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Regione, bilancio di previsione 2017-2019. Il consigliere Scarabeo interviene sull'operato della Giunta regionale
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(AGMnews) - Campobasso, 09 set. La convocazione del Consiglio regionale sulla variazione di bilancio di previsione per l’esercizio finanziario 2017-2019, lascia moltissime perplessità non solo sul modo di operare di questo Governatore e di chi condivide certi suoi “capricci”, ma anche sul rapporto che questi continua a tenere nei confronti del Consiglio regionale. Ed è su questo punto che sono particolarmente critico, perché non è possibile esautorare dei propri poteri l’Assemblea regionale ponendola nelle condizioni di essere convocata e non poter, regolarmente, svolgere il proprio ruolo. Pensare di bypassare le Commissioni regionali preposte alla verifica delle operazioni di variazione di bilancio di previsione e scaricando appositamente la Giunta dalle responsabilità del caso, non è degno di nota, né giusto. O c’è qualcosa da nascondere, oppure abbiamo a che fare con un “capetto” come nei peggiori sistemi di governo che crede di avere le istituzioni al proprio servizio. Il mio voto contrario a questa specie di blitz per approvare qualcosa di non chiaro, manca infatti una documentazione sufficiente a farci capire di cosa si sta veramente parlando, vuole indicare che la misura è davvero colma. E’ un voto contrario che, probabilmente, racchiude anche il pensiero di tante persone che non accettano un modo di fare fuori da certe logiche: quelle della democrazia e del rispetto. Certo, con l’approssimarsi di nuove elezioni, ogni momento è buono per apparire migliori, ma pensare di passare sulla dignità del Consiglio regionale per guadagnarsi qualche voto è troppo. Spero che il Consiglio regionale da questo momento in poi saprà porre rimedio a queste intemperanze e lanciare un messaggio preciso a chi crede di egemonizzare una intera regione che in questi anni di cattivo governo ha praticamente distrutto!

Uil: “ora che i soldi ci sono, servono le politiche per la non autosufficienza!”
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 (AGMnews) - Campobasso, 09 set. “Finalmente sappiamo quanti soldi saranno a disposizione del Molise per intervenire sulla non autosufficienza: dei 500 milioni complessivi, ce ne sono stati destinati 3, cui si aggiungono poco meno di 400.000 euro a carico del bilancio della Regione. Bene, siamo già un passo in avanti. Ma ora servono le politiche regionali e precise decisioni, magari una volta tanto da condividere con le forse sociali rappresentative in modo globale e non solo con un qualche comitato che punta a tutelare aspetti e situazioni specifiche.” Questo il commento della UIL molisana alla decisione della Conferenza unificata che ha ripartito le risorse stanziate da varie leggi o  reintegrare dalle regioni stesse per intervenire a tutela dei cittadini non autosufficienti. “Si tratta di soldi da utilizzare per gli interventi e servizi assistenziali da coniugare con quelli della tutela sanitaria - sottolinea la UIL - proprio nel quadro dell’integrazione  socio-sanitaria che da tempo indichiamo come strada. Potrà così essere incrementata l’assistenza domiciliare, anche in termini di ore di assistenza personale o supporto familiare, adeguando le prestazioni all’evolversi dei modelli di assistenza. Si potrà procedere anche con trasferimenti monetari, ma solo se serviranno ad acquistare servizi di cura e assistenza domiciliare o per ripagare il familiare o il vicino di casa che intervengono sulla base del piano personalizzato. La persona non autosufficiente e la sua famiglia dovranno poter contare anche su interventi integrativi dell’assistenza domiciliare, quali i ricoveri di sollievo in strutture sociosanitarie, purché siano effettivamente complementari al percorso domiciliare. Sta, ora, ad ogni Regione fissare gli obiettivi e mettere in pratica le azioni, ovvero pianificare come sostenere le prestazioni,  gli interventi  e  i servizi  assistenziali che compongono i  servizi  socio-sanitari  in favore di persone non  autosufficienti.” “Più facile a dirsi che non a farsi, in una Regione come la nostra che non si è ancora dotata di una legge quadro complessiva per la tutela della non autosufficienza: la proposta avanzata dai Sindacati pensionati, sulla quale sono state raccolte migliaia di firme, giace in qualche cassetto e, con l’aria che tira e i tanti impegni della giunta e del consiglio regionale, non è proprio detto che qualcuno voglia spolverarla.” “In che strano modo viviamo, da noi: qualche volta non abbiamo le idee, qualche volta ci mancano gli strumenti, qualche volta non abbiamo soldi. Ma per fare politiche positive, per la tutela della non autosufficienza come per altro, occorrono contemporaneamente: idee, strumenti, soldi. Magari, almeno nell’interesse dei molisani che vivono situazioni davvero difficili, stavolta proviamo a darci una mossa!”
