualizzazione dei criteri di rappresentatività. Immagino, per prima cosa, che sia necessario ripartire dall’ ultima esperienze di Governo e da quanto di buono sia stato fatto, nonostante le difficoltà che lo scenario politico italiano e internazionale abbia scandito e imposto. Tanto chiarito, entrando in una dimensione più politica, dopo annunci mai seguiti da interventi e azioni concrete, si potrebbe creare quella condizione perfetta per realizzare un contenitore moderato, stabile, attuale, ben perimetrato e che veda al proprio interno le migliori esperienze centriste italiane. Un progetto che con una sola voce, concordata e condivisa, possa assumersi la responsabilità di una essenziale riconfigurazione politica dei partiti e movimenti interessati, ridando forza alle tematiche e agli interessi di migliaia di persone. Provando a fare una digressione, l’esempio offerto dalle ultime consultazioni francesi ci palesa quanto in fasi particolari come quella attuale, il desiderio di serenità e stabilità sociale, renda comunque l’area popolare e moderata quella più garantista rispetto all’equilibrio e alla pace sociale, a discapito di movimenti estremisti, che ormai alzano l’asticella del volume del confronto, tralasciando i veri temi che toccano la società, favorendo aggressività, supponenza, prepotenza. E questo esempio ha forte valenza in un Paese, la Francia, che più volte è stato anche duro nei confronti della sua classe dirigente. Ovviamente, tornando alle questioni “nostre”, tutto ciò comporterebbe un grande lavoro di mediazione e sintesi rispetto alle tante (oggi 16) sigle che attualmente circuitano all’interno di questa “nuvola moderata”predeterminata, ma mai formalizzata con criterio. Naturalmente, chi oggi potrebbe essere l’artefice di un lavoro d’aggregazione, è il Partito più caratterizzato del centro, meglio strutturato e supportato dalle varie rappresentanze istituzionali presenti sui vari territori. Partito che naturalmente sarebbe chiamato a lavorare sui due binari del nostro sistema elettorale. Sul primo, il maggioritario, che caratterizza le competizioni regionali, si andrebbe ad aderire in anticipo alle coalizioni, partecipando alle stesure dei programmi, alla composizione della coalizione stessa, al confronto con gli alleati; sul secondo, nel proporzionale in chiave nazionale, invece, la sfida sarebbe quella di lavorare a un proprio percorso, sulla base di un autonomo progetto politico, puntando a superare lo sbarramento che sarà previsto. Sicuramente un lavoro arduo, quest’ultimo, a giudicare da quanto oggi si sente rispetto ai numeri e alle ipotesi, ma che tuttavia deve esser visto positivamente, come sfida e trampolino di crescita in termini aggregativi e del consenso.  Rispetto al quadro politico molisano, invece, ci troviamo dinanzi a un grande potenziale su cui lavorare, non ancora del tutto espresso e sintetizzato, in cui creare una condizione di convivenza programmatica, oltre che culturale, che segni da un lato il distacco dalle ali più estreme della politica e dall’altro guardi a un progetto di lungo respiro. Nel Molise, un progetto di questo tipo troverebbe terreno fertile, ma c’è bisogno di coraggio per renderlo interessante e attrattivo, immaginandolo come soggetto carismatico, di forte rappresentanza e di partecipazione. Per raggiungere questi ambiziosi ma tangibili obiettivi, sarà necessario aprire un dibattito su tale modello che accantoni definitivamente l’autoreferenzialità e i personalismi che, seppur sconfitti, provano ad anteporre obiettivi individuali a quelli di gruppo. Penso che in Italia, ma specialmente in Molise, oggi sussistano condizioni e presupposti per lavorare a un’idea che metta in relazione donne e uomini, accomunati da valori ed esperienze simili, e che darebbe vita a quella “casa comune” che nessuno è mai riuscito a costruire in maniera stabile. Progetto che, senza alimentare facili entusiasmi, dalle nostre parti potrebbe assestarsi su percentuali a doppia cifra, cosa che significherebbe un posizionamento di rilievo nel quadro politico regionale. Insomma, provando a dirla con un po’ d’enfasi: non è il momento di riunire centro destra o centro sinistra: serve riunire i moderati!
