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Proposta di obbligo di sottoporsi “all’antidoping” tutti i Consiglieri e Assessori regionali!
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(AGMnews) - Campobasso - 17 Nov.  Un'indicazione condivisibile da tutto l’elettorato molisano, quella lanciata dal consigliere regionale Massimiliano Scarabeo. Chi è  eletto e viene preposto  a reggere le sorti di un intero territorio deve essere scevro da qualsiasi condizionamento – “stupefacenti” compresi -  La   proposta di emendamento alla legge 161 che approda in consiglio regionale, sarà di quelle che farà   scalpore.  Questo il testo della missiva di  Scarabeo : “Sottoporsi a test antidroga per dimostrare di essere in grado di svolgere il proprio ruolo, non è un grande sacrificio per un politico che non ha nulla da nascondere. È per questo che ho presentato questa idea sotto forma di emendamento alla proposta di legge regionale n. 161-  in discussione in Consiglio Regionale, per sottoporre tutti gli Assessori e Consiglieri, a un test antidroga. Rendere obbligatori i controlli antidroga, casuali e periodici, sui Consiglieri e gli Assessori regionali del Molise, spero trovi adesione da parte della maggioranza di Palazzo D’Aimmo, dato che mi sembra giusto dimostrare e quindi far conoscere ai cittadini di essere pienamente 'compos sui' quando si decide su cose rilevanti del futuro di una intera regione. L'attività posta in essere da un Consigliere o Assessore Regionale riveste un'importanza rilevante per il grado di responsabilità che essa comporta. Per cui, le sorti politiche, istituzionali, economiche e sociali di una Regione sono conseguenza della sua capacità ma anche della lucidità con la quale esercita, quotidianamente, la propria azione amministrativa. E’ indispensabile che questi sia in grado, costantemente, di assicurare alla politica ed alla guida della Regione, un impegno adeguato psichicamente alle importanti funzioni che un buon politico deve svolgere.” 

Riunione monotematica il 7 pv.,
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(AGMnews) - Campobasso, 06 Nov. - Convocato dal Presidente Vincenzo Cotugno il Consiglio regionale sarà in riunione martedì 7 novembre, alle ore 10:30. L’Assise sarà chiamata a discutere un unico argomento: “Mozione di sfiducia, a firma dei Consiglieri Federico, Manzo, Iorio, Fusco Perrella, Sabusco e Cavaliere, al Presidente della Giunta regionale”. A quanto sembra al Governatore  Di Laura Frattura dovrebbe essere  confermata la fiducia  in considerazione dell'esistenza di un documento già firmato da undici consiglieri regionali (su 20) con a capo  il venafrano Cotugno 

Programmi, opinioni e tanto altro saranno i temi principali con il quale il Movimento Cinque Stelle porterà in campo per le prossimi elezioni regionali
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(AGMnews) - Campobasso, 16 set. Partecipare, dibattere, comprendere. Sono questi i punti cardine del MoVimento 5 Stelle Molise, a differenza degli altri schieramenti politici. Dopo settimane a disposizione di ogni suggerimento sulla nostra piattaforma di condivisione Rousseau, dopo l’assemblea di domenica scorsa a Termoli, ieri nella sala consiliare del Comune di Campobasso abbiamo presentato e discusso insieme a cittadini e attivisti la nostra proposta di legge elettorale. Un progetto nuovo sotto tanti punti di vista che punta a una corretta rappresentanza dei cittadini nelle istituzioni e alla stabilità di governo. Via abbiamo parlato del sistema elettorale che, come per molte altre regioni, prevede un sistema elettorale basato sul proporzionale con premio di maggioranza. L’80% dei seggi è assegnato con il proporzionale, il 20 % è invece assegnato come premio alle liste collegate al candidato Presidente vincitore. Vi abbiamo parlato di circoscrizioni e del nostro metodo di calcolo. Il nostro progetto prevede due circoscrizioni come le province amministrative e il metodo di calcolo d’Hondt, che vi abbiamo spiegato nei