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Una nota stampa inviata dal sindacato FLC CGL Molise segnalando le problematiche degli anni scolastici trascorsi
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(AGMnews) - Campobasso, 12 set. Il Direttivo regionale della FLC CGIL Molise, in occasione della chiusura delle attività didattiche, invitò il Presidente della giunta regionale del Molise ad attivarsi nel periodo di sospensione delle lezioni per affrontare con urgenza le criticità del sistema scolastico molisano, che altrimenti si sarebbero ripresentate con la riapertura anno scolastico. In tale documento, oltre a sollecitare la convocazione di una Cabina di regia sul dimensionamento, volta a pianificare l’offerta formativa regionale, chiedemmo anche la costituzione di un tavolo di coordinamento tra tutti i soggetti istituzionali coinvolti sul tema dell’edilizia scolastica, in modo da monitorare lo stato dell’arte ed effettuare una programmazione degli interventi necessari nel breve e nel medio periodo. Dal 30 giugno ad oggi non abbiamo ricevuto alcuna risposta: il risultato è che domani inizierà un nuovo anno scolastico, ma si porterà con sé tutti i problemi irrisolti dell’anno precedente. La situazione relativa all’edilizia scolastica resta drammatica ed è certificata dall’Anagrafe consultabile sul sito della Regione Molise. A 15 anni dal sisma di San Giuliano di Puglia, in alcuni comuni del cratere, si tornerà a fare scuola in casette prefabbricate,  in altri centri per affrontare le criticità si darà luogo a sistemazioni provvisorie, con fitti di locali privati e dislocazioni temporanee che rischiano di diventare definitive. L’emergenza edilizia scolastica è presente ovunque, ma specie nel capoluogo regionale rischia di aggravarsi: si pensi al caso della Montini, dove si tornerà a fare scuola nonostante una relazione dell’Università del Molise consiglierebbe l’abbattimento dell’edificio o l’esecuzione di lavori di adeguamento sismico. La scuola di c.da Mascione, intanto, è stata già chiusa tra le legittime proteste e l’apprensione dei genitori, gli alunni della scuola primaria Don Milani continueranno ad essere dislocati in tre sedi diverse mentre già si comincia a discutere dello spostamento degli alunni della primaria E. D’Ovidio nell’edificio di via Gorizia. Cosa succederà quando tutte le relazioni sulla vulnerabilità degli edifici cittadini commissionate all’Unimol saranno presentate? L’abbiamo già detto e lo ribadiamo: a nostro avviso l’edilizia scolastica deve essere una priorità. Le problematiche relative alla sicurezza degli edifici scolastici vanno affrontate di pari passo con la necessaria riorganizzazione dell’offerta scolastica regionale. La presenza di istituti sottodimensionati, la duplicazione di indirizzi, la mancanza di programmazione dell’offerta formativa territoriale, rende non più rinviabile un nuovo piano di dimensionamento scolastico, così come una nuova Legge che regolamenti tutto il sistema d’Istruzione e formazione regionale. La scuola molisana sta andando incontro ad un vero e proprio spopolamento: i dati MIUR certificano che dal 2006 ad oggi siamo passati da 47.335 a 38.995 alunni, 1.000 in meno solamente nell’ultimo anno scolastico. Il numero ridotto degli alunni potrebbe facilitare processi di aggregazione virtuosa tra scuole, volte a mettere in comune esperienze, strutture e servizi, evitando inutili duplicazioni. Invece avviene il contrario: non si riesce nemmeno ad ottimizzare l’utilizzo delle già esigue risorse che ci sono. 
Se non si procede celermente, il dimensionamento avverrà non con la programmazione, ma per consunzione. Ne rappresentano un esempio:
- il sottodimensionamento di 4 Istituti scolastici, che avranno Dirigenti scolastici e DSGA reggenti (I.I.S di Larino, I.C di Castelmauro, I.C  S.Elia a pianisi, I.I.S.  “Giordano” di Venafro);
- la mancata attivazione delle prime nelle classi di istituti superiori in diversi centri del Molise (Montenero, Campomarino e Casacalenda), che spesso purtroppo è prodromica alla chiusura degli indirizzi.