Paolo Spina: “Abbiamo il diritto- dovere di occuparci e preoccuparci di un aspetto che può influire sulla stessa sopravvivenza del Molise”
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(AGMnews) - Campobasso, 30 mag. Il dibattito sulla modifica della legge elettorale della Regione Molise rischia di diventare un dibattito tutto interno alla casta politica, senza tener conto che scopo principale di una riforma del genere  dovrebbe essere quello di tutelare gli interessi dei cittadini migliorando il rapporto tra questi e la politica regionale puntando a elevare la competenza e la capacità svolgere il proprio ruolo da parte degli eletti. Sotto questo profilo, quindi, ritengo fondamentale che la categoria economica dei commercianti, diffusa sul territorio, che opera a stretto contatto con la popolazione, che vive naturalmente le problematiche  dei cittadini, faccia sentire la propria voce in una fase così importante di revisione della struttura della nostra Regione. Ritengo doveroso intervenire sul tema, consapevole dell’importanza che assume l’allargamento della discussione a tutte le categorie economiche e sociali presenti sul territorio regionale. I segnali che vengono dalla nostra categoria già testimoniavano il timore di una impostazione della legge, volta esclusivamente alla salvaguardia della classe politica espressa da micro territori, non orientata allo sviluppo dell’intera Regione. In questa prospettiva appare paradossale la proposta  di introdurre un terzo collegio, invece di provare ad accorpare gli attuali due in un collegio unico regionale. In un Regione limitata sul piano dimensionale e demografico come il Molise, ci si dovrebbe porre il problema, prima di tutto, di migliorare la qualità professionale degli eletti. Questo può avvenire solo accentuando la competizione elettorale aumentando il bacino di acquisizione del consenso; un risultato che non si ottiene con ipotesi di suddivisioni territoriali basata su logiche meramente clientelari. La suddivisione in Collegi del ristretto territorio regionale porterebbe a garantire la rappresentanza a Consiglieri eletti solo sulla base della appartenenza geografica e, giocoforza, rappresentanti di quell’unico territorio al quale “devono” l’elezione. Un risultato che restringe e limita, invece che ampliare, la competizione elettorale e la riduce a un rituale quasi condominiale visti i piccoli numeri sufficienti, in qualche caso, per risultare eletti. La conseguenza sarà la difficoltà, una volta risultati eletti, di alzare il livello qualitativo della proposta legislativa essendo ciascuno dei Consiglieri rappresentante di ambiti territoriali localistici per il ruolo e la valenza che dovrebbero, invece, avere i legislatori regionali. Al contrario, è necessario che la legge elettorale regionale garantisca l’elezione di Consiglieri che siano  espressione di tutto il territorio molisano. Dobbiamo ambire ad eleggere un governo visionario, che abbia cioè una visione chiara di cosa vuole e deve essere la Regione Molise per cercare di uscire dal ruolo di “periferia dei piccoli numeri” che le viene sempre più spesso attribuito. Il Molise ha bisogno di rappresentanti autorevoli, eletti sulla base degli interessi generali e non dei territori, capaci cioè di rappresentare gli interessi collettivi della Regione che, per dimensioni, non può più sostenere interessi localistici. Ciò che può essere valido per le grandi regioni, con milioni di abitanti, laddove è effettivamente necessario tenere in considerazione le specificità territoriali delle diverse “circoscrizioni”, siano esse amministrative, economiche o socio culturali, non è applicabile, allo stesso modo,  al Molise. Inoltre, la parcellizzazione territoriale in più collegi appare anacronistica, continuando a riproporre un modello socio-politico già sconfessato dal mondo economico e dalla logica dei grandi numeri che ha portato molte associazioni datoriali e sindacali ed Enti all’aggregazione su base regionale. L’esempio, in realtà, viene da lontano. Il capoluogo di Regione, nel passato, ha contribuito e determinato fortemente l’elezione di deputati e senatori provenienti da altre aree geografiche del Molise ma che, in virtù di un serio mandato di rappresentanza, hanno tutelato gli interessi di tutti al di là dei limiti provinciali, permettendo al Molise  di transitare da una economia agro-pastorale ad una post fordista. Quel che ci auspichiamo è, dunque, un dibattito vero che coinvolga la popolazione, le forze politiche e sindacali, le organizzazioni di categoria, il mondo economico e imprenditoriale, la società civile, al fine di definire una visione comune sul futuro del Molise, che possa creare le prospettive e le condizioni per un effettivo rilancio dell’economia. In mancanza di un istituto referendario circa la possibilità di proporre una legge elettorale popolare, sarebbe davvero opportuna una vera e propria rivoluzione culturale con la presentazione di uno schema di legge che parta dal basso, da sottoporre all’attenzione del Consiglio regionale che vada oltre e respinga lo sterile esercizio delle audizioni. 
