Tag Titolo Abstract Articolo
A breve inizierà un nuovo anno scolastico.Riflessioni sullo svolgimento delle lezioni e sulla formazione dei docenti
immagine
(AGMnews) - Campobasso, 03 set. In questi primi giorni di settembre i docenti delle 55 scuole molisane, come i loro colleghi delle 8.500 istituzioni scolastiche distribuite sul territorio nazionale, si stanno riunendo nei Collegi dei docenti per discutere di programmazione d’inizio anno. Tra gli adempimenti previsti, un tema importante è quello della formazione. La legge 107/15, ha imposto una formazione obbligatoria, continuativa e strutturale, fatta sulla base di prescrittive priorità nazionali che riducono la possibilità per le scuole di scegliere in autonomia il tipo di formazione della quale si ha bisogno in un contesto determinato. Per accedere alle risorse, le scuole devono aderire alle reti di ambito che gestiscono i corsi e stabiliscono le priorità. Sulla formazione ci sono anche i finanziamenti  dei PON, della carta del docente ed altri specifici. Tanti soldi, sui quali c’è un continuo arrembaggio; soldi  che rischiano di essere utilizzati male! Il Piano nazionale di formazione, al quale le scuole devono far riferimento per attivare le loro azioni formative, pone l’attenzione al processo e non alle competenze che gli studenti dovranno maturare. Sono del tutto assenti le riflessioni pedagogiche a supporto delle iniziative formative; non viene delineato un profilo culturale del docente in formazione; manca la connessione tra la sua formazione e l’attività in aula con gli studenti.  L’attenzione è ad una sorta di  scansione burocratica, in cui si spaccia per crescita professionale la compilazione e la conservazione di documentazione che non prevede alcuna ricaduta sulla didattica.  Anche in questo caso gli studenti sono appena citati: solo per la valutazione dei risultati. E’ distante qualsiasi intervento di carattere strategico che voglia intervenire sulle criticità e sappia declinare strumenti, azioni e risorse per consentire di raggiungere gli obiettivi formativi prefissati. Per la formazione e l’aggiornamento professionale è stata istituita la carta del docente. Una somma annuale accreditata con meccanismi farraginosi. Essa è scarsamente utilizzabile in Molise,  essendoci pochi cinema, teatri, librerie e negozi dove spendere questi soldi. Nei nostri territori si è costretti ad acquisti prevalentemente on line, riducendo le opportunità di utilizzazione diretta e  mortificando, anche, di conseguenza, il tessuto economico produttivo locale. Emerge un quadro preoccupante in quanto si afferma un centralismo sempre più prescrittivo e gerarchico dove l’autonomia della didattica  e della sperimentazione viene svuotata; si pensa molto ai processi e poco alla bontà del prodotto (la testa ben fatta di E. Morin); la riflessione pedagogica è assente (quali saperi in contesti socio economici in continua trasformazione?); manca l’attenzione agli studenti ed agli apprendimenti.  Si assiste ad  un aumento delle incombenze e delle prescrizioni, con una conseguente solitudine educativa che non aiuta a superare le criticità esistenti nel nostro sistema scolastico. Ed il dirigente scolastico, fuori dalla collegialità e dalla condivisione, diventa solo uno strumento funzionale alla linea ministeriale. Tutta l’impostazione della formazione dei docenti prefigura un irrigidimento delle funzioni dirigenziali ed una gerarchizzazione all’interno della scuola,  in evidente contrasto con i temi della valorizzazione delle professionalità, della collegialità, delle pratiche didattiche per garantire agli studenti il successo formativo, con l’acquisizione di competenze capaci di orientarli nella complessità del mondo contemporaneo.  Sappiamo quanto tutto questo sia importante anche  nel nostro Molise, nel quale si ha sempre più bisogno di una scuola pubblica di qualità.
Lo dichiara la Boccardo segretaria regionale della Uil Molise
immagine
(AGMnews) - Campobasso, 25 ago. “L’autunno non sarà meno caldo di questa estate.” Questa la premessa/promessa della leader della UIL molisana, Tecla Boccardo. “Messi da parte gli ultimi scampoli delle ferie, i problemi che abbiamo lasciato sospesi si ripresenteranno tutti ed il Sindacato è impegnato a fare fino in fondo la propria parte per richiamarli all’attenzione, avanzare proposte (non escludendo clamorose proteste), richiedere impegni concreti per la loro soluzione.” “Ci sono le storiche vicende della Gam (il primo incontro di verifica del percorso è già calendarizzato per il 12 settembre) e dello Zuccherificio (non siamo assolutamente interessati alla vicenda di incontri riservati, ma pretendiamo che le politiche attive individuate coinvolgano al più presto tutti i lavoratori). Occorre che si affronti il tema del precariato nella pubblica amministrazione: in molte regioni il sindacato e