Analisi e riflessioni del Movimento Cinque Stelle sulla stesura di un Piano di razionalizzazione delle società partecipate
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(AGMnews) - Campobasso, 08 set. Da due anni il Molise aspetta un vero Piano operativo di razionalizzazione come chiede la legge. Uno dei tanti propositi annunciati e abbandonati da una Giunta che con la propria incapacità continua a far pagare ai cittadini centinaia di migliaia di euro per il nulla. Abbiamo presentato una nuova interrogazione in Consiglio regionale. Se qualcuno non lo ricorda gli rinfreschiamo la memoria. La legge nazionale di stabilità 2015, in maniera più incisiva rispetto alle precedenti, prevedeva per le Regioni la stesura di un Piano di razionalizzazione delle società partecipate con l’obiettivo di ridurne numero e costi. Un progetto che aveva date precise: a decorrere dal 1 gennaio 2015 i governatori dovevano avviare un processo di razionalizzazione delle società e delle partecipazioni societarie dirette e indirette per concretizzarne la riduzione entro il 31 dicembre 2015. La normativa prevedeva anche la exit strategy: le amministrazioni, nel rispetto delle procedure ad evidenza pubblica, avrebbero potuto cedere a terzi le società e le partecipazioni vietate. Decorsi i termini previsti, la partecipazione non alienata semplicemente cessava. Se l’alienazione non andava in porto, entro i dodici mesi dalla cessazione, la società avrebbe liquidato in denaro il valore della quota del socio cessato.
La legge aveva quindi stabilito tempi e modi del processo e, a conclusione dell’iter di dismissione, aveva imposto entro il 15 marzo del 2016 la stesura di una apposita relazione contenente i risultati del processo di razionalizzazione. Piano e relazione dovevano essere pubblicati sul sito web istituzionale e il piano doveva essere inviato alla Sezione regionale di controllo della Corte dei Conti che si sarebbe espressa sulla sua validità.