La responsabilità della classe politica locale è evidente: invece di cercare tardive ed improbabili deroghe, bisognerebbe chiedersi perché non ci si sia attivati per tempo, in modo da creare le condizioni per evitare l’impoverimento dell’offerta formativa. Lo spopolamento ha ovviamente inciso anche sugli organici regionali, che continuano a subire la riduzione del tempo scuola, decretato in primis dagli epocali tagli dell’era Gelmini, che sono stati confermati dai governi successivi. In un decennio abbiamo perso circa 870 docenti curriculari, solo in parte compensati dalla creazione del c.d “organico potenziato” e dall’aumento delle deroghe di sostegno.
In più, c’è il dato allarmante riportato dal recente rapporto di Save the Children: mentre in tutta Italia, in base ai dati MIUR, aumenta il numero degli alunni iscritti al tempo pieno, il Molise annovera la percentuale più bassa d’Italia di classi munite di tale servizio (7,8 %) ed è al terz’ultimo posto in Italia per quanto riguarda la presenza di ristorazione scolastica nelle scuole primarie. Tale situazione, dovuta ad organici insufficienti e mancata predisposizione da parte degli Enti locali dei servizi opportuni, oltre ad incidere sul tasso di dispersione scolastica già elevato (10,8%), rischia di penalizzare ulteriormente la nostra regione, ponendo ulteriori ostacoli all’emancipazione lavorativa, in particolare delle donne. In compenso, i nostri insegnanti sono stati costretti ad emigrare, in virtù delle storture del piano di assunzioni della Legge 107/15: ricordiamo che circa 300 docenti molisani sono entrati di ruolo fuori regione (167 scuola secondaria e 130 scuola infanzia e primaria). Di questi solo pochi sono riusciti a tornare con un trasferimento, mentre la maggior parte deve attendere ogni anno la lotteria delle assegnazioni provvisorie, che però quest’anno non sono servite per tutti, per cui almeno una cinquantina resteranno fuori. Non meglio va ai tanti precari ed ai giovani illusi dall’ultimo concorso: molti di loro, pur superando le prove, non sono stati assunti. Per quanto concerne gli ATA il quadro, se possibile, risulta ancora più drammatico. Questo personale non ha potuto beneficiare di alcun “potenziamento di organico” ma solo di tagli. In pochi anni si sono persi 500 posti di lavoro, e ciò complica notevolmente il lavoro nelle aule scolastiche e nelle segreterie, con adempimenti che invece si sono moltiplicati, si veda quanto successo quest’estate con la gestione delle graduatorie d’istituto e ciò che sta accadendo in questi giorni relativamente al tema delle certificazioni sui vaccini, con ulteriori incombenze scaricate sulle segreterie scolastiche. La politica regionale non si è mai interessata al tema degli organici, con il risultato che abbiamo dovuto cedere al mero criterio numerico, che ci penalizza. Che fare? Riteniamo che il futuro dell’istruzione pubblica debba rappresentare una priorità del governo nazionale e regionale. Chiediamo un intervento su queste problematiche di tutta la delegazione parlamentare e torniamo a sollecitare la Regione Molise affinché si adoperi per quanto di competenza. I temi della conoscenza, in ogni caso, saranno parte integrante e prioritaria della piattaforma che la CGIL Molise presenterà agli inizi di ottobre, per ridare una idea di sviluppo a questa regione. E’ necessaria una mobilitazione collettiva, che possa coinvolgere lavoratori, genitori e studenti, che dovranno lavorare insieme su priorità comuni, per la difesa ed il rilancio dell’intero sistema d’istruzione regionale. 