dettagli, garantisce l’effettiva rappresentanza di entrambi i territori. Il numero di seggi sarà di 10 per la provincia di Campobasso e 6 per quella di Isernia. Vi abbiamo parlato di voto congiunto, un voto completo e consapevole che richiama uno dei principali fondamenti del MoVimento 5 Stelle: puntare sul programma, non sulle persone. Il voto congiunto garantisce che consigliere regionale e governatore condividano, appunto, un programma. L’intero impianto della legge inoltre ha il merito di combattere la peculiarità tutta molisana dei partiti unipersonali spostando l’attenzione del singolo sugli ideali alla base di ogni visione politica. Il sistema M5S prevede soglie di sbarramento al 10% per le liste in coalizione e al 5% per le liste singole per evitare i partiti monocellulari che spesso significano solo interessi di parte e maggiori costi. Infine altri due punti cardine: limitare a due mandati consecutivi l’eleggibilità del governatore ed eliminare il diritto al seggio automatico per il candidato presidente arrivato secondo che dovrà ottenere preferenze come tutti gli altri. Via poi il privilegio del listino bloccato che ha consentito a tanti candidati di essere eletti senza voti. Dopo l’esposizione della proposta, è stato aperto il dibattito. Abbiamo risposto ad ogni dubbio, tuttavia le sollecitazioni ricevute saranno prese in considerazione dai portavoce in tutte le fasi di discussione della legge in Consiglio regionale, se mai davvero dovesse iniziare il dibattito in Aula. In quel caso, una cosa sia chiara: il MoVimento 5 Stelle Molise non appoggerà proposte di legge elettorale avanzate da altri partiti, né voterà favorevolmente a stralci di esse. Continuiamo a seguire la nostra strada dato che l’impianto della legge è sostenuta dalla maggioranza degli iscritti. Ma ci saranno altre occasioni per parlare di legge elettorale. Fra qualche giorno ci rimetteremo in cammino lungo le strade molisane per parlare di tanti temi e del programma elettorale 5 stelle. Stay tuned!
Regione, bilancio di previsione 2017-2019. Il consigliere Scarabeo interviene sull'operato della Giunta regionale
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(AGMnews) - Campobasso, 09 set. La convocazione del Consiglio regionale sulla variazione di bilancio di previsione per l’esercizio finanziario 2017-2019, lascia moltissime perplessità non solo sul modo di operare di questo Governatore e di chi condivide certi suoi “capricci”, ma anche sul rapporto che questi continua a tenere nei confronti del Consiglio regionale. Ed è su questo punto che sono particolarmente critico, perché non è possibile esautorare dei propri poteri l’Assemblea regionale ponendola nelle condizioni di essere convocata e non poter, regolarmente, svolgere il proprio ruolo. Pensare di bypassare le Commissioni regionali preposte alla verifica delle operazioni di variazione di bilancio di previsione e scaricando appositamente la Giunta dalle responsabilità del caso, non è degno di nota, né giusto. O c’è qualcosa da nascondere, oppure abbiamo a che fare con un “capetto” come nei peggiori sistemi di governo che crede di avere le istituzioni al proprio servizio. Il mio voto contrario a questa specie di blitz per approvare qualcosa di non chiaro, manca infatti una documentazione sufficiente a farci capire di cosa si sta veramente parlando, vuole indicare che la misura è davvero colma. E’ un voto contrario che, probabilmente, racchiude anche il pensiero di tante persone che non accettano un modo di fare fuori da certe logiche: quelle della democrazia e del rispetto. Certo, con l’approssimarsi di nuove elezioni, ogni momento è buono per apparire migliori, ma pensare di passare sulla dignità del Consiglio regionale per guadagnarsi qualche voto è troppo. Spero che il Consiglio regionale da questo momento in poi saprà porre rimedio a queste intemperanze e lanciare un messaggio preciso a chi crede di egemonizzare una intera regione che in questi anni di cattivo governo ha praticamente distrutto!