le amministrazioni hanno già definito un percorso per la stabilizzazione come previsto dal decreto Madia. C’è tutto il tema della riprogettazione delle società partecipate e controllate, della valorizzazione dei loro dipendenti, in uno scenario molisano dove poco o nulla si sta facendo in proposito. Avvertiamo la diffusa preoccupazione per il tema della sanità, tra personale ridotto all'osso e riduzione dei servizi, duplicazioni che ancora persistono, integrazioni funzionali a rete unica del servizio sanitario regionale ibrida e non strutturata nè rispondende alle necessita del malato, tra assenza di una vocazione che metta al centro la medicina territoriale e un piano operativo contestabile e contrastato. Noi pensiamo che il sindacato saprà ritrovare una comune analisi e fissare obiettivi aprendo una vertenza sanità con l’attuale amministrazione e con chi si candida a guidare la regione negli anni a venire. Certamente si aprirà una vertenza sulla fiscalità locale, anche per accompagnare l’iniziativa nazionale che verrà messa in campo questo autunno da Cgil, Cisl e Uil.” Questo un primo elenco di ‘questioni calde’. La UIL Molise, che oggi ha riunito la Segreteria per mettere a punto il piano di azione, è intenzionata ad affrontare la questione delle iniziative poste in atto dalla regione per tentare di cogliere le opportunità che si pongono per agganciare la ripresa. “Alcune valutazioni le abbiamo già espresse e ci torneremo sopra, su altre apriremo nuovi fronti. Va bene l'avvio dei bandi ma si sta proseguendo troppo lentamente, le procedure per lo sviluppo dell’area di crisi avranno pure i loro tempi ma da noi non si avverte la messa a fuoco di un modello di sviluppo, di un'idea strategica di sviluppo, una modalità convincente di attrazione degli investitori. Si tenta di spingere i giovani all’autoimprenditorialità senza supportarli in alcun modo dal punto di vista dell’elaborazione di piani economici e progettuali (anche qui, in altre regioni diversamente si sta agendo). Si impegnano soldi nei tirocini senza alcuna ragionevole prospettiva di stabilizzazione e di “lavoro buono” per i soggetti coinvolti. Le stesse politiche attive si stanno progettando e realizzando “in salsa molisana” laddove sarebbe il caso di ragionare su come la tanta formazione che ci si ripropone di distribuire davvero apporterà un incremento delle competenze e a vere opportunità di lavoro vero e stabile (d’altra parte, in una regione dove si sono smantellati i Centri per l’impiego e la formazione professionale cosa ci si può aspettare?). Sulla creabile Zes tiriamo un velo pietoso: la Campania è pronta, la Calabria quasi, in Abruzzo il Presidente si sta muovendo (almeno stando alla stampa locale), da noi, dopo lo sbandieramento iniziale e la valorizzazione delle azioni in sede parlamentare, tutto tace.” In buona sostanza è questo il ragionamento della UIL: “Siccome l’area di crisi è in buona parte merito del sindacato, dal momento che anche la centralità del Mezzogiorno nelle politiche nazionali e con l’utilizzo delle risorse comunitarie è il risultato anche della pressione di Cgil, Cisl e Uil, pretendiamo di mantenere una centralità: per stimolare il decisore politico, per vigilare sui temi, sui modi ed i contenuti, perché anche le opportunità non si disperdano in mille rivoli ma si concentrino su un modello di sviluppo che valorizzi le nostre eccellenze e dia prospettive per i tanti disoccupati, gli ammortizzati sociali, i giovani.” “Parlare di sviluppo e rilanciare l’azione del sindacato, peraltro, ci porterà ad incrociare i ragionamenti sulla nostra sofferente edilizia (i problemi non si risolvono solo sbloccando i finanziamenti alle imprese…), sul diffuso lavoro nero e sul caporalato in agricoltura, sul presidio del territorio da parte delle scuole o degli uffici postali o delle articolazioni delle amministrazioni statali, sulla disarmonica rete commerciale e dei servizi e l’assoluta assenza di un vero progetto per il turismo, sullo stato della nostra protezione civile messa a dura prova anche dagli incendi di questa estate, sulla nostra rete viaria e le difficoltà dei trasporti pubblici(fra la vicenda della ferrovia ei minacciati licenziamenti nell’azienda del trasporto campobassana), sui servizi per il credito ai cittadini ed agli imprenditori, sulla ricerca, l’innovazione e le opportunità offerte dalla nostra Università, sulla lotta alla povertà e per la tutela dei nostri anziani e dei soggetti più deboli (si pensi alla vicenda vergognosa della legge di iniziativa popolare per la non autosufficienza, insabbiata in qualche ufficio). E molto altro ancora, ovviamente.” Molte le questioni aperte e che si ripropongono in questo autunno che si preannuncia rovente: la UIL Molise, par proprio di capire, è pronta. “Anche perché di ferie, noi, ne abbiamo fatte proprio poche.” Ironizzano.
 
