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Il progetto internazionale svilupperà una piattaforma che integri i dati esistenti con quelli raccolti da nuovi osservatori costieri, tramite l’utilizzo di sensori innovativi
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(AGMnews) - Redazione, 07 giu. L’Unione Europea ha finanziato con 8,4 milioni di euro il progetto internazionale ODYSSEA che mira allo sviluppo di una piattaforma multiuso ed economicamente vantaggiosa che integri i dati provenienti dagli osservatori presenti e dai modelli previsionali di tutto il bacino del Mediterraneo. La piattaforma ODYSSEA connetterà quindi informazioni provenienti dagli esistenti database gestiti dalle istituzioni pubbliche, gli enti di ricerca e le università. Il progetto, della durata di quattro anni e mezzo, è finalizzato a rendere facilmente accessibili i dati marino costieri del bacino del Mediterraneo, adattandoli alle molteplici necessità delle varie tipologie di utilizzatori finali. Tra questi, gli impianti di maricoltura, la pianificazioni di parchi eolici off shore, di energia dal mare (moto ondoso in primis), impianti oil and gas, cavi sottomarini, politiche locali e internazionali, dati portuali e traffico marittimo. Il progetto ODYSSEA svilupperà un network di osservatori costieri dotati di innovativi sensori marini, modelli oceanografici e fornirà dati facilmente fruibili ai portatori di interesse, alle amministrazioni locali ed alla comunità scientifica internazionale. Verranno inoltre elaborati algoritmi complessi per organizzare ed integrare grandi quantità di dati in modo da produrre servizi informativi di dettaglio. La piattaforma ODYSSEA fornirà quindi, termite un portale pubblico servizi informativi on demand che includono anche modelli previsionali. Inoltre il progetto prevede attività di comunicazione e disseminazione dei servizi informativi offerti al fine di massimizzarne l’utilizzo e conseguentemente creare opportunità di business e ricerca lungo il bacino del Mediterraneo. Il progetti ODYSSEA, capitanato dalla Democritus University of Thrace (DUTH) in Grecia, è finanziato dal programma Europeo per la ricerca e l’innovazione HORIZON 2020 e vede il coinvolgimento dell’Università Sapienza di Roma con il DIAEE (Dipartimento di Ingegneria Astronautica Elettrica ed Energetica) (contact person Davide Astiaso Garcia), ed il  CITERA (Centro Interdipartimentale Territorio Edilizia Restauro e Ambiente) (contact person Fabrizio Cumo) nonché del Dipartimento di Fisica e Astronomia dell’Università di Bologna (contact person Marco Zavatarelli). “Abbiamo identificato una necessità reale di integrare ed armonizzare gli osservatori esistenti nel mar Mediterraneo aumentandone la loro capacità operazionali” ha detto il Prof. Georgios Sylaios della Università Democritus, che coordina il progetto. “Il progetto supporterà le politiche comunitarie finalizzate allo sviluppo di strategie di monitoraggio e previsione dei dati marini ed alla crescita dei posti di lavoro nel settore”. Il progetto prevede il coinvolgimento di 28 partner, provenienti da 14 nazioni, sia europee che delle aree mediterranee extraeuropee. In particolare il consorzio include enti di ricerca, università, decisori politici, organizzazioni non governative e piccole medie imprese. I lavori del progetto sono iniziati ieri, 6 Giugno a Kavala in Grecia, con un meeting di tre giorni tra gli addetti ai lavori.
chimica & energia
Conferenza stampa a Roma dell'evento in programma il 25 e 26 settembre all'Università La Sapienza
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di Luca Dragonetti

Roma. Si è svolta lunedì 24 novembre nella Sala del Carroccio al Campidoglio, la conferenza stampa di presentazione di "Chemistry for the Future of Europe
Energy, Food, Environment", una Conferenza Europea sul ruolo e l'importanza della Chimica, organizzata nel semestre italiano di Presidenza del Consiglio dell'Unione Europea. Moderatore della conferenza stampa
il Dott. Fabrizio Martinelli, Presidente dell'Ordine dei Chimici di Lazio, Umbria, Abruzzo e Molise, che ha presentato i relatori: il Prof. Raffaele Riccio, della Società Chimica Italiana (SCI); il Prof. Armando Zingales, 
Presidente del Consiglio Nazionale dei Chimici: il Prof. David Cole-Hamilton, Presidente Eletto della EuCheMS (European Association for Chemical and Molecular Sciences) e il Prof. Paul De Bièvre, membro dello IUPAC
(International Union of Pure and Applied Chemistry). Il Prof. Martinelli inizia spiegando che "l'importanza della Chimica è vitale perchè sfido chiunque a trovare qualcosa che non abbia a che fare con la Chimica". Si aggancia 
a questo discorso il Prof. Riccio che spiega gli obiettivi della Conferenza che si svolgerà all'Università La Sapienza di Roma il 25 e 26 novembre: "Vogliamo parlare di Chimica non solo ai chimici, ma anche ai politici e al mondo della 
pubblica opinione. La chimica abbraccia tantissimi campi ed è importante promuoverne la conoscenza. La Conferenza si pone l'obiettivo di richiamare l'attenzione dei politici e delle istituzioni sul tema della ricerca. La ricerca nell'
ambito della Chimica porta progresso e benessere a tutta la popolazione. Parleremo dello Sviluppo delle Energie Alternative e in particolare della foto-ottica. Uno degli approcci alla Chimica è lo sfruttamento dell'energia solare, ma noi
vogliamo andare oltre il fotovoltaico e prendere esempio dal Sole, che con la fotosintesi produce energia e vita: ebbene noi vogliamo sfruttare l'energia solare per dare vita ad una fotosintesi artificiale. Noi siamo soliti prendere esempio
dalla natura, tutto il materiale che usiamo ha a che fare con la Chimica. Cosa chiediamo in questi due giorni? Risorse per la formazione scientifica dei giovani". Prende poi la parola il Prof. Zingales, che pone l'accento sulla "trasmissione
della cultura della Chimica, che va incanalata nella prassi. Le scuole hanno messo in disparte lo studio delle Scienza chimiche: è stato un grave errore! Alcune persone credono che la Chimica sia una scienza che distrugge, nulla di più falso!