Analisi e riflessioni del Movimento Cinque Stelle sulla stesura di un Piano di razionalizzazione delle società partecipate
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(AGMnews) - Campobasso, 08 set. Da due anni il Molise aspetta un vero Piano operativo di razionalizzazione come chiede la legge. Uno dei tanti propositi annunciati e abbandonati da una Giunta che con la propria incapacità continua a far pagare ai cittadini centinaia di migliaia di euro per il nulla. Abbiamo presentato una nuova interrogazione in Consiglio regionale. Se qualcuno non lo ricorda gli rinfreschiamo la memoria. La legge nazionale di stabilità 2015, in maniera più incisiva rispetto alle precedenti, prevedeva per le Regioni la stesura di un Piano di razionalizzazione delle società partecipate con l’obiettivo di ridurne numero e costi. Un progetto che aveva date precise: a decorrere dal 1 gennaio 2015 i governatori dovevano avviare un processo di razionalizzazione delle società e delle partecipazioni societarie dirette e indirette per concretizzarne la riduzione entro il 31 dicembre 2015. La normativa prevedeva anche la exit strategy: le amministrazioni, nel rispetto delle procedure ad evidenza pubblica, avrebbero potuto cedere a terzi le società e le partecipazioni vietate. Decorsi i termini previsti, la partecipazione non alienata semplicemente cessava. Se l’alienazione non andava in porto, entro i dodici mesi dalla cessazione, la società avrebbe liquidato in denaro il valore della quota del socio cessato.
La legge aveva quindi stabilito tempi e modi del processo e, a conclusione dell’iter di dismissione, aveva imposto entro il 15 marzo del 2016 la stesura di una apposita relazione contenente i risultati del processo di razionalizzazione. Piano e relazione dovevano essere pubblicati sul sito web istituzionale e il piano doveva essere inviato alla Sezione regionale di controllo della Corte dei Conti che si sarebbe espressa sulla sua validità.
La Regione Molise non fece nulla di tutto questo e a settembre, dunque dopo 6 mesi dalla prima scadenza, in Consiglio regionale fu discussa la mozione a firma MoVimento 5 Stelle Molise che suonava la sveglia al governatore Frattura e alla sua Giunta invitandoli a predisporre il Piano. La mozione fu respinta, anche se il Presidente ammise di essere “inadempiente”, promettendo di adottare il Piano entro fine settembre. E aggiunse trionfante: “Leggerete nell’atto un impegno rigoroso di razionalizzazione di tutto il monte Società partecipate direttamente dalla Regione, lasciando chiaramente in vita esclusivamente quelle che effettivamente rappresentano un valore strategico per la Regione stessa.” A fine settembre 2015 la Giunta approvò la deliberazione n. 497 dal titolo: ‘Ricognizione e Piano operativo di razionalizzazione degli organismi partecipati dalla Regione Molise’. Per quanto riguardava le partecipate indirette la Regione annunciava che “le società pubbliche interessate dovranno attivarsi in un’ottica di massimizzazione dei proventi derivanti dalle cessioni, previa adozione di un piano di razionalizzazione, analogo a quello adottato dalla Regione Molise”. Si trattava di un documento vuoto, una banale valutazione della dimensione quantitativa delle società partecipate e dei loro dati contabili. Al Piano, tra l’altro, mancava la relazione contenente i risultati della razionalizzazione e non sappiamo se il progetto sia mai stato inviato alla Corte dei Conti. Da allora, le Partecipate dirette e indirette sono tutte al loro posto. Un ginepraio di sigle visibile nella relazione allegata alla Determina di Giunta regionale 497/2015 pubblicata sul sito istituzionale. Esse sono Autostrada del Molise, Sviluppo Montagna Molisana spa, che detiene il 100% di Funivie del Molise; Finmolise che partecipa al capitale di A.SVI.R Molise, IN.DAL.CO. spa, I.FI.M. spa, Matese per l’Occupazione e Molise e Sviluppo (entrambe società consortili per azioni), Cooperativa COTEB scarl, Energia Verde srl, Contagricol spa, Consorzio Agrisviluppo 2000. Ci sono poi Gam (Gestione Agroalimentare Molise) srl in concordato che possiede il 100% di Avicola molisana; Sviluppo Italia Molise che compartecipa con FinMolise a Molise Sviluppo; Molise Dati spa che partecipa alla Banca Popolare delle Province Molisane, a Wircom spa e a Sopros spa. Senza dimenticare la società in liquidazione Korai srl, il consorzio Geosat e lo Zuccherificio del Molise, società dichiarata fallita a luglio 2015. Il caso più eclatante è forse l’Autostrada del Molise, una società legata a un progetto insensato (che in fin dei conti si era ridotto al solo tratto Castelpetroso-Guardiaregia) a cui il M5S si è sempre opposto, chiedendone la liquidazione più volte in Aula. La società Autostrada del Molise ha chiuso il bilancio 2016 con una perdita di circa 190.000 euro: la metà di questi soldi sono serviti a pagare compensi e rimborsi del Consiglio d’amministrazione e del Collegio sindacale, l’altra metà è servita a pagare servizi resi dall’Anas e spese legali. Il progetto non sarà mai realizzato (per fortuna), tuttavia per il sesto anno consecutivo la società ha chiuso il bilancio in passivo ma non viene sciolta, con il socio Regione che continua a pagare il conto, buttando soldi pubblici. È solo un caso, che fa capire lo sperpero di denaro in atto attorno alle Partecipate.