La Regione Molise non fece nulla di tutto questo e a settembre, dunque dopo 6 mesi dalla prima scadenza, in Consiglio regionale fu discussa la mozione a firma MoVimento 5 Stelle Molise che suonava la sveglia al governatore Frattura e alla sua Giunta invitandoli a predisporre il Piano. La mozione fu respinta, anche se il Presidente ammise di essere “inadempiente”, promettendo di adottare il Piano entro fine settembre. E aggiunse trionfante: “Leggerete nell’atto un impegno rigoroso di razionalizzazione di tutto il monte Società partecipate direttamente dalla Regione, lasciando chiaramente in vita esclusivamente quelle che effettivamente rappresentano un valore strategico per la Regione stessa.” A fine settembre 2015 la Giunta approvò la deliberazione n. 497 dal titolo: ‘Ricognizione e Piano operativo di razionalizzazione degli organismi partecipati dalla Regione Molise’. Per quanto riguardava le partecipate indirette la Regione annunciava che “le società pubbliche interessate dovranno attivarsi in un’ottica di massimizzazione dei proventi derivanti dalle cessioni, previa adozione di un piano di razionalizzazione, analogo a quello adottato dalla Regione Molise”. Si trattava di un documento vuoto, una banale valutazione della dimensione quantitativa delle società partecipate e dei loro dati contabili. Al Piano, tra l’altro, mancava la relazione contenente i risultati della razionalizzazione e non sappiamo se il progetto sia mai stato inviato alla Corte dei Conti. Da allora, le Partecipate dirette e indirette sono tutte al loro posto. Un ginepraio di sigle visibile nella relazione allegata alla Determina di Giunta regionale 497/2015 pubblicata sul sito istituzionale. Esse sono Autostrada del Molise, Sviluppo Montagna Molisana spa, che detiene il 100% di Funivie del Molise; Finmolise che partecipa al capitale di A.SVI.R Molise, IN.DAL.CO. spa, I.FI.M. spa, Matese per l’Occupazione e Molise e Sviluppo (entrambe società consortili per azioni), Cooperativa COTEB scarl, Energia Verde srl, Contagricol spa, Consorzio Agrisviluppo 2000. Ci sono poi Gam (Gestione Agroalimentare Molise) srl in concordato che possiede il 100% di Avicola molisana; Sviluppo Italia Molise che compartecipa con FinMolise a Molise Sviluppo; Molise Dati spa che partecipa alla Banca Popolare delle Province Molisane, a Wircom spa e a Sopros spa. Senza dimenticare la società in liquidazione Korai srl, il consorzio Geosat e lo Zuccherificio del Molise, società dichiarata fallita a luglio 2015. Il caso più eclatante è forse l’Autostrada del Molise, una società legata a un progetto insensato (che in fin dei conti si era ridotto al solo tratto Castelpetroso-Guardiaregia) a cui il M5S si è sempre opposto, chiedendone la liquidazione più volte in Aula. La società Autostrada del Molise ha chiuso il bilancio 2016 con una perdita di circa 190.000 euro: la metà di questi soldi sono serviti a pagare compensi e rimborsi del Consiglio d’amministrazione e del Collegio sindacale, l’altra metà è servita a pagare servizi resi dall’Anas e spese legali. Il progetto non sarà mai realizzato (per fortuna), tuttavia per il sesto anno consecutivo la società ha chiuso il bilancio in passivo ma non viene sciolta, con il socio Regione che continua a pagare il conto, buttando soldi pubblici. È solo un caso, che fa capire lo sperpero di denaro in atto attorno alle Partecipate.
Il MoVimento 5 Stelle Molise ha presentato un nuovo atto in Consiglio regionale. Una interrogazione con cui chiediamo al governatore Paolo di Laura Frattura tre cose: se ad oggi risultano società in dismissione, a partecipazione diretta o indiretta; se le società partecipate direttamente dalla Regione hanno presentato il piano per la dismissione delle indirette; se un vero Piano operativo di razionalizzazione è stato inviato alla Corte dei Conti che doveva esprimersi sulla sua validità. Secondo voi il governatore sarà in grado di risponderci?
Lo rende noto l'assessore Facciolla: "due progetti ambiziosi che, se realizzati, porteranno notevoli e positive ripercussioni nel settore agricolo molisano"
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(AGMnews) - Campobasso, 06 set. “Un progetto che prende avvio dalla Misura 4, sottomisura 4.1. del Piano di Sviluppo Rurale 2014/2020 della Regione Molise e che, pertanto, mi rende orgoglioso”. Così l’Assessore regionale alle Politiche Agricole e Agroalimentari, Vittorino Facciolla, commenta la notizia di una trattativa in corso tra la società Aom sita a Termoli e la Dolceamaro srl, a capo del noto marchio Confetti Papa, che intende produrre mandorle nei terreni del Basso Molise. Una trattativa che si affianca ad un altro progetto, un possibile accordo dell’Aom con lo storico e noto marchio Ferrero per la coltivazione delle nocciole. Due progetti ambiziosi che, se realizzati, porteranno notevoli e positive ripercussioni nel settore agricolo molisano. “Sono convinto che il tutto vada a buon fine, così da migliorare la competitività, sia in termini economici sia ambientali, delle nostre aziende agricole” - conclude Facciolla. Nuove idee che si concretizzano, contribuendo a migliorare le performance economiche e ambientali delle attività agricole del nostro territorio
Tutte le informazioni, aggiornate ed integrate, sono presenti nella Guida on-line, disponibile sul sito dell'Asrem e su quello della Regione Molise.