Dalla chimica vengono le tecniche di conservazione degli alimenti e l'incremento della produzione, che permette di sfamare il pianeta. Milioni di persone sarebbero morte di fame, senza la Chimica. L'energia rinnovabile non sarebbe arrivata a questo 
punto senza la ricerca scientifica nell'ambito chimico. Ma anche molti prodotti che fanno parte del nostro vivere quotidiano, come le lampade a LED e i farmaci, oggi è impensabile vivere senza farmaci. Il Consiglio Nazionale dei Chimici è una 
magistratura della Chimica. Come chimici siamo portatori degli interessi della popolazione, della Terra. Nel Regno Unito ai portatori di interessi si chiede di intervenire, mentre 
in Italia questo non succede, di conseguenza vengono fuori leggi scritte male, che hanno lo scopo di servire alle solite lobbies. Invece a me, come Presidente del CNC, sta a cuore che l'utilizzo della Chimica avvenga nel rispetto dell'etica". 
E' stata poi la volta del Prof. Cole-Hamilton, dell'EuCheMS, che si è focalizzato sull'importanza dell'acqua e del cibo: "Rendere l'acqua potabile è una delle sfide della Chimica, che ne studia i componenti. Senz'acqua non c'è vita. Ci sono milioni di 
cittadini europei che bevono acqua non depurata da sostanze tossiche. E' inoltre importante il compito dell'etichettatura alimentare, per salvaguardare la qualità del cibo". E proprio sull'etichettatura alimentare, l'Europa compie un passo in avanti
con il nuovo relativo regolamento che entrerà in vigore il 13 dicembre 2014. Infine il Prof. Paul De Bièvre si è focalizzato sul linguaggio della Chimica, che ancora non è uguale in tutto il mondo: "L'Europa occidentale usa come linguaggio l'inglese, 
ma nell'Europa dell'Est l'inglese spesso non è conosciuto. Per non parlare dei diversi metondi usati nell'Asia, dove si parla il sanscrito, il cinese e il giapponese. Ci sono voluti 12 anni, dal 1996 al 2008 per creare un vocabolario della chimica che
potesse mettere d'accordo i vari popoli, vocabolario che è stato ulteriormente perfezionato nel 2012. E' poi importante parlare delle misure e delle analisi per ottenere un allineamento dei metodi, tenendo presente l'incertezza della misura, che può 
essere variabile: alcuni hanno un margine di errore del 10%, hanno un margine diverso. Noi ci offriamo di insegnare ai magistrati come si leggono i dati". Una considerazione finale del Prof. Martinelli: "Il chimico universitario oggi è troppo autoreferenziale ed è 
scollegato dalla realtà". 
politiche comunitarie
Confermato il target del 27% di incremento per le rinnovabili al 2030 senza vincoli per gli Stati membri
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Luca Dragonetti

Campobasso. Il Consiglio europeo ha definito gli obiettivi della nuova politica energetica comunitaria, sulla quale ANEV, Associazione Nazionale Energia del Vento, aveva lanciato a febbraio la campagna “TARGET EUROPEO 2030 - SOSTENIAMO L’EOLICO IN EUROPA!”, chiedendo più coraggio rispetto ai target proposti dalla Commissione europea. 
Purtroppo però, le istanze dell’ANEV e della maggior parte del mondo rinnovabili avanzate a gran voce, non sono state ascoltate e sono stati mantenuti il target del 27% per le rinnovabili, ma vincolante solo a livello comunitario e non per i singoli Stati membri e il taglio delle emissioni al 40%. 
La presidenza italiana al semestre europeo non è stata in grado di determinare un cambio di passo rispetto alla proposta di sostegno alle rinnovabili, poco incisiva, delle istituzioni europee, nonostante i benefici economici, occupazionali e ambientali che le rinnovabili e l’eolico in particolare hanno portato al Paese. Nello specifico il settore eolico conta oggi 34.000 occupati in Italia, con un potenziale di crescita pari a oltre 67.000 posti di lavoro al 2020, distribuiti principalmente nelle regioni del Meridione   dove il tasso di disoccupazione è più alto e c’è maggiore necessità di creare lavoro, ricordando che tra cui il  Molise che conta circa 300 occupati nel settore secondo le stime tratte dagli atti de “Il potenziale eolico italiano e i suoi possibili risvolti occupazionali al 2020” . Senza contare il contributo al rilancio dell’economia e dell’industria italiana che il giusto supporto al settore potrebbe dare e all’indipendenza energetica del Paese, sempre sottoposto a crisi geopolitiche come quella Ucraina. 
In assenza di target obbligatori a livello nazionale tutto questo sarà compromesso e si metterà a rischio intero comparto industriale, già falcidiato dal fallimentare sistema delle aste e dei registri e da delibere penalizzanti come quelle sugli sbilanciamenti, su cui ANEV ha già espresso le proprie preoccupazioni. 
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