Il MoVimento 5 Stelle Molise ha presentato un nuovo atto in Consiglio regionale. Una interrogazione con cui chiediamo al governatore Paolo di Laura Frattura tre cose: se ad oggi risultano società in dismissione, a partecipazione diretta o indiretta; se le società partecipate direttamente dalla Regione hanno presentato il piano per la dismissione delle indirette; se un vero Piano operativo di razionalizzazione è stato inviato alla Corte dei Conti che doveva esprimersi sulla sua validità. Secondo voi il governatore sarà in grado di risponderci?
Ci va giù duro l’ex assessore PD nominato da Di Laura Frattura
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(AGMnews) – Campobasso, 6 Sett. - Massimiliano Scarabeo consigliere regionale in carica, non gliele manda a dire ed attacca pesantemente il governatore Frattura con un durissimo comunicato inviato alla stampa: “Elencare le “malefatte” di Frattura nel corso di questi anni, richiederebbe molto tempo, perché tante sono state le scelte scellerate che non hanno portato a niente di buono per il lavoro e l’economia in generale. Sotto l’alibi dell’Area di Crisi che ancora non vede la luce, nonostante i roboanti annunci, si è consumata l’ultima barzelletta di un bando che dovrebbe finanziare iniziative imprenditoriali di giovani under 30 e ex lavoratori delle aziende in crisi, ricadenti nei bacini individuati dal decreto di dichiarazione dell’Area di Crisi per il Molise, il cui importo complessivo è soltanto di due milioni di Euro. E ti credo che già al primo giorno la presentazione delle domande è stata sospesa! Due milioni di Euro, che divisi per l’importo massimo ammissibile dai bandi, significano pochissimi progetti da finanziare. Due milioni di Euro, sono una goccia in un oceano e questo rientra nel discorso che in questi anni, pochissime risorse regionali sono state rese disponibili per il lavoro e l’occupazione. Tante le richieste perché tanta è la necessitòà di trovare occupazione, soprattutto da parte dei giovani che non vogliono lasciare il Molise ma che, loro malgrado, sono costretti a farlo vista la necessità di sopravvivere a questo stato di crisi latente che non offre altre opportunità. In passato, più volte è stata sollecitata la necessità di favorire l’occupazione attraverso strumenti di immediato riscontro, sgravi fiscali etributari per nuove assunzioni, per esempio, o altre forme di incentivazione con intervento finanziario diretto da parte della Regione Molise. Parole al vento che oggi, alle porte di una nuova campagna elettorale e di una nuova stagione politico-istituzionale per il Molise, tornano più che mai d’attualità. Per chi vede la questione come un successo la risposta viene data proprio dal numero delle richieste che è molto oltre il limite finanziario messo a disposizione, questo significa che sono tante le speranze dei giovani molisani, speranze che, loro malgrado, restano pie illusioni, proprio mentre non ci si pone alcun problema ad accreditare milioni di Euro alla sanità privata. Il problema, alla fine, ricade su chi è già pesantemente penalizzato dall’attuale crisi economica e sociale in atto e che auspica di intravedere una possibile alternativa allo stato di disagio a cui è costretto. Si può mai guardare con fiducia al futuro se questo viene visto con gli occhi di chi   ha più bisogno e deve riporre le propriesperanze in un cassetto?”

...prima di indicare nuove soluzioni.