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(AGMnews) - Campobasso, 06 set. Aggiornata e potenziata la sezione del sito web dell’Asrem dedicata a "Vaccini ed obbligo scolastico", a comunicarlo Regione Molise ed Azienda sanitaria regionale. Per migliorare la fruizione del servizio ed agevolare i genitori la pagina web, del sito www.asrem.org , è stata implementata con un'ulteriore area, dedicata alla prenotazione, e sono stati aggiornati i contatti e le modalità di prenotazione. Oltre che presso i centri vaccinali abilitati dell’Asrem sarà infatti possibile prenotare la vaccinazione inviando, in base all’Ambito Territoriale di appartenenza, una mail ai seguenti indirizzi: vaccinazioni.campobasso@asrem.org, vaccinazioni.isernia@asrem.org e vaccinazioni.termoli@asrem.org. Indifferentemente dal Comune di residenza sarà invece possibile prenotare inviando un messaggio di posta elettronica certificata (PEC) all'indirizzo asrem@pec.it . Ulteriore modalità di prenotazione inserita è quella della raccomandata con ricevuta di ritorno, da intestare ad:  Azienda Sanitaria Regionale del Molise – “Prenotazioni vaccinazioni” - Via Ugo Petrella n.1  - 86100 Campobasso”.  I nuovi numeri per le prenotazioni telefoniche, attivi dal lunedì al venerdì, dalle ore 9.00 alle ore 13.00, sono: 0874 409966, per gli Ambiti Territoriali di Campobasso ed Isernia, e  0875 7159755 per l’Ambito Territoriale di Termoli. 
Ci va giù duro l’ex assessore PD nominato da Di Laura Frattura
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(AGMnews) – Campobasso, 6 Sett. - Massimiliano Scarabeo consigliere regionale in carica, non gliele manda a dire ed attacca pesantemente il governatore Frattura con un durissimo comunicato inviato alla stampa: “Elencare le “malefatte” di Frattura nel corso di questi anni, richiederebbe molto tempo, perché tante sono state le scelte scellerate che non hanno portato a niente di buono per il lavoro e l’economia in generale. Sotto l’alibi dell’Area di Crisi che ancora non vede la luce, nonostante i roboanti annunci, si è consumata l’ultima barzelletta di un bando che dovrebbe finanziare iniziative imprenditoriali di giovani under 30 e ex lavoratori delle aziende in crisi, ricadenti nei bacini individuati dal decreto di dichiarazione dell’Area di Crisi per il Molise, il cui importo complessivo è soltanto di due milioni di Euro. E ti credo che già al primo giorno la presentazione delle domande è stata sospesa! Due milioni di Euro, che divisi per l’importo massimo ammissibile dai bandi, significano pochissimi progetti da finanziare. Due milioni di Euro, sono una goccia in un oceano e questo rientra nel discorso che in questi anni, pochissime risorse regionali sono state rese disponibili per il lavoro e l’occupazione. Tante le richieste perché tanta è la necessitòà di trovare occupazione, soprattutto da parte dei giovani che non vogliono lasciare il Molise ma che, loro malgrado, sono costretti a farlo vista la necessità di sopravvivere a questo stato di crisi latente che non offre altre opportunità. In passato, più volte è stata sollecitata la necessità di favorire l’occupazione attraverso strumenti di immediato riscontro, sgravi fiscali etributari per nuove assunzioni, per esempio, o altre forme di incentivazione con intervento finanziario diretto da parte della Regione Molise. Parole al vento che oggi, alle porte di una nuova campagna elettorale e di una nuova stagione politico-istituzionale per il Molise, tornano più che mai d’attualità. Per chi vede la questione come un successo la risposta viene data proprio dal numero delle richieste che è molto oltre il limite finanziario messo a disposizione, questo significa che sono tante le speranze dei giovani molisani, speranze che, loro malgrado, restano pie illusioni, proprio mentre non ci si pone alcun problema ad accreditare milioni di Euro alla sanità privata. Il problema, alla fine, ricade su chi è già pesantemente penalizzato dall’attuale crisi economica e sociale in atto e che auspica di intravedere una possibile alternativa allo stato di disagio a cui è costretto. Si può mai guardare con fiducia al futuro se questo viene visto con gli occhi di chi   ha più bisogno e deve riporre le propriesperanze in un cassetto?”