Frattura e Nagni: “Il governo continua a dimostrare attenzione per la nostra regione”
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(AGMnews) - Campobasso, 11 set. "Il ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, con il Decreto 607 della ministra Valeria Fedeli, ha destinato altri 4 milioni di euro per la messa in sicurezza e per l’adeguamento sismico." Lo comunicano il presidente della Regione Molise, Paolo di Laura Frattura, e l'assessore regionale ai lavori pubblici, Pierpaolo Nagni. Ad essere finanziati: l’adeguamento sismico dell’Istituto tecnico commerciale e per geometri “Enrico Fermi” di Isernia, per un importo di 2.5 milioni di euro, l’adeguamento alla normativa sismica dell’Istituto tecnico economico e Liceo scientifico e delle scienze umane di Bojano, per un importo di 1.2 milioni di euro e la manutenzione straordinaria dell’Istituto tecnico commerciale “Giovanni Boccardi” di Termoli, per un importo di 300mila euro. Con il Decreto 637 invece, sempre a firma della ministra Fedeli, sono stati assegnati al Molise 1 milione e 376 mila euro per la realizzazione di nuove scuole-poli per l’infanzia. La Regione Molise, tenendo contro dei criteri e delle indicazioni fornite dal ministero, provvederà, nelle prossime settimane ad espletare le manifestazioni di interesse, per individuare i progetti da trasmettere al MIUR. "Dopo diverse interlocuzioni con le strutture ministeriali - spiegano Frattura e Nagni - al Molise sono state riconosciute ulteriori risorse che, insieme a quelle già attivate o in corso di attivazione, permetteranno di incrementare i servizi offerti ai cittadini, soprattutto in termini di sicurezza. "Siamo soddisfatti – proseguono Frattura e Nagni - per l'attenzione che il Governo centrale continua a prestare alla nostra Regione. Dalla titolare del dicastero sono arrivate rassicurazioni: l’edilizia scolastica e la sicurezza sono punti fermi su cui si continuerà ad investire, allocando nei prossimi anni importanti ricorse”. “Ulteriori interventi per la messa in sicurezza delle scuole – concludono - saranno sostenuti dalla Regione Molise. Ad oggi, infatti, grazie ai finanziamenti previsti dal "Decreto del Fare", dalle due annualità dei mutui Bei e dal Bando Inail, la nostra Regione è riuscita ad ottenere oltre 30 milioni di euro per l’adeguamento dei nostri istituti scolastici” .
Anna Paola Sabatini (Usr Molise): verso una scuola sempre piu' professionale e innovativa
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(AGMnews) - Campobasso, 11 set. "Cari studenti e famiglie, cari docenti e personale della scuola, cari dirigenti. Ci siamo. Entusiasmo, dubbi e curiosità sono emozioni che ci invadono ogni volta che le porte delle nostre scuole si aprono per l’avvio di un nuovo anno scolastico. In questo momento sono lì con voi: come alunna, come dirigente, come docente e come genitore. Vi sono vicina e condivido con tutti voi il grande senso di responsabilità per la nuova sfida che ci attende. Una sfida non facile, perché la vita stessa non è facile. Ma è proprio questo che la rende meravigliosa, con le sue innumerevoli sfumature: tra gioie, dolori, successi e sconfitte. Sono queste esperienze, vissute tutte insieme, che ci rendono quello che siamo: persone speciali, perché assolutamente uniche. Ed è soprattutto grazie all’esperienza scolastica che troveremo la nostra dimensione di uomini e donne, di cittadini, di padri e di madri, di lavoratori e di futura classe dirigente. Nelle nostre mani è il potere di cambiare in meglio la nostra vita e quella degli altri, partendo proprio dalla scuola. Per farlo, però, dobbiamo avere dentro di noi la voglia di crescere, di migliorare e di metterci in discussione, ogni singolo giorno. Con l’anno scolastico 2017/2018 siamo alla terza annualità di attuazione della legge 107/2015 (quella sulla “Buona Scuola”). Le criticità da affrontare restano tante, ma questa legge ha avuto sicuramente il merito di riportare i temi della scuola italiana al centro del dibattito nazionale. Molto ancora si dovrà fare, ma molto si è già fatto. E se è stato possibile realizzare qualcosa di buono in questi anni è anche grazie all’immenso lavoro di voi docenti, voi dirigenti e voi personale della scuola. Un grazie di cuore va, naturalmente, anche alla sensibilità e alla pazienza delle famiglie, altra colonna portante (insieme alla scuola) della nostra società. Questo è un mondo che viaggia in fretta, basta vedere come le nuove tecnologie e le innovazioni stiano trasformando la nostra vita. Per questo