 
 
 
 
Tirocinio all’estero di 4 settimane per 75 studenti delle classi IV (di cui 8 con disabilità e/o con bisogni speciali) e di 3 mesi per 60 Neodiplomati dei 5 Istituti coinvolti.
immagine
(AGMnews) - Campobasso, 20 ago. Nell’ultima riunione dell’11 agosto la Giunta regionale ha preso atto dell’approvazione del progetto”SI.VA in Europa per costruire un Molise 3.0″ a valere sul programma Erasmus Ka 1, dando mandato al Dipartimento Terzo – Politiche di Sviluppo il coordinamento delle attività e la predisposizione degli atti amministrativi. Il progetto, approvato dall’agenzia INAA il 10 luglio scorso, mira a facilitare l’accesso e promuove sinergie tra i diversi settori rimuovendo le barriere tra le varie tipologie di progetti; vuole inoltre attrarre nuovi attori dal mondo del lavoro e dalla società civile e stimolare nuove forme di cooperazione. Capofila del progetto sarà la Regione Molise, partner l’IISS “S.Pertini”di Campobasso, l’ITST “G. Marconi” di Campobasso, l’IO Montenero di Montenero di Bisaccia, l’IISS “G. Boccardi” di Termoli, l’IIS “Fermi- Mattei” di Isernia. Altri partner del progetto sono la Camera di Commercio, la Confindustria Molise, la Confcooperative, la Cisl e l’Ufficio Scolastico Regionale per il Molise. Il progetto, riguardante l’Ambito Istruzione e Formazione Professionale (VET) prevede progetti di mobilità individuale ai fini dell’apprendimento (KA1), ponendosi quale strumento per l’implementazione delle attività di “Alternanza Scuola-Lavoro” e del “Piano Nazionale per la Scuola Digitale”: elementi chiave della Riforma del sistema nazionale di Istruzione e Formazione contenuti nella discussa legge n. 107 del 13 del luglio 2015. Il progetto intende migliorare la qualità dell’istruzione e della formazione professionale, dando una dimensione europea ai percorsi didattici e offrendo, di conseguenza, ai giovani partecipanti l’opportunità di migliorare le proprie competenze tecnico-professionali, linguistiche, culturali e la propria occupabilità in settori innovativi e di interesse per tutta la Regione Molise. Questi obiettivi vengono perseguiti mediante un’esperienza di mobilità che consiste in un tirocinio all’estero di 4 settimane per 75 studenti delle classi IV (di cui 8 con disabilità e/o con bisogni speciali) e di 3 mesi per 60 Neodiplomati dei 5 Istituti coinvolti. Il programma prevede, per i giovani partecipanti, tirocini in azienda, approfondimento linguistico, settoriale e culturale del territorio e confronto tra le diverse tecniche professionali. Il progetto durerà per 24 Mesi, prevede un finanziamento di oltre 434 mila euro
Boccardo, Uil: “buon ferragosto, ma l’emergenza lavoro non e’ andata in vacanza”
immagine
(AGMnews) - Campobasso, 15 ago. C'è un Molise che non si ferma mai, che non si riposa nemmeno a Ferragosto! Sono i lavoratori che assicurano i servizi pubblici essenziali, quelli della nostra sanità martoriata, tanto per cominciare: medici, infermieri e assistenti, addetti ai pronto soccorso e alle guardie mediche. Da sempre sotto organico, senza contratto rinnovato da anni, in questi giorni si fa ancora più fatica ad assicurare turni e permanenze, interventi efficaci e servizi di qualità. Solo con il sacrificio e l’abnegazione di ognuno di loro, si prova ad assicurare cure e tutela delle persone in difficoltà, specie ai nostri anziani ricoverati nelle case di riposo ed ai malati. Ci sono poi gli addetti delle forze dell’ordine: vigili urbani costretti ai turni prolungati, polizia, vigili del fuoco e i pochi addetti alla protezione civile che mai come quest’anno sono sotto pressione. Ma anche i tanti lavoratori del settore commercio e servizi: camerieri e cuochi, bagnini, dipendenti della grande distribuzione impegnati in aperture inutili dei grandi centri commerciali, guardie giurate e addetti ai servizi di manutenzione che non possono essere sospesi. E, fra di loro, molti sono senza un contratto di lavoro stabile, pagati magari a giornata se non addirittura in nero, ragazzi che provano a tirare su qualche soldo in lavori che certo non sono quelli per i quali stanno studiando. Ma ecco gli operatori dell’informazione che ci garantiscono i giornali e i servizi televisivi anche a Ferragosto (in attesa di una legge regionale di riordino e di sostegno al settore che non arriva mai), coloro che fanno correre (sic) i treni e i trasporti pubblici, chi ci rifornisce di pane o munge e annaffia anche nei giorni festivi, chi è pronto a ripristinare un collegamento elettrico o telefonico, … A tutti loro, ritengo, dovremmo rivolgere un pensiero riconoscente in queste ore di pausa dalla quotidiana frenesia (perché anche la frenesia che ci prende in questi giorni è diversa dal solito), in questi giorni di ferie da un lavoro che ci aspetta dietro l’angolo. Già, il lavoro. Soffermiamoci a pensare un momento, quelli di noi che un lavoro ce l’hanno, alla condizione dei tanti per i quali la ripresa autunnale si presenta carica di preoccupazioni e di incertezze. I lavoratori dello Zuccherificio per i quali un percorso stenta a concretizzarsi, quelli della filiera avicola che molti mesi hanno davanti prima del ritorno in fabbrica, quelli dell’Oti che nemmeno si capisce bene da chi dipendono e, soprattutto, da che politica industriale dipende il loro futuro. Ma anche i lavoratori dei Centri per l’impiego lasciati a casa in una regione che tanto avrebbe bisogno della loro professionalità, e quelli delle province che non si capisce bene che fine faranno in questa confusa ritrascrizione delle amministrazioni periferiche. I dipendenti delle cooperative di servizio sempre attaccati all’incertezza di un incarico rinnovato o meno, gli operatori delle tante partecipate pubbliche che vorrebbero conoscere le volontà dei politici di turno circa la valorizzazione di esperienze e professionalità. I precari storici della scuola, della sanità, dei comuni, degli enti pubblici che in questi mesi tanto hanno sentito parlare di stabilizzazione ma che ancora non la vedono comparire all’orizzonte. Per tutti loro, e per molti altri, Ferragosto passerà in un momento e, c’è da giurarci, con l’autunno si troveranno davanti ai problemi di sempre, perché l’emergenza lavoro non è andata in vacanza (al di là di qualche zero virgola nelle statistiche e di qualcosa che, fra bandi e ammortizzatori sociali, pare si stia muovendo). A tutti loro l’assicurazione che il Sindacato, che la UIL Molise c’è e ci sarà per fare dei loro diritti, e delle loro giuste aspettative, impegno costante e iniziative continue. 