...prima di indicare nuove soluzioni.
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(AGMnews) - Campobasso 04 Ago.   La sinistra molisana non ha mai avuto vita facile, ma pur tra mille errori, ritardi, limiti e spaccature, è riuscita almeno in parte,  a rappresentare e tutelare i bisogni delle classi sociali meno abbienti. Non si contano i militanti di sinistra obbligati a scegliere, da fine ottocento ai nostri giorni, la via dell’emigrazione come unica alternativa per non rinunciare ai propri ideali. La lotta politica nei piccoli comuni del Molise non è mai stata una passeggiata per chi osava schierarsi contro il potere, tra rinunce, sacrifici, visti negati per l’espatrio in America, mancate assunzioni in FIAT o negli uffici pubblici, discriminazioni palesi nell’assegnazione delle terre della riforma agraria, isolamento, denigrazioni e negazioni di diritti elementari. A tutto ciò si reagiva organizzandosi nel partito socialista, iscrivendosi al  sindacato, aderendo al PCI, strutturando le associazioni cooperative, degli artigiani e dei contadini, lottando insieme ai partiti laici,e rafforzando le reti di solidarietà locali. Un cammino nato con le società di mutuo soccorso e che si inerpica ancora sui sentieri sempre più stretti di questo terzo millennio dominato dal ricatto di un capitalismo senza regole che umilia il lavoro e calpesta i diritti umani. In un smile contesto, è comprensibile lo sbandamento della sinistra che per vincere a Roma si è affidata per due volte a Prodi, e per governare si è affidata prima a Letta e poi a Renzi e quindi a Gentiloni. In Molise si è seguita la stessa scia importando figure dal campo di Agramante che progressivamente hanno mutato geneticamente i tratti del centrosinistra brandendo il potere come una clava con modalità e metodiche simili se non peggiori di quelle della destra più retriva. Se in Italia l’ultimo Presidente del Consiglio di Sinistra è stato Massimo D’Alema tra il 1999 ed il 2000, in Molise ci fu un fuggi fuggi di dirigenti autorevoli  di sinistra alle Primarie per la Presidenza della Regione del 2011. Con la tesi che senza i voti centristi si sarebbero perse le elezioni in tanti si affrettarono ad andare in soccorso dell’uomo della provvidenza portandogli in dote quel migliaio di voti in più che gli consentirono di vincere le primarie con una percentuale vicina al 40%. Su quel passaggio decisivo per le sorti del centrosinistra molisano è calato un silenzio tombale, sorprendendosi a distanza di anni che un uomo nato a destra, resti di destra e adotti scelte di destra, svuotando la politica e investendo sull’esercizio del potere. Dal punto di vista tattico quell’operazione politica fu un capolavoro che capovolse in 24 mesi la politica molisana, consegnando le principali amministrazioni locali e 3 parlamentari su quattro al centrosinistra, ma alla luce di ciò che è accaduto in Regione ne è valsa la pena ? Per la mia parte, pur avendo provato nel momento topico delle Primarie a fronteggiare un plateale errore di strategia politica, sono pronto a riconoscere che occorreva persistere nell’opposizione ad un disegno sbagliato anziché far prevalere il senso di responsabilità, lo spirito di servizio e l’unità del centrosinistra. Probabilmente una battaglia politica fatta dopo aver perso le Primarie non avrebbe sortito effetti, ma non averla combattuta è stato uno sbaglio di cui ho tratto le conseguenze solo a metà legislatura, pur di completare l’adozione di norme, atti e pianificazioni utili alla parte più debole del Molise. Senza una riflessione ampia sugli errori fatti in questi anni da parte di ciascuno di noi e da tutto il centrosinistra non si va da nessuna parte. Meglio tacere e fare un passo di lato !