la scuola deve essere sempre di più al passo con questi cambiamenti. A noi educatori si chiede sempre di più professionalità e flessibilità, per conciliare valori, saperi e nuove competenze. La comunità scolastica molisana ha dimostrato negli anni di saper centrare pienamente questi obiettivi, grazie al senso di responsabilità e alla tenacia che ci contraddistingue. Sono davvero orgogliosa di tutti voi, per l'ottimo lavoro che svolgete nella didattica, nell'organizzazione delle varie attività, nel confronto con il territorio, nella gestione degli istituti, sia nei comuni più grandi che in quelli delle aree interne. Grazie ancora anche per gli straordinari risultati ottenuti dai nostri studenti e docenti nei concorsi, nelle iniziative formative, nelle manifestazioni nazionali e nelle innumerevoli performance artistico/musicali. Sono sicura che replicheremo tutti questi successi anche quest'anno. Vorrei che la parola d’ordine per l'anno scolastico 2017/2018 fosse "Innovazione", intesa nel senso più ampio del termine: nella didattica, nelle relazioni, nel lavoro su se stessi. Dobbiamo accelerare il passo verso una scuola sempre più professionale e innovativa e ragionare sempre di più come un’unica grande comunità che abbia davanti a sé sfide e obiettivi comuni. Solo essendo innovativi, infatti, riusciremo a confrontarci con le criticità che riguardano il nostro territorio, mettendo al primo posto le sfide sui temi della sicurezza, dello spopolamento e della progressiva riduzione del numero di alunni nelle nostre classi, della riorganizzazione delle scuole sul territorio. E nel ringraziare tutte le Istituzioni e le parti sociali che giornalmente collaborano e si confrontano con noi, auspico che il dibattito su questi temi si faccia sempre più efficace e produttivo. Concludo augurando ai nostri meravigliosi studenti di concepire il nuovo anno scolastico come uno straordinario momento di crescita. Ai nostri bravi e qualificati insegnanti, al personale della scuola, ai nostri ottimi dirigenti, va ora il compito di lavorare in sinergia (anche con le famiglie e il territorio) per far crescere sempre di più la qualità della nostra offerta formativa. Il personale dell’Ufficio Scolastico del Molise, con le sedi provinciali di Campobasso e Isernia (che non smetterò mai di ringraziare per il prezioso aiuto quotidiano), ce la metterà tutta per sostenervi in questa nuova sfida. Dunque, si inizia. In bocca al lupo a tutti!"
Regione, bilancio di previsione 2017-2019. Il consigliere Scarabeo interviene sull'operato della Giunta regionale
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(AGMnews) - Campobasso, 09 set. La convocazione del Consiglio regionale sulla variazione di bilancio di previsione per l’esercizio finanziario 2017-2019, lascia moltissime perplessità non solo sul modo di operare di questo Governatore e di chi condivide certi suoi “capricci”, ma anche sul rapporto che questi continua a tenere nei confronti del Consiglio regionale. Ed è su questo punto che sono particolarmente critico, perché non è possibile esautorare dei propri poteri l’Assemblea regionale ponendola nelle condizioni di essere convocata e non poter, regolarmente, svolgere il proprio ruolo. Pensare di bypassare le Commissioni regionali preposte alla verifica delle operazioni di variazione di bilancio di previsione e scaricando appositamente la Giunta dalle responsabilità del caso, non è degno di nota, né giusto. O c’è qualcosa da nascondere, oppure abbiamo a che fare con un “capetto” come nei peggiori sistemi di governo che crede di avere le istituzioni al proprio servizio. Il mio voto contrario a questa specie di blitz per approvare qualcosa di non chiaro, manca infatti una documentazione sufficiente a farci capire di cosa si sta veramente parlando, vuole indicare che la misura è davvero colma. E’ un voto contrario che, probabilmente, racchiude anche il pensiero di tante persone che non accettano un modo di fare fuori da certe logiche: quelle della democrazia e del rispetto. Certo, con l’approssimarsi di nuove elezioni, ogni momento è buono per apparire migliori, ma pensare di passare sulla dignità del Consiglio regionale per guadagnarsi qualche voto è troppo. Spero che il Consiglio regionale da questo momento in poi saprà porre rimedio a queste intemperanze e lanciare un messaggio preciso a chi crede di egemonizzare una intera regione che in questi anni di cattivo governo ha praticamente distrutto!

Uil: “ora che i soldi ci sono, servono le politiche per la non autosufficienza!”