Ai lavoratori ed ai pensionati molisani penso in queste ore. Non ai politici anch’essi a riposo e non so se animati dei nostri stessi sentimenti e preoccupazioni, non alla politica che sta “vacanzando” lontano da qui e magnifica le montagne trentine e i mari di altri paraggi. Ma ci ritroveranno, ne stiano certi, nuovamente sulla loro strada, impegnati a sollecitare maggior impegno, ad avanzare proposte, ad animare proteste,a tenere alta l’attenzione ai problemi, pronti a lanciare una grande vertenza lavoro per il prossimo autunno. Che ci volete fare? A noi il Ferragosto fa questo effetto: è un momento, per la verità brevissimo, per tirare il fiato, per fare un po’ di bilancio su quanto fatto e sui risultati raggiunti, per fare programmi, affinare strategie, preparare strumenti per le prossime azioni. Queste saranno, come sempre, tutte puntate al benessere delle popolazioni molisane, al futuro migliore cui hanno diritto i nostri ragazzi e, certamente, anche i nostri anziani, alla ripresa economica, occupazionale e sociale del nostro amato Molise.
Sindacato scuola insorge: poche certezze per gli ATA, da settembre sara’ mobilitazione
immagine
(AGMnews) - Campobasso, 09 ago.  Si sono concluse ieri le operazioni di immissione in ruolo del personale docente in Molise. Nonostante la ristrettezza dei tempi e le difficoltà dovute alla notevole mole di contenzioso, le attività si sono svolte con celerità e trasparenza. La FLC CGIL Molise, come ogni anno, è stata presente al fianco dei lavoratori durante le convocazioni, contribuendo a garantire il regolare svolgimento delle operazioni. Sono circa 200 i docenti che nella nostra regione hanno raggiunto finalmente l’agognato incarico a tempo indeterminato: circa 50 tra infanzia e primaria, e 150 tra scuola secondaria di I e II grado. Abbiamo assistito alla gioia dei neo immessi in ruolo, dai più giovani a quelli che hanno raggiunto l’ambito traguardo dopo decine di anni di precariato. Sintomatica, in tal senso, è stata la nomina in ruolo di una docente di educazione artistica, che ha raggiunto il ruolo all’età di 63 anni. Si tratta delle conseguenze di un sistema di reclutamento ingiusto e farraginoso, che costringe da decenni i lavoratori della scuola a lavorare senza certezze, a cambiare decine di sedi, in dispregio alla propria professionalità ed alla continuità didattica. Fatte le nomine in ruolo, il pensiero ora è per coloro che non ce l’hanno fatta. Che ne sarà ad esempio degli idonei del concorso infanzia e primaria, che si sono sottoposti ed hanno superato le procedure concorsuali ed ora rischiano di rimanere senza alcuna possibilità? Che ne sarà dei tanti precari ATA, di cui nessuno parla, che oltre a non essere stabilizzati rischiano di essere completamente espulsi dal mondo del lavoro, visti i continui tagli? A tal proposito, ricordiamo che il MIUR Il 2 agosto scorso il MIUR ha emanato, senza aprire alcun tavolo di confronto con le Organizzazioni sindacali, la nota 33992/17 sull’adeguamento dell’organico di diritto alle situazioni di fatto del personale ATA per l'anno scolastico 2017/2018. Con questa nota il Ministero ha confermato nei numeri e nei contenuti quanto inviato in bozza ai sindacati, non tenendo conto delle osservazioni e richieste avanzate in proposito da parte dei sindacati. Per la FLC CGIL i posti garantiti sono totalmente insufficienti a garantire alle scuole il loro pieno funzionamento a fronte dei tagli che ci sono stati, delle restrizioni a poter sostituire il personale assente, al notevole aumento dei carichi di lavoro soprattutto delle segreterie scolastiche, dovuto alla legge 107/2015 e alle continue incombenze burocratiche che vengono ogni giorno attribuite impropriamente alle scuole, pur non direttamente legate all’offerta formativa. Le dotazioni attuali di organico, sia di diritto che di fatto, continuano ad essere del tutto inadeguate alla pianificazione generale dei servizi scolastici e compromettono in modo grave la tenuta dei servizi essenziali, quali la sicurezza dei laboratori, la vigilanza dei minori, l'assistenza agli alunni disabili, la continuità dell’azione amministrativa. Avevamo portato avanti un tavolo di concertazione e chiesto un impegno politico specifico alla Ministra Fedeli, soprattutto, in tema di organici e sostituzioni. L’intesa politica doveva essere finalizzata a ottenere: l’adeguatezza delle dotazioni organiche, la sostituzione del personale assente, l’indizione bando di concorso per i DSGA (ordinario e riservato), la semplificazione del lavoro delle segreterie. E’ nostra intenzione inviare subito la richiesta per un tavolo di confronto urgente al Ministero. Se non ci saranno risposte positive da parte dell’Amministrazione non potremo che avere una sola e unica soluzione con l’avvio dell’anno scolastico: la proclamazione della mobilitazione totale del personale ATA.
Ipotesi formulata da Pietraroia secondo il quale il Cipe ha sbloccato 23 miliardi di euro senza conteggiare il Molise
immagine