Una guida online per informare i cittadini sui contenuti della recente legge che introduce l’obbligo vaccinale per le iscrizioni scolastiche
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(AGMnews) - Campobasso, 03 set. Un vademecum presentato in conferenza stampa dal presidente della Regione e commissario alla sanità, Paolo di LauraFrattura, dal direttore generale della Salute,Lolita Gallo,e dai vertici dell’Azienda sanitaria regionale (Asrem). Fornisce anche notizie a famiglie, operatori sanitari e scolastici, istituzioni ed Agenzieinteressatesulle necessarieattestazioni. È consultabile–scrive l’Ansa–sui siti web della Regionee Asrem.Le famiglie che hanno già provveduto alle vaccinazioni, dunque, possono presentare il libretto vaccinale o un’autocerificazione alla segreteria della scuola. Un’analoga autocertificazione può essere inviata anche per esprimere la volontà di eEettuare i vaccini. Tra le novità messe in campo dalla Regione, l’uso della posta elettronica. Meno tempo, dunque, minori attese,e maggiore semplificazione. “Un modo fluido – ha detto il direttore generale dell’Asrem, Gennaro Sosto – per prenotare le vaccinazioni ed evitare così lunghe file nei centri vaccinali”. Gli indirizzi mail sono pubblicati sulla guida operativa. Obiettivo della Regione Molise è quello di fornire una dettagliata informazione e, nello stesso tempo, facilitare a famiglie, scuole e istituzioni interessate l’iter per mettersi in regola. “Abbiamo moltiplicato i presidi Asrem sul territorio – ha spietato il Governatore, Paolo di Laura Frattura – grazie alla riorganizzazione del Servizio sanitario regionale per le famiglie sarà quindi meno problematico accedere ai servizi. Stiamo anche perfezionando – ha aggiunto – un protocollo con i Pediatri di libera scelta (Pls) per somministrare i vaccini ai bambini. La logica è di semplificare la vita all’utenza con la prevenzione – ha osservato il Governatore – che resta l’obiettivo prioritario della sanità regionale”. Ora un nuovo obiettivo che è già realtà: potenziare l’anagrafe vaccinale. “Significa avere certezza dei dati dafornireal Sistemasanitario nazionale(Ssn)– hac oncluso Frattura–eci sarà una integrazionecon il Fascicolo sanitario elettronico”. Il link per la guida: http://www.asrem.org/campagna_vaccinale/vaccinazioni_obbligo_scolastico/files/guida_vaccini_obbligo_scolastico.pdf
A breve inizierà un nuovo anno scolastico.Riflessioni sullo svolgimento delle lezioni e sulla formazione dei docenti
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(AGMnews) - Campobasso, 03 set. In questi primi giorni di settembre i docenti delle 55 scuole molisane, come i loro colleghi delle 8.500 istituzioni scolastiche distribuite sul territorio nazionale, si stanno riunendo nei Collegi dei docenti per discutere di programmazione d’inizio anno. Tra gli adempimenti previsti, un tema importante è quello della formazione. La legge 107/15, ha imposto una formazione obbligatoria, continuativa e strutturale, fatta sulla base di prescrittive priorità nazionali che riducono la possibilità per le scuole di scegliere in autonomia il tipo di formazione della quale si ha bisogno in un contesto determinato. Per accedere alle