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 (AGMnews) - Campobasso, 09 set. “Finalmente sappiamo quanti soldi saranno a disposizione del Molise per intervenire sulla non autosufficienza: dei 500 milioni complessivi, ce ne sono stati destinati 3, cui si aggiungono poco meno di 400.000 euro a carico del bilancio della Regione. Bene, siamo già un passo in avanti. Ma ora servono le politiche regionali e precise decisioni, magari una volta tanto da condividere con le forse sociali rappresentative in modo globale e non solo con un qualche comitato che punta a tutelare aspetti e situazioni specifiche.” Questo il commento della UIL molisana alla decisione della Conferenza unificata che ha ripartito le risorse stanziate da varie leggi o  reintegrare dalle regioni stesse per intervenire a tutela dei cittadini non autosufficienti. “Si tratta di soldi da utilizzare per gli interventi e servizi assistenziali da coniugare con quelli della tutela sanitaria - sottolinea la UIL - proprio nel quadro dell’integrazione  socio-sanitaria che da tempo indichiamo come strada. Potrà così essere incrementata l’assistenza domiciliare, anche in termini di ore di assistenza personale o supporto familiare, adeguando le prestazioni all’evolversi dei modelli di assistenza. Si potrà procedere anche con trasferimenti monetari, ma solo se serviranno ad acquistare servizi di cura e assistenza domiciliare o per ripagare il familiare o il vicino di casa che intervengono sulla base del piano personalizzato. La persona non autosufficiente e la sua famiglia dovranno poter contare anche su interventi integrativi dell’assistenza domiciliare, quali i ricoveri di sollievo in strutture sociosanitarie, purché siano effettivamente complementari al percorso domiciliare. Sta, ora, ad ogni Regione fissare gli obiettivi e mettere in pratica le azioni, ovvero pianificare come sostenere le prestazioni,  gli interventi  e  i servizi  assistenziali che compongono i  servizi  socio-sanitari  in favore di persone non  autosufficienti.” “Più facile a dirsi che non a farsi, in una Regione come la nostra che non si è ancora dotata di una legge quadro complessiva per la tutela della non autosufficienza: la proposta avanzata dai Sindacati pensionati, sulla quale sono state raccolte migliaia di firme, giace in qualche cassetto e, con l’aria che tira e i tanti impegni della giunta e del consiglio regionale, non è proprio detto che qualcuno voglia spolverarla.” “In che strano modo viviamo, da noi: qualche volta non abbiamo le idee, qualche volta ci mancano gli strumenti, qualche volta non abbiamo soldi. Ma per fare politiche positive, per la tutela della non autosufficienza come per altro, occorrono contemporaneamente: idee, strumenti, soldi. Magari, almeno nell’interesse dei molisani che vivono situazioni davvero difficili, stavolta proviamo a darci una mossa!”
Analisi e riflessioni del Movimento Cinque Stelle sulla stesura di un Piano di razionalizzazione delle società partecipate
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(AGMnews) - Campobasso, 08 set. Da due anni il Molise aspetta un vero Piano operativo di razionalizzazione come chiede la legge. Uno dei tanti propositi annunciati e abbandonati da una Giunta che con la propria incapacità continua a far pagare ai cittadini centinaia di migliaia di euro per il nulla. Abbiamo presentato una nuova interrogazione in Consiglio regionale. Se qualcuno non lo ricorda gli rinfreschiamo la memoria. La legge nazionale di stabilità 2015, in maniera più incisiva rispetto alle precedenti, prevedeva per le Regioni la stesura di un Piano di razionalizzazione delle società partecipate con l’obiettivo di ridurne numero e costi. Un progetto che aveva date precise: a decorrere dal 1 gennaio 2015 i governatori dovevano avviare un processo di razionalizzazione delle società e delle partecipazioni societarie dirette e indirette per concretizzarne la riduzione entro il 31 dicembre 2015. La normativa prevedeva anche la exit strategy: le amministrazioni, nel rispetto delle procedure ad evidenza pubblica, avrebbero potuto cedere a terzi le società e le partecipazioni vietate. Decorsi i termini previsti, la partecipazione non alienata semplicemente cessava. Se l’alienazione non andava in porto, entro i dodici mesi dalla cessazione, la società avrebbe liquidato in denaro il valore della quota del socio cessato.
La legge aveva quindi stabilito tempi e modi del processo e, a conclusione dell’iter di dismissione, aveva imposto entro il 15 marzo del 2016 la stesura di una apposita relazione contenente i risultati del processo di razionalizzazione. Piano e relazione dovevano essere pubblicati sul sito web istituzionale e il piano doveva essere inviato alla Sezione regionale di controllo della Corte dei Conti che si sarebbe espressa sulla sua validità.