(AGMnews) - Campobasso, 09 ago. Non un euro per migliorare il sistema della viabilità su strada o su ferro del Molise. Nell’ultima riunione del CIPE sono stati sbloccati finanziamenti per 23,4 miliardi di euro su 30 opere pubbliche strategiche ma come si evince dal prospetto riepilogativo apparso sulla stampa nazionale il nostro territorio non viene coinvolto. Il passaggio di 145 km di strade molisane all’ANAS è una buona notizia ma stante la crisi devastante in cui versano le Province dopo la legge 56/2014 permane lo stato di pericolosità di gran parte della viabilità provinciale e locale da Sant’Angelo del Pesco a Castelmauro o Trivento. Nelle due Conferenze Stampa in programma domani con l’Amministratore Delegato di RFI e col Ministro dei Trasporti non sono previsti interventi delle associazioni imprenditoriali, del sindacato e delle associazioni di tutela degli utenti e dei viaggiatori. Per l’occasione è stato attribuito  alla Commissione Trasporti, al Consiglio Regionale, l’ANCI, l’UPI, l’Università ed il Partenariato, il ruolo di assistere agli interventi del Governo, delle FS, e della Giunta. Una modalità già inaugurata all’atto della firma Renzi-Frattura sul Patto per lo Sviluppo del Molise del 26 luglio 2016 senza che quel provvedimento di programmazione pluriennale strategica passasse preliminarmente per  il Consiglio Regionale come prevedono le leggi e lo Statuto. Violata platealmente la forma che in ogni democrazia è sostanza, passiamo ad esaminare il merito dei due interventi e più in generale della situazione in cui versa il trasporto ferroviario in Molise. Ad Isernia ci si soffermerà sul  progetto di 30 milioni di euro che prevede l’elettrificazione Roccaravindola – Isernia. Un intervento positivo ma oggettivamente limitato se si pensa che nel Contratto di Servizio recentemente rinnovato dalla Giunta con FS, senza il vaglio della Commissione Trasporti e del Consiglio Regionale, si è scelto di chiudere definitivamente la tratta Campobasso – Termoli, non si è presa in considerazione la delibera consiliare che sollecitava il collegamento alla NAPOLI – BARI per l’alta velocità non investendo sulla Bojano – Benevento, non sono stati previsti investimenti per il potenziamento di tratte a finalità turistiche come la Carpinone – Sulmona. A Termoli la conferenza verterà sullo sblocco importante dell’asse nazionale adriatico col doppio binario sulla Termoli – Lesina ma per i viaggiatori molisani, specie dopo la chiusura della Campobasso – Termoli, i benefici reali che ne deriveranno saranno minimi. Se si somma l’esiguità dell’unico intervento sulla tratta per Roma con la modalità organizzativa prevista per la doppia conferenza stampa, emerge una valenza sostanzialmente politica più che istituzionale della visita del Ministro dei Trasporti, chiamato a suggellare la nuova alleanza tra il Partito di Alfano, una costola di Forza Italia ed il Partito di Renzi più qualche lista civica, in vista delle prossime scadenze elettorali. Chiudere gli interventi al Partenariato eviterà considerazioni scomode come il mancato rispetto preso dall’allora Sottosegretario a Palazzo Chigi per compensare il taglio di 140 milioni di fondi europei FSE e FESR per il 2014-2020 o come il finanziamento irrisorio per l’area di crisi complessa, e garantirà alla manifestazione di raggiungere l’obiettivo politico prefissato. 