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(AGMnews) - Campobasso 04 Ago.   La sinistra molisana non ha mai avuto vita facile, ma pur tra mille errori, ritardi, limiti e spaccature, è riuscita almeno in parte,  a rappresentare e tutelare i bisogni delle classi sociali meno abbienti. Non si contano i militanti di sinistra obbligati a scegliere, da fine ottocento ai nostri giorni, la via dell’emigrazione come unica alternativa per non rinunciare ai propri ideali. La lotta politica nei piccoli comuni del Molise non è mai stata una passeggiata per chi osava schierarsi contro il potere, tra rinunce, sacrifici, visti negati per l’espatrio in America, mancate assunzioni in FIAT o negli uffici pubblici, discriminazioni palesi nell’assegnazione delle terre della riforma agraria, isolamento, denigrazioni e negazioni di diritti elementari. A tutto ciò si reagiva organizzandosi nel partito socialista, iscrivendosi al  sindacato, aderendo al PCI, strutturando le associazioni cooperative, degli artigiani e dei contadini, lottando insieme ai partiti laici,e rafforzando le reti di solidarietà locali. Un cammino nato con le società di mutuo soccorso e che si inerpica ancora sui sentieri sempre più stretti di questo terzo millennio dominato dal ricatto di un capitalismo senza regole che umilia il lavoro e calpesta i diritti umani. In un smile contesto, è comprensibile lo sbandamento della sinistra che per vincere a Roma si è affidata per due volte a Prodi, e per governare si è affidata prima a Letta e poi a Renzi e quindi a Gentiloni. In Molise si è seguita la stessa scia importando figure dal campo di Agramante che progressivamente hanno mutato geneticamente i tratti del centrosinistra brandendo il potere come una clava con modalità e metodiche simili se non peggiori di quelle della destra più retriva. Se in Italia l’ultimo Presidente del Consiglio di Sinistra è stato Massimo D’Alema tra il 1999 ed il 2000, in Molise ci fu un fuggi fuggi di dirigenti autorevoli  di sinistra alle Primarie per la Presidenza della Regione del 2011. Con la tesi che senza i voti centristi si sarebbero perse le elezioni in tanti si affrettarono ad andare in soccorso dell’uomo della provvidenza portandogli in dote quel migliaio di voti in più che gli consentirono di vincere le primarie con una percentuale vicina al 40%. Su quel passaggio decisivo per le sorti del centrosinistra molisano è calato un silenzio tombale, sorprendendosi a distanza di anni che un uomo nato a destra, resti di destra e adotti scelte di destra, svuotando la politica e investendo sull’esercizio del potere. Dal punto di vista tattico quell’operazione politica fu un capolavoro che capovolse in 24 mesi la politica molisana, consegnando le principali amministrazioni locali e 3 parlamentari su quattro al centrosinistra, ma alla luce di ciò che è accaduto in Regione ne è valsa la pena ? Per la mia parte, pur avendo provato nel momento topico delle Primarie a fronteggiare un plateale errore di strategia politica, sono pronto a riconoscere che occorreva persistere nell’opposizione ad un disegno sbagliato anziché far prevalere il senso di responsabilità, lo spirito di servizio e l’unità del centrosinistra. Probabilmente una battaglia politica fatta dopo aver perso le Primarie non avrebbe sortito effetti, ma non averla combattuta è stato uno sbaglio di cui ho tratto le conseguenze solo a metà legislatura, pur di completare l’adozione di norme, atti e pianificazioni utili alla parte più debole del Molise. Senza una riflessione ampia sugli errori fatti in questi anni da parte di ciascuno di noi e da tutto il centrosinistra non si va da nessuna parte. Meglio tacere e fare un passo di lato !