La Regione Molise non fece nulla di tutto questo e a settembre, dunque dopo 6 mesi dalla prima scadenza, in Consiglio regionale fu discussa la mozione a firma MoVimento 5 Stelle Molise che suonava la sveglia al governatore Frattura e alla sua Giunta invitandoli a predisporre il Piano. La mozione fu respinta, anche se il Presidente ammise di essere “inadempiente”, promettendo di adottare il Piano entro fine settembre. E aggiunse trionfante: “Leggerete nell’atto un impegno rigoroso di razionalizzazione di tutto il monte Società partecipate direttamente dalla Regione, lasciando chiaramente in vita esclusivamente quelle che effettivamente rappresentano un valore strategico per la Regione stessa.” A fine settembre 2015 la Giunta approvò la deliberazione n. 497 dal titolo: ‘Ricognizione e Piano operativo di razionalizzazione degli organismi partecipati dalla Regione Molise’. Per quanto riguardava le partecipate indirette la Regione annunciava che “le società pubbliche interessate dovranno attivarsi in un’ottica di massimizzazione dei proventi derivanti dalle cessioni, previa adozione di un piano di razionalizzazione, analogo a quello adottato dalla Regione Molise”. Si trattava di un documento vuoto, una banale valutazione della dimensione quantitativa delle società partecipate e dei loro dati contabili. Al Piano, tra l’altro, mancava la relazione contenente i risultati della razionalizzazione e non sappiamo se il progetto sia mai stato inviato alla Corte dei Conti. Da allora, le Partecipate dirette e indirette sono tutte al loro posto. Un ginepraio di sigle visibile nella relazione allegata alla Determina di Giunta regionale 497/2015 pubblicata sul sito istituzionale. Esse sono Autostrada del Molise, Sviluppo Montagna Molisana spa, che detiene il 100% di Funivie del Molise; Finmolise che partecipa al capitale di A.SVI.R Molise, IN.DAL.CO. spa, I.FI.M. spa, Matese per l’Occupazione e Molise e Sviluppo (entrambe società consortili per azioni), Cooperativa COTEB scarl, Energia Verde srl, Contagricol spa, Consorzio Agrisviluppo 2000. Ci sono poi Gam (Gestione Agroalimentare Molise) srl in concordato che possiede il 100% di Avicola molisana; Sviluppo Italia Molise che compartecipa con FinMolise a Molise Sviluppo; Molise Dati spa che partecipa alla Banca Popolare delle Province Molisane, a Wircom spa e a Sopros spa. Senza dimenticare la società in liquidazione Korai srl, il consorzio Geosat e lo Zuccherificio del Molise, società dichiarata fallita a luglio 2015. Il caso più eclatante è forse l’Autostrada del Molise, una società legata a un progetto insensato (che in fin dei conti si era ridotto al solo tratto Castelpetroso-Guardiaregia) a cui il M5S si è sempre opposto, chiedendone la liquidazione più volte in Aula. La società Autostrada del Molise ha chiuso il bilancio 2016 con una perdita di circa 190.000 euro: la metà di questi soldi sono serviti a pagare compensi e rimborsi del Consiglio d’amministrazione e del Collegio sindacale, l’altra metà è servita a pagare servizi resi dall’Anas e spese legali. Il progetto non sarà mai realizzato (per fortuna), tuttavia per il sesto anno consecutivo la società ha chiuso il bilancio in passivo ma non viene sciolta, con il socio Regione che continua a pagare il conto, buttando soldi pubblici. È solo un caso, che fa capire lo sperpero di denaro in atto attorno alle Partecipate.
Il MoVimento 5 Stelle Molise ha presentato un nuovo atto in Consiglio regionale. Una interrogazione con cui chiediamo al governatore Paolo di Laura Frattura tre cose: se ad oggi risultano società in dismissione, a partecipazione diretta o indiretta; se le società partecipate direttamente dalla Regione hanno presentato il piano per la dismissione delle indirette; se un vero Piano operativo di razionalizzazione è stato inviato alla Corte dei Conti che doveva esprimersi sulla sua validità. Secondo voi il governatore sarà in grado di risponderci?