Assunzioni a tempo indeterminato del personale docente e altre disposizioni sono state elaborate tramite provvedimento del Miur
immagine
(AGMnews) - Campobasso 28 lug. Il Miur ha pubblicato il D.M. del 26 luglio ’17 con il quale si definiscono i contingenti per le 51.773 assunzioni a tempo indeterminato del personale docente. Al Molise spettano 214 posti. Al decreto sono allegate le tabelle  per insegnamento e per provincia. Il numero di posti disponibili per la scuola secondaria è inferiore ai posti liberi di 1.215 unità per il riassorbimento dell’esubero nazionale e regionale. A breve sarà disponibile anche la tabella per le 61 assunzioni di personale educativo. Per il personale ATA (collaboratori scolastici, assistenti amministrativi e tecnici, dsga, cuochi) i contingenti saranno definiti entro il 10 agosto. Nella nota  di accompagnamento al decreto, sono specificate le procedure e il calendario delle operazioni. Le nomine in ruolo, su ambito, avverranno a partire dal 27 luglio dalle graduatorie di merito del concorso ordinario. A seguire quelle dalle graduatorie da esaurimento. Nella nota si specifica che le operazioni di assunzioni debbano concludersi entro il 5 agosto in modo da permettere ai neo-assunti di presentare la propria candidatura per l’assegnazione da ambito a scuola: la funzione su istanze online sarò disponibile dal 29 luglio al 6 agosto. Per i docenti che non abbiano ricevuto proposte o le abbiano rifiutate provvederà l’ufficio scolastico regionale (dal 16 agosto) sulla base del punteggio nelle graduatorie (prima il concorso e poi le graduatorie da esaurimento). La ripartizione delle assunzioni sarà al 50% tra le due procedure salvo eventuali recuperi rispetto alle operazioni dello scorso anno (incluso il posto dispari). Per la scuola dell’infanzia è previsto anche il recupero, a favore delle graduatorie ad esaurimento della quota eccedente il 15% utilizzata lo scorso anno per assunzioni dal concorso 2012.
 
 

Ecco la ripartizione per il Molise:

INFANZIA

PRIMARIA

I GRADO

II GRADO

SOSTEGNO

TOTALE

PROV.