risorse, le scuole devono aderire alle reti di ambito che gestiscono i corsi e stabiliscono le priorità. Sulla formazione ci sono anche i finanziamenti  dei PON, della carta del docente ed altri specifici. Tanti soldi, sui quali c’è un continuo arrembaggio; soldi  che rischiano di essere utilizzati male! Il Piano nazionale di formazione, al quale le scuole devono far riferimento per attivare le loro azioni formative, pone l’attenzione al processo e non alle competenze che gli studenti dovranno maturare. Sono del tutto assenti le riflessioni pedagogiche a supporto delle iniziative formative; non viene delineato un profilo culturale del docente in formazione; manca la connessione tra la sua formazione e l’attività in aula con gli studenti.  L’attenzione è ad una sorta di  scansione burocratica, in cui si spaccia per crescita professionale la compilazione e la conservazione di documentazione che non prevede alcuna ricaduta sulla didattica.  Anche in questo caso gli studenti sono appena citati: solo per la valutazione dei risultati. E’ distante qualsiasi intervento di carattere strategico che voglia intervenire sulle criticità e sappia declinare strumenti, azioni e risorse per consentire di raggiungere gli obiettivi formativi prefissati. Per la formazione e l’aggiornamento professionale è stata istituita la carta del docente. Una somma annuale accreditata con meccanismi farraginosi. Essa è scarsamente utilizzabile in Molise,  essendoci pochi cinema, teatri, librerie e negozi dove spendere questi soldi. Nei nostri territori si è costretti ad acquisti prevalentemente on line, riducendo le opportunità di utilizzazione diretta e  mortificando, anche, di conseguenza, il tessuto economico produttivo locale. Emerge un quadro preoccupante in quanto si afferma un centralismo sempre più prescrittivo e gerarchico dove l’autonomia della didattica  e della sperimentazione viene svuotata; si pensa molto ai processi e poco alla bontà del prodotto (la testa ben fatta di E. Morin); la riflessione pedagogica è assente (quali saperi in contesti socio economici in continua trasformazione?); manca l’attenzione agli studenti ed agli apprendimenti.  Si assiste ad  un aumento delle incombenze e delle prescrizioni, con una conseguente solitudine educativa che non aiuta a superare le criticità esistenti nel nostro sistema scolastico. Ed il dirigente scolastico, fuori dalla collegialità e dalla condivisione, diventa solo uno strumento funzionale alla linea ministeriale. Tutta l’impostazione della formazione dei docenti prefigura un irrigidimento delle funzioni dirigenziali ed una gerarchizzazione all’interno della scuola,  in evidente contrasto con i temi della valorizzazione delle professionalità, della collegialità, delle pratiche didattiche per garantire agli studenti il successo formativo, con l’acquisizione di competenze capaci di orientarli nella complessità del mondo contemporaneo.  Sappiamo quanto tutto questo sia importante anche  nel nostro Molise, nel quale si ha sempre più bisogno di una scuola pubblica di qualità.
Unioncamere Molise: +180 unità nel secondo trimestre del 2017, anche se nel confronto ad un anno si attenua la spinta delle imprese giovanili.