Lo rende noto l'assessore Facciolla: "due progetti ambiziosi che, se realizzati, porteranno notevoli e positive ripercussioni nel settore agricolo molisano"
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(AGMnews) - Campobasso, 06 set. “Un progetto che prende avvio dalla Misura 4, sottomisura 4.1. del Piano di Sviluppo Rurale 2014/2020 della Regione Molise e che, pertanto, mi rende orgoglioso”. Così l’Assessore regionale alle Politiche Agricole e Agroalimentari, Vittorino Facciolla, commenta la notizia di una trattativa in corso tra la società Aom sita a Termoli e la Dolceamaro srl, a capo del noto marchio Confetti Papa, che intende produrre mandorle nei terreni del Basso Molise. Una trattativa che si affianca ad un altro progetto, un possibile accordo dell’Aom con lo storico e noto marchio Ferrero per la coltivazione delle nocciole. Due progetti ambiziosi che, se realizzati, porteranno notevoli e positive ripercussioni nel settore agricolo molisano. “Sono convinto che il tutto vada a buon fine, così da migliorare la competitività, sia in termini economici sia ambientali, delle nostre aziende agricole” - conclude Facciolla. Nuove idee che si concretizzano, contribuendo a migliorare le performance economiche e ambientali delle attività agricole del nostro territorio
Tutte le informazioni, aggiornate ed integrate, sono presenti nella Guida on-line, disponibile sul sito dell'Asrem e su quello della Regione Molise.
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(AGMnews) - Campobasso, 06 set. Aggiornata e potenziata la sezione del sito web dell’Asrem dedicata a "Vaccini ed obbligo scolastico", a comunicarlo Regione Molise ed Azienda sanitaria regionale. Per migliorare la fruizione del servizio ed agevolare i genitori la pagina web, del sito www.asrem.org , è stata implementata con un'ulteriore area, dedicata alla prenotazione, e sono stati aggiornati i contatti e le modalità di prenotazione. Oltre che presso i centri vaccinali abilitati dell’Asrem sarà infatti possibile prenotare la vaccinazione inviando, in base all’Ambito Territoriale di appartenenza, una mail ai seguenti indirizzi: vaccinazioni.campobasso@asrem.org, vaccinazioni.isernia@asrem.org e vaccinazioni.termoli@asrem.org. Indifferentemente dal Comune di residenza sarà invece possibile prenotare inviando un messaggio di posta elettronica certificata (PEC) all'indirizzo asrem@pec.it . Ulteriore modalità di prenotazione inserita è quella della raccomandata con ricevuta di ritorno, da intestare ad:  Azienda Sanitaria Regionale del Molise – “Prenotazioni vaccinazioni” - Via Ugo Petrella n.1  - 86100 Campobasso”.  I nuovi numeri per le prenotazioni telefoniche, attivi dal lunedì al venerdì, dalle ore 9.00 alle ore 13.00, sono: 0874 409966, per gli Ambiti Territoriali di Campobasso ed Isernia, e  0875 7159755 per l’Ambito Territoriale di Termoli. 
Ci va giù duro l’ex assessore PD nominato da Di Laura Frattura
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(AGMnews) – Campobasso, 6 Sett. - Massimiliano Scarabeo consigliere regionale in carica, non gliele manda a dire ed attacca pesantemente il governatore Frattura con un durissimo comunicato inviato alla stampa: “Elencare le “malefatte” di Frattura nel corso di questi anni, richiederebbe molto tempo, perché tante sono state le scelte scellerate che non hanno portato a niente di buono per il lavoro e l’economia in generale. Sotto l’alibi dell’Area di Crisi che ancora non vede la luce, nonostante i roboanti annunci, si è consumata l’ultima barzelletta di un bando che dovrebbe finanziare iniziative imprenditoriali di giovani under 30 e ex lavoratori delle aziende in crisi, ricadenti nei bacini individuati dal decreto di dichiarazione dell’Area di Crisi per il Molise, il cui importo complessivo è soltanto di due milioni di Euro. E ti credo che già al primo giorno la presentazione delle domande è stata sospesa! Due milioni di Euro, che divisi per l’importo massimo ammissibile dai bandi, significano pochissimi progetti da finanziare. Due milioni di Euro, sono una goccia in un oceano e questo rientra nel discorso che in questi anni, pochissime risorse regionali sono state rese disponibili per il lavoro e l’occupazione. Tante le richieste perché tanta è la necessitòà di trovare occupazione, soprattutto da parte dei giovani che non vogliono lasciare il Molise ma che, loro malgrado, sono costretti a farlo vista la necessità di sopravvivere a questo stato di crisi latente che non offre altre opportunità. In passato, più volte è stata sollecitata la necessità di favorire l’occupazione attraverso strumenti di immediato riscontro, sgravi fiscali etributari per nuove assunzioni, per esempio, o altre forme di incentivazione con intervento finanziario diretto da parte della Regione Molise. Parole al vento che oggi, alle porte di una nuova campagna elettorale e di una nuova stagione politico-istituzionale per il Molise, tornano più che mai d’attualità. Per chi vede la questione come un successo la risposta viene data proprio dal numero delle richieste che è molto oltre il limite finanziario messo a disposizione, questo significa che sono tante le speranze dei giovani molisani, speranze che, loro malgrado, restano pie illusioni, proprio mentre non ci si pone alcun problema ad accreditare milioni di Euro alla sanità privata. Il problema, alla fine, ricade su chi è già pesantemente penalizzato dall’attuale crisi economica e sociale in atto e che auspica di intravedere una possibile alternativa allo stato di disagio a cui è costretto. Si può mai guardare con fiducia al futuro se questo viene visto con gli occhi di chi   ha più bisogno e deve riporre le propriesperanze in un cassetto?”