4

10

49

58

26

147

CB

8

8

22

20

9

67

IS

12

18

71

78

35

214

 

 
 
 
Si tratta di  un contingente che rimpiazza  appena il turn over; non consente di aumentare il tempo scuola e documenta, in termini assoluti, il continuo spopolamento della nostra regione, che il prossimo anno scolastico  avrà oltre  mille alunni in meno  rispetto al precedente. 
immagine
(AGMnews) - Campobasso, 26 lug. Nuova proroga della cassa integrazione straordinaria in favore dei dipendenti della Gam, la Commissione bilancio del Senato ha approvato l’emendamento al Decreto Mezzogiorno. Lo comunicano il presidente della Regione Molise, Paolo di Laura Frattura, e l’assessore allo Sviluppo economico, Carlo Veneziale. “È un risultato molto importante – commentato Frattura e Veneziale –, che mette in sicurezza per un altro anno ancora i lavoratori, circa 270, dello stabilimento di Bojano: siamo soddisfatti. Andiamo avanti nel percorso che abbiamo costruito per il rilancio della filiera avicola molisana grazie anche all’attenzione che ancora una volta il Ministero del lavoro e il Ministero dell’economia hanno dimostrato nei nostri confronti”. “La cassa integrazione straordinaria già autorizzata – ricordano –, è in scadenza il prossimo novembre. Davanti a noi, adesso, nuove garanzie concrete per portare avanti con maggiore serenità il piano di ristrutturazione presentato del gruppo Amadori”. “Preziosi, l’impegno e la collaborazione in Commissione del senatore Roberto Ruta. Aggiungiamo un’altra pagina positiva per la nostra filiera avicola, per la quale in questi giorni è stata perfezionata anche la liquidazione per oltre un milione di euro ai creditori. Fatti, questi, – concludono Frattura e Veneziale –, che danno ragione alla fiducia che i lavoratori hanno riposto nel percorso che abbiamo scelto per arrivare a questi risultati”. 
30 mila euro a fondo perduto per ogni partecipante, fino a 200 mila per progetti presentati da più candidati
immagine
(AGMnews) - Campobasso, 20 lug. Ripresa produttiva e occupazionale, “si possono presentare da oggi ed entro i prossimi 60 giorni le candidature agli avvisi da 2 milioni di euro a valere sui fondi Por Fesr Fse 2014-2020 per la creazione di nuove imprese nel Molise”, lo comunicano il presidente della Regione Molise, Paolo di Laura Frattura, e l’assessore allo Sviluppo economico, Carlo Veneziale. I due distinti bandi pubblici, destinati rispettivamente ai lavoratori dell’area di crisi complessa e al resto del territorio regionale, sono stati pubblicati sul Bollettino ufficiale (edizione straordinaria del 18 luglio, scaricabile dal sito istituzionale della Regione). 
Gli avvisi sostengono la creazione di nuove imprese (lavoro autonomo o attività di impresa in forma associata) che riguardano la creazione di beni nei settori industria, artigianato e trasformazione dei prodotti agricoli, la fornitura di servizi alle imprese e alle persone, il commercio di beni e servizi , il turismo e la promozione culturale. Le possibili forme giuridiche delle imprese: ditta/impresa individuale, società di persone, società di capitali, società cooperativa. Per ogni singolo partecipante è stato stabilito un contributo massimo di 30 mila euro a fondo perduto. Il contributo è estendibile fino a 200 mila euro per progetti presentati da più partecipanti.
Le domande vanno presentate online sulla piattaforma Mosem all’indirizzo web https://mosem.regione.molise.it
 