L’azienda speciale è senza consiglio d’amministrazione, senza un direttore generale, senza risorse, senza progetto di riordino
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(AGMnews)- Campobasso 01 Sett.  Non solo l’Arpa Molise, da due anni senza una guida stabile, costretta a svolgere compiti non suoi, con poche risorse a disposizione e senza possibilità di svolgere funzioni nel lungo periodo. La Regione sta uccidendo anche Molise Acque, l’Azienda ‘Speciale’ che assicura il rifornimento di acqua potabile ai serbatoi di 170 comuni molisani, ai Consorzi di bonifica del Basso Molise e ai principali Consorzi industriali della regione. Un’Azienda fondamentale che tuttavia da anni è stata quasi abbandonata dalla Regione che nel 2015 aveva deciso di riformarla sotto lo slogan del taglio dei costi. La legge regionale n. 8 del 4 maggio di quell’anno ha modificato la composizione del consiglio di amministrazione, rimuovendo uno dei tre componenti, ma di fatto destituendo l’organo in carica, compreso il Presidente. Per lo scopo, la Giunta regionale nomina un Commissario straordinario chiamato in primis ad assicurare il corretto funzionamento dell’Ente in attesa della ricomposizione del Cda ma anche per proporre all’esecutivo regionale un progetto di riordino dell’Azienda speciale entro i sessanta giorni dall’entrata in vigore della legge n. 8 del 2015 (dunque entro luglio 2015). Il primo ad essere nominato Commissario è Pasquale Mauro Di Mirco, per la durata di 60 giorni. A giugno 2015, invece, in pochi giorni viene prima approvata la proposta di modifica dello Statuto, poi la Giunta regionale approva uno schema di avviso pubblico per la nomina del nuovo Presidente del consiglio di amministrazione: A questo punto qualcosa si inceppa. Di Mirco che doveva restare commissario soli due mesi arriva a 5, fino a metà ottobre 2015 quando si dimette per far posto ad Antonio Calise che rimane in carica un anno. Nell’ottobre 2016 Massimo Pillarella è nominato nuovo Commissario straordinario “per lo svolgimento di tutte le ordinarie funzioni amministrative dell’Azienda e per ogni altro atto indifferibile ed urgente, per consentire il funzionamento dell’Ente”. Ad oggi la ricomposizione del Cda, fondamentale per l’Azienda, è ancora una chimera. E il Direttore generale che fine ha fatto? Per trovare la persona giusta qualche anno fa l’Azienda pubblica un bando pubblico che crea un elenco di candidati idonei all’incarico. Ad aprile 2015 viene scelto Vincenzo Rossi, già dirigente regionale, ma il suo incarico non parte neppure, pare per mancanza del nulla osta regionale, particolare di cui non si conoscono i motivi. Il 1 febbraio 2016 viene quindi nominato Luigi D’Orsi, (che peraltro in qualità di coordinatore aveva presentato una lista a sostegno del governatore Frattura): finalmente Molise Acque ha il suo Direttore generale, almeno fino al giorno 11 ottobre 2016 quando cessa la carica. Da 10 mesi quindi l’Azienda speciale è senza Direttore generale, senza Consiglio d’amministrazione e senza il progetto di riordino dell’Azienda che andava presentato entro 60 giorni dal primo decreto di nomina del Commissario straordinario del 7 Maggio 2015, quindi, lo ripetiamo, entro luglio 2015. Sono ritardi imbarazzanti, inconcepibili per qualsiasi buona amministrazione. Il MoVimento 5 Stelle Molise ha presentato una interpellanza in Consiglio regionale. Vogliamo conoscere i motivi per cui non è stato ancora nominato il nuovo Direttore generale di Molise Acque, nonostante esista un elenco dei candidati risultati idonei all’incarico. Ma vogliamo anche conoscere i motivi per cui non è stato ancora ricomposto l’Organo amministrativo (il Cda) e se è vero che non esiste alcuna proposta di riordino nonostante il termine temporale iniziale dei 60 giorni. L’Azienda speciale è senza una guida, senza consiglio d’amministrazione, senza risorse, con perdite milionarie continue in bilancio e senza la possibilità di lavorare al meglio per il bene dei cittadini. Molise Acque sta morendo: i cittadini hanno il diritto di sapere il perché.