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(AGMnews) - Campobasso, 01 ven. Tra aprile e giugno, in Molise, le nuove imprese aperte da giovani con meno di 35 anni di età sono state 180, circa un terzo di tutte le aperture di nuove imprese nel trimestre, anche se risultano in diminuzione rispetto a ciò che succedeva nel secondo trimestre di un anno fa (288 iscrizioni). Al netto delle chiusure rilevate nello stesso periodo (35), l’esercito delle imprese giovanili nel secondo trimestre dell’anno si è, dunque, arricchito di 154 unità, arrivando a 3.701 aziende giovanili in regione, di cui 3.293 dichiarate attive. Come sintesi di questi due andamenti il tasso di crescita imprenditoriale in questo trimestre è stato pari a +4,08%, in diminuzione rispetto al +6,31% del 2016, ma superiore al valore medio nazionale +3,47% e a quello delle regioni meridionali (+3,58%). È questa in estrema sintesi la situazione dell’imprenditoria giovanile in Molise, come si evince dai dati Movimprese commentati dall’Ufficio Studi e ricerche di Unioncamere Molise. In termini assoluti il contributo che i giovani hanno dato alla crescita della base imprenditoriale molisana, tra aprile e giugno, è stato del 56,6% (a tanto ammonta la quota di imprese under-35 rispetto al saldo trimestrale complessivo). Un contributo importante che appare ancora più significativo se si guarda alla sua intensità: il tasso di crescita trimestrale dell’imprenditoria giovanile, infatti, ha messo a segno, come si diceva, un +4,08% a fronte di uno +0,73% del complesso delle imprese nello stesso periodo. Nel confronto con le altre regioni, il Molise occupa la seconda posizione in quanto a tasso di crescita di tale tipologia imprenditoriale; prima del Molise troviamo la sola Valle d’Aosta (+4,91%). Quanto a incidenza delle imprese giovanili sul tessuto imprenditoriale, le regioni leader si confermano quelle della fascia meridionale, dove il Molise occupa la quinta posizione con una percentuale pari al 10,5%. Al primo posto la Calabria (13,3%), seguono la Campania (12,8%), la Sicilia (12,2%) e la Puglia (11,0%). La concentrazione delle imprese giovanili soprattutto nelle regioni meridionali si spiega con il fatto che l’esercizio dell’attività imprenditoriale come forma di auto-impego tende ad essere più consistente dove il mercato del lavoro stenta ad assorbire l’offerta di manodopera, fenomeno questo che si verifica appunto nelle regioni del Sud dove sono più elevati i tassi di disoccupazione giovanile. Che la risposta dell’impresa alla ricerca di un lavoro sia tra le principali motivazioni di questa crescita, è confermato dalla prevalenza di micro-iniziative: quasi nell’80% dei casi le neo-imprese giovanili in Molise, nel trimestre in esame, nascono nella forma di impresa individuale. In questo trimestre, inoltre, tale forma societaria diventa anche la più dinamica, con il miglior tasso di crescita (pari a +4,58%), relativizzando il risultato delle cooperative che registrano un tasso migliore (+5,80%), ma con solo 5 iscrizioni e 1 cessazione. Con passo deciso prosegue la crescita anche delle imprese giovanili che hanno scelto una forma societaria più strutturata: non solo il tasso di crescita delle società di capitali è positivo (+3,27%), ma sia la differenza tra iscrizioni e cessazioni (saldo), sia il saldo di stock tra il secondo trimestre 2016 e il secondo 2017, risulta positivo e pari rispettivamente a +23 e a +3 imprese.
Rispetto alla situazione italiana, la distribuzione per forma giuridica delle imprese giovanili molisane mostra una maggiore presenza di società di capitali e di società di persone, mentre il peso delle ditte individuali, la forma meno strutturata d’impresa, è leggermente inferiore: 71,0% in Molise, 71,4% in Italia. Guardando alla diffusione delle imprese guidate da under 35 (percentuale di imprese giovanili sul totale delle imprese registrate), i settori, quali il turismo (17%), gli altri settori, tra cui spiccano i servizi alle persone (15%) e il commercio (13%) sono quelli in cui si registra l’incidenza maggiore. Nel corso del secondo trimestre del 2017, poi, il turismo registra anche la maggioranza delle iscrizioni giovanili in termini percentuali: 9 iscrizioni sulle 17 totali (pari a circa il 53%) hanno a capo un giovane under-35. Alta anche la percentuale di iscrizioni giovanili nei servizi alle persone: 8 sul17 iscrizioni totali, significa quasi una impresa giovanile su 2. Guardando al puro valore assoluto, il numero maggiore di iscrizioni giovanili nel trimestre si ha in agricoltura (43 iscrizioni); a seguire commercio (30 iscrizioni) e più staccato i servizi alle imprese (11 iscrizioni).
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