AVVISO PER LA CREAZIONE DI IMPRESE DA PARTE DEI LAVORATORI DELL’AREA DI CRISI COMPLESSA 
 
Dotazione finanziaria di 1.000.000 euro. Si rivolge ai disoccupati o percettori di misure di sostegno al reddito, comunque denominate, che dalla data del 1 gennaio 2008 risultavano occupati con rapporto di lavoro subordinato o parasubordinato (collaborazione a progetto, collaborazioni coordinate e continuative, collaborazioni occasionali, soci lavorati, etc.) presso aziende coinvolte nelle crisi delle seguenti attività:
polo avicolo agroalimentare: Solagrital-Gam e aziende dell’indotto;
polo tessile: Ittierre Spa e aziende dell’indotto;
polo meccanico (ambito Venafro-Pozzilli).
AVVISO PER LA CREAZIONE DI IMPRESE NELL’INTERO TERRITORIO REGIONALE
Dotazione finanziaria di 1.000.000 euro. Si rivolge ai cittadini del resto del territorio molisano. Tra le spese ammissibili sono annoverate le spese per l’acquisto di macchinari, impianti e attrezzature, le spese per l’acquisto di componenti hardware e software utili per l’attività di impresa compreso la realizzazione di siti internet, le spese per ristrutturazione/adeguamento dei locali funzionali all’attività imprenditoriale, le spese per consulenze strategiche funzionali all’attività nella misura massima del 10% dei costi. 
Un importante strumento di programmazione per le future politiche del lavoro, ma anche educative, formative, industriali e di welfare.
immagine
(AGMnews) - Campobasso, 04 lug. Il MoVimento 5 Stelle presenta anche in Molise i risultati del primo studio sulle prospettive del mondo occupazionale. Venerdì 7 luglio, i portavoce alla Camera dei deputati Tiziana Ciprini e Claudio Cominardi saranno a Termoli, presso il Cinema S. Antonio, a partire dalle ore 18. Come sta cambiando il lavoro? Come sarà tra dieci anni? Quali lavori spariranno e quali saranno le professioni del prossimo futuro? Sono solo alcune delle domande a cui ha risposto ‘Lavoro 2025’, la prima ricerca previsionale targata MoVimento 5 Stelle che cerca di descrivere con metodo scientifico come cambierà e quali caratteristiche avrà il mondo del lavoro nel prossimo decennio. Venerdì 7 luglio a Termoli, presso il Cinema S. Antonio con inizio alle ore 18, parleremo proprio di occupazione e dei risultati di uno studio unico nel suo genere, un importante strumento di programmazione per le future politiche del lavoro, ma anche educative, formative, industriali e di welfare. Saranno con noi Tiziana Ciprini e Claudio Cominardi, portavoce M5S alla Camera dei deputati e membri della Commissione Lavoro. Sono stati proprio loro a sviluppare il progetto ‘Lavoro 2025’, elaborato in collaborazione con il professore emerito di Sociologia del Lavoro presso l’Università ‘La Sapienza’ di Roma, Domenico De Masi. E proprio con loro ci sarà spazio anche per un dibattito pubblico, aperto a tutti i presenti sui principali temi legati al lavoro. Lo studio è stato basato sul metodo scientifico (Delphi): undici esperti in differenti materie e con approcci differenti hanno fornito il proprio contributo ignorando l’identità del reale committente. Tutti i contributi sono stati incrociati e vagliati al fine di sottoporre valutazioni e conclusioni a un importante processo critico. In questo modo la ricerca ha ricostruito cause ed effetti della rivoluzione tecnologica, per riuscire a individuare la rotta del mondo occupazionale. Dopo la seconda Guerra Mondiale, grazie a una serie di fattori come progresso tecnologico, globalizzazione, diffusione dei media e scolarizzazione di massa, la società industriale ha ceduto il passo a una società profondamente diversa, centrata sulla produzione di beni immateriali come servizi, informazioni, simboli, valori, estetica. Questo passaggio epocale non è stato ancora metabolizzato, generando uno stato di disorientamento e uno dei settori che più ne soffre gli effetti è proprio il lavoro. Tutti i comparti sono incalzati dalla disoccupazione tecnologica e sono compresi sotto la medesima etichetta di ‘lavoro’, accomunati in una medesima normativa nonostante profonde diversità. Ma gli equivoci maggiori nascono in materia di politiche occupazionali, dove più incisiva è l’influenza di variabili come demografia, mobilità geografica, tecnologia, sviluppo organizzativo, globalizzazione e scolarizzazione. Quindi servono chiarezza e lungimiranza. L’essenza stessa della società postindustriale, infatti, risiede nella progettazione di futuro, ma non è possibile progettare il futuro senza prevederlo. Perciò il gruppo dei parlamentari 5 Stelle che fanno parte della Commissione Lavoro della Camera ha commissionato all’eminente sociologo del Lavoro Domenico De Masi, una ricerca previsionale su come evolverà il lavoro nel prossimo decennio. Uno studio che tenta di capire come evolverà il mercato del lavoro, se i posti di lavoro aumenteranno o diminuiranno in rapporto alla popolazione attiva, quali settori saranno carenti, quali adeguati e quali esuberanti di occupati, quali tipi di professioni vedranno crescere la domanda e quali la vedranno decrescere; e ancora, quale ruolo giocheranno sul mercato del lavoro Stato, istituzioni, imprenditori, sindacati, partiti politici e la società civile, come evolverà l’organizzazione del lavoro e come saranno gestite le differenze di genere, di razza e religione. Dalla ricerca di risposte a queste domande è venuta fuori una certezza che riaccende la speranza: le opportunità da cogliere per una nuova organizzazione dell’occupazione non mancano in un’epoca in cui per mezzo della tecnologia è possibile produrre più beni e servizi con minore tempo e con un impiego di lavoro umano sempre minore. Bisogna soltanto farsi trovare pronti e ‘Lavoro 2025’ aiuta a capire come fare.
Inizio
<< 10 precedenti
Armando Caramanica Editore SrlS Contrada Colle delle Api snc 86100 Campobasso Italia P.iva 01723130702 armandocaramanicaeditore.srls@workpec.it
questo sito è stato realizzato con il CMS Journalist | About | Contact