...prima di indicare nuove soluzioni.
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(AGMnews) - Campobasso 04 Ago.   La sinistra molisana non ha mai avuto vita facile, ma pur tra mille errori, ritardi, limiti e spaccature, è riuscita almeno in parte,  a rappresentare e tutelare i bisogni delle classi sociali meno abbienti. Non si contano i militanti di sinistra obbligati a scegliere, da fine ottocento ai nostri giorni, la via dell’emigrazione come unica alternativa per non rinunciare ai propri ideali. La lotta politica nei piccoli comuni del Molise non è mai stata una passeggiata per chi osava schierarsi contro il potere, tra rinunce, sacrifici, visti negati per l’espatrio in America, mancate assunzioni in FIAT o negli uffici pubblici, discriminazioni palesi nell’assegnazione delle terre della riforma agraria, isolamento, denigrazioni e negazioni di diritti elementari. A tutto ciò si reagiva organizzandosi nel partito socialista, iscrivendosi al  sindacato, aderendo al PCI, strutturando le associazioni cooperative, degli artigiani e dei contadini, lottando insieme ai partiti laici,e rafforzando le reti di solidarietà locali. Un cammino nato con le società di mutuo soccorso e che si inerpica ancora sui sentieri sempre più stretti di questo terzo millennio dominato dal ricatto di un capitalismo senza regole che umilia il lavoro e calpesta i diritti umani. In un smile contesto, è comprensibile lo sbandamento della sinistra che per vincere a Roma si è affidata per due volte a Prodi, e per governare si è affidata prima a Letta e poi a Renzi e quindi a Gentiloni. In Molise si è seguita la stessa scia importando figure dal campo di Agramante che progressivamente hanno mutato geneticamente i tratti del centrosinistra brandendo il potere come una clava con modalità e metodiche simili se non peggiori di quelle della destra più retriva. Se in Italia l’ultimo Presidente del Consiglio di Sinistra è stato Massimo D’Alema tra il 1999 ed il 2000, in Molise ci fu un fuggi fuggi di dirigenti autorevoli  di sinistra alle Primarie per la Presidenza della Regione del 2011. Con la tesi che senza i voti centristi si sarebbero perse le elezioni in tanti si affrettarono ad andare in soccorso dell’uomo della provvidenza portandogli in dote quel migliaio di voti in più che gli consentirono di vincere le primarie con una percentuale vicina al 40%. Su quel passaggio decisivo per le sorti del centrosinistra molisano è calato un silenzio tombale, sorprendendosi a distanza di anni che un uomo nato a destra, resti di destra e adotti scelte di destra, svuotando la politica e investendo sull’esercizio del potere. Dal punto di vista tattico quell’operazione politica fu un capolavoro che capovolse in 24 mesi la politica molisana, consegnando le principali amministrazioni locali e 3 parlamentari su quattro al centrosinistra, ma alla luce di ciò che è accaduto in Regione ne è valsa la pena ? Per la mia parte, pur avendo provato nel momento topico delle Primarie a fronteggiare un plateale errore di strategia politica, sono pronto a riconoscere che occorreva persistere nell’opposizione ad un disegno sbagliato anziché far prevalere il senso di responsabilità, lo spirito di servizio e l’unità del centrosinistra. Probabilmente una battaglia politica fatta dopo aver perso le Primarie non avrebbe sortito effetti, ma non averla combattuta è stato uno sbaglio di cui ho tratto le conseguenze solo a metà legislatura, pur di completare l’adozione di norme, atti e pianificazioni utili alla parte più debole del Molise. Senza una riflessione ampia sugli errori fatti in questi anni da parte di ciascuno di noi e da tutto il centrosinistra non si va da nessuna parte. Meglio tacere e fare un passo di lato !

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