Una breve nota della portavoce M5S in Consiglio regionale, Patrizia Manzo, sulla gestione del servizio idrico e sull'iter di adesione dei Comuni molisani all'Egam
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(AGMnews) - Campobasso, 27 mag. "In seguito alla pubblicazione della legge regionale del 22 aprile 2017, n.4, 'Disposizioni in materia di risorse idriche ed istituzione dell'Ente di governo dell'ambito del Molise (EGAM)', i Consigli comunali stanno deliberando per l'adesione all'Egam. In questa fase delicata bisogna mantenere alta l'attenzione affinché i Comuni garantiscano una gestione pubblica dell'acqua. Ognuno di noi può contribuire. Dato che la scelta della forma di gestione del servizio idrico è attribuita agli enti locali, ora tutti i cittadini possono rivelarsi decisivi chiedendo ai propri sindaci di deliberare a favore di una gestione pubblica del servizio (nel rispetto di un principio sancito da un referendum) e di vigilare sui costi di gestione dell'Egam che, inevitabilmente, ricadranno su tutti noi. Uniamoci contro il rischio di privatizzazione dell'acqua!"
I grillini molisani danno proprie opinioni riguardo gli investimenti effettuati dall'assessore Facciolla finanziati con soldi pubblici
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(AGMnews) - Campobasso, 20 mag. Come ricorderete, secondo la Corte dei Conti il vice governatore ha utilizzato i soldi (pubblici) del proprio gruppo consiliare per pagarsi una casa a Campobasso. Abbiamo presentato una proposta di legge sulle spese di funzionamento dei gruppi consiliari per evitare che qualsiasi partito possa utilizzare i soldi dei cittadini per prendere in fitto sedi territoriali a piacimento in tutta la regione. Il recente caso dell’appartamento pagato dal vice governatore del Molise Vittorino Facciolla con i soldi destinati al suo gruppo consiliare ‘Unione per il Molise’, ha messo in evidenza un vulnus nella legge che regolamenta le spese dei gruppi consiliari. Il problema principale di questa storia ancora tutta da scrivere è che manca una vera disciplina regionale sugli uffici territoriali. Secondo la legge vigente, con i fondi dei gruppi consiliari è possibile prendere in fitto sedi territoriali in tutta la regione a fini istituzionali. Nel caso di Facciolla, infatti, la Corte dei Conti ha bocciato il rendiconto del gruppo perché non ha accettato la destinazione d’uso dell’appartamento di via Garibaldi a Campobasso. La casa infatti risulta ad uso abitativo e non ad uso ufficio, quindi destinata ad attività istituzionali, come previsto dalla legge vigente. Secondo il “Testo unico delle norme in materia di funzionamento e di assegnazione di personale ai Gruppi Consiliari”, cioè la legge numero 20 del 1991 infatti, con i fondi dei gruppi consiliari è possibile prendere in fitto sedi territoriali a fini istituzionali a piacimento in tutta la regione. In altre parole, dato che le leggi se le scrivono loro, anche questa volta hanno trovato il modo di giustificare l’utilizzo di soldi pubblici. Il caso Facciolla, però, apre due fronti. Il primo è la conferma che c’è qualcuno a cui non bastano 9 mila euro al mese (di cui 4.500 di rimborso per esercizio di mandato, esentasse e senza rendicontazione) per pagarsi un appartamento. Tuttavia sulla cialtroneria politica possiamo fare ben poco. Ciò che invece dobbiamo fare è intervenire sulla legge che regolamenta le spese di funzionamento dei gruppi consiliari ed evitare qualsiasi tipo di sperpero. Il MoVimento 5 Stelle Molise ha depositato una proposta di legge che fa proprio questo. Una proposta