I grillini non sono pronti a nuovi scenari specie se si tratti di nuove figure da mettere in campo politico
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(AGMnews) - Campobasso, 30 ago. Le regionali in Molise nel 2018 si avvicinano di gran passo e con loro comincia il totonomi in riferimento alle candidature. Accertata la disa@ezione dei molisani per i vecchi partiti, non resta che rivolgere il proprio sguardo verso nuove realtà. E tra le realtà più appetibili, se non proprio la più appetibile, c’è il M5S. Movimento giovane, con persone dinamiche e passionali, chein Molise, ma anche a livello nazionale si sono fatte valere. Ecco allora venire fuori i primi nomi dei probabili candidatialle Regionali2018. Alcuni mesi fa è stato il nome dellagiudice Rossana Vendittiacreare discussione politica, in queste ultime ore invece il nome è quello di Vincenzo Musacchio, 49 anni, da Portocannone. Musacchio è presidente e direttore scientifico dell’Osservatorio Regionale Antimafia del Molise, intitolato a don Peppe Diana, il prete trucidato dalla camorra nel1994. Musacchio sarebbestato invitato da un nutrito gruppo di attivisti grillini a candidarsi con il M5S alle prossime Regionali.Lui nesarebbe lusingato esoprattutto disponibile. Ma proprio dai grillini arriva l’altolà. Sia chiaro, nessun pregiudizio contro Musacchio,ma nel M5S ci sono regole. E la regola principale vuole che non ci sia spazio per quelli arrivati all’ultim’ora. Insomma l’impegno nel Movimento è qualcosa dacui non si può prescindere. Per Patrizia Manzo ed Antonio Federico è estremamente positivo che qualcuno affermi chiaramente di volersi impegnare con il M5S, ma ci sono regole che sono valse e valgono tutt’oggi. E infatti proprio sul tema delle candidature e per fare chiarezza sui nomi, il M5S ha diramato una nota: “È sempre importante vedere qualcuno che dichiara apertamente di volersi impegnare con il MoVimento 5 Stelle, perchéla partecipazioneel’apertura devono essereconcetti realie non chiacchiere. È altrettanto vero che nel MoVimento 5 Stelle ci sono regole da rispettare per la scelta deicandidati, siain termini di requisitiche di metodo.  Per quanto riguardai requisitici sono leregolechesono valse e valgono tutt’oggi per chiunque si sia candidato e che tendono ad escludere gli ‘arrivi dell’ultima ora’ per premiare invece l’impegno reale all’interno del MoVimento. Qualsiasi nominativo, inoltre, sarà investito della candidatura solo dopo aver incontrato il favore della maggioranza tra gli iscritti con apposita votazione. Tuttaviai dettagli delleregole per lecandidature devono ancoraessere ufficializzate, sicuramente dopo l’appuntamento di Italia 5 Stelle, previsto a Rimini dal 22 al 24 settembre. Per quanto riguarda il metodo, quindi, èchiaro chela fluidità del MoVimento consenteachiunque di darela propria disponibilità a partecipare, ma questo èancorail momento del lavoro, dell’impegno ditutti,all’interno delleistituzioni ma non solo, per risolverei tanti problemi del Molise. Prima dei nomi, di qualsiasi nome,serve un programma che anche questa volta sarà condiviso con chiunque voglia davvero fare il bene della nostra regione.”
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(AGMnews) - Campobasso, 29 ago. "È sempre importante vedere qualcuno che dichiara apertamente di volersi impegnare con il MoVimento 5 Stelle, perché la partecipazione e l'apertura devono essere concetti reali e non chiacchiere. È altrettanto vero che nel MoVimento 5 Stelle ci sono regole da rispettare per la scelta dei candidati, sia in termini di requisiti che di metodo. Per quanto riguarda i requisiti ci sono le regole che sono valse e valgono tutt'oggi per chiunque si sia candidato e che tendono ad escludere gli ‘arrivi dell'ultima ora’ per premiare invece l’impegno reale all’interno del MoVimento. Qualsiasi nominativo, inoltre, sarà investito della candidatura solo dopo aver incontrato il favore della maggioranza tra gli iscritti con apposita votazione. Tuttavia i dettagli delle regole per le candidature devono ancora essere ufficializzate, sicuramente dopo l’appuntamento di Italia 5 Stelle, previsto a Rimini dal 22 al 24 settembre. Per quanto riguarda il metodo, quindi, è chiaro che la fluidità del MoVimento consente a chiunque di dare la propria disponibilità a partecipare, ma questo è ancora il momento del lavoro, dell’impegno di tutti, all’interno delle istituzioni ma non solo, per risolvere i tanti problemi del Molise. Prima dei nomi, di qualsiasi nome, serve un programma che anche questa volta sarà condiviso con chiunque voglia davvero fare il bene della nostra regione."
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