semplice che mira a razionalizzare i costi della politica, eliminando la possibilità per i gruppi consiliari di prendere immobili ad uso ufficio dato che ciascuno di essi ha già a disposizione propri spazi all’interno del palazzo del Consiglio regionale. Oltre a Facciolla, anche altri consiglieri hanno sedi territoriali come Salvatore Micone, Cristiano Di Pietro, Francesco Totaro e Vincenzo Niro e lo sappiamo perché hanno inviato una comunicazione in tal senso all’Ufficio di presidenza al momento dell’insediamento. Degli altri invece non sappiamo nulla visto che non esiste alcun regolamento sull’utilizzo delle sedi territoriali né è prevista una nota autorizzativa. La nostra proposta di legge vuole porre fine a questo modo di fare. Per evitare costi inutili, basta una semplice correzione nella legge di riferimento. L’art. 3 della legge regionale n. 20/1991 sul funzionamento dei gruppi consiliari, al comma 9 recita: “Il contributo assegnato è destinato agli scopi istituzionali riferiti alla attività del Consiglio regionale e alle relative funzioni di studio, editoria, comunicazione nonché per l’apertura di uffici territoriali funzionali ai predetti scopi”. La nostra proposta prevede di togliere le parole in grassetto, quindi evitare “l’apertura di uffici territoriali”. In questo modo elimineremo la possibilità di destinare soldi pubblici all’apertura e al mantenimento di uffici territoriali di qualsiasi destinazione e per qualsiasi scopo. Una proposta di legge, quindi, semplice e sensata dato che i consiglieri regionali potranno comunque continuare a ricevere delegazioni, a fare incontri, a portare avanti le previste attività “di studio, editoria e comunicazione” negli spazi a disposizione a Palazzo D’Aimmo, proprio come fa da tre anni il MoVimento 5 Stelle Molise. In attesa che tutto il Consiglio regionale voti la nostra legge, però, resta la figuraccia politica di chi nonostante il lauto stipendio, ha fatto pagare ai cittadini il fitto del proprio appartamento.
Seduta in aula ieri per celebrare la ricorrenza degli avvenimenti accaduti nel corso degli ultimi anni in Europa
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(AGMnews) - Campobasso, 10 mag. Si è riunito nella mattinata di oggi, sotto la presidenza del Presidente Vincenzo Cotugno, il Consiglio Regionale. In apertura di seduta il Presidente Cotugno ha voluto richiamare l’attenzione dell’Assemblea sulla Festa dell’Europa, che si celebra proprio il 9 maggio. Una ricorrenza importante per riflettere sulla strada fatta e su quella ancora da compiere, dalla storica dichiarazione del Ministro degli Esteri francese Robert Schuman, per passare alla firma dei trattati di Roma (di cui quest’anno si commemora il 60° anniversario), quindi la creazione dell’Unione Europe per giungere ai nostri giorni. Temi che, come ha sottolineato ancora il Presidente Cotugno, sono stati oggetto di confronto e approfondimento in 3 incontri, tenutisi a Campobasso, Isernia e Termoli, organizzati, con oltre 1000 giovani molisani, dalla Presidenza del Consiglio Regionale in collaborazione con l’Ufficio Scolastico regionale e il Parlamento Europeo. “In questi incontri –ha raccontato il Presidente- abbiamo voluto sottolineare l’importanza dei valori che hanno ispirato i padri fondatori nell’immaginare l’unione tra i vari stati europei; abbiamo analizzato anche le prospettive future che l’Europa ci offre e, seppur con spirito critico, abbiamo riconosciuto il valore di restare uniti”. E’ stata anche l’occasione per ricordare il 20° anniversario della Dichiarazione di fondazione della Conferenza delle Assemblee Legislative Regionali Europee (CALRE), firmata ad Oviedo nel 1997. In proposito il Presidente Cotugno ha voluto rilevare l’azione del Molise all’interno del CALRE per quanto riguarda il tema della crisi dei rifugiati, con particolare riferimento ai minori non accompagnati. Questione che vede il Molise in prima fila con la responsabilità del coordinamento di un apposito gruppo di lavoro istituito all’interno dell’organismo per seguire l’evolversi del fenomeno e proporre iniziative. Ricordando poi come i cittadini europei oggi non hanno una percezione della UE vicina ai loro problemi, ha voluto condividere il comunicato del CALRE a riguardo, citando la parte in cui la Conferenza delle Assemblee legislative regionali ribadisce l’impegno di ciascun organismo per “dare un valido contributo per aiutare a trasformare l’attuale scetticismo verso l’Europa Unita e le sue istituzioni in speranza, al fine di consolidare il nostro continente come luogo in cui tutti i cittadini possano vedere che il loro parere ha un valore reale e dove le persone si sentano al sicuro”. Nel riproporre l’impegno ad affermare all’interno di questo processo di sempre maggiore integrazione europea, i valori di pace, uguaglianza, giustizia e solidarietà, che rendono il mondo libero, il Presidente del Consiglio regionale ha voluto ancora richiamare l’attenzione sul Giorno della memoria dedicato alle vittime del terrorismo interno e internazionale che si commemora sempre oggi. Sono proprio questi valori, ha detto, che l’Europa e i suoi fondatori promuovono, ad essere il bersaglio dei terroristi di ogni epoca. In particolare il Presidente Cotugno ha ricordato il sacrificio dell’onorevole Aldo Moro e del giornalista Peppino Impastato. Per costoro, e per tutte le vittime del terrorismo di ogni matrice, il Consiglio Regionale ha dunque osservato un minuto di silenzio. Hanno quindi preso la parola sul tema dell’Europa e della lotta al terrorismo i Consiglieri Petraroia, Niro e Iorio che, ricordando anche il quadro storico in cui nasce la Festa dell’Europa (fu scelto il 9 maggio, è stato ricordato, perché in quella data veniva liberata dall’esercito russo Berlino,chiudendo per l’Europa la sanguinosa seconda guerra mondiale e aprendo una nuova prospettiva di pace in cui far germogliare il seme dell’unità tra popoli e nazioni un tempo nemici, ora alleati), hanno voluto porre l’accento sul ruolo che può e deve giocare la Regione Molise nei vari organismi in cui è presente e in cui ha assunto, e si auspica potrà assumere in futuro, responsabilità. Come pure si è proposto di svolgere un’intera seduta del Consiglio regionale sul tema dell’Europa per discutere delle prospettive e delle sfide che abbiamo innanzi, anche alla luce dei recenti accadimenti che hanno imposto un nuovo slancio dell’azione di integrazione. Un dibattito da svolgere –è stato detto- nel contesto del documento del CALRE predisposto sul tema. Si è passati quindi all’esame degli argomenti all’Ordine del Giorno. L’Assessore Nagni ha relazionato, come richiesto in una mozione votata all’unanimità dall’Assise nel febbraio scorso, sul sistema idrico regionale, su Molise Acque (sui crediti vantati da questa nei confronti di altre regioni, di comuni e sui debiti nei confronti della società elettrica o di privati) e sulle prospettive future sul sistema degli invasi. Hanno commentato la relazione, dichiarandosi in parte soddisfatti e in parte chiedendo alcuni approfondimenti su specifiche questioni, i Consiglieri Iorio, Petraroia e Ciocca.
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